Le buone pratiche

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Di che cosa si occupavano in quegli anni, indagherà forse uno storico in un drammatico futuro, il governo, la popolazione italiana ?
Di che cosa si discuteva sui giornali e nei dibattiti televisivi, si chiederà, quando ancora quella mondiale, di popolazione, non era stata decimata dalla guerra per l’acqua, mentre i superstiti, oltre che in perenne migrazione, si troveranno ormai a grave rischio di rapida estinzione per i dissesti ambientali, climatici e per la radioattività, diffusa in gran parte del globo dalle recenti esplosioni nucleari.
Quali personalità politiche decidevano le scelte governative, quali giornalisti orientavano l’opinione pubblica, ricercherà quello studioso nelle sue peraltro non lontane fonti.

E, prendendo a campione questo inizio degli anni dieci, dovrà riferire, nei suoi studi che forse non potranno conoscere molto a lungo dei lettori, che qui il pieno fervore del dibattito era su una legge, in corso di approvazione, che vanificava quasi tutti i procedimenti giudiziari, per evitare quelli pendenti sul tiranno, corruttore abituale di singoli uomini, e, nel pensiero e nella cultura, di tutta la sua popolazione.
Che quelle personalità avevano i mostruosi volti di Bondi, Belpietro, Minzolini, Fede, Tremonti, Feltri, Alfano, Vespa, Castelli, e di tanti altri.
E non riuscirà a trattenere le lacrime, in un pianto amarissimo, e disperato come la gente fin a quel momento scampata ai cataclismi.

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Come già altre volte ho fatto in passato, in questo post volevo ragionare sulle cosiddette ‘buone pratiche’ ecologiche, sul loro significato, efficacia, limiti, nell’attuale situazione di grave allarme ambientale, ma non ho potuto esimermi dall’affrontare il rumore di fondo della cronaca politica, tanto si è fatto assordante in questa fosca e fredda serata invernale.
Penso comunque che, anche volendo risparmiare altri allucinanti elenchi di bestie del nostro attuale zoo mediatico e governativo, ritroverò nel mio breve ragionamento il loro ambito.

Allo stesso modo, altre volte ho già raccontato la carica dirompente che ebbe nella mia vita la lettura di Maurizio Pallante, il più popolare divulgatore nazionale di quella teoria della ‘decrescita felice’ che conta all’estero altri benemeriti studiosi, e che conosce una diffusione e un dibattito costanti, nonché vari movimenti di opinione e di azione.
Pallante dà molta enfasi alle ‘buone pratiche’ come strumento singolare e collettivo della decrescita: ragionare sugli impatti ambientali di ogni nostro gesto, acquisto, decisione, e cercare di immaginare e praticare alternative amiche dell’ambiente, dall’efficienza energetica dell’abitazione al fai-da-te opposto all’acquisto di merci, dall’alimentazione con prodotti ‘a chilometri zero’ al risparmio di acqua calda e corrente elettrica, magari prodotta da fonti rinnovabili.

L’entusiasmo di quella lettura, tanto convincente nella narrazione delle storture e dell’infelicità a cui ci ha portati il modello di progresso economico fondato sulla crescita dei consumi, mi portò a sopravvalutare quella specie di rimedio individuale ai guai del mondo.
Preso da una sorta di iniziale sacro furore ecologico, feci mio da allora uno stile di vita rinnovato, dalle piccole alle grandi scelte ed abitudini, orientato ad un criterio di sobrietà ed attenzione costante e sistematica.
Per fortuna i furori hanno vita breve e lasciano il posto al ragionamento critico, un ragionamento abbastanza elementare relativo alle poste in gioco: alla fine della mia esistenza, per quanto bravo sia stato a rendere meno devastante il mio passaggio, su questo stressato palcoscenico che è la scena del mondo, avrò fatto comunque molto poco, da solo, per salvarlo.
Bisognerebbe che tutti ponessimo la stessa attenzione a modificare il nostro stile di vita; ma non ho la bacchetta magica per ottenere questo risultato, e anche avendola non sarebbe forse giusto usarla per prevaricare i comportamenti altrui.
Tuttavia posso cercare di diffondere questa nuova consapevolezza che tanto entusiasmo mi ha dato, e posso cercare di dare peso alle forze politiche più affini ad essa.
L’equazione è facile: se il mio comportamento virtuoso vale ‘x’, varrà ‘x alla seconda’ aver diffuso quella consapevolezza con il dialogo, con l’esempio, ovvero con la testimonianza qui in Rete; ma varrà, potenzialmente, ‘x alla quarta’ portare ad incarichi di governo, locale o nazionale, rappresentanti di quelle stesse istanze. Di più non posso fare (se non appoggiando organizzazioni internazionali come Greenpeace), nei confronti di chi avrebbe un potere ‘x alla decima’, ma, come si è visto a Copenhagen, non è capace di utilizzarlo come si deve.

