Il mostro è ferito

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I settimanali ‘Passaparola’ di Marco Travaglio stanno diventando sempre più lunghi: quello di lunedì scorso dura quarantasette minuti e ventisei secondi, gran parte dei quali dedicati ad un’analisi del curriculum, politico e giudiziario, dei parlamentari arruolati da Gianfranco Fini nel nascente partito Futuro e Libertà, che sembra dunque un cestino già pieno di mele bacate e marce.
La considerazione più interessante, contenuta nel settimanale monologo, mi è sembrata però un’altra, semplice e chiara: Berlusconi non vuole un governo tecnico, per non perdere, durante la campagna elettorale delle prossime, ormai inevitabili, consultazioni politiche anticipate, il timone della nave, o il pallino della partita; vedi alla voce: controllo della RAI e del ministero dell’Interno.
Particolarmente indicativo il secondo elemento, appunto il ministero dell’Interno, accennato con una specie di strizzata d’occhio, a suggerire l’ipotesi di un uso spregiudicato (per usare un eufemismo) dei meccanismi e degli arbitri della consultazione stessa, dalle prefetture in su.
In passato tornai molte volte su quel tema, in rapporto all’incredibile spoglio delle schede delle politiche del 2006, che fu viziato secondo il giornalista Enrico Deaglio da probabili brogli, sicuramente da movimenti strani e convulsi di personaggi più o meno sotto i riflettori della politica e della cronaca.
Non è il caso di tornare ora sopra quegli argomenti, visto che il quadro è già abbastanza confuso, tanto che la situazione sembra cambiare ogni giorno, a rendere ardua ogni previsione sui relativi sviluppi.
Scrivo anzi queste righe cercando di fare il punto su pochi dati certi e considerazioni sensate, come quella appena riferita sulle propensioni del Diversamente Nano.

Non so se i sondaggi sulle attuali intenzioni di voto si possano annoverare fra i ‘pochi dati certi’, ma credo che aiutino a rendersi conto, in maniera un po’ più analitica, della delicatezza e difficoltà dei possibili ipotetici equilibri, ovviamente tenendo presente che si tratta di un’istantanea effettuata su di un convoglio in movimento, anzi in corsa.
In una trasmissione di Radio Popolare di alcuni giorni fa, uno fra i numerosi esperti demoscopici sulla piazza disse che, pur in un innegabile fase di calo, il PdL conserverebbe un trenta per cento circa delle propensioni di voto (al netto del nutritissimo ‘partito delle astensioni’).
A distanza di un paio di giorni, poi, mi sono capitate sott’occhio le ultime previsioni IPSOS effettuate per la trasmissione Ballarò, che riassumo qui:
Pdl=28,3%, Lega=11,8%, Futuro e libertà=5,7%, Udc=6%, Pd=24,4%, Idv=8%, SeL-Vendola=6%, Mov.5 stelle=3,6%, Sinistra europea (Prc + Pdci)=2,4%.
Chi vuole può divertirsi a giocare alla costruzione di una maggioranza, ma mi sembra che si tratti di un groviglio quasi inestricabile.

Astraendosi un po’ da questi dati, per loro stessa natura destinati ad ulteriori evoluzioni, ho ascoltato ieri sera, sempre su Radio Popolare, un’analisi sociologica dell’elettorato italiano, effettuata per grandi raggruppamenti, in funzione del tipo di messaggio, o di racconto della realtà, preferito.
Non mi ricordo il nome dello studioso, ma mi è sembrato convincente quando ha affermato che la componente di destra berlusconiano-leghista resterebbe ancora quella maggioritaria. Anche in considerazione del vuoto di proposte e personaggi trainanti nell’opposizione.

