L’onda d’urto

cinismoedit

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Come sempre ho tenuto il televisore spento.
Forse, così facendo, mi sono risparmiato qualche attimo di strazio, come hanno testimoniato commossi i blogger più reattivi, temporalmente, alla tragedia dell’Aquila e dintorni.

L’onda d’urto del terremoto ha poi attraversato rapidamente la blogosfera, e se è stato facile arrivare all’amara conclusione che un’indispensabile politica di prevenzione avrebbe evitato tanto dolore, quanto meno Internet sta attribuendo a questa calamità, nei suoi aspetti di informazione, compartecipazione, riflessione, un carattere democratico sconosciuto ad altre tragedie precedenti.
Un carattere democratico, proprio come la morte, che non guarda in faccia a nessuno.
Personaggi famosi, amici personali e “di tastiera”, sconosciuti, hanno la stessa possibilità di esprimersi e di contribuire ad un flusso comunicativo, denso, ricco, articolato.

Il settimanale “Passaparola” di Marco Travaglio viene pubblicato a caldo, a meno di dodici ore di distanza dalla scossa più devastante. E termina proprio ragionando sul ruolo di controllo che potrà svolgere la Rete nella stagione che si apre ora in Abruzzo, quella della ricostruzione e dei relativi sciacallaggi.
Questo però è il primo disastro dell’era di Internet, è il primo grosso disastro che capita in Italia con Internet a illuminarlo. Io non ho attese messianiche per Internet, penso che però sia uno strumento fondamentale. Penso che su questo disastro sarà un po’ più difficile speculare nelle proporzioni delle altre volte; penso che ogni cittadino, soprattutto in Abruzzo, è impegnato fin da oggi a controllare che questi morti non diventino un business per i soliti noti e penso che tutti debbano tenere gli occhi aperti e diventare un po’ delatori ogni volta che subodorano qualche cosa, qualche ruberia che viene fatta sulla pelle dei morti di questa notte.

Il video dello scienziato Giampaolo Giuliani, che aveva previsto il terremoto ed era stato pubblicamente zittito, schernito, nonché denunciato per “procurato allarme”, è stato scoperto, pubblicato e diffuso con la rapidità di quell’onda d’urto informativa di cui si diceva.
A me è giunto tramite gli amici “Senza Nome” del blog gemellato, che l’hanno pubblicato ieri sera. Mentre scrivo, il contatore di Youtube segnala 17809 accessi a quel documento, ma la scorsa notte, come suggeriva uno dei relativi commenti, è stato fermo per ore ad un ridicolo numero di 313, che faceva proprio pensare all’automobile di Paperino cara a questo blog, ma induceva anche a più di un sospetto di censura, se non nel contenuto informativo, in quello sulla sua rilevanza.
D’altra parte è nell’aria, l’ansia che ha il regime di imbrigliare questo strumento un po’ troppo democratico.

L’altro blog gemellato, quello della mia amica Superfragilistic , allarga il campo e si sofferma, come è giusto da parte di chi si occupa professionalmente di beni artistici, sugli aspetti legati all’auspicata opera di ricostruzione e di restauro di questi ultimi, ma non manca, come sempre, di profondi spunti di riflessione più generali:
La morte e la distruzione arrivano quando meno te l’aspetti ed i profeti del nulla ora parlano a vanvera inasprendo animi che andrebbero invece consolati, avvolti in un abbraccio protettivo e pieno di amore.

Un’altra mia amica blogger, che si firma Dichtung e ha il vantaggio, vivendo all’estero, di un punto di vista più distaccato e più facilmente critico sui nostri flagelli nazionali, ha pubblicato poco fa le sue osservazioni:
Ad una magnitudo compresa tra 5.0 e 5.9 corrisponde un terremoto moderato che può causare severi danni a edifici costruiti male in aree circoscritte, al più leggeri danni ad edifici progettati bene (wikipedia).
È difficile correlare magnitudo a intensità, tuttavia anche qui sotto i 6 Richter si parla di danni leggeri.
Danni leggeri ad edifici progettati bene.

Ho citato una voce famosa e quella di alcuni amici. Voglio finire questa piccola rassegna riportando le parole di sdegno di una sconosciuta, come ha fatto anche Beppe Grillo, che le ha pubblicate ieri, ancor prima di quelle di Marco Travaglio. Si chiama Viviana e, solo casualmente, è mia concittadina.