L’ambito politico è dunque quello potenzialmente più efficace, per evitare che le mitologiche bestie che ci governano (visto che mi sono riagganciato al tema dello zoo ?), dedichino risorse a ‘grandi opere’ mostruose come loro e come solo loro possono concepire, vedi ponte sullo stretto, vedi linea ferroviaria veloce in Val di Susa (un autentico flagello, clicca qui), vedi nuove centrali nucleari, vedi sovvenzionamento quali fonti di energia rinnovabile di forni crematori che inceneriscono i rifiuti e, sembra accertato, diffondono il cancro.

Questa è la conclusione, per me tuttora valida, di quel ragionamento; si potrebbe pensare, a questo punto, che io abbia ridimensionato l’attenzione e l’abitudine verso le buone pratiche.
Non è così, perché intanto ho imparato una o due cose importanti.
Innanzi tutto che quasi sempre una buona pratica, a dispetto di una prima impressione di sacrificio, ha degli effetti collaterali positivi per la mia stessa vita.
E così, sembra elementare dirlo, se evito sprechi di calore, o di acqua, o di energia elettrica, ne avrò anche un beneficio economico. Allo stesso modo la frutta e la verdura proveniente da coltivazioni biologiche delle vicine campagne, che io riesca ad acquistare, ha un sapore e una salubrità molto superiori a quella dell’ipermercato.
E poi ancora, abbandonare la carne, a favore delle proteine vegetali contenute nei legumi, posso testimoniare che fa sentire e stare molto meglio in salute.

E si può continuare, fino ad argomenti più difficili da sostenere, poiché stridono con le abitudini profondamente inculcate nel nostro stile di vita, e tendono a dare un’immagine di duro ascetismo ed austera scelta francescana di povertà: alludo ad esempio alla scarsa propensione nei confronti di viaggi e vacanze, soprattutto in terre lontane.
In realtà posso vivere benissimo anche senza, dal momento in cui il solo fatto di scoprirmi affrancato dai condizionamenti inculcati costantemente in me da un modello socio-economico ormai giunto al capolinea, ancorchè in mancanza dell’imporsi od affacciarsi di nuovi modelli, personalmente mi fa sentire, anzi vivere, già molto più libero e felice.
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Immagini da: http://wildgretapolitics.wordpress.com/2008/09/19/ ; http://www.prolocolgiate.it/corsoOrto2009.

Informazioni su Franz

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15 risposte a Le buone pratiche

  1. alanford50 ha detto:

    Caro Franz forse, anzi molto probabilmente l’accidia è l’unico peccato che mi/ci è ancora concesso, tutti gli altri peccati per un motivo o per l’altro mi/ci sono stati fregati o negati, senza che io potessi farci veramente qualche cosa, sono contento per te che nutri ancora la forza unita alla speranza di vedere un cambiamento, io onestamente non ci credo quasi più se non in un intimo infimo barlume di speranza, ma non abbastanza da concedermi di mentire a me stesso (questo vale ovviamente unicamente per me).

    Il mio uniformare tutti i poteri di turno è da attribuire ad un dato di fatto, ossia dal continuo ed irrimediabile declino socio culturale, inversamente proporzionale al nostro miglioramento dello stile di vita e delle capacità economico/culturali della massa, più mezzi ci siamo dati per comprendere, per apprendere più ci siamo trovati sperduti, incapaci ed ignoranti, una volta eravamo ignoranti è non eravamo in grado di comprendere quel poco che la vita ci richiedeva, oggi, siamo ignoranti nella medesima maniera ed abbiamo in compenso troppe cose che dovremmo comprendere, quindi non può onestamente funzionare, dato che io sono un assertore che è la massa che condiziona il nostro vivere e progredire, si deve purtroppo ammettere che questa massa in parte è decerebrata e l’altra e semi impotente, quindi succede che un numero esiguo di persone riescono a gestire un potere assurdo ed ingestibile, assurdo perché riescono a farlo senza neanche dover fare lo sforzo di cercare di appioppare un sogno da regalare alla massa inerme e ignorante, come era sempre successo in passato.

