Sotto il segno del San Toro

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Un evento che non è soltanto un evento: lo diciamo sommessamente, ma nella morta gora dei media questa è una rivoluzione. Più di google. Più di youtube. Perché sfrutta l’ingegno tecnologico, l’invenzione dei new media, per dare vita per la prima volta a un’altra televisione. Che nasce libera. Libera come le prime tv locali alla fine degli anni Settanta. Come le tv di quartiere. Ma questa è tv che inonda l’etere: i dati d’ascolto (…) sono strabilianti, il 13% d’ascolto registrato dall’Auditel sui media tradizionali (Sky al 6%, Current tv 2,44%, network locali al 6%. Ma anche Rainews24 (…) ha rimandato le immagini in differita della trasmissione). Soprattutto, però, la banda larga non è mai stata così stretta, perché era sul computer di casa che si seguiva, commentava, che si richiamavano gli amici a seguire la trasmissione. Anche Globalist ha rischiato di andare in panne, ha triplicato i contatti; così come è successo a Repubblica tv, con le sue 350mila connessioni. Ma erano centinaia i siti internet che rimandavano le immagini di Bologna, insieme alla pagina della diretta streaming (…) (che è arrivata a 125mila contatti unici): dal Corriere tv, al sito internet del Tg3, ai tanti, tantissimi siti e blog autoprodotti che rimandavano le immagini all’infinito.
(da: ‘Annozero. Il terzo polo tv esiste‘ di Silvia Garambois)

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Avevo intuito subito la portata rivoluzionaria di questo evento mediatico (e anche, la giornalista sembra dimenticarsene, di piazza), fin da quando, due settimane prima, uno dei miei amici di Facebook l’aveva ‘condiviso sulla sua bacheca’, dandone così notizia anche a me.
Sapere poi che la scelta della sede era caduta sulla mia città, sul vecchio palasport il cui parquet, in qualche occasione, anch’io avevo calpestato da giovanissimo giocatore di minibasket, rendeva l’occasione irresistibile, irripetibile, da attendere, organizzare, pregustare, covare.
Fino all’autentica doccia fredda, domenica sera, quando vengo a sapere che per ragioni di ordine pubblico sono stati stampati, distribuiti, ed esauriti dopo poche ore, i biglietti d’invito; come sempre, lo apprendo da Internet, dove tuttavia la notizia della distribuzione non era comparsa, come invece sulla carta stampata, il cui più tradizionale pubblico ne aveva potuto beneficiare in esclusiva.

Da quel momento, e per tutti i giorni successivi, ho cercato di non farmi avvilire da una delusione che cresceva man mano che andava arricchendosi il menu della serata, e, benché l’impresa si rivelasse subito proibitiva, di trovare una qualche via alternativa per accaparrarmi l’ambìto, prezioso lasciapassare dall’adiaciente Piazza Azzarita (sede comunque della proiezione su maxischermo), all’interno del Paladozza.
Ho un certo pudore a confidare le modalità di quei miei tentativi, temendo di dare di me un’impressione di entusiasmo passionale che rasenta l’immaturità infantile, ma scelgo come sempre di essere sincero.
A più riprese ho pubblicato su Facebook, fra i commenti ai numerosi ‘aggiornamenti di stato’ dei soggetti legati o sensibili all’evento (come ad esempio quelli del Popolo viola), il mio appello, di cui ho conservato il testo:
Attenzione! Mi impegno a versare cento euro a ‘Reporters sans frontière – (Italia)’ se qualcuno mi procurerà in tempo utile un biglietto di ingresso al Paladozza. Abito e lavoro a Bologna.
Lo stesso testo, in forma di email, ho inviato ad uno degli indirizzi del sito ufficiale di ‘RAI per una notte’.
…Ma nessuno si è lasciato commuovere dalle mie generose intenzioni.

