Una tramortita rincorsa

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Ho quasi la sensazione, da qualche tempo, di non riuscire più a tenere il passo con il galoppare degli eventi di questo straordinario anno.
Quasi di essere improvvisamente invecchiato, e per questo incapace di provare emozioni intense, ma solo di osservare, un po’ inebetito, lo spettacolo, con la passività tipica di chi ha ormai sostituito al pensiero l’attenzione abituale, incantata ma automatica, ad un immaginario teleschermo.

In effetti, una strana coincidenza mi ha felicemente regalato due turni di riposo esattamente nei due lunedì elettorali, ed è stato inevitabile tramutarli in due scorpacciate televisive, insolite per chi come me snobba sistematicamente il televisore.
A dire il vero, lunedì scorso, a risultati ormai acquisiti, ho cercato su internet un collegamento video in streaming con Piazza del Duomo per vivere indirettamente l’atmosfera di una Milano rinnovata, incredula e festosa; poi, non trovandolo, mi sono rivolto a mamma televisione, in questo caso più generosa, grazie a Repubblica-tv che ha trasmesso gran parte della festa.
Infine, più tardi, ho virato su Gad Lerner, e sul suo civile e pacato salotto.

Se l’affermazione elettorale dell’opposizione è stata nel suo complesso inaspettata e imponente, forse l’avvenimento più incredibile è stato la vittoria schiacciante di Luigi De Magistris a Napoli; ma la festa di Milano è uno di quegli eventi che tante persone ricorderanno a lungo.
Ragionandoci sopra (anche grazie alla lettura dei miei commentatori preferiti), il sorriso gentile di Giuliano Pisapia, e l’apporto dell’ironia creativa scatenatasi sui social network, hanno vinto per la capacità di convogliare in un’unica campagna elettorale spinte di diversa natura.
C’è stato spazio, in quella vittoria e in quella grande, colorata, popolatissima, felice festa corale, per i nostri ‘indignati’, le persone davvero consapevoli dei dati di realtà che ormai rifuggono alle vecchie catalogazioni destra-sinistra e ai vecchi apparati di partito, di fronte alla necessità di un cambiamento non solo di giunta comunale o di governo nazionale, ma di un intero modello economico-sociale planetario approdato al definitivo capolinea.
E allo stesso modo c’è stato spazio per chi ha vissuto l’evento come una rivincita, incapace di abbandonare il glorioso ma ormai cigolante e ammuffito carro della sinistra, nelle sue tante componenti.
Forse è stato questo, più che un improvviso obnubilamento senile, a farmi vivere senza momenti di vera commozione quelle immagini e quegli interventi dal palco di fronte alla Madonnina, là nella città che più ho amato dopo la mia.
E quelle bandiere rosse di Rifondazione, che sventolavano continuamente davanti alla telecamera, mi davano fastidio non solo quando intralciavano l’inquadratura.
E mi davano ancor più fastidio le bandiere, artificiali, senz’anima, del PD.
E, soprattutto, mi ha dato fastidio quell’applauso così fragoroso tributato alla mummia di Piero Fassino, lo zombie che avanza.
E così alla fine, le emozioni più intense della serata sono derivate da quella fuggevole riproposizione, sul maxischermo del salotto ‘Infedele’ di Gad Lerner, dell’urlo e delle danze sulla piazza romana del popolo delle donne, in risposta a quella doppia domanda: “Se non ora, quando? Se non ora, quando?”; e dalle note di Roberto Vecchioni, alla fine della trasmissione, chiamato a riaccendere, ancora una volta, le struggenti ‘Luci a San Siro’ con la sua chitarra.

