Sotto una montagna di luci

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Sembra impossibile che in soli sei giorni di vacanza si possa accumulare tanta esperienza da sentirsi poi, al momento del resoconto, letteralmente schiacciati sotto una montagna di luci, suoni, voci, impressioni, e soprattutto emozioni.

Gli altri anni ci avevo provato, con la prevalente intenzione di dare visibilità ad un evento, il ‘Caterraduno’, che, dalla mia prima partecipazione nel 2005 (che avvenne a Cattolica, mentre dal 2006 in avanti la manifestazione ha sposato indissolubilmente la spiaggia e la bella città di Senigallia), fino a quest’ultima, non ha mai cessato di rivelarsi un’esperienza di vita autenticamente straordinaria, all’insegna della gioia condivisa, tanto da costituire ormai stabilmente un faro, un punto di riferimento nel mio orizzonte mentale e ideale.
Ho sempre cercato meglio che potevo di raccontare che cos’è questo strano fenomeno, nei suoi ingredienti consueti e nei suoi eventi specifici per ogni singola edizione.

Quest’anno mi dichiaro preventivamente sconfitto, alzo bandiera bianca, e forse solo così facendo riuscirò a trasmettere, tramite qualche scarna annotazione, una parvenza di tutto ciò che ha attraversato ed attraversa il mio cuore e la mia mente in questi canicolari giorni di un’estate ancora all’inizio.
Perché quest’anno, nella mia vita, era un momento decisamente insolito, in cui, in un inquietante contrasto di luci ed ombre, quella gioia condivisa si sovrapponeva, con esiti diversi di giorno in giorno, di evento in evento, ad un travaglio interiore a tratti dolorosissimo: l’assai recente vicenda d’amore a cui ho fatto già qualche cenno, infatti, beffarda e ai limiti della tollerabilità nel suo decorso, apparentemente casuale, che l’ha fatta precipitare dalla più inattesa, inebriante felicità alla più inattesa, profonda desolazione, lungi dal risolversi o risollevarsi, si era andata (se possibile) aggrovigliando sempre più, alla vigilia della partenza e durante gli stessi sei giorni della solitaria vacanza.
Non potevo dunque pretendere di rivivere quei momenti di grande pace interiore che gli altri anni, a tratti, si imponevano improvvisamente nel mio cuore, magari durante la colazione nel giardino dell’albergo, o nel percorrere il lungomare in bicicletta, o nel passeggiare nelle piazze e nelle strade ortogonali dell’antica città romana (a misura, quasi esclusiva, di gambe camminanti o pedalanti), nel tripudio del sole, della luce e dei colori.
Anzi, soffermandomi solo un attimo sul valore terapeutico di aver comunque preso parte a quegli eventi di gioia collettiva, è proprio una situazione soggettivamente così estrema che ne evidenzia (anche se per me non c’era bisogno di ulteriori dimostrazioni) il valore oggettivo.