Nei mesi scorsi ho fatto più volte riferimento ad un articolo che ipotizzava una segreta manovra statunitense finalizzata al cambio della guardia nel nostro governo, e alla sospirata fine del regime di quell’ometto pieno di soldi, ritenuto dagli alleati e, ahimè, nostri storici controllori, non più affidabile, soprattutto a causa delle sue amicizie pericolose a Mosca e a Tripoli.
Difficile, anzi impossibile verificare; però, quanto è successo da allora, lo stillicidio quasi sistematico di rivelazioni, scandali, prese di distanza da parte di rappresentanti di importanti settori sociali, quanto meno non ha mai smentito, nè minimamente scalfito, quell’ipotesi.
E mi chiedo se davvero Fini avrebbe avuto il coraggio di imbarcarsi verso sicure tempeste, e battaglie contro un nemico così potente, senza sapere di avere le spalle ben protette da un potere ancora più forte.
Se è vera quell’ipotesi, sarebbe facile azzardare la previsione di un nuovo governo di destra, moderata ma fortemente ‘atlantica’, sotto la guida dello stesso Fini, o di un qualsiasi Montezemolo di casuale passaggio da quei palazzi. Facile prevederla anche tenendo conto delle capacità scientifiche di controllo dell’opinione pubblica, se non proprio dei risultati elettorali, da parte di quei poteri nascosti.

Vedere il mostro di Arcore attualmente in difficoltà, e poterlo vedere in  futuro sconfitto nei suoi piani di egemonia, e sognare che tolga il disturbo e scappi ad Antigua (dato che il sogno di vederlo processare e magari condannare e magari scontare le condanne sembra oggettivamente troppo…), tutto questo è un grandissimo conforto, che nessuno potrà togliere a chi ha assistito con sgomento alla crescita di questa mostruosità lungo un periodo di durata quasi uguale a quello fascista.
Siamo arrivati al punto, e da tempo, che sembra decisamente assai preferibile tornare ad una velata, storica condizione di protettorato USA, alla devastante tirannia mediatica di quell’aberrante vecchietto.
Nessuno potrà togliere il sollievo a chi non si è compromesso con la più allucinante vicenda di potere degli ultimi centociquant’anni.

Ma la voglia di festeggiare non ci sarà, sia in considerazione delle devastazioni, dei crolli e delle alluvioni che lascia in eredità l’epopea di Arcore sul territorio, geografico, culturale, organizzativo, economico e morale; sia in considerazione della distanza, da parte di chi le succederà, da un progetto politico davvero adatto ai problemi del nostro tempo, pur nel ripristino di alcuni capisaldi della legalità e della cosiddetta democrazia.
Mi sembra di vedere anzi un rapporto di proporzionalità inversa fra le possibilità di leadership, o anche solo di influenza nelle scelte di governo, da parte dei vari soggetti politici, con la loro adeguatezza all’attuale drammatica realtà: più lontani sono dal dare risposte davvero adatte, più sembrano in grado di assumere il potere.
Mi piace ordinare, in questa forse un po’ originale e bizzarra scala, questi soggetti:

centro destra post-berlusconiano;
centro sinistra stile-Bersani;
sinistra stile-Vendola;
movimento 5 stelle di Beppe Grillo;
movimento Alternativa di Giulietto Chiesa;

con una spolverata, aggiuntiva ma importante, di Di Pietro sul secondo, terzo e quarto soggetto.

Tralasciando i primi tre, credo sia interessante fare alcune considerazioni sugli altri due.
Beppe Grillo ha capito molte cose della realtà, sulle quali da molti anni sta facendo una meritoria opera di diffusione e sensibilizzazione. A modo suo, come un vulcano in eruzione, o un fiume in piena.
E anche con qualche passo falso, dovuto al carattere impetuoso, che lo porta a dare il suo appoggio non sempre abbastanza ponderato a campagne o personaggi discutibili, come fu ad esempio l’acquisto del microscopio a scansione per il professor Montanari, e forse anche ad avere una fiducia troppo illimitata nelle possibilità politiche di Internet.
Il suo ‘Movimento 5 stelle’ ha dunque, sicuramente, delle carenze, forse anche gravi, di completezza e approfondimento culturale e politico, ma ha dalla sua dei valori che a mio parere ne fanno uno dei pochi motivi di speranza davvero validi:

– un approccio volontaristico, disinteressato e appassionato alla politica;
– la presa di distanze coraggiosa da tutti i poteri più o meno corrotti;
– l’attenzione informata sulle problematiche ambientali;
– l’attrattiva di consenso dei giovani;

a cui vanno aggiunte, in un circolo vorticosamente virtuoso, le capacità e i risultati, a volte felici, a volte eccezionali, già ottenuti dai ragazzi eletti nelle amministrazioni locali.

