Guerrieri dell’arcobaleno

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Il sogno, il prodigio, si è avverato!
Un abbraccio debordante di felicità a chi, come me, ha saputo e voluto sognare;
a chi, come tanti e tanti generosi ‘portatori d’acqua’
(…e di energia pulita, e di giustizia),
ha dato il suo contributo
alla realizzazione collettiva di questo straordinario prodigio,
di questo grande sogno.


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Immagine (rielaborata) da: http://www.frasiaforismi.com/cat/frasi/

Informazioni su Franz

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22 risposte a Guerrieri dell’arcobaleno

  1. Romina ha detto:

    Guarda, ero abbastanza pessimista sull’esito dei referendum (temevo la mancanza del quorum) ma sono contentissima di essermi sbagliata.

    Ho cominciato a pensare che forse ce l’avremmo fatta dopo aver visto i risultati delle amministrative a Milano e a Napoli. Però sono stata in ansia tutta la domenica e il lunedì del voto. E sempre incollata, quando potevo, al pc per vedere gli aggiornamenti sul sito del Ministero degli Interni.
    Era ora! 🙂

    • Franz ha detto:

      Pur essendomi impegnato nella campagna referendaria, non ho mai perduto di vista l’enormità dell’obiettivo, e in realtà, da parte mia, ho cominciato a sperarci solo dopo quel quarantuno per cento di affluenza alla chiusura domenicale dei seggi, e anch’io l’ho vissuta come te, proprio come una sorta di stressantissimo psicodramma.
      Ora l’obiettivo ‘enorme’ è stato centrato, e la nostra nazione si è rimessa improvvisamente in moto, speriamo per un cammino molto lungo e davvero proficuo.
      Ciao! 🙂

  2. Luca ha detto:

    Che dire? Mi tornano in mente occasioni spaziate negli anni, inizialmente a cadenza decennale o quasi, poi leggermente più distanti fra loro.

    1975: anche in virtù dell’abbassamento della maggiore età da 21 a18 anni (una legge evidentemente ad personam, perchè licenziata proprio mentre compivo la suddetta età) il PCI registra alla Camera un sensibile avanzamento che lo mette in condizione di non dico spaventare ma almeno inquietare la DC. Viene immediatamente inventato il fattore K. Schegge impazzite della sinistra (insieme a schegge lucidissime della destra) combinano casini in giro per l’Italia. Finisce tutto in una bolla di sapone.

    1984: anche in virtù della morte di Berlinguer (che da grandissimo capo spende le ultime risorse anche post mortem) il PCI supera di pochi decimali la DC. Ma si tratta solo di elezioni europee. Più o meno negli stessi anni, il PCI è il partito di maggioranza relativa a Parma ma i socialisti si alleano con la DC locale di Alessandro Duce (nome abbastanza impegnativo) e lo mettono in minoranza. E il fattore K, insieme al riflusso, impazza.

    1994: gli effetti di Tangentopoli azzerano completamente il vecchio quadro politico. I figli del PCI (che si autopensiona per motivi più di rilevanza ideologica che di rilevanza penale) costruiscono la gioiosa macchina da guerra che, nel precampionato, vince praticamente tutte le elezioni amministrative esistenti sulla piazza ma viene di nuovo messa all’angolo dalla inopinata e incredibile nascita di un istant-party (allora party significava ancora partito, più tardi tornerà ad assumere il suo significato a noi più consueto).

    2011: è chiaro chi ha perso, e non lo nomino nemmeno più che faccio la stessa fatica di Fonzie quando doveva dire “Ho sbagliato”. Ma non è nè semplice nè elementare capire chi ha vinto in questi tre inizi settimana consecutivi di gioia e rivoluzione. Di fatto, non il PD. Ha vinto la gente, starei per dire “il popolo” ma mi trattengo, questo è chiaro. Ha vinto la sinistra, e di solito i due concetti dovrebbero coincidere (anche se in molte zone d’Italia i borghesi votano a sinistra e i proletari adorano lo Psiconano e vorrebbero essere come lui). Ma si tratta di una sinistra anomala e fuori dai partiti, il che è idealmente stupendo e strategicamente quanto mai preoccupante e pericoloso. Sperando, comunque sia, che la conclusione sia meno deludente delle tre precedenti summenzionate.

    • Franz ha detto:

