Un talk show indesiderato

taxiedit

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Da qualche mese sono state assegnate nuove licenze di taxi, proprio in un periodo in cui la crisi economica si fa sentire anche nel nostro lavoro.
Di conseguenza, è aumentato il tempo che passiamo fermi ai posteggi, anche nelle giornate di maggior attività, per le fiere o altri eventi: si lavora a ondate, sui picchi di richiesta, poi, d’improvviso e di frequente, l’attività collassa e nel giro di pochi minuti i posteggi si riempiono, qualche volta a dismisura, prima di un nuovo afflusso di utenti.

Non voglio però piangere miseria; in fondo personalmente avverto molto di più l’handicap economico legato al lungo e costoso utilizzo dell’auto di scorta, in attesa che mi arrivi la nuova ‘Touran’, e cionondimeno riesco abbastanza agevolmente a sbarcare il mio lunario da singolo risparmiatore.

Avverto maggiormente, di tanto in tanto, anche un altro handicap, di natura diciamo socio-psicologica: la mia scarsa propensione alla chiacchiera, a scendere dall’auto e fare capannello con i colleghi.
La mia timidezza di fondo si scontra con la difficoltà ad entrare in sintonia con persone che, come me, come tutti, hanno pregi e difetti, ma quasi sempre avverto molto distanti dal mio mondo, per interessi, tipo di sensibilità e cultura, senza per questo voler fare il superbo o l’aristocratico.

Una settimana fa, intruppato fra decine di auto bianche ferme in attesa in Piazza Maggiore, ho deciso di sgranchirmi un attimo le gambe, ed è stata una scelta infelice, perché sono stato vittima di una piccola imboscata.
Un collega dell’altra cooperativa di tassisti, che conta molto meno soci della nostra Co.Ta.Bo., un tipo che vedo di rado ma mi piace molto poco, per i suoi tratti che avverto poco franchi (per non usare termini più pesanti), nel vedermi esclama, rivolto ad un altro collega: “Oh, c’è anche il bolscevico”. Le chiacchiere girano e qualcuno che mi conosce meglio gli avrà detto qualcosa della mia posizione politica, di netta minoranza fra di noi.
“No, davvero sei un bolscevico ?”, mi fa l’altro, un tipo che vedo più spesso, molto posato e cortese nelle maniere, e che non nasconde, come appunto gran parte della categoria, le sue simpatie per la destra.
“Macchè bolscevico, essenzialmente sono un ecologista”.
Ma poi, sotto il tiro incrociato delle provocazioni, a un certo punto esco con decisione:
“Beh, se volete saperlo, sabato andrò a Roma per la manifestazione per la libertà di informazione”.
E così mi trovo protagonista di uno scambio di opinioni, molto corretto nelle maniere ma molto serrato, di una certa qual aggressività, nei contenuti, dapprima a tu per tu con quest’ultimo collega, poi pian piano con un piccolo drappello di altri, attirati dalla discussione.

Temo ed odio queste situazioni, che mi costringono sulla difensiva, e per questo mi impediscono di mantenere la calma e la lucidità per articolare discorsi approfonditi, ma semplici e convincenti, come sarebbe necessario.
E’ convinto, il mio interlocutore, ed attacca: siamo noi, quelli della sinistra, ad avere una percezione falsa, ghettizzata, della realtà.
Oltre al solito berlusconiano argomento della legittimazione popolare del governo, cita ‘La Repubblica’ e il ‘Corriere’ per dimostrare che l’informazione è in maggioranza ‘in mano nostra’, e poi attacca sul fronte degli scandali nel PD, evocando i nomi di Consorte, D’Alema e Fassino.
Lo spiazzo un po’ quando, su quest’ultimo punto, gli do ragione: è abituato ad un dualismo grezzo con interlocutori politici legati acriticamente al PD.
Poi interviene un altro collega, uno molto riflessivo: “Sono convinto anch’io che la situazione del conflitto d’interessi sia anomala, ma io non vedo delle alternative possibili a cui dare fiducia”.