E veniamo all’ultimo dei cinque soggetti che ho elencato, quello di cui nessuno parla.
Molto spesso mi è capitato di manifestare la mia ammirazione per Giulietto Chiesa; nei miei ristretti limiti cerco di dare visibilità al suo progetto di ‘Alternativa’, nato da pochi mesi, ancora piccolo, eppure immenso nelle prospettive, e supportato, questo sì, da un substrato di cultura e di conoscenza della realtà del tutto unico. Da qualche giorno ho linkato, qui nel cosiddetto ‘occhiello’ della home page, la trascrizione del lungo discorso di inaugurazione alla recente seconda assemblea del suo movimento (vedi anche qui).
Quando ci si avvicina alle sue analisi si ha come l’impressione di ascoltare la voce di un profeta che grida nel deserto, tanta è la distanza fra i suoi assunti e il pensiero dominante, inteso come percezione collettiva e più o meno condivisa della realtà, beninteso realtà mondiale, non solo quella del nostro squallido teatrino.
Eppure la forza, l’evidenza e lo spessore di quegli assunti a me sembrano assolutamente ineccepibili.
Continuerò a seguire con grandissimo interesse le mosse del nuovo movimento, e a cercare di dargli la massima visibilità.

Detto questo, però, non posso nascondere che ho letto con autentico disappunto l’intenzione di dar vita ad un nuovo soggetto politico, che raggrupperebbe Alternativa, il ‘Movimento per la Decrescita Felice’ di Maurizio Pallante e il movimento ‘Per il Bene Comune’, rappresentato quest’ultimo da Fernando Rossi (considerato evidentemente più presentabile del vero ispiratore di questo movimento, che è, guarda caso, lo stesso professor Montanari beneficiario del microscopio di Grillo…).
Questo soggetto politico nasce con una connotazione fortemente critica nei confronti di tutti gli altri, e temo che non potrà che indebolire anche quanto di promettente offre il mercato della politica, in particolare i Grillini.
L’approccio intellettuale e quello politico alla realtà sono e devono essere diversi: intransigente il primo, capace dei migliori compromessi possibili il secondo.
Mi è sembrata molto evidente una certa orgogliosa e velleitaria incomprensione di questo elementare principio; spero di sbagliarmi.

Intanto teniamo gli occhi bene aperti, e ben chiusa, si intende, la bocca di Minzolini e del suo TG1.
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12 risposte a Il mostro è ferito

  1. Mirella ha detto:

    Fine analisi la tua. E, realistica, mi sembra.
    Insomma, bene che ci vada, sembriamo destinati a passare dalle braci alla padella.

  2. cristina bove ha detto:

    Un articolo lucidissimo. Non c’è che domandarsi come mai la gente comune non capisca la situazione in cui ci ha messi questo omuncolo.
    Ma poi mi dico che la gente è indifferente a tutto, tranne che al benessere personale, almeno la massima parte della gente, e soprattutto quella che gli dà il voto.
    Io sono molto pessimista in merito alle elezioni, credo che non siano veritiere e che siano manipolate ad hoc.
    Questa è una dittatura mediatica, ben più potente di quella del ventennio fascista.
    Qui si tratta di avere il potere sulle coscienze, di renderle innocue e non pensanti, di narcotizzarle con ignobili promesse di benessere e di demotivarne qualsiasi impegno morale.
    Un giullare che fa loro da punto di riferimento, che fa un uso delinquenziale dei mezzi di diffusione tutti, dalla stampa alle televisioni. Appoggiato dal Vaticano, e dalle cosche.
    Oggi non si mandano a morire soldati in guerre per le conquiste coloniali o per alleanze a regimi altrettanto dittatoriali, oggi si conquista tutto a suon di trasmissioni narcotizzanti, in quiz e performances fuorvianti, nella rimozione di notizie di interesse vero per la popolazione, si minimizzano reati, si fa silenzio e si specula sulla ricostruzione dopo terremoti e altre calamità naturali, ci si fa passare per gourmet del sesso, infrangendo anche la legge, e ciò non ostante, si ostenta tracotanza alle leggi e alla giustizia.
    Non credo che la massa si renda conto di tutto ciò, e il mondo internet è sotto controllo.
    Non ci saranno aerei a prelevare i dissidenti e abuttarli nell’oceano come in Argentina. Non ce n’è bisogno: quei pochi che osano dire che il re è nudo, sono tenuti sotto osservazione, si lascia credere che siano liberi… fin quando, ne sono convinta, la cosa non cominci ad essere dannosa per i loro intenti.
    Divide et impera… ecco , questo lo hanno capito così bene, che è in atto la separazione dei corpi, degli individui o al massimo della cella famigliare.
    Tutti davanti a uno schermo, inebetiti da fandonie e tette in mostra.
    Più di ogni altra cosa temo che il nostro paese sia rappresentativo per metà, di gente che non ha giudizio critico, ignorante, rozza, intenta soltanto a consumare.
    L’altra metà controllata e oscurata, quando occorre, con diktat e altri metodi del genere.
    A dirla tutta, sono molto pessimista.
    Non credo che la spunteremo da soli, se non ci saranno forze maggiori a tutelarci.
    Come ben dici, Franz, forse un protettorato dagli States ci potrebbe salvare.
    Grazie.

    • Franz ha detto:

      Neanch’io, cara amica, penso che, almeno in tempi brevi, ce la possiamo cavare da soli.
      Credo che la nostra sia una popolazione che non ha storicamente maturato un sufficiente senso civico, ed è da sempre propensa a delegare le proprie scelte a chi di volta in volta riesce facilmente a blandirla.
      La subdola dittatura mediatica degli ultimi vent’anni ha fatto leva su questa atavica debolezza, e l’ha in qualche modo covata, coltivata, incrementata.
      L’arroganza del padrone del vapore (cioè la jena ridens di Arcore), ha fatto comodo per un lungo e devastante periodo ai ‘poteri forti’, connotati anch’essi da una miope arroganza.
      Ora però l’ometto ha esagerato, e probabilmente quello a cui assistiamo è semplicemente l’effetto di un piano ben calcolato di una sua sostituzione indolore, con altri personaggi comunque graditi ai gruppi che contano, interni e internazionali.
      Siamo arrivati a dei livelli di aberrazione tali, che tornare ad una “sana” pseudodemocrazia fortemente controllata e tutt’altro che progressista, ora ci sembra quasi una festa…
      Se torno a vivere voglio nascere in Brasile!

      Un caro saluto e un grazie a te.

  3. Riri52 ha detto:

    Adesso arriva il terzo polo e l’ago della bilancia si sposta verso il centro. In fondo è questa la vera “novità” e l’unica, credo strada possibile per un dopo. Ciao Riri

    • Franz ha detto:

      Ci vogliono molte virgolette per definirla una novità…
      Non so se hai letto il post di ieri Beppe Grillo (vedi qui), in cui ha scritto cose non lontane dalle mie; il suo messaggio, forte e chiaro, è che comunque l’avvicendarsi di protagonisti politici nasconda l’assoluta continuità di chi comanda veramente.
      E allude non solo ai ‘poteri forti’ d’oltreoceano, ma anche a quelli di casa nostra.

      Ciao, Riri, grazie e a presto.

  4. Milvia ha detto:

    È senza dubbio per me molto più facile commentare le surreali avventure di Cavalier narrante, o i più concreti, ma a volte anche magici, incontri della tua vita di taxi driver notturno. Soprattutto a quest’ora , le mie capacità intellettive sono al minimo livello quotidiano…
    Per cui mi limiterò solo a ringraziarti per questa tua analisi attenta, ricca di informazioni e riflessioni acute (d’altra parte ho già da tempo imparato che la banalità e l’ovvietà non fanno parte del tuo dna). Che altro dire? Che qualunque cosa succeda, qualsiasi cosa ci riserverà il futuro, i miasmi emanati dall’I.I.I. (Innominabile Indifensibile Impunito ) albergheranno ancora per molto tempo fra noi, e, a prescindere da quale forza politica andrà al governo (e a prescindere da quale Potenza ci coprirà con la sua ala… protettiva), è compito di noi tutti costruire un futuro nel quale si possa ancora sperare. Un po’ come in un dopo-guerra, insomma. Rimboccarci le maniche e ricominciare. E, naturalmente, non guardare, nè ascoltare Minzolini
    Ciao, Franz, e buona notte.

