Una mattina mi son svegliato

partigianiedit

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…ed ho trovato l’invasor

Ma gli altri, una maggioranza sempre più impressionante, continuava a dormire il colpevole sonno della ragione, quello che genera mostri, continuava ad ignorare quell’oppressione, subdola, violenta, devastatrice delle coscienze, della cultura, dell’ambiente, delle strutture sociali, che affliggeva ogni giorno di più la quasi totalità della popolazione.
Non voleva neanche sentirsela raccontare, l’inquietante verità: cresciuta e foraggiata ad immagini e suoni di finta euforia edonistica, tanta champions league, e continui surrogati voyeuristici di realtà, e realissimi centri commerciali e outlet, e miti del consumo e degli “status symbol”, si sentiva appagata e protetta così, e basta, e sovversivo chi cercava di cantargliela giusta.

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O partigiano, portami via,
che mi sento di morir.

Il sangue, il sacrificio di quei giovani libertari ed idealisti, vanificato, offeso da un revisionismo volgare e violento, dimenticato, nel grande intorpidimento di massa.

A volte ho delle intuizioni, dei presagi. E quando sono cupi, non sempre ho la forza di trarne le dovute conseguenze.
Al termine del secondo governo Berlusconi, i sondaggi elettorali davano un deciso vantaggio alla coalizione di Romano Prodi e lasciavano sperare in un sospirato radicale cambiamento di pagina. Poi ci fu quella strana, oscura, risicata ‘vittoria di Pirro’, che permise solo di ritardare di un paio d’anni la messa in opera del piano sovversivo di Licio Gelli, quello che forse, con la maggioranza assoluta al PDL e l’istituzione della repubblica presidenziale, avrà presto il suo compimento.
Durante quella campagna elettorale, con tono di scaramanzia ed esorcismo, dicevo che un’eventuale inattesa riconferma della Jena ridens, e del suo zoo, avrebbe significato la necessità di espatriare, per qualsiasi persona libera e libertaria, a causa dello strapotere dittatoriale che gli avrebbe concesso.

Quella breve e ininfluente parentesi non ha cambiato le cose, anzi forse le ha peggiorate.
E il pensiero di un’ormai acquisita impossibilità di vivere in Italia ora torna di tanto in tanto a sfiorarmi. Sgradevolmente.
Anche se la mia tv è spenta, anche se non mi cibo di tette e culi di veline, e dell’intrattenimento di presentatrici sussiegose e prone al tiranno (vedi qui) , anche se avverto la sostanziale sterilità di un’opposizione via internet di nicchia, per quanto attiva ed appassionata, quell’idea mi è terribilmente scomoda e lontana, e preferisco cacciarla via sistematicamente, sperando che non torni a presentarsi, magari con accresciuto vigore.
E poi, informatico obsoleto, tassista a corto di orientamento nella mia stessa città, scrittore dilettante in lingua italiana, che cosa mai potrei fare all’estero?
Meglio starsene qui, riparati nella Rete, e resistere, resistere, resistere….

Un’altra Resistenza, in senso 25 aprile, è stata patrocinata su Facebook da un gruppo autogestito (vedi qui).
Ad una diagnosi dell’allarme politico e sociale del tutto condivisibile, fa seguito la proposta di una manifestazione a Roma sorretta solo dal tam-tam volontaristico, popolare, “dal basso”.
Risultano in questo momento “solo” cinquemilatrecentosette adesioni all’appello. E temo che l’interessante iniziativa finisca per avvalorare la tesi di Giulietto Chiesa, secondo cui l’unica possibile lotta incisiva si può condurre con le stesse armi e sullo stesso terreno, quello televisivo, laddove peraltro il suo progetto Pandora-tv stenta ancora a trovare sottoscrizioni popolari sufficienti a finanziarne il decollo.

Non andrò alla manifestazione ufficiale di Milano, dove, al culmine della sua provocatoria tracotanza, sarà presente quest’anno anche la Jena, dopo aver snobbato la celebrazione per tutti questi anni. Non parteciperò nemmeno ad alcun’altra manifestazione: l’urgenza di ricaricare le batterie dopo un inverno difficile mi ha fatto scegliere di concedermi una breve vacanza in un posto particolare, che mi piace, per ora, non rivelare.
Anche se ho intenzione di continuare ad aggiornare il blog più o meno con la consueta cadenza, ho voluto comunque anticipare il doveroso e più che mai urgente tema della Resistenza.

Resistenza, per finire, è anche opporsi al pesante abbraccio mortale berlusconiano che sta per abbattersi sulla mia città di Bologna (quanto meno di lavoro, dato che il mio comune di residenza è San Lazzaro di Sàvena). La propaganda del candidato sindaco Cazzola sta avvenendo con la sistematicità socio-psico-ingegneristica di cui è capace il tiranno di Arcore. L’immagine del faccione rassicurante del candidato compare ad ogni angolo strategico delle strade, illuminato a giorno anche in piena notte.
Qualcuno forse si ricorderà delle mie goliardiche marachelle, armato di bianchetto e pennarelli colorati, fatte in passato ai danni di manifestini di vario genere affissi sotto i portici del centro.
La “deformazione professionale” acquisita in quella pratica mi ha fatto immaginare, anzi sognare, su quegli immensi manifesti, il ritocco che, con il mio programma di foto-editor, mi è stato abbastanza facile, e che spero regali un sorriso a chi condivide le mie inquietudini.