L’indomani, alle otto di sera, poco dopo l’inizio del turno di lavoro, ho come sempre ascoltato il ‘Microfono aperto’ di Radio Popolare-network, trasmesso come sempre da Milano, dove ha sede la radio.
Il senso di rinascita, di resurrezione vissuto da un’intera metropoli proprio come in un paesone di provincia, era evidente e contagioso, nel tono insolitamente abbandonato e allegro del conduttore, come nelle tante testimonianze telefoniche di chi raccontava un mattino di complicità, di gioiosi sorrisi scambiati ai passanti sconosciuti, di brindisi e pasticcini negli uffici, di segni arancione nell’abbigliamento, il tutto unito ad un nuovo senso di appartenenza e di progetto comune.
Ascoltavo mentre guidavo la Cavallona, poi, percependomi tranquillo, e rilassato, e un po’ svagato nelle prime attese ai posteggi, mi sono tornato a chiedere che cos’è successo. In me, voglio dire: mi sono chiesto se magari non sia diventato vittima di troppo ascolto ai catatrofisti, e incapace di vibrare di gioia.

La smentita a quest’ultima uggiosa ipotesi mi è giunta oggi, poco dopo il risveglio e l’accensione del computer.
Ho cercato subito notizie sul pronunciamento della Cassazione intorno al referendum antinucleare: sapevo che probabilmente a quell’ora avrei già trovato il responso a lungo atteso, ma mi illudevo poco, immaginandomi che i giudici, volenti o nolenti, sarebbero stati logicamente costretti ad annullare il referendum.
Ho richiamato il sito del Fatto quotidiano. E ho letto: “Nucleare, inutile la truffa del governo. La Cassazione dice sì al referendum“.
Un tuffo al cuore di autentica, felice, palpitante emozione.
Sì, sono ancora vivo.
La battaglia quasi impossibile per il quorum può essere vinta, ora più che mai, con il vento in poppa dei risultati elettorali, di questo pronunciamento della Cassazione e dell’impegno, tardivo ma fondamentale, di tutti i partiti dell’opposizione.
Domani, mi sono ripromesso ancora una volta, scriverò di mio pugno una email a tutti i miei contatti, cercando le parole più efficaci a sensibilizzare sulla necessità di moltiplicare le nostre voci.
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Poi mi sono collegato al sito della ‘casa dei pazzi’, con l’intento di scorgerne e condividerne l’emozione.
Li seguo spesso, li spio a volte dalla loro webcam, cercando di individuare le dinamiche psicologiche della loro difficile convivenza da giovanissimi auto-carcerati, leggo tutti i loro quotidiani scritti nel ‘diario’-blog, e spesso li commento.
E da quel sito ho tratto le immagini di questo post.
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Dino Amenduni, un giovane esperto di comunicazione che collabora con ‘Il fatto quotidiano’, ha magnificato, in questo articolo , la rivoluzione comunicativa operata dal web nella campagna elettorale. A mio parere, ho l’impressione che il suo giudizio sia tendenzialmente corretto, ma non faccia abbastanza i conti con la diffusione ancora scarsa di internet sul nostro territorio.
Quello referendario sarà dunque un test importantissimo, anche per verificare la gittata della nuova arma comunicativa, nella guerra sacrosanta fra i diritti elementari e vitali della gente e i distruttivi, miopi, devastanti, termonucleari privilegi di pochi.

Sarebbe bello trovarsi ancora, lunedì 13 giugno, a rincorrere, con la mente incredula, ma questa volta con fanciullesca emozione, un nuovo miracoloso evento.
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(Scritto mercoledì 1 giugno, pubblicato giovedì 2 giugno)
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26 risposte a Una tramortita rincorsa

