Una favoletta per tassisti ecologisti

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Nei sette anni di attività di tassista associato alla Co.Ta.Bo. ho sempre scritto (e visto pubblicato) un mio articolo sulla rivista sociale.

E’ chiamata in gergo “il giornalino”, ma in realtà della rivista ha, appunto, sia il formato che la frequenza, che è bimestrale, o quasi.
Ed ha una diffusione piuttosto ampia, rivolta a vari enti interessati, oltre che agli oltre settecento tassisti dell’area metropolitana; un pubblico dunque sensibilmente più nutrito rispetto a questo blog.

Ciò basterebbe a giustificare il mio impegno a rispettare sempre l’appuntamento, ma c’è anche un incentivo psicologico particolare: quello di farmi conoscere ed apprezzare dai colleghi, che altrimenti potrebbero giudicare male la mia ritrosa tendenza a non partecipare alle chiacchierate ai posteggi, preferendo starmene chiuso dentro la Cavallona.
Molti sorrisi e qualche parola di apprezzamento mi sono così giunti, spesso, come gradito compenso.

Ogni volta, tuttavia, vivo come una minaccia incombente l’avvicinarsi del limite per la presentazione dell’articolo, e questo perchè, a differenza del blog, sono tenuto a scrivere intorno a tematiche più o meno attinenti alla professione, quindi fisse e non completamente libere, e non è facile trovare sempre nuovi argomenti.
La giornata di oggi, venerdì, era il temuto ultimo giorno in vista del prossimo numero; e questa volta sono stato eccezionalmente bravo, essendo riuscito a spedire il mio elaborato ‘addirittura’ con un giorno di anticipo, cioè ieri.