Il dibattito procede, cito i legami mafiosi del capo del governo, il sostanziale silenzio di tutta la stampa per lunghi anni su questi rapporti pericolosi, cito il rimbambimento culturale operato negli anni dalle tv, ma mi accorgo di essere sempre di più impacciato e in difesa, nei confronti di chi continua imperterrito a manifestare la mia posizione come avulsa dalla realtà.

Quando lavoravo nel campo dell’informatica applicata, a parte i dirigenti, la cultura politica era fra noi molto condivisa; ricordo il tifo da stadio ai tempi dei processi di tangentopoli.
Ora mi rifugio quotidianamente nel fatato mondo di internet, dove c’è spazio per tutti, ma dove l’accesso ai fatti veri, alle informazioni vere, alle opinioni vere, ha finito da tempo per fare prevalere nelle tante voci presenti una certa fondamentale, e corale, connotazione di opposizione, decisamente di sinistra, di una sinistra illuminata e critica.
La realtà della strada è assai diversa; me ne accorgo ascoltando ed osservando i clienti, che me ne danno un quadro molto contrastato, nei loro personali molteplici diversi approcci.
Ma, come dicevo, assume connotazioni addirittura del tutto opposte fra la maggioranza dei colleghi.

Da una parte si può capire: la sinistra, negli ultimi anni, si è accanita contro la nostra categoria, in modo quasi sempre demagogico e non abbastanza informato sulla grande complessità dei problemi del trasporto pubblico. Nomi come Rutelli, Veltroni, e soprattutto Bersani, hanno comprensibilmente generato odio nei confronti della parte politica da loro così indegnamente rappresentata.
Aggiungiamo un livello culturale medio non elevato, che comporta scarsi strumenti di pensiero critico.
Aggiungiamo la scarsissima diffusione di internet, dovuta anche all’enorme numero di ore che devono lavorare quelli che tengono famiglia, o magari le rate del mutuo per estinguere il pagamento della licenza.

La soluzione, a situazioni scottanti come quella in cui mi ritrovo invischiato, è sempre e solo una: gli utenti che, pian piano, a volte ad ondate, smaltiscono la fila dei tassisti sfaccendati obbligandoli alla guida.
E finalmente è anche il mio turno.

Sale una coppia di Americani, un po’ attempati.
Lui sembra di buon unore e un tantino brillo.
“Buona-sewa”, mi fa, poi, dopo avermi indicato la destinazione, intona: “Buona-sewa, sino-wina, buona-sewa…”.
Mi piace la gente allegra, se posso mi allineo immediatamente al loro tono scanzonato.

Poi, dopo un po’ che andiamo, mi rivoge una domanda, di cui capisco solo le parole “Why” e “put”.
Gli dico, scusandomi, che non capisco, che il mio inglese è “so and so”.
Zittisce per qualche secondo.
Poi torna alla carica e questa volta ha la voce molto seccata, mentre con la mano mi batte odiosamente sulla schiena, indicando il tassametro.
Ora capisco, si sta lamentando della cifra di inizio corsa.
Cerco di spiegargli che sono le tariffe automatiche e concordate, ma non ne vuole sapere.
Allora gli dico di guardare, di lato, l’adesivo che illustra il tariffario, anche in inglese, per controllare.
“No, I don’t look anything”, non guardo niente io, mi risponde sempre più arrabbiato.
E poi mi dice che ha preso un altro taxi in giornata e l’importo iniziale era più basso.

Sfinito dal mio precedente personale “Porta a porta” in Piazza Maggiore, non ho la pazienza e la lucidità di spiegargli che dopo le dieci di sera interviene la tariffa notturna, ma non ne ho neanche il tempo, perchè mi ordina di fermarmi all’istante.
Lo accontento, ma mentre scende e fa scendere la moglie gli dico:
“Five euros, please”: almeno cinque euro, per non dargliela vinta.
“No !, nothing !”
Un chiaro “Vaffanculo !” mi esce spontaneo, quasi involontario, ma deciso.
Per fortuna non ribatte e se ne va.