Poi, una sera, un altro spiraglio sembra aprirsi: Radio Città del Capo, quella che a Bologna diffonde le trasmissioni giornalistiche di Radio Popolare, annuncia che dieci biglietti saranno distribuiti, durante una trasmissione mattutina, ai primi dieci abbonati che telefoneranno.
Senza pensarci due volte ho sottoscritto via internet l’abbonamento alla radio; mi è costato poco meno di quei cento euro, ma se non altro avevo già intenzione di versarli, dopo gli ultimi provvedimenti governativi che danneggiano le emittenti locali, tema su cui prima o poi scriverò ancora.
Levataccia ad un orario per me insolito; accendo il computer per ascoltare la radio in streaming, ma tutti e tre i programmi di riproduzione indicati dal sito danno errore; provo a sintonizzarmi in FM, ma questa è una delle poche zone dell’area bolognese in cui non c’è verso di farlo. Mi metto a telefonare alla cieca al numero della radio, con l’antipatica prospettiva di finire in diretta in una trasmissione che non posso ascoltare.
Non correrò quel pericolo: il telefono risulta occupato per tutto il tempo della trasmissione.

Alle cinque e mezza di giovedì, a poche ore dall’evento, le speranze si riducono ancora: la cara amica blogger Silvana, che aveva promesso di pensare pure a me, mi comunica che anche i suoi tentativi sono falliti; non resta che andare in Piazza Azzarita, ad annusare che aria tira e, con tutta probabilità, a godermi poi lo spettacolo fra la folla sotto il maxischermo.

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Intorno al ‘Palazzo’ c’è già molto movimento, fra addetti ai lavori (più o meno muniti di strumentazioni varie), banchetti dei partiti e dei movimenti che approfittano, insieme a moltissimi segugi volantinatori vaganti, della ghiotta occasione per fare propaganda, e l’immancabile chiosco, di stampo napoletano, la cui merce è sempre quella più appetibile all’occasione; una maglietta viola con Mafalda che strilla ‘Basta!’ riuscirà a catturare anche la mia attenzione e altri miei dieci euro.
Chiedo a tutti, e in particolare a quest’ultimo venditore, com’è la situazione dei biglietti, e la risposta è sempre la stessa; qualcuno mi consiglia di piazzarmi presso le biglietterie sul lato posteriore.

Due sportelli sono aperti, ma solo per cambiare accrediti e prenotazioni con effettivi lasciapassare.


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Accanto agli sportelli una ragazza espone il suo “Cercasi”, rivolgendosi a chiunque passi, con coriacea, calma sistematicità; familiarizzo con lei, perché farsi la guerra…
Quando, dopo quasi un’ora, verrà raggiunta da un’altra giovane donna disposta a darle un suo biglietto, la vedrò perdere di colpo la sua curiosa imperturbabilità e gettarsi felice fra le braccia di quella sconosciuta.
“Ricordati di me, se salta fuori ancora qualcosa”, le dico sorridendo; nell’avviarsi festosa all’ingresso mi regala il suo fruttuoso avviso artigianale.
Qualcuno vocifera che alle otto e mezza forse gli sportelli rilasceranno i biglietti rimasti; ma poco prima anch’io sono il destinatario di un miracolo.
Tre giovani donne, accanto a me, cercano di commuovere un signore sopraggiunto, un professionista di cui colpisce la raffinatezza nell’aspetto e nei modi; non risponde né sì né no, poi, dopo aver chiarito i suoi problemi allo sportello, estrae dalla tasca quattro biglietti e li consegna a una di loro. Uno è per me.
Controllo l’emozione, e, cercando di non dare troppo nell’occhio, lo nascondo in tasca.

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Raggiunto un posto libero nelle file alte della gradinata, la prima occhiata alla scenografia mi dà già un segnale dell’altissimo livello qualitativo che connoterà l’intero evento.
E’ stata riprodotta l’ambientazione di Annozero; i punti focali con le scrivanie sono disposti ad ottagono, gli spazi che le dividono danno un senso di grande respiro alla scena, senza far perdere l’impressione di un unico palcoscenico.
In alto, vicino alla volta del Palazzo, i quattro grandi schermi posti a quadrato, permetterano in qualsiasi punto delle gradinate la visione dei filmati, dei primi piani e dei dettagli.