A differenza dei soliti ragionamenti più o meno seriosi, si tratta di un raccontino in chiave fantastica.
Visto che, salvo rari casi, questo blog purtroppo non è seguito dai miei colleghi, non ho problemi di sorta ad anticipare qui il contenuto del mio nuovo parto. Se qualcuno di loro lo leggerà qui in anticipo, spero naturalmente che la cosa gli riesca gradita, così come ai consueti, saltuari o occasionali amici di blog.
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La scatola del signor Corrado
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Correva l’anno 2011 dopo la nascita di Cristo, cioè l’anno 22 prima del suo ritorno, quando, come sappiamo, gli toccò di venire a riparare i disastri combinati dall’uomo in tutti i precedenti duemila anni, ma soprattutto negli ultimi cento.
In una notte della città di Bologna, un tassista conduceva veloce la sua auto bianca, conosciuta con la sigla di Fiesole-1, quando la sua attenzione fu catturata da una chiamata dalla centrale:
“Pronto, Fiesole-1 ?”
“Sì, dimmi!” (da un po’ di tempo trovava più comodo dare del tu a quelle misteriose e gentili voci di donna).
“Ha telefonato un cliente, dice di chiamarsi Corrado Ala e che ha lasciato nel tuo taxi una scatola.”
Il tassista si ricordò subito di non aver riconsegnato il bagaglio ad uno dei clienti precedenti:
“Caspita, è vero, come possiamo fare?”
“Ti mando sul video il suo numero di telefono, così ti metti in contatto con lui.”
“Okay, grazie!”
Rintracciato telefonicamente il signor Corrado Ala, lo sbadato tassista concordò di riportargli la sua scatola in un ristorante del centro, dove lo sbadato passeggero lavorava, per l’indomani sera.
A fine servizio, per sicurezza, Fiesole-1 non lasciò quell’oggetto nel bagagliaio, ma se lo portò con sè in casa.
E qui, dopo essersi messo comodo e prima di prepararsi per andare a dormire, non seppe resistere alla tentazione: la scatola era facilmente apribile, anzi sembrava proprio dire: “Aprimi!”
Una lampada da tavolo, né bella né brutta, orientabile, in stile ufficio, con una lampadina a basso consumo dall’insolito color giallo, anche da spenta.
Fiesole-1, che era una persona molto curiosa, non resistette neanche alla nuova tentazione: attaccò la spina e premette sull’interruttore.
Potete immaginare il suo spavento, per non dire attacco di panico, o di terrore, quando in quel momento vide uscire dalla lampadina una specie di nube di vapore, che prese in pochi attimi le sembianze di un fantasma, il tutto accompagnato da un grande boato.
“Oh, Madonna, aiuto!” gridò, o forse sospirò con un filo di voce, ma il fantasma cercò di tranquillizzarlo:
“Non temere, mio padrone. Collegandomi alla corrente mi hai risvegliato, e sono pronto ad esaudire tre tuoi desideri. Sono il Genio della Mobilità, quello della lampada di Ala Dino, pronto ad assecondarti. Ma mi raccomando, solo dei desideri che abbiano attinenza con i problemi del traffico.”
Al povero tassista batteva forte il cuore, un po’ per il terribile spavento, un po’ per la schiacciante responsabilità da cui si sentiva improvvisamente investito, non sapendo nemmeno, fra l’altro, quanto tempo aveva a disposizione per esprimere i suoi desideri.
Convinto di dover fare in fretta, buttò là la prima cosa che gli venne in mente, quella più evidente, elementare, immediata:
“Il Civis! Genio della lampada di Corrado detto Dino, fai sparire tutti i cantieri e cancella quel progetto, che grida vendetta, dalla mia città e dalla faccia della Terra!”
“Certo, mio padrone, da domani eseguirò il tuo ordine. Ed ora, il secondo desiderio!”
Questa volta Fiesole-1 si concesse qualche attimo di riflessione in più.
Si ricordò di quella agghiacciante statistica che aveva letto il giorno prima tramite Internet, sul blog di Beppe Grillo: quattromiladuecentotrentasette morti sulle strade nel 2009, oltre undici al giorno:
“Non voglio più morti per il traffico, genio della lampada, nemmeno uno!”
“Certo, mio padrone, da domani eseguirò il tuo ordine. Ed ora, il terzo desiderio!”
Era l’ultima possibilità che aveva; al coscienzioso tassista riprese a battere forte il cuore, e la sua mente si mise a ragionare più veloce e più intensamente che poteva, finchè tutto il suo sangue affluì al cervello.
Si prese tutto il tempo che gli sembrava possibile, poi, prima che gli scoppiasse la testa, espresse finalmente la sua terza intenzione:
“Che si spenga, proprio come una lampada, il rumore del traffico, e la gente impari di nuovo a camminare, e ad amare il silenzio, e tutte le sfumature della comunicazione.”
“Certo, mio padrone, da domani eseguirò anche questo tuo ordine!”, e in un attimo, così come era apparso, il Genio della lampada di Ala Dino scomparve, accompagnato dal rumore di una fortissima folata di vento.
Fiesole-1 si ritrovò sfinito e si buttò quasi incosciente nel letto, senza neanche spegnere quella lampada che dava un insolito colore giallo alla sua stanza.
E quando si risvegliò l’indomani si convinse di aver fatto un terribile sogno, niente di più.
E non gli servì nemmeno, nel corso dei mesi e degli anni successivi, vedere piano piano andare in crisi il progetto del tram su gomma parzialmente auto-pilotato, e le strade della città tornare all’aspetto precedente quella devastazione; non gli servì nemmeno accorgersi  di un progressivo svuotamento delle sale di pronto-soccorso, e sentire sempre meno sirene delle ambulanze; e, senza mai più ripensare a quella notte della lampada, si abituò anche a vedere il traffico della città e del mondo intero sempre più ordinato e silenzioso, e la gente più tollerante e simpatica.
Eh sì, il suo spavento doveva essere stato davvero molto, molto forte.
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Immagine centrale da: http://www.newsdelweb.net/fantasmi-in-vendita-sul-web/

Informazioni su Franz

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42 risposte a Una favoletta per tassisti ecologisti

  1. lorenza o vitamina ha detto:

    Ne vorrei leggere un’altra , per piacere , questa mi è piaciuta moltissimo.

    • Franz ha detto:

      Mi fa molto piacere, Lorenza! 🙂
      Se hai voglia e tempo di cercare nei miei post più vecchi, troverai di tanto in tanto altri racconti più o meno fantastici; ma soprattutto, se avrai la pazienza di seguirmi, prima o poi ne scriverò dei nuovi!