    • Franz ha detto:

      Grazie a te, cara amica Milvia, che non mi fai mancare il tuo sostegno e contributo anche quando, come dici tu, argomenti e …orari non aiutano.
      Un nuovo dopoguerra, è vero, una guerra che lascia devastazioni morali e culturali che sarà difficile sanare; ma con l’esempio di persone come te, che non perdono la voglia di “rimboccarsi le maniche e ricominciare”, qualcosa di buono si potrà ancora costruire.
      Anche perchè non c’è alternativa (e questa volta non alludo all’ ‘alternativa’ di Giulietto Chiesa, che c’è ed è un bene che ci sia).

      Una buona domenica a te, ciao.

  5. duhangst ha detto:

    Ottima analisi.
    L’america è anni che ci condiziona e lo farà ancora purtroppo..

    • Franz ha detto:

      Come ho scritto in risposta ad Alan, la tragica realtà sembrerebbe che, senza quei condizionamenti, finiamo in situazioni ancora più devastanti, come dei bambini stupidi e ribelli.

  6. alanford50 ha detto:

    Quello che sta accadendo in questi giorni è estremamente difficile da comprendere, almeno per me misero mortale, tra le tante fantateorie mi è anche arrivata all’orecchio che Fini potrebbe non vedere poi così male il rinnovo di un nuovo incarico al Berlusconi purché faccia entrare qualche forza diversa e nuova, cos’è! mancava il quarto per giocare a scopone scientifico? visto che Casini non vuole essere della partita, gli andrebbe anche bene Rutelli, questa veramente non la capisco ha fatto e sta facendo di tutto e di più per far cadere Berlusconi ed ora lo rivuole ma con una compagnia allargata? incomprensibile, almeno per me, son tutti pazzi, tutti fanno finta di non comprendere come mai Lui non vuole dimettersi, tutti girano la testa dall’altra parte per non dovere ammettere le cavolate da Lui commesse, persino un bambino può comprendere che ha paura di cosa gli può succedere senza lo scudo protettivo delle varie leggine at personam, sa che qualcuno non aspetta altro che di potergli porgere il conto (almeno spero che sia così) e non solo, tutte le “angherie e furberie, nonché ruberie” della Fininvest nei confronti della Rai dovrebbero inesorabilmente finire…

    Sicuramente mi fa incaxxare il fatto che ci debba sempre essere lo zampino Americano, possibile mai che non sappiano farsi e risolversi i propri problemi, pensare che ne hanno un bel numero anche loro, senza venire sempre a rompere a noi e a ficcare troppo il naso nei nostri affari, speravo che queste attenzioni morbose fossero finite alcuni decenni fa, invece…..

    Ciaooo neh! wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Concordo con te: capire le strategie di quei signori è un esercizio per noi sovrumano.
      Bisogna che ci accontentiamo di intuire le tendenze, e quella che vede il definitivo tramonto dell’ometto a me sembra discretamente evidente, fatti tutti i debiti scongiuri. Anche perchè i segni di veri e propri suoi disturbi psichiatrici, già indicati da Veronica Lario, sembrerebbero destinati ad aumentare sempre più clamorosamente, generando imbarazzi sempre maggiori.
      Se è vero che per la seconda volta abbiamo bisogno degli Americani per liberarci, significa che siamo un popolo di bambini, incapaci di autogestione e di quel minimo di critica che evita di dar credito ai personaggi più assurdi.
      Fatto sta che “si stava meglio quando si stava peggio”, cioè nei primi decenni del dopoguerra, funestati dall’inquietante presenza USA ma non da un vecchio satiro corruttore.

      Salutoneh, e buona vita, nonostante tutto!

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