Proprio una serataccia…
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Immagine tratta da:
http://gallery.panorama.it/gallery/gli_intoccabili_dai_magistrati_ai_primari_radiografia_delle_/27828_tassisti.html

Informazioni su Franz

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17 risposte a Un talk show indesiderato

  1. riccardo uccheddu ha detto:

    Aggiungo: quanti della destra sono stati uccisi, per averle combattute, da mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita?
    Quanti invece sono tuttora indagati per essere scesi a patti con quei criminali?

    • Franz ha detto:

      Grazie della visita e del doppio commento, Riccardo, e benvenuto.
      Il tema dello ‘scollamento’ è stato quello più approfondito nei numerosi commenti a questo post.
      Certo l’incapacità di comunicare, ma anche di scelte politiche convincenti, da parte della sinistra, ha agevolato molto il consolidamento di questa spaventosa classe al governo del Paese; tuttavia il primo dei problemi resta probabilmente l’accesso all’informazione, e di conseguenza alla critica.
      In fondo anche i ragionamenti che suggerisci tu, semplici ed efficaci, non hanno i canali per essere affermati con la dovuta forza alla coscienza dei più, distratta e drogata da altri argomenti.
      Un saluto e, spero, a presto.

  2. riccardo uccheddu ha detto:

    Ciao Franz, arrivo qui dal blog di Silvana Scricci.
    Non prendertela: io dovrei essere un insegnante (fermo col lavoro da tempo) quindi puoi immaginare quello che devo sorbirmi…
    Lo scollamento di cui hai parlato esiste, è una tristissima realtà.
    Secondo me, dipende da una parte dal processo di “ignorantizzazione” creato da un pessimo uso della tv e dall’altra, da un distacco della sinistra da temi che la gente capiva: lavoro per tutti, diritti, casa, istruzione e sanità gratuite o almeno accessibili…
    Ma questo è stato sostituito da una folle imitazione dei miti della destra, che ovviamente sa vendere il proprio “prodotto” molto meglio.
    Però, a certe persone bisognerebbe, io credo, far notare l’enorme sproporzione di danaro e potere (mass-media, esercito, polizia, tv, pubblicità, banche, alta finanza ecc.) che detiene una delle 2 parti politiche.
    E non si tratta certo della sinistra…

  3. alanford50 ha detto:

    “Da qualche mese sono state assegnate nuove licenze di taxi, proprio in un periodo in cui la crisi economica si fa sentire anche nel nostro lavoro.”

    Questa è la ricetta che il polipo pensante ha trovato per noi poveri meschini, c’è la crisi? Chiudono moltissime industrie? Ebbene Lui, ci ha messo in condizione di diventare “quasi” come Lui, ci offre le stesse prerogative, ognuno diventa padrone di se stesso, gli italiani diventeranno 60milioni di industriali o di autonomi professionisti, liberando così i suoi amici industriali da quell’obbligo di mantenerci fino alla pensione, quindi da questa sua considerazione sacrosanta, visto che è uscita dalla sua testa miracolosa, ha tolto via quasi tutte le licenze, vuoi aprire un’attività? Sei libero puoi farla come, dove e quando vuoi, paghi le tasse e poi sei libero, che gioia hanno provato gli Italiani di fronte a cotanta mirabolante soluzione, tutti come Lui, gridare al miracolo è quasi d’obbligo, chi non lo fa è un ingrato, anzi, peggio ancora è un COMUNISTA, quindi tutti a correre ad aprire nuove attività, chi ha aperto negozi, bar, piccole imprese, molti sono diventati taxisti, salvo poi scoprire che sulla fine bel raggio di 100 metri in breve si sono aperti 10 bar, 10 parrucchieri, davanti a quel luogo pubblico dove prima c’erano al massimo due o tre taxi ora ce ne sono almeno 10, insomma tutti lì a spartirci le briciole e a fare nuovamente quasi la fame, ma Lui il favore lo ha fatto agli amici industriali, ha sfoltito di molte le classi lavorative, che erano sempre li a chiedere e a protestare per qualsiasi cosa, ora che sono diventati tutti come Lui, al suo stesso livello imprenditoriale, non si possono più lamentare,Lui mica si lamenta del lavoro se c’è o non c’è, Lui la massimo si lamenta perché qualche giudice COMUNISTA vuole togliergli ogni libertà di portare avanti questa sua visione moderna dell’imprenditorialità.