    Oggi i potenti non hanno nemmeno l’onere di dover spudoratamente mentire e senza dovere inventarsi nulla, perché la situazione è talmente grave sotto ogni punto di vista che la gente è sbigottita ed inerme, incapace di comprendere e reagire, inebetita dal fatto che non gli vengono più regalati sogni a cui abbandonarsi ed aggrapparsi e si ritrovano incapaci di una qualsiasi reazione significativa, la crisi c’è ma non è solo in Italia, la crisi c’è ed è mondiale, quindi che fare? nessuno lo sa e la gente lo ha capito, ne ha preso coscienza, ma non sa cosa fare, in tutta la sua storia di fronte a simili problemi si reagiva al limite emigrando verso terre capaci di regalare speranza, ma oggi queste terre non esistono più, a meno di andare a vivere povertà che speravamo finite per sempre, non solo, in quelle povertà non c’è posto per noi, non è più come nel nostro passato recente di inizio novecento.

    Quindi la visione monolitica e fatalista della vicenda e delle vicende umane è assolutamente inevitabile, io non credo che vedrò risorgere il sol dell’avvenire, ma nutro la speranza che ciò accada comunque in un prossimo futuro, lo spero non per me, ma per mio figlio e per chi dopo di lui.

    Io ho asserito che di campane ne abbiamo troppe, perché in effetti abbiamo centinaia e centinaia di testate giornalistiche e televisive, ma ognuno racconta la propria verità che quasi mai corrisponde ne si avvicina con quella più vera, per bene che va sono asservite e gestite da questo o quel potere, quindi indottrinate ed indottrinanti, con l’unico scopo di dividere e di gestire ed asservire un potere, la verità si perde tra mille piccole verità o mille piccole bugie o peggio ancora tra mille piccole cose non dette.

    Anche io non penso che gli anticorpi contro un regime fondato sulla menzogna, la corruzione e la collusione siano venuti meno, per fortuna direi, ma sono convinto della loro assoluta inutilità, perché in tutta onestà nessuno di loro è portatore di innovazione ne di idee ne soprattutto di ideologie atte e capaci di modificare la situazione attuale, ci troviamo di fronte all’evidenza che gli unici che possono realmente gestire il potere sono purtroppo quelli che lo detengono tuttora, gli altri quelli che dovrebbero rappresentare l’alternativa mi sembra di più che stiano facendo di tutto per non ritrovarsi a dover gestire una situazione ingestibile e di cui nessuno di loro sa cosa fare veramente, quindi tanto fumo, ma tutti pronti a tirare indietro la manina ed il braccino consci della propria impotenza ed incapacità oggettiva.

    Per quanto riguarda l’allarme ecologico mondiale, sono dell’idea che è perfettamente la medesima cosa, siamo al punto che non si può più andare avanti così ma purtroppo neanche indietro, e lo stare fermi non si può ne servirebbe a niente.

    Ari perdona lo sfogo, a proposito, se ritieni che il mio esprimere possa in qualche modo essere male accettato ed interpretato da chi frequenta il tuo blog fammelo sapere senza porti problemi, non ho intenzione di tediare nessuno. Ciaooo neh!

    • Franz ha detto:

      Vorrei ribattere ancora solo una cosa, relativa all’opposizione, là dove affermi: “tutti pronti a tirare indietro la manina ed il braccino consci della propria impotenza ed incapacità oggettiva.”
      L’opposizione ufficiale, in termini politici, si è in parte suicidata alle ultime elezioni politiche, in parte lasciata corrompere, e così in pratica non resta che l’IDV di Di Pietro a fare opposizione in un parlamento d’altronde ormai del tutto svuotato della sua funzione. Ciò non toglie che i partiti che non governano sarebbero ben lieti di farlo, al di là della loro propria coscienza di incapacità.
      Per quanto riguarda invece i movimenti popolari, mi sembra che stiamo assistendo ai primi loro tentativi di darsi uno sbocco politico in senso tradizionale, anche se non è l’unico scopo o funzione che incarnano.