Qualcuno dice che anche se Bertolaso avesse preso in considerazione la segnalazione di Giuliani non ci sarebbe stato modo di far sfollare migliaia di persone. Male perché vuol dire che nell’Italia sismica e a rischio di catastrofi in 60 anni nessuno si è preso la briga di costruire una rete di protezione del territorio o un piano di edilizia antisismica. Vai a vedere in Giappone cosa hanno fatto. Da noi il Governo interviene sempre (e male) dopo la disgrazia.
E allora? dicono alcuni. E se anche si fosse saputo?
Allora si sarebbe dovuta applicare, secondo loro, la ricetta berlusconiana per la Crisi: Se non sai combatterla, negala?
Ma quel che colpisce è la supponenza di questi personaggi che sono esperti di niente ma che credono di pontificare su tutto, e possono farlo in virtù di poteri enormi che Berlusconi ha dato loro non si sa in virtù di che. Pensare che nelle mani di questa persona c’è il nostro territorio, la nostra salute, gli attacchi alla nostra vita che vengono da discariche e inceneritori e domani nucleare e che controllano persino il nostro patrimonio artistico unico al mondo (dopo aver conseguito i successi che sappiamo nelle discariche della Campania!) fa veramente rabbrividire!
Berlusconi vuole solo diminuire i vertici del controllo per avere pochissime persone da controllare lui più facilmente e vorrebbe annullare anche il Parlamento, mentre continua a tagliare i poteri delle Regioni, ma di questo passo pochi cortigiani di alto livello comanderanno su tutto prendendo ordini direttamente da Berlusconi, da un Berlusconi per di più su cui non esiste controllo alcuno. Siamo alla follia! Un tuttocrate monolitico e pure cretino che assomma su di se ogni potere e distrugge ogni diritto e ogni democrazia!
“.

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Immagini tratte da:
http://www.sorrisi.com/2009/02/19/silvio-berlusconi-ad-alfonso-signorini-%C2%ABbenigni-sono-uno-dei-45-milioni-di-italiani-che-non-lhanno-visto%C2%BB/
http://www.repubblica.it/

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7 risposte a L’onda d’urto

  1. Miss ha detto:

    P.s. Non intendevo di certo che la “rete” deve tacere, perchè la nostra rete è silenziosa, ma nessuna riuscirà a fermarla. Anche io ho tenuto il televisore spento.
    a ribaci

    • Franz ha detto:

      Il tuo concetto era già molto chiaro.
      Il silenzio è la dimensione della riflessione, dell’ascolto interiore, della conoscenza, e quindi anche della critica, del cambiamento, del vero progresso umano.
      Probabilmente è per autodifesa che il nostro modello di società, che ormai è un malato terminale, ci intontisce continuamente il cervello di rumore.
      Un bentornata a te, con amichevoli bacioni.

  2. Miss ha detto:

    A volte dovrebbe parlare solo il Silenzio.
    Il silenzio della paura, il silenzio della disperazione, ma anche il silenzio della vergogna, della malafede, e tanti altri silenzi che se ascoltati urlano.
    baci missss

  3. Cassandra ha detto:

    Io partecipo attivamente all’onda emotiva: meno censurabile, credo, ma non meno utile (serve a ricordare a chi può agire che l’attenzione sulla tragedia non cala).

    Lodevole l’iniziativa del monitoraggio, dopotutto questo è il medium migliore per inchieste alla “striscia la notizia” (immagino che Travaglio non apprezzerebbe l’accostamento, ma il format orginario della diffusione nazionale dei piccoli casi è loro…).

    Sorvolerei sulle polemiche: tutte da riscontrare, secondo me, quelle sulla prevedibilità (intanto il Time magazine ci fa un bell’articolo rendendo difficili anche eventuali aiuti dall’estero) e sempre troppo tardivo il riscontro della stabilità edilizia (eppure strumenti per misurare la conformità costruttiva ce ne sono… senza il bisogno di “scomodare” catastrofi naturali).

    Credo che il problema principale sia la ricostruzione.
    Di solito non avviene mai: passata, l’emozione, passata l’attenzione.

    • Franz ha detto:

      L’onda emotiva testimonia che l’imbarbarimento dei nostri animi non si è compiuto davvero, o del tutto, ma, come ogni onda, è un fenomeno transitorio.
      Quello che deve crescere è la “marea” di una volontà popolare di cambiare i criteri di avidità che regolano la nostra convivenza, a livelli privati e pubblici.
      La soliderietà che si manifesta vistosamente in questi momenti dovrebbe essere l’unico criterio.
      Ciao, poetessa, grazie del contributo.

  4. SUPERFRAGILISTIC ha detto:

    GRAZIE FRANZ PER AVERDATO ANCHE TU VOCE A QUESTA CONTROINFORMAZIONE. PROMETTIAMO DI RIMANERE VIGILI. UN ABBRACCIO MINA SUPERwordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Grazie a te, amica cara e gemella di blog.
      Prometto solennemente con te impegno di vigilanza ! 🙂
      Un abbraccio.

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