  2. Silvana ha detto:

    Ma sono tutti così ben scritti, intelligenti e simpatici gli articoli di questa rivista?
    Perchè se così fosse varrebbe la pena di leggerla.

    • Franz ha detto:

      Ma grazie, mia cara Scricci!
      Molti articoli del ‘giornalino’ sono davvero scritti bene; e anche Riccardo Carboni, l’attuale presidente della Co.Ta.Bo., giusto per fare un esempio, si diletta di narrativa (e, se ben ricordo, ha già pubblicato un paio di libri).
      Poi ci sono, naturalmente, articoli più strettamente rivolti agli addetti ai lavori.

      Se vuoi te ne procurerò una copia, quando fra circa un mese uscirà il prossimo numero.
      Ciao!

  3. cristina bove ha detto:

    non avendo un taxi, spero che almeno un rappresentante di passaggio si dimentichi una lampada…
    per i tre desideri, saprei bene quali, ma sono più demolitivi…
    ciao

    • Franz ha detto:

      Se parliamo di desideri demolitivi, vista la quantità dei relativi ‘obiettivi strategici’, tre non ne basterebbero certo.
      Ho un’idea: facciamo un ‘milleproroghe’ (con voto di fiducia), e li realizziamo tutti in una volta!
      🙂
      Ciao!

  4. maria ha detto:

    Ciao Franz, che carina questa tua favoletta!! Bei desideri esauditi, ma cosa impedisce al desiderante di non vedere l’effetto delle sue richieste? l’incredulità, la fine della speranza in cose buone e belle, l’assuefazione, la perdita della magia delle cose, la falsificazione della realtà in atto che ha compiuto il suo intento nell’apatia del singolo,l’indifferenza galoppante…etcetc…?
    Ehi, ho ripescato il tuo primo commento al mio blog! l’ho pubblicato e ti ho anche risposto…vedi c’è sempre una speranza…e sono proprio io a dirlo una “camusiana” sempre più convinta!!
    ciaooo
    maria

    • Franz ha detto:

      Ciao Maria, se proprio vogliamo leggere un messaggio dietro la spensieratezza di un raccontino leggero, vedo nell’incredulità del protagonista la (diffusa) mancanza di conoscenza e di fiducia nelle proprie grandi capacità di intervento e progresso.
      Quindi è un messaggio di speranza per tutti, ‘camusiani’ convinti compresi… 😉

      Vengo subito da te a leggere la risposta al mio vecchio commento.
      Ciao!

  5. milvia ha detto:

    Ecco che finalmente trovo il tempo per lasciare un breve, ma intenso applauso a questa deliziosa favoletta. Se Fiesole-1 è curioso (ma già tracce di questa sua curiosità ne avevamo trovate, sul suo percorso), bisogna anche dire che, questa volta, il suo pregio/difetto ha dato buoni frutti. Niente più Civis, nessun morto per incidenti stradali, e via il rumore del traffico dalle strade della città. Di più non si può auspicare. Un mondo quasi perfetto, direi.
    Da cittadina intollerante al traffico, al rumore prepotente dei motori, agli automobilisti che se ne fregano di strisce pedonali, allo sfregio che lo scorrere continuo di automobili produce sulla bellezza delle nostre città, non posso che ringraziare Fiesole-1.
    Come lettrice, non posso che ringraziare Franz, che ancora una volta si dimostra un ottimo, poliedrico narratore.

    Buona giornata (anche se nevica, maledizione!)

    • Franz ha detto:

      La curiosità, quando non sia morbosa e non calpesti il rispetto verso il prossimo, è secondo me una delle più grandi virtù del nostro intelletto.
      Chi non è curioso diventa sempre più scialbo ed invecchia precocemente, non credi?

      Una buona giornata anche a te, e dai, che la neve ha sempre il suo fascino, anche in marzo!

      • milvia ha detto:

        Sulla curiosità e l’esser curiosi hai perfettamente ragione.
        Sul fascino della neve marzolina, in città, proprio per niente. Voglio il sole!!!!!

        E a questo punto: buona serata, caro Franz.

      • Franz ha detto:

        Spero che il nuovo post che sto scrivendo ti riconcilii almeno un po’ con il freddo vestito bianco che ha indossato, a sorpresa, la città.
        Quanto al sole, sembra che si rifarà vedere venerdì, ma per un bel po’ l’aria resterà ahinoi gelida…

        Una buona giornata a te!