      L’ondata dell’entusiasmo sta fisiologicamente scaricandosi, mentre per quella dell’incredulità ci vorrà un po’ più di tempo.
      La consuetudine con lo spirito critico e la lucidità, in chi, come te, ne è assai dotato, comunque in nessuna circostanza viene meno, ed è molto utile questo tuo richiamo ai corsi e ricorsi storici.
      Tu citi il fattore K.; da parte mia vorrei citare un altro fattore, strettamente imparentato con quello, cioè il fattore A., come United States of America.
      Dal dopoguerra siamo una nazione a sovranità molto limitata, proprio a causa di quel fattore, ed è pensabile che anche nei prossimi tempi di cambiamento annunciato si farà pesantemente sentire, per condizionare quel cambiamento entro un alveo consono agli interessi dello zio Sam.
      Tuttavia, rispetto al passato, il quadro internazionale è molto cambiato, tanto da rendere sempre più affannata e ‘belligerante per necessità’ la leadership USA.
      Mi piace sentire la nostra gente accomunata, in un’istanza di democrazia e di revisione della scala dei valori e dello stile di vita, con un movimento internazionale favorito, se non addirittura originato, dalla comunicazione in Rete.
      Mi piace, anche se mi spaventa, sentire il mondo intero come il teatro di uno scontro, in estrema sintesi fra la cultura della vita e quella del dominio.
      E penso che sarebbe già molto focalizzare questo concetto come chiave di volta (grazie all’opportunità che può offrire allo schierarsi dalla parte giusta) per il superamento della crisi più pericolosa mai conosciuta dall’umanità intera.

      • Luca ha detto:

        E’ anche vero quello che dici: il nostro legame con gli USA (per una nazione che fa una discreta fatica anche a farsi rispettare e prendere sul serio dal Brasile, con todo o rispietu per quella splendida nazione), più discreti ma poi neanche tantissimo della vecchia URSS nell’imporre linee politiche ai paesi sottoposti, ha larga voce in capitolo nella nostra storia. Sarebbe un gioco logicamente plausibile ma forse eticamente improprio immaginare cosa sarebbe successo se, nell’immediato dopoguerra, fossimo finiti nella coalizione opposta (i presupposti politici probabilmente c’erano). Sarebbe un gioco logicamente ed eticamente plausibile immaginare invece cosa sarebbe successo se fossimo riusciti a non cedere alle lusinghe mussoliniane ed a fare il nostro onesto cammino di giovane dinamica nazione con tante frecce al suo arco ma purtroppo una pessima mira. O cosa sarebbe successo se nel 1994 un elettorato meno superficiale avesse dato allo Psiconano quel prefisso telefonico di percentuale che si meritava.

        Ma con i se non si fa la storia. Gravati da un ventennio fascista e da un altro ventennio scarso di berlusconismo, servi dell’America e un po’ irrisi dal resto del mondo, ogni tanto gli Italiani si ricordano di esistere ancora. Fra 20 anni di questo 2011 certamente si parlerà. E non ci costa nulla sperare che se ne parlerà come di una nuova, pacifica ma non paciosa, Resistenza.

      • Franz ha detto:

        Anche se non fanno la storia, i tuoi ‘se’ sono certamente stimolanti, in particolare il secondo, quello del cammino autonomo dalle sirene della dittatura.
        Ma ora siamo qui, nel vertiginoso passare dei secoli, in un presente che ci propone un improvviso e impetuoso senso di riappropriazione della politica e dell’etica, entrambe calpestate da una feccia di individui intimamente e cosituzionalmente volgari e corrotti.
        La spinta propulsiva sembra forte, ma credo cha alla maggioranza dei suoi protagonisti non sia chiara l’effettiva drammaticità delle sfide che, non solo a livello nazionale, ci aspettano.
        Speriamo, hai ragione non costa nulla, che si realizzi la ‘pacifica Resistenza’, e che abbia forza e strumenti di pensiero all’altezza del compito.

  3. Claudio ha detto:

    Che dire Francesco?Non sto più nella pelle!Passano le ore ma il fremito di questavittoria non mi abbandona.
    Erano 17 anni che aspettavo un momento come questo:una primavera fantastica.Stavo perdendo la fiducia nei miei connazionali e invece su temi così importanti è arrivata la risposta giusta che può mettere
    definitivamente in difficoltà quel mascalzone.Abbiamo rialzato la testa e un ruolo importante,come dici tu,
    può averlo giocato internet.Penso che il caimano,se non fosse ormai come un pugile suonato,cercherebbe di metterci le mani,come nel suo stile,ma forse ormai è troppo tardi.Adesso avere il controllo di giornali e T.V. non basta più.Evviva,siamo stati grandi!

    • Franz ha detto:

      Carissimo, penso che solo un anno o due fa un commento come questo tuo sarebbe sembrato assoluta fantascienza.
      La realtà riserva a volte delle grandi sorprese, inaspettate soprattutto quando maturano silenziosamente e sbocciano improvvise, in tutta la loro carica di rinnovamento.
      E’ una bella pagina di vita, da incorniciare, ma è, e dev’essere, soltanto l’inizio di un cammino, comunque irto di enormi difficoltà.
      Ma ora è solo il momento della gioia.

  4. amanda ha detto:

    Qui si è festeggiato con parsimonia, troppa a mio giudizio, l’importante è aver festeggiato 🙂

    • Franz ha detto:

      Ho come l’impressione che gran parte della festa stia avvenendo qui, voglio dire nella realtà virtuale.
      Ma, parafrasando il tuo commento, l’importante è che il miracolo di domenica e lunedì sia avvenuto nella realtà reale!!!

  5. milvia ha detto:

    Solo un saluto e un abbraccio da una stanca, ma felice “portatrice d’acqua”.
    Questa notte la maggior parte degli italiani dormiranno meglio, e in realtà lo fanno perché si sono, ci siamo, svegliati.
    Ecco, basta così, caro Franz. Vado a dormire il sonno del giusto anch’io.

