Pronti…

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Finita la stagione delle vacanze e delle deroghe, dunque, si apre ora un capitolo nuovo.
Molti segnali lasciano pensare che si tratti di un capitolo d’importanza straordinaria, che questo settembre e il prossimo autunno scriveranno nelle pagine della storia futura, almeno per il tempo in cui l’umanità avrà ancora possibilità di futuro e attenzione alla sua stessa storia.
Stiamo vivendo il collasso mondiale del capitalismo, e ci capita di viverlo in un Paese in cui le istanze ad una società più giusta, pulita ed umana sono particolarmente esasperate dagli ultimi decenni di cronaca politica e sociale.
Probabile dunque che proprio la nostra Italia, ancora una volta, si possa rendere protagonista mondiale, convogliando verso un obiettivo comune le tante forze positive, individuali ed associate, di intelligenza, lucidità, fantasia, integrità morale, entusiasmo, abnegazione e coraggio, che una classe di politici corrotti e arroganti hanno soffocato e nascosto troppo a lungo.

Il menu delle occasioni di partecipazione e di impegno si presenta già nutritissimo, probabilmente ad ulteriore conferma della mia premessa.
Le elenco qui di seguito, linkando alle date le relative pagine di presentazione, per poi approfondire brevemente solo alcuni punti.

27 agosto / 3 settembre, Alcatraz (S.Cristina di Gubbio – PG)sta per concludersi la settimana di festa.

26 agosto / 11 settembre, Vicenza: è in corso il vivacissimo Festival No-Dal Molin.

Martedì 6 settembresciopero generale indetto dalla CGIL e dai sindacati di base.

6 / 11 settembre, Firenze: festa di Emergency.

9 / 11 settembre, Marina di Pietrasanta (LU): seconda festa de ‘Il fatto quotidiano’.

10 settembre, Roma: presidio davanti a Montecitorio, indetto da Beppe Grillo per reclamare attenzione sulla proposta di legge ‘Parlamento Pulito’, a tre anni dalla raccolta delle firme.

10 / 11 settembre, Roma: occupazione di Piazza San Giovanni, indetta dal ‘Popolo Viola’.

13 settembre, Bologna: assemblea di preparazione ai meeting transnazionali di Barcellona e Tunisi, indetta dalle ‘Realtà promotrici del Knowledge Liberation Front’.

25 settembre, Perugia-Assisi: Marcia della Pace, nel cinquantenario della prima edizione.

1 ottobre, Roma: assemblea dei promotori delle ‘Cinque proposte gontro il governo unico delle banche’, in preparazione di:

15 ottobre, Europa: giornata di mobilitazione europea indetta dagli Indignatos spagnoli.

C’è l’imbarazzo della scelta, non c’è che dire; e in effetti anch’io sono stato a lungo combattuto, alla ricerca della migliore sintesi fra la voglia di partecipare e le risorse di tempo e di energie, che non sono illimitate. Alla fine ho optato, almeno riguardo ai prossimi giorni, per la manifestazione cittadina in occasione dello sciopero generale, martedì, al seguito del ‘Movimento per l’acqua bene comune’ (concentramento alle 8.30 in Piazza di Porta San Felice);
e per la spedizione a Roma in uno dei numerosi pullman che stanno riempiendo i ‘grillini’, sabato 10 (organizzazione nei forum dei vari gruppi ‘meetup’ come questo).

Ho grande speranza che entrambe le manifestazioni siano coronate, con le rispettive proporzioni, da adesioni massicce, per dare un primo segnale di ribellione contro l’arroganza e la cialtroneria dei nostri mostri, di cui si diceva.
Lo spettacolo indecente, quanto a disprezzo dell’equità, della ragionevolezza e della serietà, che stanno dando in questi giorni di esibizioni circensi sulla manovra economica, lo confesso, mi fa quasi piacere. Perchè intuisco che non solo hanno passato il limite, ma che continuano così a provocare una popolazione già disgustata e provata, e finalmente consapevole in modo generalizzato della loro tendenziosità. Mi aspetto dunque un rapido montare, diffondersi ed organizzarsi della reazione d’indignazione popolare.

Due parole, infine, sugli orizzonti meno immediati.
Come ho già sottolineato in passato, sto seguendo con attenzione e ammirazione il movimento spagnolo degli Indignatos, che mi sembra dotato delle armi più giuste ed efficaci: la consapevolezza teorica, la non violenza, la cultura e la capacità organizzativa, di rapida aggregazione e di comunicazione.
In particolare, mi sembra molto illuminata la decisione di puntare ad un obiettivo internazionale e non immediato, come quello del 15 ottobre, lasciando così che il tempo permetta di far lievitare fisiologicamente l’evento.
Dal primo ‘No B.-day’ romano, alla giornata di mobilitazione delle donne lo scorso febbraio, fino ai referendum di giugno, mi sembra che dalla Rete venga proprio molto chiara la lezione che si possono ottenere straordinari risultati solo a patto di permettere la maturazione degli eventi, la diffusione delle notizie, il tam-tam mediatico, in campagne che si sviluppino ed amplifichino in tempi relativamente lunghi.
Mi piace immaginare che la lungimiranza degli spagnoli permetta di realizzare una giornata epocale, di quelle che non hanno bisogno dell’indicazione dell’anno per essere immediatamente ricordate.

Intanto, prepariamoci allo start.
Buona fortuna a noi tutti!
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Immagine da:
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15 risposte a Pronti…

  1. Romina ha detto:

    Ciao Franz!

    Bello leggere il tuo entusiasmo, è contagioso. Io sono abbastanza preoccupata e non molto ottimista, però mi auguro di sbagliare. Tuttavia ritengo che ci si debba comunque impegnare concretamente, perché col fatalismo e l’indifferenza non si arriva da nessuna parte.

