Un occhio all’ambiente e uno alla salute

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A tre giorni dall’arrivo ufficiale della primavera, il bilancio della mia salute nel corso di questo lunghissimo e sfibrante inverno è molto confortante: ho evitato l’influenza, suina, umana o da passeggero di taxi che fosse, senza ricorrere alla vaccinazione; ho quasi annullato il numero e l’entità dei miei ricorrenti raffreddori, ho visto ridursi nettamente alcuni fastidiosi fenomeni allergici.
Alla base di questo, visto che per il resto le mie abitudini di vita non sono molto cambiate, ci sono alcuni importanti ritocchi allo stile di alimentazione, molti dei quali sono merito delle indicazioni avute da un medico, esperto anche e soprattutto in medicina non convenzionale.
Spero di fare una cosa gradita, ed utile, nel raccontare queste mie piccole ma per me importanti novità, incrociando il discorso puramente salutistico con quello ecologico, che in fondo sono parenti stretti.

La prima cosa che mi disse quel medico fu di bere molto di più, tanta acqua a stomaco vuoto. Ho imparato a farlo, soprattutto nella prima ora o due dopo il risveglio, quando ne ingurgito un po’ alla volta fino ad oltre un litro e mezzo; prima di cena, regolarmente mezzo litro, e infine qualche sorso quando mi capita di svegliarmi fra un sonno e l’altro.
Si tratta di acqua del rubinetto, che da queste parti è un po’ molto calcarea, ma per il resto è migliore di tante acque in bottiglia dall’impatto ambientale devastante, per i loro energivori processi industriali, per le bottiglie di plastica e l’imballo che le contiene, per i TIR che le trasportano in lungo e in largo.
Credo che, da sola, questa mia nuova abitudine sia già alla base dei miglioramenti che dicevo, a cui posso aggiungere che ho evitato screpolature alle mani senza bisogno di creme idratanti.

Ma c’è un altro fatto importantissimo: quello di aver assunto abitudini di alimentazione vegetariana, anzi, in piccola ma progressiva parte, vegana (cioé priva anche di cibi indirettamente animali, come i latticini e le uova), pur rifuggendo da un’inutile intransigenza: nelle rare occasioni che mi capitano, non ho infatti problemi a condividere in compagnia uno spiedino di carne o un piatto di ottimi affettati.
L’intreccio, che dicevo, fra aspetti salutistici ed ambientalistici, in questo campo è particolarmente stretto.
Per quanto riguarda l’ecologia, è opportuno sottolineare un fatto che l’opinione pubblica ignora, o quasi: una scelta di questo genere non ha come origine principale l’animalismo, cioè il rispetto per i nostri parenti del regno animale, bensì quello per le risorse che può offrire la Terra all’insieme dei suoi abitanti.
Senza andare a ricercare i vari studi che ne hanno dato un riscontro quantitavo numerico, il concetto è che mangiare carne è un lusso, non solo perché non ce n’è per tutti, ma anche perché l’allevamento degli animali depaupera l’ambiente di enormi quantità di risorse alimentari vegetali primarie altrimenti a nostra disposizione, oltre che di una quantità ingente di acqua e di energia, e, come se non bastasse, incrementa sensibilmente l’effetto serra con le deiezioni animali, solide, liquide o gassose che siano.
Ma non è finita qui: i giovani e meno giovani, che vanno allegramente a ingozzarsi di hamburger nei fast-food, contribuiscono ad una delle più gravi devastazioni mai operate dall’uomo sul proprio ambiente, quella delle foreste, in particolare quella amazzonica: alla base di questo flagello, che sembrerebbe quasi inarrestabile, c’è anche la brama economica di nuovi terreni da adibire a pascolo, che nel giro di pochi anni tendono poi a desertificare.
Sono ragioni a mio parere più che sufficienti per diventare vegetariani, ma, come dicevo anche in un post precedente, alle ‘buone pratiche’ ecologiche si associano quasi sempre anche benefici immediati di altra natura.
In questo caso alludo alla bontà della scelta per la mia stessa salute, che è testimoniata da un vago senso di repulsione, quasi di nausea, che, fatti salvi quello spiedino e quegli affettati, tendo ora a provare nei confronti delle grandi quantità di carne che vedo distribuire e consumare, ad esempio, alla mia solita mensa dei ferrovieri più e più volte citata in questo blog. In quei vassoi finisce quasi sempre almeno un piatto di spezzatino, o una scaloppina, o una stopposa porzione di pollo arrosto, tutta carne di animali allevati intensivamente chissà con quali mangimi; e a me tutti quegli ignari consumatori sembrano quasi vittime di un brutto vizio.