Accolti da applausi compaiono, e vengono subito assediati da giornalisti e fotoreporter, i protagonisti dello spettacolo.
Michele Santoro dà alcune raccomandazioni, in particolare quella di mantenere il silenzio durante il suo intervento iniziale.
E puntualmente, alle nove si va a cominciare; le immagini di Berlusconi in sequenza a quelle del duce, e a seguire, senza interruzione, l’inizio della diretta vera e propria: “Caro presidente Napolitano”, esordisce Santoro con voce calda e ferma, mentre i riflettori abbassati daranno, nella trasmissione televisiva, l’impressione del buio alla scena tutt’intorno.

Da quel momento, fino a mezzanotte e mezza, l’attenzione e la partecipazione non si interromperanno più, e gli applausi unanimi e corali, a volte le ovazioni, scandiranno la serata. Di cui evito la cronaca, dato che ce n’è già almeno una soddisfacente (vedi qui).

Senza abbandonare l’impostazione intimistica, di esperienza personale, che ho voluto dare a questo mio resoconto, mi limito ad alcune brevi considerazioni.
Innanzi tutto, come accennavo, l’impressione di una macchina magistralmente oliata e funzionante, che ha superato brillantemente le difficoltà di un’operazione mediatica senza precedenti. Dall’illuminazione all’audio di un improvvisato enorme studio televisivo con un’enorme platea di spettatori presenti, alla predisposizione e montaggio di sigle e filmati, dalla qualità della trasmissione televisiva, al successo tecnico di quella via Web (ad alto rischio di congestione per l’eccezionale numero di accessi), dalla regia della serata, i cui ritmi sono stati dettati dalla bravura e dall’esperienza del conduttore, infine, ma già lo si sapeva, alla qualità degli interventi dello straordinario gruppo di protagonisti.
Mi sembra che alcuni di quegli interventi siano già diventati ‘di culto’, e già rivisitati migliaia di volte via internet; in particolare, oltre all’editoriale di Santoro, quello di un giovanotto battagliero novantacinquenne che si permette di parlare di rivoluzione, e che di nome fa Mario Monicelli, e quello, di una satira sferzante, di Daniele Luttazzi, in cui l’uso stesso di una terminologia inusuale per volgarità finisce per essere provocatorio linguaggio che vince ogni censura, vecchia e nuova.
La causticità del suo monologo, insieme all’aura di inflessibilità procuratagli dalla sua storia professionale, gli valgono la più calda in assoluto fra le numerose ovazioni riversatesi dalle gradinate del Paladozza.

Ce n’è una in particolare, di ovazioni, però, che vale la pena sottolineare.
Per quanto partecipata e calda, la serata di chi ha avuto la fortuna di assistere dal vivo, ha conosciuto un inevitabile limite, nei confronti di un evento, come si diceva, probabilmente rivoluzionario nella storia della comunicazione.
Non poteva essere altrimenti: l’abitudine alla fruizione teatrale, tipicamente nel ‘qui ed ora’, per gran parte di quelle tre ore e mezza, ha prevalso sulla considerazione di quanto stava davvero avvenendo, e che aveva in noi, quel pubblico stesso, un involontario protagonista.

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Fra i rari momenti in cui l’attenzione è stata portata su questo aspetto, ce n’è uno in particolare, che mi piace ricordare; quando Santoro ha salutato il pubblico assiepato in Piazza Azzarita, che è stato inquadrato festante, ribaltando i ruoli, nei maxischermi all’interno del Palazzo, e l’ovazione ha accomunato il ‘dentro’ con il ‘fuori’, il teatro con le piazze, con l’etere e la Rete, in alcuni secondi di ubriacante corto circuito, che non dimenticherò facilmente.

Anche il finale, quando il conduttore ingaggia con tutti i protagonisti una folle corsa verso la folla all’esterno, riporterà il pensiero a questi aspetti.

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A noi privilegiati, non resta che sciamare da quel palcoscenico verso la vita reale, magari concedendosi un attimo per una foto dall’alto di quell’altro pubblico parallelo.