  1. Francesca ha detto:

    Tocco solo alcuni punti, in modo disorganizzato, così come mi vengono, e senza alcuna pretesa di intaccare le tue idee, che so ponderate e meditate a lungo e che rispetto, ma solo per dirti perché io non posso non dirmi di sinistra e non mi troverò mai a fianco né di Grillo né di Giulietto Chiesa, per contenuti e talvolta anche per stile dei loro discorsi politici.
    Chi continua a sostenere la fine della sinistra e della destra o del loro senso mi ricorda chi, nel 1989, sosteneva la fine della storia. Figuriamoci.
    Molti errori li ho visti e li vedo anch’io, mica sono cieca, ma gli errori hanno nomi e cognomi vecchissimi, meno vecchi e nuovi (dall’art. 7 della Costituzione avallato da Togliatti alle autostrade spalancate da D’Alema e dalla Bicamerale a Berlusconi che hanno contribuito alla sua lunga permanenza al potere, da tutte le mancate riforme fatte quando il PD e chi l’ha preceduto avrebbero avuto i numeri per farlo ai Bassolino, ecc. ecc. su su fino agli attuali Renzi); questi errori e molti altri ancora, per come la vedo io, non possono travolgere valori come solidarietà e giustizia sociale, che sono e restano per me un’esigenza primaria, che non possono essere accantonati neanche per un istante e che sono e restano per me di sinistra, una sinistra che anche solo a livello italiano ha avuto pagini nobili, ricche e plurali, anche ben al di là del marxismo (penso al Partito d’Azione): al desiderio e al sogno di rendere il mondo più equo e solidale, io non so e non voglio rinunciare.
    Quanto a Giulietto Chiesa e a chi critica la sinistra attuale negandole la possibilità stessa di rinnovamento, non capisco come si sottovalutino gli sforzi di Vendola in Puglia, incluso l’impegno nel sostegno alle fonti di energia rinnovabili, non capisco come si possano attribuire al PD anche colpe che non ha commesso, come l’aver consegnato 60 milioni di cervelli di italiani (i decreti Berlusconi degli anni ’80 erano descreti del PD o dei suoi avi?), non capisco come si possa già conoscere il futuro e sostenere che l’amministrazione di Pisapia sarà centrista, non capisco perché si continuino a definire Pisapia e De Magistris anomalie e si voglia escludere che possano invece contribuire a rinnovare la sinistra. Ci sono delle idee che non possono che appartenere alla sinistra e che sono tra i suoi aspetti fondanti, come la difesa dei beni che appartengono proprio a tutti, all’umanità intera: l’acqua*, la scuola e l’istruzione, l’accesso ad un lavoro dignitoso, un ambiente* non inquinato, ecc. Ci sarebbero molte cose concrete da fare e ci vorrebbe una sinistra al potere per farle. Pensa per un attimo se si negasse l’autorizzazione alla messa in commercio non solo dei prodotti che non rispondono alle esigenze del consumatore, ma anche dei prodotti che non rispondono a degli standard minimi delle condizioni di lavoro di chi li fabbrica, ad esempio in termini di ore di lavoro giornaliere, di condizioni di sicurezza e di livelli di retribuzione: non è di sinistra, una proposta come questa? Pensa se si considerasse finalmente non un costo, ma una voce positiva del bilancio pubblico la messa a disposizione di alloggi ad affitto equo e di un’istruzione di qualità e gratuita a tutte le persone, italiane o straniere che siano: non è di sinistra, una cosa come questa?

    Scusami per la spatafiata e lasciati per un momento abbracciare da una irrimediabilmente di sinistra.

    Francesca

    * Queste cose mi fanno ovviamente pensare all’importanza dei referendum. Chi, come me, vive all’estero, ha già ricevuto le schede per il voto per corrispondenza. Chi, come me, ha già votato (le buste dovevano raggiungere il consolato il 6 giugno), si chiede che fine farà il proprio voto sul quesito sul nucleare, che pare debba essere riformulato.

    • Franz ha detto:

      Credo che sia fuori discussione la mia condivisione profonda di tutti i valori e anche degli esempi di intervento politico che hai elencato, e dunque, in fondo, nelle cose che contano davvero ci ritroviamo.
      Forse stiamo discutendo solo di un’etichetta, di un marchio DOC, (anzi di un …brevetto 😉 ); ma ugualmente è doveroso cercare di farlo, perchè i nomi e le definizioni hanno la loro importanza.