      Dai tuoi scritti mi sembra comunque chiara una cosa: se domattina ci fosse la rivoluzione, non ti chiamo… 😉

      Quanto agli altri commentatori di questo blog non ho nessun riscontro negativo ai tuoi commenti; penso però che, giunti già abbastanza stressati dai miei testi, molti non leggano brani lunghi e impegnativi come i tuoi.

      Un saluto di buona settimana.

  2. Masaghepensu ha detto:

    Caro Franz,
    amico mio ho letto sul mio Blog il Tuo commento, mi ha riempito di gioa e di piacere il fatto che Tu, mi abbia apostrofato con un bellissimo “Amico mio”. Chi trova un Amico, trova un Tesoro…sono certo che, questa nuova e improvvisa Amicizia, duri sempre. Un abbraccione cordiale….Mario
    Masaghepensu (Ma se ci penso)

    • Franz ha detto:

      Caro Mario-Masaghepensu,
      fra le tante meraviglie della Rete c’è anche la facilità con cui possono nascere amicizie, che possono spontaneamente spaziare dal “virtuale” al “virtuoso” al “reale”, fra persone che non si conoscono ma che dimostrano una sensibilità affine, come nel nostro caso.
      Mi auguro, anzi sono certo anch’io, che questa nostra, come tante altre amicizie, si consolidino e arricchiscano con il passare del tempo, di questo nostro tempo così difficile e complesso.
      Ricambio di cuore l’abbraccione.

  3. silvanascricci ha detto:

    Gli storici ed i posteri non potranno, certo, dare un giudizio positivo di questi anni, anni fatti di guerre, soprusi, lotte razziali, violenze sul e del territorio.
    E tanto meno sarà tenero il giudizio sull’Italia, sempre che prendano in considerazione:
    “Questo bel Paese
    pieno di poesia
    ha tante pretese
    ma nel nostro mondo occidentale
    è la periferia”.

    E poi di parla del Medioevo come di periodo oscuro dell’umanità….
    E’ perchè non sapevamo cosa sarebbe accaduto dopo.

    Gran bel post.
    Un caro saluto amico mio.
    S.

    • Franz ha detto:

      Credo soprattutto che questo periodo verrà giudicato, e forse condannato, per l’incapacità di dare risposte adeguate ai segnali d’allarme ecologici fin troppo chiari, pur sapendo che il trascorrere del tempo sta compromettendo sempre più la situazione.
      Bello il paragone con il Medioevo, paradossalmente meno oscuro, pur in tutta la sua abissale distanza, di questo nostro presente.

      Grazie del complimento, e un caro saluto e un abbraccio a te.

  4. alanford50 ha detto:

    Post molto intenso e complesso, che abbraccia i problemi di una intera serie di generazioni, ti chiedi di che cosa si occuperanno gli storici in un drammatico futuro, esattamente ne più ne meno di quello che si occupano gli attuali storici, ossia di raccontare la storia secondo l’interpretazione che più servirà al mondo a cui dovrà raccontarla, esattamente come succede oggi e come d’altra parte succedeva ieri, ai tempi del fascismo esisteva l’istituto Luce che grazie alle nuove tecnologie raccontava il raccontabile nei modi giusti per compiacere e le esigenze della politica del periodo, esattamente come oggi, solo che al posto dell’istituto Luce la tecnologia ce ne ha messi a disposizione centinaia ed altrettante testate giornalistiche, eppure il metodo ed i reali contenuti sono i medesimi di allora, una realtà distorta ed asservita al potere di turno, nulla è cambiato e nulla cambierà, questo è l’unico metodo possibile di informazione concesso alle masse, una volta si diceva che se la verità non usciva fuori la colpa era della mancanza di verità contraddittorie, ossia della possibilità di sentire più campane, oggi che di campane ne abbiamo persino troppe la situazione è rimasta assolutamente invariata, anzi sono aumentate le bugie o le verità non dette, ognuno ha il suo motivo e tornaconto per non dire mai la verità più vera, forse anche perché forse non si tratta mai di una sola verità ma di più verità ed il saperle leggere e distinguere è cosa da pochi, non sicuramente della massa.