    Comunque mi ritengo molto fortunato, perché sono riuscito ad andare in pensione come uno degli ultimi dipendenti della Repubblica Italiana, quella fondata sul lavoro, per fortuna forse, ma coscientemente dico forse se tutto va bene me la cavo…..

    Ciaooo neh!

    • Franz ha detto:

      Ormai anche voi pensionati siete una razza in via d’estinzione, mentre si estende il popolo dei precari, dei disoccupati, e insomma di chi ‘è costretto ad arrangiarsi’.
      Se sono tendenzialmente d’accordo con le tue considerazioni, devo per onestà controbattere che il decreto che ha agevolato l’emissione di nuove licenze di taxi in molte città è targato Bersani, sì, proprio il prossimo (ma io spero ancora ardentemente di no) ‘capo dei comunisti’.
      Le proteste della nostra categoria un paio di estati fa, che non mi sembra siano state eccessive, riuscirono ad arginare un po’ i danni della riforma, che apriva la strada, più che a una vera e propria liberalizzazione, ad una cessione del servizio da imprese individuali eventualmente consorziate, come è attualmente, a forti gruppi economici, con le logiche distruttive che ben conosciamo.
      Per ora la destra ci ha lasciato in pace, ma guai ad abbassare la guardia.
      Ancora un saluto a te.

  4. Giovanna Amoroso ha detto:

    Anch’io come AND non utilizzo mai il taxi…

    Non pensavo che la vostra situazione fosse così “rovente”!!!

    Un abbraccio
    Giovanna

    • Franz ha detto:

      Beh, molti colleghi sembrano divertirsi a renderla ancor più ‘rovente’ di quanto già non sia; non è certo il mio caso, vista la mia scarsissima propensione ai contraddittori.

      Grazie per il passaggio (se non sul taxi, qui sul blog !).
      Salutone ed abbraccio.

  5. lagiraffa ha detto:

    In genere, chi sostiene questo governo usa sempre gli stessi argomenti: anche il PD ha le sue colpe ed i suoi scheletri (e su questo sono d’accordissimo, avendo conosciuto molto bene i comunisti e molto da vicino) e il solito “non c’è alternativa”, come se l’alternativa dovesse cadere dal cielo. In realtà, alla fine delle discussioni del genere capitato a te, si capisce che tutti i sostenitori del governo sono sostenitori di un unico personaggio che riesce ad affascinarli con il suo modo di fare, con la sua spudoratezza, con l’atteggiamento da compagnone, facendoli illudere che, con un po’ di impegno, potranno godere di un briciolo delle sue fortune. Quest’uomo è riuscito, tra le altre cose e grazie anche all’impegno di diverse donne, a svilire la figura femminile come pochi avevano osato fare e molti italiani evidentemente sono affascinati anche da questo, così come sono affascinati dalla sensazione di libertà totale, ossia dalla totale mancanza di rispetto della legge e del buonsenso, che quest’uomo è riuscito a creare. Insomma, Franz, ti capisco.. 🙂 riguardo ai turisti, bè, purtroppo i maleducati esisteranno sempre e, immagino, che con il tuo lavoro tu abbia visto anche di peggio, purtroppo. Uh, quanto mi sono dilungata!

    • Franz ha detto:

      Certo, la propensione verso il sogno del successo senza regole, senza etica, qui da noi è terribilmente diffusa.
      Proprio per questo avremmo bisogno di un’alternativa capace di attrarre consensi, con un volto davvero pulito e la capacità di parlare alla gente in modo semplice dei problemi veri, quelli vissuti (crisi occupazionale ed economica) e quelli che non si vorrebbero conoscere (allarme ambientale, sofferenza nei Paesi poveri).
      E invece un’opposizione corrotta ha fatto il gioco dei corrotti al governo.