Per arrivare ad una dieta equilibrata, ho dovuto però fare un’altra importantissima conquista: superare l’intolleranza che avevo nei confronti di quell’autentica miniera d’oro rappresentata, per la nostra alimentazione, dai legumi.
Le rare volte che ne mangiavo, mi si piantavano nella pancia rendendola tesa e gonfia, bloccandomi la circolazione linfatica fino alla  congestione delle narici, ed impedendomi di riposare.
La soluzione è stata di abituarmi a consumarne (ceci, fagioli, lenticchie, soia) anzichè la sera, nel mio primo pasto, quello per intenderci dopo l’abbondante innaffiata iniziale di acqua. Ora non solo ne ho superato l’intolleranza, ma avverto nettamente quanto siano diventati un prezioso elemento di equilibrio per la mia dieta. Ne mangio quasi un etto e mezzo, bolliti a pressione e conditi con abbondanti spezie ed olio d’oliva, un giorno sì e un giorno no, ma presto ho intenzione di mettermi a farlo quotidianamente.
Sane proteine vegetali, e finalmente il giusto apporto di ferro.
Devo confidare, al proposito, che per ben due volte avevo dovuto sospendere in passato le mie donazioni di sangue per carenza di ferro, e conseguente valore basso di emoglobina. Lo squilibrio era dovuto anche alla frequente abitudine di rimpiazzare la carne con il formaggio, che ho poi scoperto fungere da inibitore dell’assorbimento del ferro, così come, al contrario, la vitamina C lo agevola fortemente.
Proteine e ferro di origine vegetale nel primo pasto (che, causa la mia attività lavorativa parzialmente notturna, è un tutt’uno con la colazione), e la sera, dopo un piatto di riso o di pasta, un’insalatona mista con una bella spruzzata di limone: posso assicurare che il fisico ringrazia devotamente.

Mi sono dilungato e non ho più tempo per parlare degli aspetti della mia dieta più inclini alla libidine pura, cioè di una certa marca e tipo di cioccolata e di una certa marca e tipo di biscotti.
Lo farò, con tutta l’attenzione che meritano, in uno dei prossimi post. Promesso.
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Immagine da: http://www.lamadreterra.com/scheda_ceci.htm

Informazioni su Franz

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12 risposte a Un occhio all’ambiente e uno alla salute

  1. Sara ha detto:

    Bellissimo post Franz! All’acqua del rubinetto mi ci sono convertita da tempo, quanto all’alimentazione anch’io mi sto orientando verso i legumi o comunque verso prodotti della filiera corta. Ad esempio, dalle mie parti è ancora possibile andare a comperare il formaggio direttamente dal pastore.
    Lo scorso inverno purtroppo ho avuto una perniciosa influenza, ma non so di che razza fosse..boh! un bacio!
    Sara

    • Franz ha detto:

      Un’altra felice sorpresa!!
      Ti conoscevo animalista convita e battagliera, ma la cosa non coincide sempre con una consapevolezza attiva nel campo più estesamente ecologico, che mi dai la gioia di poter condividere.

      Qui da noi contattare i pastori è decisamente più difficile, ma ci sono dei mercatini biologici settimanali di produttori locali, e ci sono i Gruppi di Acquisto Solidale.
      Se frequento talvolta quei mercatini, non mi sono ancora deciso, invece, a iscrivermi a un G.A.S., perché ho finora l’impressione che le ridotte esigenze di un singolo non si adattino a una logica di acquisti periodici di notevoli quantità di prodotti alimentari.

      Per quanto riguarda la tua influenza, in quanto ‘perniciosa’, era sicuramente …aviaria! 😀

      Ciao Sara, bacio ricambiato.

      • Sara ha detto:

        C’ho messo un po’per capire la battuta sull’influenza, hi! hi!
        Le pecore delle mie parti sono nere, grosse e con le corna. Pecore massesi.
        Fin dai tempi antichi sono caratteristiche del territorio. Pecore peculiari: hi! hi! (va beh, abbi pietà…)

      • Franz ha detto:

        In questo caso, allora …”peculia olet” !
        :mrgreen:

  2. solindue ha detto:

    Ho mangiato “sano” per tanti anni. Non tanto per me forse quanto per regalare una dieta appropriata ai miei tre figli ed insegnare loro a vivere sani con buoni ideali. Dici bene tu non solo l’hamburger dei vari Mc non fa bene, ma contribuisce a devastazioni ambientali su scala mondiale.
    Poi i figli sono cresciuti magri e senza brufoli…e io mi sono stufata di pulire insalate e mettere in ammollo ceci e fagioli.
    Per motivi familiari ho iniziato a lavorare fuori casa dieci ore al giorno e adesso vivo di panini e maionese … pochissima però ancora la carne … vuoi mettere il risparmio!

    • Franz ha detto:

      Panini e maionese… mi sa che tu stia cercando di recuperare sulla tua pelle i brufoli evitati sapientemente ai tuoi giovinetti.
      Con la pentola a pressione le lenticchie si cuociono in quindici-venti minuti …e senza ammollo ! Non hai più alibi. 🙂

      Comunque un applauso alla genitrice.