Ogni manifestazione, ogni evento della comunicazione, della produzione artistica, per non dire della vita stessa, ha un suo decorso, una sua giovinezza, maturità, vecchiaia; è, inevitabilmente, nella realtà delle cose.
Il Caterraduno non può sfuggire a questa legge, e infatti penso che ad un’attenzione particolarmente sensibile di un partecipante abituale non possano sfuggire i primi segni dell’invecchiamento, soprattutto da quando il raduno ha smesso di vagare fra località diverse di anno in anno (e anche fra missioni etiche, alludo a ‘Libera’ di don Ciotti) ed ha trovato la sua sede, e la sua missione, definitiva.
Ciononostante, ancora una volta il miracolo si è puntualmente riproposto, se è vero che sul finire della settimana, parlando con una nuova amica (le occasioni di instaurare o rinsaldare amicizie proliferano durante quei giorni con estrema facilità), le ho confidato una mia intuizione appena concepita, cioè che l’anno si divida nettamente in due: ‘quella’ settimana, in cui si sperimenta un modello di vita completamente diverso per ricchezza, bellezza, partecipazione ed intensità, e tutte le altre.
Contro l’invecchiamento, come recitano le creme solari abbondantemente cosparse sulla pelle dei partecipanti, c’è comunque sempre un qualche evento del raduno che, per la sua particolare intensità emotiva, rappresenta un traguardo e per questo un punto di rinnovamento.
Se l’anno scorso era stata la cosiddetta ‘asta della legalità’ quello emotivamente più intenso e creativo, quest’anno attribuirei il titolo alla novità della trasmissione in diretta televisiva, avvenuta sabato pomeriggio da una spiaggia arroventata dal sole.
La standing ovation a don Luigi Ciotti avviene sotto gli occhi delle telecamere di RAI3, e questo non può fare a meno di lasciare un piccolo fastidioso retrogusto di tipo ‘Maurizio Costanzo show’, ma ciononostante la trasmissione televisiva contribuisce a comunicare un senso di nuova pienezza di festa, grazie al buon ritmo impresso dai conduttori e grazie alla concentrazione di presenze geniali, amabili ed amate (Stefano Bollani,  David Riondino, la Banda Osiris, Marina Senesi, e poi don Luigi Ciotti e don Tonio Dell’Olio, ma anche i conduttori stessi, Massimo Cirri, Filippo Solibello, Marco Ardemagni, Laura Troja) e grazie anche a quello strano sdoppiamento, già raccontato ai tempi di ‘RAI per una notte’, fra spettacolo dal vivo e percezione della spettacolarizzazione televisiva dello stesso.
Probabilmente, che piaccia o no ad un popolo radunato in nome della radio (‘Caterpillar’, per chi non lo sapesse, è una trasmissione di Radio2), è questa la nuova frontiera da valicare e in qualche parte percorrere, anche al fine di un’amplificazione del messaggio, del segnale, della proposta, di un ‘altro’, che il Caterraduno rappresenta.

Ma voglio concludere come in effetti si è conclusa la manifestazione, dopo le ore due della notte fra sabato e domenica.
Non c’era la tv, non c’era la radio; finita la dolcissima festa finale e spentosi l’ultimo applauso, sul Foro Annonario è stata diffusa a lungo, ad alto volume, l’ormai antica, bellissima, ritmatissima sigla di Caterpillar, e mentre molti prendevano la strada verso i rispettivi alloggi, diversi gruppi di ragazzi indugiavano danzando, festosi, in un’immagine di gioia pura che sembrava stamparsi nel cuore al di fuori di ogni luogo ed ogni tempo.
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Ho pubblicato sul mio fotoalbum quaranta immagini: le puoi scorrere partendo da qui.
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L’immagine iniziale è presa da http://caterpillar.blog.rai.it/

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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15 risposte a Sotto una montagna di luci

  1. Antonella ha detto:

    Ciao Franz, sono d’accordo con te: il momento finale del CaterRaduno è stato fantastico! La lunghissima e super-allegra sigla di Caterpillar diffusa dagli altoparlanti al Foro Annonario nel cuore della notte pareva non finire mai, avevo giurato a me stessa che sarei rimasta a ballarla per tutta la notte, mentre custodivo in me la gioia piena per le emozioni provate durante la settimana e la malinconia per la fine di tutto, quel sentimento dolce e amaro al tempo stesso che ormai conosco bene perché ogni anno sul finale torna a fare capolino. Invece ad un certo punto anche la sigla è finita e si sono spente definitivamente le luci sul CaterRaduno 2010, così ho dovuto smettere di ballare, però me ne sono andata con tantissimi ricordi splendidi che mi terranno compagnia fino al prossimo CaterRaduno!
    Ciao, Antonella

    • Franz ha detto:

      Ciao Antonella, credo che ritornerò presto, forse già nel prossimo post, sull’affascinante tematica della gioia condivisa.
      Intanto una nuova fettina di gioia me la dà questo tuo commento, nel confermare con la tua testimonianza la ricchezza unica e difficilmente superabile di ‘quella’ settimana, oltre che nel collaborare a generare un piccolo ma molto gradito raduno virtuale, in Rete, fra chi ha condiviso o comunque conosce quell’evento.

      Benvenuta, a presto e… Coltiviamo la gioia !

