Uomini, mezzi uomini, quaquaraquà

bob kennedy obama

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Giovedì 4 giugno Barack Obama ha pronunciato al Cairo un discorso di importanza storica, di pace e riconciliazione fra i popoli e le religioni.
I soliti diffidenti, sia di cultura occidentale che araba, vi hanno trovato qualche motivo di critica, i primi sottolineando la troppa enfasi sulle tematiche religiose, i secondi rimarcando la mancanza di un espresso pentimento circa i crimini americani contro le loro nazioni.
E quasi, ad ascoltarli, superato il momento dell’entusiasmo e dell’ammirazione, il mio spirito critico si lasciava sedurre dalle loro argomentazioni.
Ci ha ripensato il post di Beppe Grillo, che ho letto la scorsa notte al ritorno dal lavoro, con le sue osservazioni e una sintesi dei più straordinari passaggi di quel discorso, a rimettere le cose a posto nella mia considerazione.

La sera del 4 giugno di quarantun anni prima, cioè del 1968, Robert Kennedy, a Los Angeles, festeggiava la vittoria alle primarie della California, che sembrava rendere inarrestabile la sua corsa verso la Casa Bianca, e, dopo il discorso di saluto, fu colpito al cuore da un proiettile che lo uccise il 6 giugno, all’età di quarantadue anni e mezzo.
Robert Kennedy fu uno splendido uomo di pace e sarebbe stato uno splendido presidente americano.
Basterebbe a testimoniarlo la sola lettura della breve biografia presente su Wikipedia, nonostante lo stile sobriamente storiografico.
E basterebbe a testimoniarlo la visione di queste immagini, proposte da Milena Gabanelli in una puntata di Report, in cui è possibile riascoltare il testo del “discorso sul PIL” tenuto da Bob Kennedy pochi mesi prima di quella notte, e che si può a buon diritto considerare oggi il manifesto della Decrescita.

Barack Obama forse rischia, o rischierà, di fare la stessa fine di John e Robert, di Martin Luther King, di Mahatma Gandhi.
Ma non è mia intenzione parlare di questo: finirei per togliere qualcosa al dovuto tributo di ammirazione e soprattutto di speranza che merita la sua recente comparsa sulla scena del mondo.
Perchè non pensare, piuttosto, al ripresentarsi quasi ciclico, quasi rituale, quasi biologico, di rivoluzionari uomini di pace su questa nostra scena, votati a condurre per mano il resto dell’umanità verso una vita un po’ migliore, per non dire, ormai è necessario, verso la salvezza dalle minacce che si è generata da sola.

Avrei barattato, e credo a suo tempo di averlo anche scritto, la vittoria elettorale di Silvio Berlusconi alle ultime elezioni politiche per quella di Barack Obama alle presidenziali americane.

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.foto
bush e berlusconi

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Ognuno ha i suoi omuncoli, anzi gli omuncoli che si merita, ma grazie al cielo il potere del presidente abbronzato è un tantino superiore a quello del nostro vecchio satiro.
E gli Statunitensi ora ci stanno dando una grande lezione di rinnovamento morale, dopo che avevano confermato per il secondo mandato consecutivo il loro omuncolo.
Noi, il nostro, l’abbiamo scelto per tre mandati, per di più non consecutivi, e le elezioni europee ed amministrative, in corso mentre scrivo questo post, confermeranno che il degrado morale e la corruzione, qui da noi, incontrano sempre grande successo di pubblico.

Aspetterò comunque i risultati con la mia innata e sana curiosità, e la speranza di leggervi finalmente i primi segni di inversione di tendenza.
Soprattutto aspetterò con speranza i risultati del candidato Luigi De Magistris, di Sonia Alfano, delle “liste civiche a 5 stelle”; per tutto il resto ho già pronta una robusta molletta per turarmi il naso il più stretto possibile.
Conosco i miei polli.
Certo, so bene che dalle nostre parti l’intelligenza, l’etica e l’anelito costruttivo sono ben lungi dal soccombere, e hanno per di più tutti i connotati di creatività della nostra gente.
So anche, tuttavia, che è più che mai dilagante la corruzione degli spiriti e delle intelligenze, oltre che della casta che ci governa sotto la guida ufficiale della Jena Ridens.
La storia si ripete: “Ahi, serva Italia, di fetore ostello”…

Ma, fino a prova contraria, sullo schermo della CNN non c’è Emilio Fede.

fedepiccolino

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Immagini tratte da:
http://www.thesportgallery.com/products/rfk.html
http://www.christiantommasini.it/c2/?m=200802
http://blog.terrorpilot.com/archives/date/2006/02
http://www.cinetivu.com

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8 risposte a Uomini, mezzi uomini, quaquaraquà

  1. Miss ha detto:

    Ma dove lo trovo?

    • Franz ha detto:

      Di questi tempi di crisi c’è chi è disposto a vendere un rene, figuriamoci un neurone… Ma stai attenta a scegliere bene il donatore !

  2. Miss ha detto:

    Puff Pant e ancora puffpannttt sto cercando di leggere tutto non è che ho problemi a leggere è il tempo che manca ho inizato il tuo post poi sono andata a quello di grillo ora devo staccare che mi chiamano e che cavolo poi torno se riesco vedi che risparmio anche nella punteggiatura andare a capo ecc. ciao baci ciao a dopo

    • Franz ha detto:

      Cara Miss, i casi sono due: o installi il secondo neurone o dai un po’ di tregua a quello che hai, che se no prima o poi ti va in tilt.
      Ciao baci.

  3. ReAnto ha detto:

    Altri livelli!
    Votato.
    Pronto per il mal di pancia da nervi?
    Salutoni a te e Lorena

    • Franz ha detto:

      Mah, sarà per quella robusta “molletta preventiva” sul naso, ma mi sembra che i primi risultati non siano peggiori delle attese: mal di pancia forse evitato.
      Ricambio il salutone, e riferirò anche a Lorena, con cui sono ancora in ottimi rapporti di amicizia.

  4. alanford50 ha detto:

    Io spero che il buon Obama riesca a sopravvivere al suo tempo e alla sua gente, in modo tale da riuscire a dare un’esempio da seguire alle genti che lo osservano e lo stimano, a prescindere dallo stato di appartenenza e a forza di vedere la differenza, spero altresì che la gente noti, comprenda e poi si dia da fare per portare cotanta bellezza e senso della realtà anche qui in Italia.wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Lo spero anch’io, ma non mi dimentico che siamo sempre più cittadini del mondo, e non solo di questo infelice Paese; è per questo che ritengo di già la presenza sulla scena di quel giovane uomo americano decisiva anche per noi.
      Se poi servirà a risvegliare un po’ le coscienze anche qui da noi, sarà un vero prodigio.

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