E a me, infine, non resterà che riportare a casa, oltre ad un patrimonio di emozioni irripetibili, due oggetti di carta, da conservare in libreria, insieme al giornale con lo sbarco sulla luna, a quello con l’entrata nel nuovo millennio, e al primo numero del “Fatto quotidiano”: un biglietto brutalmente strappato dalla maschera all’ingresso, e un foglio bianco con un accorato appello.

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Alcuni Link:

L’intera trasmissione (da Antefatto.it)
Altre considerazioni sugli ascolti (da Repubblica.it)
Editoriale de “Il fatto quotidiano” del 27 marzo

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Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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23 risposte a Sotto il segno del San Toro

  1. arthur ha detto:

    Che peccato non essere da quelle parti.

    L’ho saputo in ritardo ma, sono riuscito ugualmente su internet a seguire la trasmisione e nel farlo, mi sono sentito come un vero carbonaro… 😉

    Ieri sera Santoro ha dato “i numeri” sulla trasmisione e pensare che sei milioni di persone l’hanno visto mi ha fatto venire i brividi. Ciò vuol dire che c’è veramente chi ha voglia di svolte e soprattutto, chi ha voglia di conoscere la verità.

    Bell’articolo.

    • Franz ha detto:

      Grazie a un turno di riposo felicemente coincidente, ieri sera ho potuto seguire anch’io la trasmissione, tornata nel suo solito formato.
      Ho cercato ora i primi dati di ascolto, e, in attesa di quelli ufficiali dell’Auditel, il numero che gira è ancora una volta quello di sei milioni.
      Un numero che, in effetti, ha una valenza ‘da brivido’ per l’evento multimediale del Paladozza, che penso costituirà una pietra miliare nella storia delle comunicazioni nel nostro Paese, e forse non solo.
      Eppur si muove, l’opinione pubblica, al di là di apparenze e rislutati elettorali che lasciano perplessi…

      Un salutone.

  2. Nuovo Maestro Poli ha detto:

    Pargolo, sono orgogliodso di essere un tuo “fratello maggiore” in spirito. La carica di giovinezza che questo post esprime e diffonde è una delle cose più belle, paragonabile forse alla spiritualità fanciullesca di un vechio maestro come me, che non è più tanto lontano dal primo secolo di vita, ma è capace di vibrare ancora, di per sè o quando ti legge (oppure grazie a pochi altri AUtori). Ma una cosa io non l’ho capita, forse per limiti di età: perché hai voluto a tutti i costi essere dentro il Paladozza, quando era più bello essere nella Piazza ? Ti saresti sentito meno a teatro e più in mezzo al popolo e ad un commovente movimento nuovo, come tu stesso alludi…

    • Franz ha detto:

      Caro e sempre Nuovo,
      grazie per le bellissime parole che in questa come in altre passate occasioni mi regali.
      Spiegare le motivazioni interiori è arduo, ma il fatto di essere fisicamente presente all’evento nel luogo in cui ha origine è stato e resta un fatto impagabile; poi, là dove qualche calo di tensione emotiva (tre ore e mezza sono lunghe) ha fatto dimenticare la globalità dell’evento stesso, ci pensa poi il ricordo del vissuto a colmare quelle lacune.

      Un caro saluto.

  3. alanford50 ha detto:

    Ribadisco la stupenda sensazione che quest’evento mi ha lasciato, sono molto curioso di vedere quale sarà il vero risultato di quelle parole, al di la dell’evento mediatico in se, è inutile negare che un vento così straordinario svoltosi a pochi giorni da una consultazione elettorale, anche se solo a livello regionale, ha una grande valenza, sicuramente crea delle grandi aspettative, anche io in genere molto scettico non posso negare di essere preso da questa grande curiosità legata all’attesa di un qualsiasi risultato, una specie di prova del nove per vedere se un’evento così straordinario è stato capace di smuovere le coscienze dormienti…..sono molto curioso, non hai idea quanto sarei felice dover ammettere di avere visto in modo troppo negativo la capacità e la voglia della massa Italica.

    Attendo fiducioso e molto curioso….ciaooo neh!