    Non c’è scampo, non c’è soluzione capace di accontentare tutti, preso atto di questo si finisce inesorabilmente per non accontentare nessuno, non c’è scampo per nessuno, vedi che anche di fronte al palesamento di alcune verità anche chi prima aveva creduto alle bugie, non se ne accorge e non vede le differenze, prendi per esempio LUI, fino ad una settimana fa asseriva in ogni occasione che la crisi non era grave, che noi eravamo tra i più fortunati, perché ne saremmo usciti per primi e con minor sofferenze, che le tasse sarebbero state abbassate in modo da concedere più potere di spesa alle famiglie, tutto questo con l’esortazione a spendere, comprare per fare girare l’economia, specialmente nel periodo delle tredicesime alcuni canali asserviti facevano vedere tutto roseo, ma poi anche i sogni più belli purtroppo finiscono ed il risveglio per bene che va ci trova almeno delusi, e da qualche giorno a questa parte, ormai che le tredicesime sono state tutte spese ecco che LUI se ne esce ad ammettere che la crisi c’è ed è grave, che le tasse non caleranno ma noi non dobbiamo lamentarci perché al contrario dei maledetti comunisti loro almeno non le hanno aumentate.

    Ora io mi chiedo quanti di quelli dal ceto medio in giù che vedevano LUI come il santo salvatore della patria, pronti a donargli senza discutere il voto ed il fondo schiena, quanti di questi si sono accorti che sono stati presi in giro, che sono stati ulteriormente sfruttati, che oltre alla beffa in questo caso c’è anche il danno, che gli hanno vuotato le tasche dalle tredicesime per tenere un po’ buone le categorie del commercio e di una fetta dell’industria che fa parte dello zoccolo duro del sostegno del suo potere, quanti di quelli?, nessuno, o ben pochi, o quei pochi sicuramente perché sono diventati comunisti, oltre tutto in un mondo dove i comunisti non esistono nemmeno più, peccato che LUI faccia finta di non saperlo tanto per continuare a spaventare le Italiche masse che i mangiatori di bambini esistono ancora, in modo di convincerli che il suo sorriso è la cosa migliore che essi in fondo possono trovare, sperare e facilmente ottenere.

    Caro Franz, non c’è scampo, se tutto va bene quello che al meglio ci può capitare è di essere veramente rovinati.

    Ciaooo neh!, perdona lo sfogo.

    • Franz ha detto:

      Caro Alan, se da una parte apprezzo il tuo approccio disincantato e razionale alla lettura della realtà e della storia dell’umanità, qui e in altri tuoi commenti, d’altra parte non posso fare a meno di percepire la tentazione verso l’accidia e verso una visione monolitica e fatalista della vicenda e delle vicende umane.
      Non mi sembra corretto uniformare tutti ‘i poteri di turno’, quando quello che ci sta sul groppone in questi ultimi tempi ha delle connotazioni illiberali e di corruzione percepibilmente di un altro livello, rispetto ai decenni precedenti del dopoguerra.
      Scendendo nel dettaglio, poi, non mi sembra corretta neanche l’affermazione “di campane ne abbiamo persino troppe”, a cui contrappongo un efficacissimo breve post di uno dei blog italiani più famosi, ‘Piovono rane’ di Alessandro Gilioli (clicca qui).
      Sempre restando in campo nazionale, non penso che gli anticorpi contro un regime fondato sulla menzogna, la corruzione e la collusione siano venuti meno, ma che debbano scontare una sorta di immuno-deficienza provocata dall’utilizzo scientifico dei media e dei meccanismi di formazione dell’opinione pubblica.
      Come già ti ho detto, sono tendenzialmente più pessimista nei confronti dell’allarme ecologico mondiale; ma per fortuna la rassegnazione non è nelle mie corde.
      E poi, come suol dirsi, la realtà è davvero sempre superiore all’immaginazione.
      Un saluto e come sempre un grazie per il contributo, e, perché no, per lo sfogo.
      Ciao !

  5. giraffa ha detto:

    Grazie per la segnalazione del sito! In realtà, mangio pochissima carne (l’indispensabile per il ferro) e mi diverto a cucinare legumi, pasta, verdure, oltre all’insalatina di foglie d’acacia, immancabile nella dieta di una giraffa 😀 insomma, ancora non vado a caccia di leoni 😆

    • Franz ha detto:

      I leoni sul monte hanno dichiarato lo stato di agitazione …da gelosia: ti hanno vista andare a caccia (fotografica) dei cavallini della Giara di Gesturi e vogliono essere ‘cacciati’ anche loro ! 😉

      p.s.: sull’argomento ferroso, per ora …passo (ma non chiudo).