    Milvia

    • Franz ha detto:

      Umili ma volonterosi portatori d’acqua, oggi sotto l’acqua, in Piazza, a festeggiare con le bandiere.
      Il sonno del giusto per chi si è svegliato.
      Sono piccoli paradossi, ma rendono la vita più degna, proprio come da ieri appare più degno, e molto, anche il nostro Paese.

      Buonanotte, amica e compagna di battaglia!

      • milvia ha detto:

        Vedo, dall'”occhiello”, che stai già attivandoti (ma in realtà ti eri già attivato), per una nuova battaglia! Nessun riposo per il guerriero dell’Arcobaleno… È così che bisogna fare!

        Ciao!

      • Franz ha detto:

        Ho appena risposto al mio amico di sempre Claudio, concludendo che “ora è solo il momento della gioia”, e qui sono costretto ora a una parziale contraddizione.
        D’altra parte, il riposo dei guerrieri (come te, come me, come tutti noi), è, costituzionalmente e necessariamente, un riposo molto vigile…

  6. Riri52 ha detto:

    Mi unisco ai festeggiamenti: é iniziata una nuova era, insieme, nella vita reale. E’ bello sapere che in tanti abbiamo lavorato per ottenere lo stesso risultato! Bisogna sempre trovare la forza di sognare! Ciao Riri52

    • Franz ha detto:

      Di fronte a un’impresa così colossale, nelle sue premesse e nei suoi tempi di maturazione, si può restare sbalorditi.
      Avremo tempo di ragionarci a lungo, ma credo che un grandissimo ruolo sia stato giocato dalla diffusione del modello comunicativo reticolare, proprio di Internet. Ognuno si può prendere il suo spazio, in Rete, stabilire le proprie connessioni, accettare quelle che lo riguardano; come una corrente elettrica le campagne di informazione e di opinione sfruttano a meraviglia il saldo reticolo così formato.
      E così pure lo sfruttano, perchè no, anche i sogni collettivi.
      Ciao!

  7. mirella ha detto:

    Evviva, si respira aria migliore in questo paese.
    Coi quesiti sull’acqua abbiamo detto no alle privatizzazioni selvagge, al liberismo, al mercato dio-padrone, che già hanno fatto abbastanza danni.
    Con quello sul nucleare ci siamo pronunciati per la salvaguardia della salute e dell’ambiente e abbiamo detto no a una politica degli affari a vantaggio di pochi. Abbiamo detto che in materia di energia il nostro paese deve impegnarsi nella ricerca e nello sviluppo delle energie rinnovabili.
    Col terzo poi, abbiamo ribadito un concetto bellissimo e antico, ma disatteso: La legge è uguale per tutti.
    Ciao Franz. Una bella spinta per continuare a lottare.
    Ciao, amico.
    Mirella

    • Franz ha detto:

      Sono giuste le tue considerazioni, cara Mirella, ma ancora di più suona bene quella prima persona plurale: abbiamo detto, ci siamo pronunciati, abbiamo ribadito.
      E’ un’esperienza che ha qualcosa di rivoluzionario riuscire a dire, a pronunciarsi, a ribadire, facendolo unanimemente su tematiche di grande spessore.
      Ora la strada è aperta, cerchiamo di mantenerla pulita ed efficiente!
      Ciao, amica.

  8. duhangst ha detto:

    C’è l’abbiamo fatta 🙂 E ne sono fiero.

    • Franz ha detto:

      Anche tu, come me, fai parte di quel popolo che si è mobilitato, dando ciascuno il suo piccolo contributo per giungere a questo incredibile obiettivo!
      Possiamo tutti esserne fieri.

  9. Superfragilistic ha detto:

    si Franz, di nuovo uniti insieme a tanti e tanti per questo momento di gioia da godere appieno perché è la gente, è la pubblica opinione, sono i giovani, è l’antipolitica a favore dell’impegno ad aver vinto. Tanti hanno partecipato, ognuno di noi l’ha fatto distribuendo manifestini per strade, reggendo striscioni, parlando con la gente ed è stato incredibile vedere la gioia di chi andava alle urne. Ieri mattina ho incontrato soprattutto donne con il volto sorridente, attente al corretto andamento del seggio, speranzose in un futuro di cui avevamo perso la speranza. Grazie a tutti. Alle 18 scenderò anch’io a festeggiare in piazza.

    • Franz ha detto:

      La coralità di questa campagna d’opinione, cara Super, resterà certamente impressa a lungo nella memoria di chi l’ha vissuta.
      Un grande esercito, pacifico nei comportamenti, agguerrito negli obiettivi, organizzatissimo nelle reti comunicative, ha battuto le armate economico-politico-televisive abituate a comandare indisturbate; è una pagina davvero nuova nella storia del nostro Paese.

      Anch’io sono andato a festeggiare, sotto la pioggia, in Piazza Maggiore, prima del turno di lavoro, ed ora mi sento sfinito.

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