      Quanto ai clienti maleducati, è un’altra categoria ahimé piuttosto diffusa.

      Ciao Gi’, un salutone di buona settimana.

  6. alanford50 ha detto:

    Ora che ti leggo da un po’ mi sento di poter affermare che pur nella straordinarietà degli eventi è tutto frutto della solita ordinaria follia, che è il nostro quotidiano, ovviamente per il tuo lavoro tu sei più esposto e vivi di più in prima persona quello che è la variegata differenziazione dell’ homo sapiens.
    A leggere le tue parole si evidenza la differenza che esiste tra il mondo reale e quello virtuale, anche io ne ho avuto una netta sensazione, girando tra i vari blogs ho constatato una propensione quasi univoca verso la sofferenza provocata dal momento politico attuale ed il governo ed il governante che ne tira le fila, mentre se scendiamo sul marciapiede si cade nel caos, netta è la sensazione che la massa in quanto tale è portatrice sana della confusione della presso pochezza, della disinformazione, o peggio ancora dell’informazione guidata e indottrinata, mille persone, mille teste, mille idee, tutte che evidenziano la scarsa informazione e studio degli eventi, parole ripetute perché lette su di un giornale di partito e/o sentite per televisione che è la stessa cosa, dipende dal canale dal quale sono scaturite, la politica viene trattata allo stesso modo degli eventi sportivi, il meccanismo è il medesimo, la base culturale applicata è la medesima, gente che dice di essere di sinistra o di destra ma senza sapere veramente il perché, senza sapere spiegare quale percorso lo ha portato a tali scelte, è come il tifo calcistico, dovessi dirti perche sono juventino in tutta onestà non lo so, ma so che è così, il meccanismo purtroppo è effettivamente unicamente questo, gente che non legge la storia che sta vivendo, ma che si limita a farla, quasi inconsciamente, quindi mancando le basi politico/culturali ecco nascere discorsi che rischiano sempre di essere fraintesi e di degenerare in scontri tutt’altro che verbali con persone che non capiscono quello che dicono e perché lo fanno.

    Ora forse mi capisci cosa intendo quando spesso mi sono augurato di non trovarmi in un momento politico vuoto, senza valide alternative, perché quella massa di gente è pronta a impazzire senza sapere perché e per cosa, una massa pronta a tirare fuori il peggio di se unicamente perché qualcuno da il via alla rissa, dando loro come unica spiegazione che essendo dei cani a loro è stato sottratto l’osso, ovviamente il termine “cani” va inteso unicamente in senso metaforico.

    Purtroppo la massa, la gente, non vuole esplicare l’unico vero sforzo che farebbe di loro uomini degni del termine, il dover pensare viene visto come un inutile sforzo che non porta mai a nulla, anzi che si tira dietro tutta una serie di controindicazioni, una persona che pensa rischia di capire che la vita è fatta anche di negazioni, di doveri, di sacrifici, di lotte, molto meglio uniformarsi all’andamento che va della maggiore, allo sport nazionale , l’arraffare tutto quello che capita a tiro, prima che lo faccia qualcun altro, a loro basta così poco e dona loro grandi soddisfazioni, finche c’è qualche cosa da prendere e arraffare, poi tutti a piangere e ad insultare chi a loro non provvede e non gli dà da mangiare.
    Circa l’amico che ti intratteneva con “Buona-sewa, sino-wina, buona-sewa…”fai finta di avere pagato la sua bella interpretazione, che noi generalmente siamo abituati a vedere solo nei films, ma questo gli americani non lo sanno ancora, devono ancora crescere ed imparare a camminare da soli..

    Ciaooo neh! alla prox.

    • Franz ha detto:

      “A camminare da soli…” e magari anche in linea retta, visto lo stato lievemente alterato del simpaticone !