  6. MissIncubi ha detto:

    beccati questo allineamento: BUONANOTTE

    • Franz ha detto:

      😆 che ridere, ho dovuto recuperarlo dallo spam, dove era stato spedito (accade impropriamente, come in questo caso, una volta ogni trecento…)

      Beh, buona giornata, Miss.

  7. alanford50 ha detto:

    Bellissima favola, come sempre ti faccio i miei complimenti per come scrivi e per come ti poni, bellissima la metafora della lampada di Ala Dino, che forse ci voleva insegnare che non esiste mai la vera soluzione, quella risolutiva, non esiste il tutto bene o il tutto male, il bene porta sempre con se una parte di male e viceversa il male porta sempre con se una parte di bene, tutto questo poi è assolutamente condizionato dalla nostra capacità di percepirne le sfumature e gli intrinsechi, cosa serve vivere nel bene o nel male assoluto se non siamo in grado di rendercene consapevolmente conto?

    Ti rinnovo il mio plauso, i miei complimenti ed il mio classico ciaooo neh!

    • Franz ha detto:

      Caspita, Alan, neanche il grande Robbberto Benigni, reduce dall’impresa di aver sdoganato anche il “parapà parapà” del nostro inno nazionale, sarebbe riuscito a fare un’esegesi così seria e approfondita di un raccontino come questo…
      Comunque grazie dei complimenti e della gradita visita!
      Salutone, neh.

  8. Mirella ha detto:

    Proprio carino il racconto.
    Però, cercando di anticiparlo, era catastrofico il finale che mi veniva in mente. Tutto distrutto, tutto kaput, una mondo alla Cormac Mc Carty nel suo bel romanzo “La strada”.
    Chissà com’è che son diventata così pessimista! Forse quel che succede ogni giorno intorno a noi, quel che sentiamo per radio e in Tv. Inoltre, oggi piove, governo ladro!
    Buona domenica

    • Franz ha detto:

      Non sarebbe stata una ‘favoletta’, con un finale così. O forse sì: saprai meglio di me come nella vera tradizione fantastica popolare l’elemento del terrore era molto frequente.
      Coraggio, che presto con la primavera vedremo di nuovo tutto a colori, compresi i cantieri del Civis, di cui tu sei una delle vittime civili… 😦

      (Intanto continua a piovere, governo mafioso, corrotto e puttaniere!!!)

  9. piumedifarfalla2 ha detto:

    Bravo Franz! La tua idea è molto interessante! Chissà che un giorno non accada, con il prezzo della benzina alle stelle e nessuna ricerca seria sulla energia alternativa. Prima o poi andremo tutti a piedi! Quando al bus su ruote: ma chi l’ha pensata una “roba” così? Gli abitanti del quartiere Mazzini, ultimi in ordine di tempo, non escono più di casa: non iresco aristricarsi nel dedalo delle vie alternative! Ciao Riri

    • Franz ha detto:

      Anche i tassisti, cara Riri, hanno i loro problemi… Ma poi ci si abitua a tutto, anche ad inimmaginabili assurdità come quella.
      L’idea di una città silenziosa e a misura di pedone è un sogno che bisogna sforzarsi di coltivare, perchè quando ci togliessero anche i sogni saremmo davvero sconfitti.

      Salutone di buona settimana!

  10. Luca ha detto:

    “Di’ ban sò, fantèsma…” è una delle più lette rubriche di Repubblica Bologna (che copre ovviamente tutta l’Emilia Romagna e quindi si legge anche nelle terre dell’ex-ducato), diventata di recente anche un libro sui topoi principali del dialetto bolognese. Il detto in sè, di dubbia paternità ed eziologia, sottende comunque un atteggiamento dissacratore e poco incline al metafisico del popolo bolognese ed emiliano in generale, che così reagirebbe al materializzarsi di una creatura ultraterrena, laddove certamente un veneto griderebbe “Màriavergine, un fantasma! Scapèmo!!!”.