      Poco dopo aver fondato, un anno e mezzo fa, il suo movimento-laboratorio politico denominato ‘Alternativa’, Giulietto Chiesa affrontò collegialmente proprio questo argomento, e alla fine optò per lo smarcamento, penso non senza conflitto, vista la sua lunga biografia piuttosto schierata.
      Beppe Grillo è arrivato alla stessa conclusione, per altri percorsi ma diffondendo da molti anni tematiche affini.
      E tuttavia entrambi penso che sottoscriverebbero tutti gli esempi di valori e di auspicabili interventi che hai esposto tu.

      Al contrario di te, a me le loro due sembrano le uniche due proposte politiche importanti in campo nazionale; quella di Grillo per la capacità di far breccia nelle popolazioni giovanili, oltre a quella di dare visibilità ed appoggio alle battaglie popolari, sul campo, contro gli interessi della casta, come all’Aquila e in Valsusa; quella di Chiesa (che ti invito caldamente ad approfondire), per il patrimonio di conoscenza e di lucidità del suo promotore.
      La mia simpatia ed adesione a questi movimenti non è acritica; potrei ad esempio apprezzare tutti i loro discorsi salvo ciò di cui stiamo discutendo, cioè il rinnegamento, anzi il superamento, di quell’etichetta.
      E invece mi ritrovo anche in quello, se è vero l’istintivo fastidio che ho raccontato per quelle bandiere rosse.
      Forse sbaglieranno loro, ed io con loro, ma credo che solo così si possa riscrivere un progetto politico che tenga in considerazione la crisi senza precedenti della società umana.
      Allo stesso modo è vero, e ai miei occhi lampante, che quella visione, drammatica e lucida, manca in tutte le proposte politiche della sinistra italiana.
      Non perdo altro tempo a sparare sulla Croce Rossa, cioè sul PD, ma su Vendola sì. La promessa elettorale di scontrarsi contro gli interessi della potente lobby dell’Acquedotto Pugliese è rimasta finora non mantenuta, ma soprattutto la sua scelta dell’assessore alla Sanità, che in una giunta regionale è il ruolo più importante, cadde sulla persona meno indicata dell’universo, o quasi, come ha testimoniato in maniera inoppugnabile Marco Travaglio in quel video che ti ho segnalato.
      Ma ho dei dubbi anche sui due uomini ‘non d’apparato’, eletti a Milano e Napoli.
      Se Pisapia condividesse quella visione lucida che dicevo, non avallerebbe a cuor leggero, e facendone anzi una bandiera municipale, il progetto EXPO, che è un’inconcepibile calamità ambientale sostenibile sono in nome della famosa crescita del PIL.
      Mentre davvero strano è stato anche il recente curriculum di De Magistris, eletto presidente della commissione europea che sovrintende ai flussi economici verso i paesi membri (cito a memoria), quelli che in Italia impinguano in gran parte le mafie nostrane.
      Che cosa abbia fatto in quel ruolo non mi è pervenuto, ma credo molto poco, visto che si è ben presto candidato a fare un altro mestiere, impegnandosi nella campagna elettorale napoletana.

      Anch’io non pretendo e non desidero convincerti, così come sono disposto a ricredermi: in fondo, come ripeto, ciò che più conta è ritrovarsi a fianco nelle singole battaglie, come quella referendaria ormai alle porte.

      Nonchè essere capaci di discutere con gratuità e passione, terminando ogni volta con un amichevole abbraccio…
      🙂

  2. alanford50 ha detto:

    “Ho quasi la sensazione, da qualche tempo, di non riuscire più a tenere il passo con il galoppare degli eventi di questo straordinario anno. Quasi di essere improvvisamente invecchiato.”