      Leggo che anche tu confermi l’impressionante differenza di approccio sociale e politico che si respira qui nel mondo virtuale (e forse anche un po’ più ‘virtuoso’) rispetto al mondo reale. Sarebbe urgente estendere l’accesso a internet, semplificarlo al massimo nelle possibilità tecniche (e magari anche in quelle comunicative, linguistiche). E invece, guarda caso, la diffusione in Italia è agli ultimi posti in Europa, e non cresce.
      E quotidianamente aleggia la minaccia della censura, tramite eventuali nuove regole e meccanismi che finiscano per imbrigliare la libertà di espressione.

      La Jena, oltre che ridendo, sta in questi giorni spargendo grida che sembrerebbero impazzite, se non conoscessimo il suo unico criterio conosciuto, che è la strategia comunicativa a proprio vantaggio.
      Continuo comunque a pensare che il suo tramonto sia vicino, forse molto vicino, e continuo a pensare che avverrà tramite la proposizione all’opinione pubblica di un nuovo leader (che potrebbe essere Luca Cordero di Montezemolo) capace di soppiantare la popolarità della Jena.
      La massa, quella che veste ‘Volta e Gabbana’, cambierà presto idea, insistendo tuttavia nel non “esplicare l’unico vero sforzo che farebbe di loro uomini degni del termine”.
      Questo obiettivo è ancora piuttosto lontano.

      Ciao Alan alla prossima.

  7. and ha detto:

    Sei il primo taxista che conosco. Su un taxi sono salito due volte, uno a Londra guidato da un giamaicano che sapeva benissimo l’italiano e tra una chiacchiera e l’altra mi sa che ci fece fare un giro assurdo prima di portarci dove dovevamo andare e un’altra volta a Milano, e sinceramente pagai un bel po’ per cinque minuti di transito. Non ne so molto e non so nemmeno che differenze ci siano nelle tariffe ma anche nelle licenze fra i vari paesi europei. Tu cosa ne dici?

    • Franz ha detto:

      Penso sia normale la tendenza a considerare il tassista unicamente in funzione del servizio che deve offrirti quando ne hai bisogno.
      Con i racconti di vita che di tanto in tanto pubblico sul blog mi piace ribaltare la prospettiva, ponendola dalla parte del posto di guida.
      Per il resto non posso rispondere alla tua domanda, che è davvero troppo generica e per questo troppo impegnativa.

  8. silvanascricci ha detto:

    Una vera giornataccia, di quelle da mal di testa finale.
    Ho notato anch’io, che sono una gran viaggiatrice in taxi, che i tuoi compagni sono molto spostati a destra.
    Qualche post fa ero io a dirti che c’è uno scollamento tra quello che si legge nei social forum o sui blog e la realtà quotidiana della gente che sì e no legge i quotidiani (al massimo il resto del carlino).
    Ma non è ancora la maggioranza e spero non lo sia mai.
    In quanto all’americano ne hai beccato uno che è proprio lo stereotipo dello yankee dell’america profonda (ma sarà stato incazzato perchè non possono più venire in europa a fare “l’americano”, che con un euro così non se lo possono permettere).
    Un caro abbraccio
    Silvana

    • Franz ha detto:

      Probabilmente ce ne sarebbe da studiare per intere generazioni, sul caso Italia, e su quello ‘scollamento’ che viviamo quotidianamente.
      Un cosiddetto ‘digital divide’ ha permesso ed agevolato la presa e la conservazione del potere da parte di un personaggio e di una classe di corrotti. E rende molto più lenta la reazione immunitaria della popolazione.
      Ma non c’è nulla di fermo ed immutabile, nella realtà, e mi sembra che ne abbiamo più di una prova, da qualche mese a questa parte.
      Lecito sperare…

      Ricambio il caro abbraccio.
      Ciao !

  9. duhangst ha detto:

    Veramente una serataccia.
    Anche all’interno delle fabbriche l’aria è cambiata, sempre più gente di destra e quelli “bolscevichi” gli tocca tutti giorni difendere le loro posizioni, fortunatamente ho imparato a non togliermi quasi mai le cuffie anti rumore..wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Grazie Du, mi hai dato uno splendido suggerimento per le mie brevi uscite dalla vettura: una bella enorme cuffia anti rumore…

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