  3. iolosoxchecero ha detto:

    ma guarda un po’, il tuo post arriva a fagiolo (!!!) proprio nel momento della svolta epocale nella mia alimentazione! Ti spiego. Non ho mai ceduto a grosse tentazioni (i miei genitori mi hanno insegnato a mangiare sano) ma, alla mia spiccata predilezione per la carne si è unita quella di mio marito e quindi sulla nostra tavola non è mai mancata (rossa, bianca e affettati in quantità). Poi ho letto un servizio sulle difficoltà di digestione della carne e dei tempi di transito nell’intestino…sono rimasta folgorata! Da un po’ di tempo ho ridotto drasticamente carne e formaggi, aumentando – come te – il consumo di legumi e verdura. Gli effetti benefici sul fisico (e sulla digestione) sono stati IMMEDIATI. Se poi si pensa anche all’indubbio giovamento ecologico….Un caro saluto. P.S. per i dolci, aspetta, ho fatto un fioretto e non posso mangiarli fino a pasqua, non farmi venire anche tu l’acquolina… ;-P

    • Franz ha detto:

      Non mi aspettavo su questi argomenti una condivisione e un appoggio così convinti, e non posso nascondere che mi fanno molto piacere.
      Dici: “Gli effetti benefici sul fisico (e sulla digestione) sono stati IMMEDIATI”; da parte mia vorrei ribadire che sono netti e inequivocabili i segnali di gradimento e approvazione dell’organismo.

      Per gli argomenti più zuccherini, vedrò di aspettare la fine della tua personale quaresima; in fondo mancano solo due settimane o poco più.

      Ciao !

  4. silvanascricci ha detto:

    Caro Franz, io provo una certa invidia per chi riesce a consumare una dieta equilibrata e fortemente, se non esclusivamente, vegetariana (vegana no! ti prego).
    Ma sarà che il tempo è quello che è, e la mensa del S.Orsola pure non mi è mai riuscito neppure di avvicinarmi ad una tale dieta; anche perchè per me sarebbe necessario che i piatti vegetariani avesso un aspetto stuzzicante per poter avvicinarmici con leggerezza (devo ammettere che mi piacciono di più la carne ed il pesce).
    L’uomo è animale onnivero ma io non demonizzo una dieta vegeriana se ci sono i giusti apporti proteici attraverso, appunto, i legumi.
    Per quanto riguarda l’aspetto di maggiore sanità delle verdure e della frutta rispetto alle carni di animali allevati in batteria e nutriti da cosa non si sa, devo dire che il tuo discorso sarebbe giusto se non fosse che la terra è concimata con prodotti chimici e le piante sono irrorate da antiparassitari con effetti, anche di modificazione genetica, terrrrriffffficanti.
    Per quanto riguarda le colture biologiche sono piuttosto perplessa quando vedo campi addetti alla coltura biologica che sono a fianco delle autostrade dalle quali sono irrorate di polveri sottili.
    Per cioccolata e biscotti non mi esprimo perchè i dolci non mi piacciono (fatta salva la nutella, ma la nutella può definirsi cioccolata?)

    Un salutare, ecologico bacione
    Ciao
    Silvana

    • Franz ha detto:

      Benché le contaminazioni nei vegetali siano purtroppo all’ordine del giorno, penso che statisticamente, soprattutto quando si possa scegliere il biologico, le probabilità di avvelenarsi e intossicarsi, o anche solo di appesantire il fegato e l’apparato digerente, restino molto inferiori in una dieta vegetariana.
      L’ “invidia”, a cui accenni all’inizio, può essere una buona molla per spostare la propria alimentazione, e anche il proprio palato (perché no), su quel versante; c’è di buono che lo si può fare con estrema gradualità.
      E comunque anch’io non …”demonizzo” 😈 chi ama mangiare la carne, anche se l’intento di esempio nell’aver raccontato il mio cammino è più che evidente.

      Ricambio di cuore il tuo eco-bacione !
      Ciao.

      p.s.: ho già ordinato, via internet, il libro di Augias!

  5. Misssss ha detto:

    Piccola parentesi se permetti: PRIMAAAAAAAAAAAAAAA. Chiusa parentesi.
    Ho letto attentamente il tuo post, devo dire che anche io ero a conoscenza che seguire questo tipo di alimentazione e accorgimenti non può che giovare alla salute. Acqua ne bevo molta, devo dirti che a mio parere voi uomini tendete a bere poco, mi raccomando continua così.
    Bisognerebbe consumare molta meno carne di quello che è il consumo attuale. Io in genere cucino carne rossa una volta alla settimana, pooi carne bianca e tanto pesce e verdura. La questione dei legumi per me è più complicata perchè non mi piacciono proprio, l’unica cosa che riesco a mangiare sono le lenticchie, anche se tutti gli anni passato Natale mi riprometto di farle con regolarità e poi mi dimentico. Aspetto di conoscere la questione biscotti e cioccolata. Notte. Baci. Missssswordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Il giorno che mi farai assaggiare le tue famose lasagne, ti porterò i miei famosi saporitissimi ‘Ceci alla Franz’, che ti faranno cambiare idea sui legumi!

      Ciao Miss number one, buon fine settimana e un bacione.

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