    • Franz ha detto:

      Penso che la portata della serata, benché forse epocale, avrà sì qualche effetto immediato sui risutati elettorali, ma di per sé percentualmente non decisivo.
      Il deterioramento dei consensi per la Jena è precedente, e sarà interessante verificarne le proporzioni, che il suo nervosismo e spudoratezza di questi ultimi giorni lasciano sperare clamorose.
      Ti segnalo questo bel post sull’argomento di Alessandro Gilioli, dal suo blog ‘Piovono rane’.

      Un caro saluto-neh.

      • alanford50 ha detto:

        Ho letto il post che mi hai consigliato, il pensiero di Gilioli non fa una grinza, ma, mi ha tolto quel po’ di entusiasmo che l’evento mi aveva lasciato, ed allora gli ho risposto nel seguente modo:

        Complimenti per l’articolo chiarificatore, in effetti mi chiedevo che tipo di riscontro avrebbe potuto avere la trasmissione dell’altra sera, non nego, che speravo in qualcosa di più di quanto lei abbia giustamente fatto rilevare, io purtroppo mi sono sempre definito un crudo realista ed ho sempre avuto poche speranze per quel che riguarda lo spostamento di pensiero delle masse, ma devo ammettere che guardando la trasmissione mi sono lasciato prendere la mano da un’inspiegato senso di ottimismo, un barlume di speranza rispetto al senso di stagnamento che riscontravo prima, devo purtroppo ammettere che il suo ragionamento non fa una grinza, quindi c’è poco da sperare per queste elezioni e la scarsa affluenza alle urne rilevato fino ad ora conferma ed avvalla il suo pensiero.

        Ma allora il mio essere crudo realista prevale nuovamente, ed il suo ottimismo verso un ipotetico cambiamento futuro perde senso e valore, conoscendo abbastanza bene quello che smuove le coscenze della massa mi porta a dover riconoscere che o Santoro & C. fanno una trasmissione di questo tipo almeno una volta al mese oppure dopodomani tutto questo è già passato dimenticato e se mettiamo in conto che l’altra parte come giustamente lei dice nel suo articolo ha potenti mezzi molto persuasivi, la battaglia è sicuramente impari, tutto quello che di positivo c’è stato l’altra sera verrà inesorabilmente surclassata dal bombardamento quotidiano dell’artiglieria Birbantesca, insomma una battaglia impari, praticamente persa, la massa quella con il voto pesante che conta e che fa numero sarà sempre soggiogata dal sorriso dell’uomo che non deve chiedere mai…

        Insomma nulla di nuovo sotto il sole, se tutto va bene continuiamo ad essere rovinati e non ci resta che sperare che ce la caviamo.

        Però è stato un bel sogno, un sogno di una notte, bello finchè è durato…

        Cordiali saluti.

        Caro Franz, purtroppo il mio crudo realismo, disilluso e disincantato è tornato ad avere il solito sopravvento, insomma mi sento come chi ha visto una bella stella cadente, molto bella, ha espresso anche un bel desiderio, ma dopo tutto è tornato come prima, se l’unica soluzione è lasciata a tempi lunghi poco resterà di cotanto sforzo.

        Ciaooo neh! alla prox.

      • Franz ha detto:

        Non so esattamente quale desiderio tu abbia espresso giovedì sera.
        Se, come hai scritto prima che l’articolo di Gilioli ti riportasse al tuo scetticismo, ti aspettavi una svolta elettorale immediata, lo scrutinio appena terminato può tranquillamente rendere ragione al giudizio del giornalista-blogger.
        Se invece, anche parzialmente, anche col cuore più che con la ragione, tu abbia desiderato un giusto sviluppo di quanto stava avvenendo per la prima volta, a livello mediatico, nonché di diffusa partecipazione e di unità di intenti, penso che quel desiderio abbia molte chances di vedersi realizzato, nelle modalità che vedremo.
        Da parte mia, fin d’ora, aspetto con curiosità e coinvolgimento, quasi una sorta di legame affettivo, la prossima puntata di Annozero, che mi risulta confermata. Tu no?

        Ciao, alla prossima.