  6. missss ha detto:

    Eh guarda sono stanca ora, volevo passare prima ma siamo arrivati a casa tardi, poi sono stata al telefono con un’amica più di un quarto d’ora, le cose da sbrigare, poi un’altra telefonata di venti minuti e ora? Buonanotte.

  7. lagiraffa ha detto:

    Chissà se i posteri che ci studieranno e, inevitabilmente, giudicheranno, avranno anche imparato dai nostri errori? Fa una strana impressione pensare che tra molti anni noi saremo solo gli uomini degli anni ’10. Sono d’accordo con te sulle buone pratiche, è giusto gestirle con equilibrio e razionalità. Forse perchè sono stata presa da un entusiasmo eccessivo un bel po’ di anni fa, cosa che, tra l’altro, mi faceva sentire in colpa per l’impossibilità di essere completamente rispettosa degli altri animali (quando ho provato a diventare vegetariana, il mio fisico non l’ha presa molto bene) e per le mille contraddizioni che mi trovavo a gestire, come non mangiare carne ma indossare scarpe in cuoio. Credo, comunque, che si possa rispettare l’ambiente senza eccessi, sopratutto evitando sprechi inutili. Però, ecco, visto che non la faccio da parecchi anni, una vacanza non mi dispiacerebbe affatto 😉wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Sul tema delle vacanze penso che prima o poi tornerò, cara lady G., in quanto il relativo cambiamento di aspettative e desideri nella mia vita è stato abbastanza sorprendente.
      Fuori discussione il tuo sacrosanto desiderio, come pure le tue scelte di abbigliamento e di alimentazione.
      Tuttavia un paio di segnalazioni, su questi ultimi due punti, mi fa piacere fartele.
      Per le scarpe sono tutt’altro che intransigente (addirittura ho un paio di Geox, marchio i cui disastri ecologici sono stati recentemente combattuti con successo da Greenpeace), ma ho trovato un sito (vedi qui) di netto piglio vegetariano, che vende on line anche scarpe di materiali non animali; ne ho acquistate un paio davvero ottime.

      Per quanto riguarda l’alimentazione, bisognerebbe distinguere gli scrupoli di carattere animalista da quelli di carattere ambientale (spreco di risorse elementari per l’allevamento); quello che però voglio dirti che anch’io ho avuto i miei bravi problemi di intolleranza, ma ho trovato col tempo una bella soluzione, che consiste nel fare il mio primo pasto a base di legumi un giorno sì uno no, con grande beneficio e senza più danni.

      E comunque, l’immagine di una Giraffa carnivora va al di là della mia immaginazione…

      Un salutone-one !

    • alanford50 ha detto:

      Cara Giraffa, perdona la mia intromissione, ho letto che ti chiedi “ Chissà se i posteri che ci studieranno e, inevitabilmente, giudicheranno, avranno anche imparato dai nostri errori?” la risposta è facilissima, direi quasi banale nella sua estrema semplicità, la mia risposta è “sicuramente SI, nella medesima maniera come noi e chi prima di noi ha imparato qualcosa dal proprio passato”, attenzione, sembrerebbe una risposta positiva, ma non lo è, se non fosse perché sono migliaia di anni che gli uomini ripetono esattamente sempre i medesimi errori, non c’è mai stato un vero progresso nell’animo e nella mente umana, gli unici progressi sono stati quelli della scienza e delle tecnologie asservite al bisogno del progredire, ma non dal punto di vista umanistico intellettuale, è mia precisa opinione che dal punto di vista umano siamo uguali agli uomini di 2,3,5,10.000 anni fa, ci siamo solo adeguati al moderno vivere, tutto qui, quello che oggi sta succedendo è la medesima cosa che succedeva migliaia di anni fa, ovviamente rapportato ai tempi, da questa mia convinzione la certezza che non siamo in grado di imparare assolutamente nulla, quindi quel mio SI equivale ad un sonoro emerito NO.

      Esempio, se avessimo imparato qualcosa dal passato avremmo potuto sicuramente comprendere che le guerre non servono a nulla, invece nel mondo non c’è mai stato un solo secondo che non ci sia stata guerra da qualche parte.

      Ciaooo neh!

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