    • Franz ha detto:

      Ciao, Romina!
      Sono davvero felice di poter ‘contagiare’ qualcuno: è l’aspetto più politico che possa avere un blog.
      Personalmente, a dire la verità, più che entusiasmo mi sembra di avere consapevolezza del momento particolare, rappresentato da questo settembre e ancor più dall’incipiente autunno: mai come ora, rispetto agli anni passati, ci sono le premesse per una reazione popolare, e dunque le speranze, poche o molte che siano, di indirizzare il progresso nell’unica direzione umana e possibile.

  2. duhangst ha detto:

    Comunque sia è veramente ora di muoversi.

  3. Luca ha detto:

    Come probabilmente sai o quanto meno avrai capito, io sono arrivato alla conclusione soggettiva ed arbitraria ma per me ineludibile che certamente l’Italia, e forse anche tutto il resto del mondo (mal comune mezzo gaudio, o mal comune angoscia doppia?), abbia superato la soglia di non ritorno della deriva entropica. Ma usare il congiuntivo lascia spazio all’ultimo dubbio. Aver intitolato 5 anni fa il mio blog “Elogio dell’entropia” era forse una modalità inconsapevole di blandire le divinità del caos piuttosto che mettermi in simmetria con loro.

    O forse sono io che ho superato la soglia di non ritorno e “disperato volgerommi indietro” (cito a memoria perchè sono di fretta e non ho tempo di verificare su Google la citazione leopardiana, se è parafrasata va egualmente bene).

    • Franz ha detto:

      L’ineludibilità che dichiari, circa la tua conclusione, mi esime dallo sgradevole compito di peroratore di cause ad essa contrastanti, anche volendo trascurare quel tuo “ultimo dubbio”.
      Posso però, in estrema sintesi e sincerità, dirti come la penso io.
      Anch’io, ad un giudizio razionale, tenderei forse a giudicare la situazione disperata (ma, al contrario di te, ancor più a livello mondiale che nazionale), ma so che il mio giudizio non può cambiare la realtà, mentre il mio impegno, in qualche misura, sì, oltre a rendere più interessante il mio stesso cammino.

      Tutto qua, un salutone.

      p.s.: dopo accurato rispescaggio dalla mia memoria (e senza aiuti telematici wikipedici) credo di poterti correggere: il sommo Leopardi era ‘sconsolato’ e non ‘disperato’ (almeno in quello, splendido, caso).

      • Luca ha detto:

        Nuovo faccia a faccia fra il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà, con breve invito a rimandare il suicidio (citazione battiato-sgalambriana) e a regredire dal pessimismo cosmico al pessimismo storico. Ricevuto.

      • Franz ha detto:

        E’ sempre un piacere, mio caro.
        Il passaggio successivo credo che sia dal pessimismo storico ad un alquanto sfrontato e non convenzionale inno alla gioia.

  4. Riri52 ha detto:

    Succede che al traguardo o quasi ci si sente stanchi e senza prospettive, E’ necessario tenere duro e trattenere il fiato ma andare avanti, anche se le idee sembrano vecchie, trite e ritrite per chi ha avuto la possibilità di elaborarle prima. Come sempre come si può! Insieme. Ciao riri52

    • Franz ha detto:

      E’ vero, a chi negli ultimi anni non si è lasciato ingannare da bugie ed incantesimi vari, in questo momento sembra più di “essere al traguardo” che alla partenza.
      Ma è forse adesso il momento in cui si possono ‘fare i giochi’, ora che finalmente l’inganno è stato ampiamente palesato.
      Certo, “come sempre, come si può”, né più né meno!
      Ciao!

  5. Franz ha detto:

    Dal ‘Fatto quotidiano’ on-line di oggi:
    “La Fiom, insieme a molte altre associazioni, sindacati di base, forze politiche e sociali, sta lavorando per lanciare una manifestazione nazionale il 15 ottobre, giorno in cui gli “indignados” hanno promosso una mobilitazione europea.” (vedi qui)
    Ad ulteriore dimostrazione delle considerazioni con cui terminavo il mio post.

  6. Carlo ha detto:

    Ora più che mai è venuto il tempo di manifestare, scendere in piazza, dire la propria, imporsi sulla scena, ritagliarsi uno spazio nei giornali.
    Non in difesa della propria categoria, non per inverire contro il governo, ma solo e soltanto per gridare la propria preoccupazione, la propria rabbia, il proprio sdegno, per il fatto che abbiano raso al suolo l’Italia e si accingano pure a spargere il sale sulle sue ceneri…

    • Franz ha detto:

      Il tuo commento, caro Carlo, è la testimonianza di una voce che non rinuncia a farsi sentire, che non si rassegna e che vuole reclamare con forza il cambiamento.
      Siamo in tanti, e, vedrai, è vicino il momento in cui ci sentiremo un popolo capace di indirizzare la politica verso obiettivi più umani, giusti e razionali.
      Con capacità di indignazione, ma anche di gioia.

      • Carlo ha detto:

        Probabilmente hai ragione: c’era bisogno del governo di un vecchio egoarca in preda a turbe senili-sessuali sorretto da un movimento folkloristico di buffoni che inneggiano alla secessione, per “fare gli italiani”. Il sogno di Mazzini-Cavour-Garibaldi e di tanti altri potrebbe avverarsi a 150 anni di distanza dall’unificazione del regno.
        Però non possiamo mancare a questo appuntamento che incombe, ora o mai più. Tardare significherebbe esser spazzati via.

      • Franz ha detto:

        A volte la storia sembra proprio divertirsi, e, come sempre, la realtà supera ogni possibile fantasia.
        Inutile aggiungere che approvo e sottoscrivo la tua determinazione.

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