  2. Giovanna Amoroso ha detto:

    Cuccù…
    Bravo Franz che se andato in vacanza!!! Io in questi giorni sono tanto felice di lavorare! Per fortuna il mio B&B ha avuto un successo strepitoso, e siamo quasi sempre al completo!

    Un bacio da “Mirandolina-Giò”!

    • Franz ha detto:

      Sono davvero felice che la grande impresa che tanto ti ha coinvolto sia partita a gonfie vele.
      E mi fa piacere che, comunque, ti ricordi di tanto in tanto di salutare i tuoi vecchi amici di tastiera.

      Un bacio a te, Giò-Mirandolina!

  3. Franz ha detto:

    Come ho indicato aggiornando il post, segnalo anche qui che ho pubblicato quaranta foto del raduno sul mio fotoalbum. Vedi il link nella nota, appena sotto le immagini finali del post.

  4. Milvia ha detto:

    Un resoconto, il tuo, dal taglio particolare, ma sempre bello e scritto con quella intelligenza del cuore che credo ti sia peculiare, caro Franz.
    Per me, quasi neofita dell’evento (avevo partecipato, come Amanda, a quello di Santarcangelo) i momenti più emozionanti sono stati quelli dell’asta di Libera. La solidarietà, in un paese come il nostro, oggi come oggi, è sempre qualcosa che mi stupisce e mi commuove. Qui poi si tratta di una solidarietà che è anche lotta, quindi ha ancora più valore.
    Comunque sono contenta di essere stata a Senigallia: il tradimento verso la mia amata Radio3 (spero vivamente che Fahrenheit non trasmigri mai in televisione) è stato compensato anche dall’aver conosciuto de visu una persona speciale, cui auguro di ritrovare al più presto l’emozione e la gioia di un amore per ora sospeso. Perchè te lo meriti, Franz, davvero. Dopo averti incontrato, anche se brevemente, ne sono ancora più convinta.

    Milvia

    • Franz ha detto:

      Sei sempre tanto cara, Milvia, nelle tue parole affettuose dettate da un cuore sensibile e generoso.

      Capisco bene le tue impressioni e considerazioni entusiastiche sull’asta della legalità, ma ti posso assicurare che si è trattato di una edizione non paragonabile con quella dell’anno scorso, quanto a livello di partecipazione emotiva collettiva.
      Ho attribuito la cosa a quel misto di appagamento e intontimento da insolazione ereditati dalla trasmissione tv, svoltasi subito prima, sulla spiaggia.

      Anch’io sono felice di aver conosciuto di persona una delle mie amiche più grandi, felicemente regalatami, e di recente, dalla blogosfera.

      Un caro saluto, un caro abbraccio.

  5. amanda ha detto:

    ecco, lo strano è sentire ancora Cirri e Solibello il giorno dopo la chiusura del Caterraduno, Mucci Mucci ci sconvolge anche l’ideale inizio delle vacanze estive, avvistate facce note nelle tue prime foto 😉
    Che il Caterraduno si fosse modificato rispetto alle sue prime edizioni l’avevo già notato nel 2006 quando ci sono stata nuovamente dopo aver partecipato all’ultima edizione di Sant’Arcangelo di Romagna nel 2004, ma sempre di aria pulita si tratta

    • Franz ha detto:

      Muccio Vileda ha pensato bene di non farsi vedere: sarebbe stato imbarazzante e, temo, pericoloso per la salute di Caterpillar e del raduno stesso, anche per il rischio di contestazioni.

      Aria pulita, non c’è dubbio; mi e ti auguro di cuore che tu possa partecipare alle prossime edizioni del raduno, così come agli altri cater-eventi disseminati durante l’anno.

      Al contrario di quelle finali, la foto iniziale non è mia, l’ho presa dal sito di Caterpillar, e per questo è ancora più curioso notare nel pubblico quella chioma corvina…

      Salutone 🙂

  6. alanford50 ha detto:

    Sabato ho visto un pezzettino della diretta su rai3, mi è piaciuta molto la trasmissione, una tecnica di spettacolo tipica della radio, ma questa volta fatta in TV, una tecnica che mi ricorda molto la radio degli anni 70-80, almeno questa è la sensazione che ne ho tratto.