    Ebbene SI, mi dispiace, queste sensazioni sono legate all’età che inesorabilmente avanza, ahahah, lascialo dire a me ed ai miei 999,999 anni, insomma molti secoli fa, quando ero giovane e queste sensazioni che ben ricordo aver provato anche io, quando complice, il cuore pulsava favorito dagli eventi mi consentiva il credere all’umano senso di volontà condivisa di un comune cambiamento.
    Oggi pur stranito da cotanto umano movimento mi sento comunque di affermare quanto ho scritto sul mio blog nel mio ultimo post:

    Tutto sta cambiando, molto è
    già cambiato, ma nel
    contempo tutto continua ad
    essere inesorabilmente
    come prima.

    Nonostante tutto non mi sento di negare a nessuno l’affrancamento regalato dal senso della speranza.
    Ciaooo neh!

    • Franz ha detto:

      Una visione esplicitamente gattopardesca (la tua citazione dal famoso libro/film direi che è testuale) dei sorprendenti fenomeni attuali.
      Bontà sua che, alla luce della sua veneranda esperienza di vita, lasci a noi giovinetti il beneficio di crogiolarci nella speranza… 🙂
      Da parte mia, come sai bene, ritengo che solo un grande impegno collettivo possa modificare la corsa verso l’abisso, e vedo la speranza come un utile motore di tale impegno.

      Salutoneh!

      • alanford50 ha detto:

        Apperò! non sapevo di avere scopiazzato (senza volerlo) una così famosa e quindi nota (tranne che a me, sigh) citazione, devo comunque prendere atto che tutto questo ne avvalla ancor di più il senso, se queste parole avevano già un senso valido che sapeva di verità e di reale in quel periodo, all’incirca un secolo fa, nonostante gli innumerevoli ed evidenti cambiamenti che senza ombra di dubbio alcuno ci sono stati da allora ad oggi, queste parole assumono un senso profetico di verità assoluta e inconfutabile.

        Tutto cambia ma nel contempo tutto resta uguale…

        Ciaooo neh!

      • Franz ha detto:

        Se vogliamo proprio essere sinceri, quella era la massima usata dalla mafia per programmare ed assicurare la propria continuità; diciamo che nella tua millenaria saggezza l’hai ricontestualizzata e nobilitata…!

        Arisalutoneh.

  3. Luca ha detto:

    Non c’è dubbio: la gioiosa macchina da guerra data ormai per rottamata e trasformata in lattine di Redbull si è invece miracolosamente rimessa in moto. Il Bisunto dal Signore ha commesso un drammatico errore strategico. E’ riuscito a convincere l’intera sinistra di essere minoritaria, allo sbando, in via di estinzione. Condizione ideale per mobilitare una reazione che ha avuto tempi lunghi, quasi biblici (e del resto i cortocircuiti tra pensiero ed azione sono tipici delle destre di tutti i tempi e di tutto il mondo) ma alla fine l’ondata di controriflusso è tornata a colpire, e viene voglia di sbilanciarsi in un avventato ed avventuroso pronostico: non si tratta di un episodio isolato.

    A volte il confine fra fair play, scaramanzia e senso tattico dell’opportunità è quanto mai labile: infierire contro un nemico considerato vinto e moribondo non ha mai portato bene a nessuno; indulgere in atteggiamenti da dittatorello terzomondista, a parte le note simpatie per i dittatori non solo virtualcatodici come lui, prima o poi irrita i tuoi stessi sostenitori che cominciano a vergognarsi di te. E le difese d’ufficio diventano sempre più rabbiose ed incarognite, ma nascondono il dubbio crescente di aver scommesso per anni su un cavallo zoppo.