        • alanford50 ha detto:

          Per entrare in tema di elezioni:
          Non mi aspettavo il miracolo, ma nemmeno la disfatta, alla faccia del bicarbonato di sodio, altro che risveglio delle coscienze, Caporetto in confronto è stato un joyful happening, 4 regioni perse rispetto alle precedenti elezioni regionali, e chi lo ferma più il caimano, secondo me ora si proclamerà almeno Imperatore e tornerà a mandare al confino tutti quelli che lui reputa “Comunisti”, cioè tutti quelli che non la pensano come lui, AZZ che batosta, magari ci ritroviamo su qualche Italico isolotto, ahahah (riso amaro…………….e non mi riferisco al film).
          Ciaooo neh!

        • Franz ha detto:

          Il solito disfattista…
          Qualche timida luce c’è anche in questi risultati: Vendola in Puglia, e soprattutto i Grillini, che hanno avuto un risultato formidabile, soprattutto qui in Emilia.
          Ciao!

        • Claudio ha detto:

          Anche io non sarei così disfattista:adesso la Jena e nelle mani di Bossi,Fini probabilmente lascerà ed era impensabile mantenere le 11 regioni per la sinistra,bisogna pensare che non si partiva dai risultati del 2005 ma dal disastro delle ultime politiche.Molto bene Vendola(non a caso quel genio di D’alema voleva un altro candidato…).

        • Franz ha detto:

          Raccolgo e rilancio, con questo bellissimo articolo da ‘l’Antefatto’: (clicca qui).

        • alanford50 ha detto:

          Vabbeh! dai addirittura disfattista…ahahah.

          Sono anche io contento per i “Grillini” ma in Piemonte i suddetti hanno regalato la piazza alla lega…

          Comunque perdere 4 piazze è comunque un bel colpaccio, inutile fare finta di nulla, anche io so che il PDL non ci ha guadagnato nulla, se non, a livello coalizione, sicuramente ora LUI è preso in mezzo tra Bossi e Fini, è rimanere presi dalla Bossi/Fini non è cosa bella…ahahahah.

          Sperem per il futuro….

          Ciaooo neh!

  4. Silvana ha detto:

    Faccio da contraltare all’emozionante cronaca di Franz.
    L’evento visto da “fuori” che era partecipato con il “dentro”.
    Io ero una delle migliaia di persone sedute in p.zza Azzarita a guardare dal maxi-schermo.
    Devo dire che dall’esterno c’era l’idea di partecipare ad un evento mediatico comunicativo importante.
    Tutti avevamo la sensazione di avere superato le barriere della censura, avevamo la certezza che con i nuovi mezzi di comunicazione e la loro sinergia di possa superare i niet dicktat del potere e del governo.
    Certo non abbiamo avuto la possibilità di ammirare l’ambientazione e la scenografia perchè l’ambientazione e la scenografia eravamo noi stessi, tutti seduti, tranquilli e concentrati su quello che sentivamo ma anche tutti partecipi ad interagire, dialogare e commentare fra di noi.
    E quando Santoro è uscito e ci siamo dati tutti la mano per ballare sulle note della De Sio non c’è più stato il dentro e il fuori, il qui ed il là, c’era solo il noi, ora.
    Lasciatemi fare anche una piccola nota che non ha a che fare con l’evento: ma quanto bello è il nostro Paladozza? e il nome poi? sa di cose antiche, oneste, vere, di buona amministrazione, di cura del cittadino e della città.

    • Franz ha detto:

      Cara Silvana, ti ringrazio molto del tuo contributo, che da un punto di vista altrettanto unico (la piazza simbioticamente connessa al palcoscenico e agli spalti del Paladozza) sottolinea una volta di più la multimedialità, la multimodalità, la connotazione di rete, dello splendido evento che abbiamo vissuto.
      Fra i link che sto per aggiungere a questo post, c’è la pagina di Antefatto.it contenente l’intera trasmissione, che viene resa disponibile in pochi secondi: giocando con il cursore si possono selezionare tutti i brani; ne ho approfittato per godermi l’esplosione di festa finale, seguita allo pseudogiuramento di Santoro, e il suo bagno di folla sulle note di quella tarantella: l’emozione di quelle sequenze è fortissima.
      Un saluto e un abbraccio.