    Circa l’esito di questa tua vacanza, a livello di sensazione, dal tuo scrivere, colgo un senso tutto sommato apprezzabile di positività e ne sono contento per te, circa quel senso di invecchiamento del tipo di manifestazione a cui facevi cenno, credo che molto sia dovuto al modo tuo di porti e di partecipare all’evento stesso, eri per lo meno distratto, diciamo con pensieri, invece, per quel che riguarda la massa, che è molto più facile da accontentare, credo che abbia rappresentato il solito successo, ottenuto dal connubio, festa, mare e musica che unita alla tanta voglia di divertirsi ha compiuto il solito miracolo, in fondo per la massa basta così poco.

    Per quanto riguarda il resto, la cavallona ti concederà il dono del tempo per imurginare e per riordinare i pensieri…

    Ed ora come dice il nostro beneamato Premier E BUON LAVORO…

    Ciaooo neh!wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Ben ritrovato!
      Avevo seguito in tv, nelle settimane prima del raduno, un paio di puntate del breve ciclo di “Quelli di Caterpillar”, il sabato pomeriggio; al di là delle tecniche più o meno televisive o radiofoniche, la trasmissione mi era piaciuta per la sua capacità di veicolare i contenuti e lo stile tipici di Caterpillar, una intelligente miscela di ironia, leggerezza ed impegno civile.
      Sono ben contento che tu abbia apprezzato la trasmissione dalla spiaggia, di cui spero prima o poi di rintracciare una registrazione.

      Non credo che il mio giudizio sui segni di invecchiamento della manifestazione siano condizionati dal mio vissuto: è proprio che il ripetersi di certi rituali, certi meccanismi, certe battute, fa calare progressivamente, col tempo, lo smalto e la gioia trainante della novità iniziale, se non intervengono elementi importanti di rinnovamento.

      Poi ritengo proprio ingeneroso e inappropriato il tuo giudizio su ‘quella’ massa, che definirerei invece un ‘popolo selezionato’, con cui è bello e facile intendersi ed instaurare amicizie e collaborazioni; il connubio fra quel popolo e la capacità di squadra degli organizzatori è la ricetta magica del ripetersi della settimana di grazia.

      Grazie, infine, per i pensieri che rivolgi al sottoscritto, compreso quell’ultimo augurio un po’ sarcastico, soprattutto perchè proveniente, direbbe il geniale ministro Brunetta, da un autentico …fannullone! 😉

      Bye bye.

      • alanford50 ha detto:

        Fannullone? c’è chi ha gia dato e chi deve ancora dare, io ho gia dato, tutto qui…altro che fannullone….ahahah

        Circa il discorso sulla massa sai bene come la penso, sono totalmente disincantato e disilluso, da quello che ho visto in TV era quasi tutta gente disposta unicamente a dedicarsi al godereccio e ben poco ai veri contenuti, ovviamente so che c’erano anche persone impegnate, ma non erano la massa, se non ci fosse stata la parte ludica sono straconvinto che sarebbe stata giudicata la solita manifestazione di nicchia, purtroppo è sempre così, se non gli regali qualche cosa di godereccio nessuno si muove, questo è il mio concetto di questa massa, e sono convinto di non sbagliare di molto.
        Meno male però che esistono anche quelle persone capaci di dedicarsi alle cose più importanti, io spero sempre che prima o poi riescano a diventare la nuova massa, prima che tutto sia irrecuperabile.

        Ciaooo neh!

      • Franz ha detto:

        Sicuramente c’era, sulla spiaggia della trasmissione tv, una significativa percentuale di curiosi.
        Ti ribadisco, comunque, per esperienza diretta, che la gente accorsa a Senigallia per il raduno è un tipo di ‘massa’ che vorrei fosse numericamente ‘critica’ per cambiare le cose, dato che è una popolazione con un grado di consapevolezza non paragonabile alle altre ‘masse’, quelle che guardano la tv, e, ahimé, quelle che votano.

        Ciao !

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