    Ma va anche sottolineato, e tu lo fai molto opportunamente, che non ha vinto il PD (che ha subito più che accettato le candidature di Pisapia e De Magistris nelle due città dove la sconfitta sembrava inevitabile, e invece….). PdL e PD, l’ho già affermato in tempi non sospetti, sono due tentativi entrambi abortiti di riesumare la DC, che non a caso è implosa grottescamente proprio quando la rete ha iniziato a diventare un mezzo di informazione concorrenziale coi media tradizionali (non sto dicendo che c’è un nesso preciso di causa-effetto, diciamo che si tratta quanto meno di una bella sincronicità junghiana).

    E le percentuali quasi da terzo polo dei Joe Cricket Boys aiutano a capire che qui non si tratta più di destra o sinistra: ma di una lotta senza quartiere tra vecchio e nuovo. E in un’Italia dove il gap fra poveri e ricchi si va sempre più impennando come la moto di Pino dei palazzi, la voglia di credere a questi signori vecchi e incartapecoriti è ogni giorno minore.

    • Franz ha detto:

      Mi fa piacere di vederti allineato, quando enfatizzi il dualismo fra ‘vecchio e nuovo’, con quello che ho cercato di esprimere sia nel post sia nelle risposte precedenti.
      Sono un po’ meno d’accordo quando attribuisci la reazione massiva al diversamente buffone, che finalmente è guinta, al suo aver pubblicamente snobbato la sinistra.
      Penso invece che quella strategia abbia avuto fin troppo successo, nella percezione collettiva, e che l’improvvisa attuale reazione abbia all’origine una somma di componenti di vario genere, finalmente giunte a maturazione.

  4. Franz ha detto:

    Per Francesca, Amanda, Sara, Kalojannis, Silvana, Miss:
    sfinito da diverse ore 😯 di terapia intensiva al capezzale del computer (che è stato colpito ieri da un’improvvisa crisi cardiocircolatoria 😥 ), rimando le risposte ai vostri commenti al prossimo pomeriggio.

    Ciao! 🙂

    • Franz ha detto:

      Eccomi qua.
      Immemore del saggio proverbio “Chi troppo vuole nulla stringe”, per recuperare i dati salvati ho finito per dare il colpo di grazia al computer, e ora scrivo da un internet-point, in attesa di soluzioni più agevoli.
      E per prima cosa cerco di rispondere agli ultimi commenti.

  5. MissPrecisina ha detto:

    ….. e da me commentato alle ore 22 e dieci del 2 giugno 2011. Anche se poi commentato non è la parola adatta, sarebbe meglio dire che volevo salutare, poi ho pensato di lasciare perdere per non essere sempre fuori tema visto che ho letto stradicorsa tutto il tuo post, ma poi ho pensato ma si però cosa faccio almeno un saluto però magari cercando di stare leggermente allineata (nel mentre ho tirato fuori un bel gelato dal congelatore, poi ho finito di sistemare la lavastoviglie, a caz….. mi stavo dimenticando di tirare fuori dal frigo l’insalatina per Cuki, ecco fatto per ora va bene) dicevo che volevo esimermi dal vergare un qualsivoglia commento per non urtare l’ordine e l’armonia che regnano sovrane da queste parti ma come tu sai e conosci non sono riuscita a trattenermi e comunque è anche un gesto carino il mio di lasciarti un breve ma conciso salutino o no? E comunque si va bene dai secondo me ci sarà gran affluenza per questi referendum perchè sono importanti e riguardano tutti non sono cose strane come a volte fanno. Devo finire di stirare mannaggia ma è tardi non ne ho voglia ora, così vado dai, ti lascio un breve saluto, va bene? CIAO

    • Franz ha detto:

      Gradito il saluto, graditissimo lo scossone all’…ordine sovrano, stragraditissima la tua impressione positiva sul raggiungimento del quorum.
      Spero di ricambiare presto la visita a te e a Cuki: ora sono proprio in emergenza, con il mio PC che ha inopinatamente tirato le cuoia, e scrivo da un internet-point nel cuore della movida bolognese.

      Ciao ciao!