    Ma poi i tempi si sa che cambiano, Bologna ha avuto perfino un sindaco postfascista e i bolognesi del terzo millennio rivalutano la figura del fantasma, o genio della lampada che dir si voglia, ben convinti che con le sue sole forze l’uomo non ce la può fare a cambiare il proprio inquietante destino di degrado e involuzione, ben lontano da quelle “magnifiche sorti e progressive” sulle quali Leopardi ironizzava già quasi due secoli fa.

    Passando dalla narrativa à la Hemingway ad un approccio un po’ più fantasy, comunque sia, la tua scrittura non perde nulla in scorrevolezza.

    E prevedo, pronostico e vaticino che perfino la Miss (che ieri sera verso le 23 inveiva sul blog contro chi scrive troppi post e/o troppo lunghi, io ho sentito un fischio tremendo all’orecchio sinistro, non so tu…) riuscirà a leggere fino in fondo e lasciare perfino un commento pertinente.

    • Franz ha detto:

      Non so se conosci l’ambientazione, ma soprattutto il seguito, di quel famoso detto bolognese, da cui esce ancor più netta la vena dissacratoria di cui parli…

      Ti ringrazio molto del tuo apprezzamento, che scaccia un po’ i fantasmi, giusto per stare in tema, della parte di me più scrupolosa, quella, ti confesso, un po’ scandalizzata di questi miei toni leggeri in una giornata che gronda sangue e eroica ansia di cambiamento in terre vicinissime alla nostra.

      Quanto alla Miss, vedo che le doti ti preveggenza (o forse solo di …veggenza :mrgreen: ) non ti mancano!

      • Luca ha detto:

        Conosco il dubbio dello spettatore del loggione (anche al Regio di Parma i più pestiferi) sui trascorsi sodomitici dello spettro. Anche se c’è una seconda versione più casta, di un Amleto (con contaminazioni di Macbeth) bolognese immaginato dal non bolognese Tino Scotti che conclude il tutto invitando Ofelia a buttare la pasta.

        Sulla Miss, per l’ennesima volta ho correttamente predetto il passato. Roba da opinionista Rai, boia d’un mond lèder.

        E tutto il resto è vita, o noia, o gloria, non ricordo bene…

      • Franz ha detto:

        Io invece non conoscevo questo straordinario brano, in cui Tino Scotti sfodera un dialetto bolognese assolutamente credibile (non fosse per due o tre parole inesatte).

        Grazie alle tue predizioni del passato, credo che Minzolini ti stia già cercando.
        E che cosa sia davvero ‘tutto il resto’, potremo approfondire con Maurizio Costanzo, o Franco Califano, o Delmo Fornaciari… 😉

    • MissIncubi ha detto:

      Cari miei oggi vi ho fregati, ho fatto i compiti in anticipo. Nonostante ciò mi son ritrovata anche io con le orecchie fischianti e rumorosamente cavernicole (pensavo fosse una rimanenza di acqua di piscina) invece erano i miei cari vecchietti bloggeristi eh eh eh eh notte.

  11. MissIncubi ha detto:

    Bellino il raccontino eh!!!! Vedi che finalmente collegandomi ad un’ora decente (anche se un pò di sonnolenza post-pranzo-pizza viene) sono riuscita a leggerti?
    Ciao e fai il bravo.

    • Franz ha detto:

      Ho taciuto, nel racconto, di un quarto desiderio chiesto al genio della lampada: “Fa’ che la Miss riesca a leggere e a commentare come si deve (o quasi… 😕 ) un mio post.”

      Ciao, buona serata e buona digestione!

    • MissIncubi ha detto:

      Vedi a volte ci sono diversi motivi per i quali non riesco a commentare come si deve:
      1) per commentare sull’argomento bisogna anche capirlo e io a volte non riesco;
      2) bisogna leggere TUTTO il post e non torno sui soliti miei motivi li sai;
      3) vedendo già tanti bei commenti tutti scritti bene lunghi LUNGHI LUNGHISSIMI tutti in argomento e ben scritti scatta in me la molla della monella che va contro corrente e mi scateno nel cazzeggio.
      Te capì

  12. amanda ha detto:

    recidivo il tassista a spaventarsi con gli oggetti lasciati in taxi

    Dino delle città e dell’immensità se è vero che ci sei ed hai viaggiato più di noi…… 😀 wordpress stats plugin

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