  5. Claudio ha detto:

    Sicuramente un evento epocale,è stato emozionante seguirlo in TV,immagino quindi quanto lo sia stato per te viverlo “sul campo” dopo essere riuscito a procurarti il biglietto in modo così rocambolesco.A me ha particolarmente colpito il breve ma lucido e determinato intervento di Monicelli,ma tutta la serata resterà memorabile.Ora la parola alle urne,speriamo bene.Vorrei continuare a vedere il mascalzone teso,preoccupato e in difficoltà come in questi giorni.Ciao.

    • Franz ha detto:

      Ci sono molte pagine da incorniciare, rileggere e conservare, di ‘quella’ notte, e sicuramente la breve intervista a Monicelli è una delle più importanti.
      Quanto alla vecchia Jena, speriamo che la sua agonia politica si realizzi presto e si compia in breve tempo, sia per liberarcene prima, sia perchè, braccata, può diventare molto pericolosamente aggressiva.
      Ciao e a presto.

  6. alanford50 ha detto:

    Inutile parlare della bellezza dell’evento di ieri sera e dei significati reconditi che si porta con se, ho potuto ancora una volta constatare che le mie paure nate molto tempo fa con l’avvento in politica di Berlusconi, si stanno piano piano palesando, era ovvio che avendo e gestendo il potere come sa fare bene Lui, avrebbe finito per infiltare suoi uomini nelle posizioni chiave della televisione Italiana pubblica con l’intento di imbavagliare, indirizzare e poi zittire a suo piacimento la voce pubblica, determinando il rischio della fine della RAI stessa, ovviamente dopo averla svuotata e depredata,mi chiedo come più di metà Italia non si accorga di nulla o faccia finta di non accorgersene, evidentemente non si ricordano più cosa succedeva sotto il regime fascista che bastava una parola per togliere definitavamente la libertà a chiunque, e non si sapeva mai nulla di quello che succedeva, se non nella forma voluta dal potere, come al solito la memoria storica ha una durata troppo breve, questo alla lunga ci condanna tutti.

    Io ovviamente continuo a sperare che me la cavo……

    Ciaooo neh!

  7. silvanascricci ha detto:

    Caro Franz,
    io non ho scritto praticamente nulla sulla serata, lascio a te l’onore di raccontare, bene come sai, le impressioni.
    Ciao

    • Franz ha detto:

      Cara Silvana,
      ci sto provando, ma, come ho scritto nella replica al commento precedente, lo sforzo di sintesi è più forte del solito, e forse concluderò domani il post.
      Al racconto in gestazione voglio aggiungere qui che avervi conosciuti di persona, alla fine dell’evento (che hai dovuto seguire seduta sull’asfalto di Piazza Azzarita) è stata la ciliegina sulla torta di una serata forse memorabile.
      Ciao …e un buon fine settimana elettorale!

      • silvanascricci ha detto:

        Caro Franz,
        non voglio mica metterti fretta,figurati.
        Sono stata particolarmente contenta di averti conosciuto anche se ero uno straccio di stanchezza per la giornata di lavoro.
        Come mi dice sempre mia madre: mi raccomando, eh, vota bene!
        Ciao

  8. iolosoxchecero ha detto:

    mannaggia me lo sono persa lo sapevo!!!!!!! Ora vedo sul tubo se ci sono spezzoni da guardare…attendo con ansia un post sulle tue impressioni!wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Cara imperdonabile amica, minimo dovresti cambiare il nick… 😆
      Comunque, per ringraziarti delle tue visite, ti posso fare un paio di anticipazioni.
      Intanto che sono riuscito nell’impresa disperata di trovare in extremis un biglietto di ingresso!
      Poi, vorrei segnalarti un articolo con una buona sintesi della cronaca della serata, dal sito del Corriere della Sera (clicca qui), che potrà servirti anche per cercare i ‘tubi’ più interessanti, che penso abbonderanno.

      Non so se riuscirò a pubblicare oggi, venerdì, la nuova versione di questo post: le cose da raccontare sono tante…

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