      • MissPrecisina ha detto:

        e chissà mai chi potresti incontrare nell’Internet Point, stai all’erta, qualche bloggerista carina e simpatica eh eh eh eh eh e eh eh eh eh

      • Franz ha detto:

        A dir la verità, mentre l’altra sera scrivevo i commenti di risposta, una bella fanciulla ha preso posto nel computer accanto al mio; sul finire dei miei compiti ho gettato l’occhio sul suo video e c’era una specie di gioco-cartone animato con le paperette… Un bel modo di passare le serate, uh uh uh uh uh uh…
        Ora, in attesa che trapiantino l’hard disk al mio computer fisso, ho riattivato il portatile e ricaricato la chiavetta USB.
        Ciao, baciulli e baciotti.

        • MissPrecisina ha detto:

          uh uh uh cosa?Potevi giocare anche te con le paperette, è divertente sai!!!!!!!

        • Franz ha detto:

          La tentazione dei facili doppi sensi, su paperette e dintorni, è quasi irresistibile.
          Forse è anche per questo che mi sono trattenuto da giocare con la bella paperetta sconosciuta…
          Qua qua qua qua qua qua qua qua.

        • MissPrecisina ha detto:

          Per la precisione io non intendevo doppi sensi ma veramente se ti mettevi a giocare al pc allo stesso gioco poi chi perdeva pagava da bere o no?

        • Franz ha detto:

          Grazie per la precisazione, Miss Precisina.
          Magari si poteva coinvolgere tutto il piccolo locale, e anche il gestore pakistano, in una bella paperata collettiva!

  6. Silvana ha detto:

    L’avevo detto io che una risata li avrebbe sepelliti (scusa la modestia 😉 )
    Però a me le bandiere rosse non mi hanno dato mica fastidio, anzi, le ho finalmente ritrovate con una nota di nostalgia, e d’altronde Pisapia da quel mondo proviene.
    Per quanto riguarda il referendum sul nucleare sono davvero contenta anche se, come al solito, c’è il solito pasticcio all’italiana perchè ora si dovrà pronunciare la corte costituzionale dal momento che il quesito referendario originale potrebbe non essere più valido poichè la normativa da abrogare è stata modificata; se la corte di pronunciasse il tal senso non avremo i voti dei residenti all’estero poichè mancherebbe il tempo di stampare, rinviare e ricevere le schede degli “stranieri”.
    Besos

    • Franz ha detto:

      Capisco anche la tua nostalgia, ma come ogni sentimento non può sostituire un approccio nuovo, a problemi unici nella storia dell’uomo, come ho più diffusamente cercato di dire nella risposta a Francesca.
      Sì, per il voto all’estero è un bel pasticcio, e la beffa sarebbe che il quorum fosse raggiunto solo dagli altri tre referendum; penso che farebbero bene a ricalcolare il quorum, in questo caso, sui soli residenti.

      Besos a ti.

  7. kalojannis ha detto:

    Si, la vittoria di Milano è stata emozionante…
    Ed ora prepariamo il terreno per ri-emozionarci… è vero che internet non è così diffuso sul territorio (dalle mie parti è usato ancora poco) ma se ognuno di noi riesce a convincere almeno 3-4 altre persone ad andare a votare, il quorum poò davvero essere raggiunto… per una volta, una catena a fin di bene 🙂

  8. amanda ha detto:

    io sogno Franz, sogno di aprire il sorriso ebete di lunedì scorso in una bella risata grassa lunedì 13, sognare non costa nulla

    • Franz ha detto:

      Cara Amanda, credo che da qualche giorno il sogno ingenuo e visionario di pochi sia diventata una possibilità vera.
      Per diverse settimane ho continuato a sostenere la campagna referendaria come una questione di principio, ma con un sostanziale scettiscismo sulla possibilità di successo.
      Ora le cose sono davvero cambiate: i maggiori esperti ufficiali di sondaggi si tengono in un vago possibilismo, ma i veri professioni del consenso, cioè i partiti, si sono improvvisamente tutti schierati per la partecipazione, fiutando evidentemente l’occasione e contribuendo essi stessi così al risultato.
      Possiamo anche crederci, ora, e continuare a sognare, ma soprattutto a darci da fare.