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volantinedit1
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cazzola

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immagine iniziale tratta da:
http://www.lsmetropolis.org/2008/02/alcune-osservazioni-a-ridosso-della-giornata-del-ricordo/

Informazioni su Franz

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16 risposte a Una mattina mi son svegliato

  1. ReAnto ha detto:

    tanto ..o gli piaccia o no ..il 25 aprile è quello, ci fanno un baffo a noi 🙂

    • Franz ha detto:

      Hai ragione, Re: per ora, sui calendari, c’è ancora scritto “Festa della Liberazione”, alla faccia di vecchi e nuovi oppressori ! 😉

  2. Dichtung ha detto:

    Temo che non siano invasori, ma stabili abitanti del Paese.
    Resisti, comunque.

    • Franz ha detto:

      Fossero stabili… Il guaio è che il morbo dilaga !
      Cercherò di resistere, viste le difficoltà di cui parlavo a seguire il tuo esempio migratorio.
      Grazie della visita e del curiosissimo link;
      a proposito di “Bella, ciao !”, devo dire che non ne ho mai amato particolarmente il testo (anzi, il rifacimento del testo dell’originario canto di lavoro), ma non si può negare che abbia la grande e trascinante immediatezza di un inno popolare.
      Buon 25 aprile !

  3. Giovanna Amoroso ha detto:

    MAGNIFICO FRANZ!!!

    Saluti

    Giovanna

    • Franz ha detto:

      Grazie ancora.
      Pubblicherò l’immagine del simbolico premio che mi hai attribuito sulla colonnina di destra della home page, insieme al link al tuo blog, al mio ritorno dal fine-settimana.
      Ciao !

  4. Giovanna Amoroso ha detto:

    Un post in stile “giornalistico” molto esauriente e diretto.

    Bravo come sempre… E per questo hai vinto un premio…
    (info sul mio blog!)

    Buona giornata

    Giovanna

    • Franz ha detto:

      Ma grazie, quanto onore !
      Spero di continuare a meritare quel premio, e soprattutto la tua attenzione !
      Buona giornata a te.

  5. antonello ha detto:

    sai cosa è sicuramente contrario alle idee da 25 aprile? i pregiudizi. L’hai letto il programma di Cazzola?

    • Franz ha detto:

      Caro visitatore, penso che tu abbia una percezione della realtà nazionale e globale molto diversa dalla mia, così come da quella di una certa popolazione che si esprime soprattutto in Rete, mentre nella società è attualmente sopraffatta.
      Un candidato sindaco allineato al partito, e quindi alla scala di valori, dell’attuale tiranno, e parliamo di un tiranno subdolo che ha agito sulle coscienze e sulla cultura della popolazione, con potentissime e sottili armi mediatiche, fondando il suo potere su un consenso da lui stesso così generato nel corso di molti anni, un candidato sindaco, dicevo, che è appoggiato e sostenuto con evidenti risorse e metodi di propaganda da quello stesso tiranno, a me, a noi, appare immediatamente impresentabile e pericoloso, anche senza conoscerne il programma.
      Ti autorizzo a chiamarli pregiudizi, ma amo troppo Bologna per rassegnarmi a vederla guidata da una destra illiberale, come è il PDL.
      Ti ringrazio comunque della tua attenzione, benchè evidentemente (e lecitamente) motivata da schieramento elettorale.

  6. myrta09 ha detto:

    L’appiattimento è drastico, l trasmissioni tutte uguali, i reality ormai rasentano il trash più becero. Ma io spero ancora in un cambiamento, dopo il fondo si risale. Certo che un aiutino dall’alto…Ciao Myrta

    • Franz ha detto:

      L’impressione di una “malattia sociale” è abbastanza netta, e in fondo non si capisce perchè dovrebbe essere inguaribile. Finora però l’abbiamo vista diffondersi, incurante degli anticorpi di sana cultura critica che sembrano sempre meno in grado di ristabilire la salute, senza, come dici tu, …aiuti provvidenziali, per chi ci crede.
      Per quanto mi riguarda, tuttavia, preferisco continuare a sperare negli “aiutoni dal basso”.
      Ciao, Myrta.

  7. SUPERFRAGILISTIC ha detto:

    Caro amico mio di blog e non solo, io non sto parlandone affatto perché, come te, il mio cuore lo sento sempre più triste ed il mio spirito sempre più insofferente a sare qui. Mio figlio salla Lettonia mi dice che chi me lo fa fare a stare male ‘chiudi la tv e non pensarw’ ma, come dici tu, anche a tv spenta non posso e non voglio sottrarmi ad una consapevolezza da sempre vissuta come impegno e dedizione nella mia vita familiare, di persona e lavorativa. Ti capisco ma, come dici anche tu, sono i giovani che vanno mentre noi dove potremmo andare e verso cosa? ci tocca rimanere in trincea e resistere resistere resistere, Un abbraccio caro amico mio e stai in pace e goditi la vacanza in un posto diverso che tieni per te nel tuo cuore, almeno per ora. Ciao

    • Franz ha detto:

      Se ha da essere un esilio in patria, con il conforto di persone come te sarà un esilio dorato.
      Grazie di cuore, cara Super-cali-amica, e abbraccio ricambiato.
      Ciao !

  8. Misss ha detto:

    Mi pare che poi tutti gli anni prima del 25 aprile rompano le palle, farebbero più bella figura a stare tutti zitti.
    Bello ciao ciao bello ciao ciaowordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      In linea di massima hai ragione, Miss, ma non dimentichiamoci che alcuni più di altri dovrebbero stare zitti, in questa e in molte altre occasioni, e vergognarsi.
      Bella ciao, ciao, ciao.

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