  9. Francesca ha detto:

    Devo avere provato a Milano tutte le emozioni che non sono riuscite a raggiungere il tuo cuore, compresa quella di vedere bandiere rosse e di sentire l’Internazionale in piazza Duomo, che non ho percepito come simboli di una sinistra ammuffita, ma di una sinistra viva, che usa parole come “uomo” e “persona” al centro di ogni discorso, ad integrare e ad includere tutti, italiani, musulmani, rom, ecc., come ha fatto Vendola, dopo decenni in cui era l’esclusione a prevalere e parole “consumatore” o “telespettatore” implicitamente alla base di ogni ragionamento. La sinistra ammuffisce se la si lascia sola. Ma magari ero io a soffrire da emozione facile, perché mi sono emozionata persino sentendo “Messico e nuvole”. Tra l’altro, per la prima volta da quando esiste il berlusconismo (e il suo diretto antecedente, il craxismo – quindi è davvero molto tempo), è stata la prima volta che ho gioito per la vittoria e non contro gli sconfitti, cui non ho rivolto nemmeno un pensiero.

    Un abbraccio,

    Francesca

    • Franz ha detto:

      Sono ben felice, cara Francesca, delle emozioni che hai provato.
      Ti conosco da sempre appassionata alla politica vera, quella sorretta da giusti ideali, tanto da aver scelto la difficile via dell’espatrio anche (e non so se ‘soprattutto’) per la sensazione insopportabile che ti dava vivere in una nazione cloroformizzata e corrotta nell’animo, in maniera apparentemente inesorabile: per questo posso capire la tua gioia e la tua sorpresa.
      Quanto alla mia definizione della sinistra, so di aver usato un termine forte e un po’ provocatorio, ma, dimenticando un attimo la portata di umanità contenuta nel pensiero di Marx e di tutto il socialismo (come pure i tragici fallimenti storici che ha generato), continuo a pensare che voler interpretare la realtà attuale con quelle chiavi di lettura sia sbagliato e rischioso.
      L’urgenza, ora, è diventata quella della salvezza dell’uomo sulla Terra, e il fallimento del pensiero capitalista dominante impone un ripensamento globale della società che ritengo illusorio poter fare ricorrendo a teorie nate in situazioni storiche ormai remote.
      Nei fatti, cioè nella politica italiana, poi, mi sembra che la popolazione della sinistra sia costituita da tre settori.
      In maggioranza ci sono i seguaci del PD (quelli che hanno fatto trionfare Fassino a Torino), cioè di un partito pronto ad avallare, giusto per fare un esempio (…e non è che l’ultimo!), la macelleria richiesta recentissimamente e assurdamente dal governo in Valsusa ( vedi qui).

      Poi ci sono i Vendoliani. Anch’io ho vibrato nel riascolto dell’intervento di Niki Vendola a Milano; ma credo che a tanta capacità affabulatoria non corrispondano i fatti, come spietatamente testimoniò Marco Travaglio in questo intervento.
      Infine la cosiddetta ‘sinistra radicale’, quella delle bandiere rosse e della ‘rifondazione’ di falce e martello; sono certamente nobili nelle intenzioni e nella coerenza, ma in me scatenano più d’ogni altra cosa l’allarme di percepirli non schierati con sufficiente consapevolezza sul fronte della decrescita come primo punto di programma.

      Perdonami per la mia apparente freddezza, ma forse sono ormai troppo plagiato da quest’uomo e da discorsi come questo , che sembrerebbe aver pronunciato, appena ieri, quasi apposta per rispondere al tuo commento…

      Un abbraccio a te.

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