Ho visto cozze che voi umani…

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Alle cinque e trenta il cielo sopra il quartiere Croce Coperta è ancora buio, quando tre pullman finalmente si muovono ordinatamente per imboccare la tangenziale.
E’ il 10 settembre 2011, il ‘Cozza-day’; il popolo degli attivisti a Cinque Stelle di Beppe Grillo sta convergendo su Roma, per manifestare, insieme al suo patriarca, da Piazza Navona fino davanti a Montecitorio, contro l’ostruzionismo dei parassiti di stato e di governo, abbarbicati come mitili agli scogli/scranni parlamentari.
In passato spesso ho già visto all’opera questo popolo (di cui colpisce la composizione anagrafica, vistosamente ed estesamente giovanile), come padroni di casa di spettacoli o comizi, o come attivisti di strada; è invece la prima volta che partecipo ad una manifestazione riservata a loro stessi. Ancora una volta c’è la cara Milvia a farmi compagnia.
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Mi sento a mio agio; non avverto quello che un po’ temevo, cioè un senso di estraneità rispetto ad una comunità fortemente strutturata, dotata di un proprio linguaggio, a suo modo esclusiva: no, è gente normale, anzi ha con me molti interessi in comune.
Le ultime chiacchiere si spengono con le luci dell’alba, e si può cercare di riafferrare l’agognato sonno.
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La canonica sosta all’autogrill è nei dintorni di Montepulciano.
Ne approfitto anche per fotografare il sorriso di Serena, la valorosa e carismatica organizzatrice della spedizione bolognese.
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Giunti a destinazione, prendiamo la metropolitana fino al Colosseo, dove convergono anche altri gruppi. Ci si comincia a sentire un popolo colorato ed espressivo in cammino, in una capitale splendente, ventilata e caldissima sotto il sole di settembre.
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Il primo appuntamento è al Circo Massimo, per una manifestazione collettiva spettacolare: disegnare, ponendosi a sedere ordinatamente sul declivio, una grande ‘V’ (per richiamare il logo del movimento), resa vistosa da fogli colorati rosso scarlatto, di cui facciamo il passamano.
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Il semplice gioco è festoso e divertente. Si applaude, si fa qualche tentativo di ola.
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Giunti poi a Piazza Navona, la tensione collettiva tende ad allentarsi, durante il lunghissimo tempo d’attesa previsto per completare l’assembramento.
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Finalmente zio Beppe sale sul piccolo palcoscenico, e prende la parola, infiammando rapidamente i cuori.
Bisognerà percorrere in fila indiana, conclude, il tragitto fino a Montecitorio, deporre la nostra cozza con il nome o l’immagine di un parlamentare nell’apposita grande urna, poi tornare indietro, disciplinatamente, ordinatamente, silenziosamente.
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Mettere in fila per uno (o quasi…!) un’intera piazza è un’operazione molto lenta, ma nessuno dà segni di impazienza, sotto il sole che invade sempre più di luce, colori e calore la giornata romana.
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Mi sono finalmente messo in cammino, quando già vedo, a pochi passi di distanza, il capopopolo Beppe alla testa della fila che sta tornando in Piazza Navona, dopo aver evidentemente già celebrato la funzione laica e marinaresca.
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Più che una fila indiana sembrano due torrenti contrapposti ma ordinati, e sollecitati a procedere dai numerosi ragazzi di un servizio d’ordine che espropria dalle loro funzioni i vigili, e i numerosi agenti di polizia, schierati e del tutto tolleranti.
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Davanti al palazzo il flusso si arresta, e anche la direttiva del silenzio viene infranta con sempre maggiore decisione e vigore.
Cori e slogan, la rabbia si fa grido collettivo e liberatorio, per lunghi momenti di grande partecipazione.
Ignorando la mancanza purtroppo più vistosa: quella di qualcuno della casta, là dentro, che sia presente e costretto ad ascoltare.
E’ certamente per questo che le forze dell’ordine lasciano fare, lasciano gridare e cantare. Ma, ripensandoci a posteriori, è proprio questo aspetto, di comunicazione mediata, virtuale, esclusivamente spettacolare, l’unico difetto della manifestazione.
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Finchè i ragazzi del servizio d’ordine fanno capire imperiosamente che è il momento di defluire.
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Raggiungo nuovamente Piazza Navona proprio mentre si spegne l’ultimo applauso ad un nuovo intervento di zio Beppe dal palcoscenico.
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Non resta che avviarsi, per le strade di un teatro di storia, di spazi aperti e di bellezza che non ho mai visto in tanto splendore, nuovamente verso il Colosseo, confondendosi nell’altro torrente che fluisce in ogni dove, quello dei turisti di ogni etnia, e delle loro fotocamere.
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Non si è perso nessuno, si può ripartire, cercando di sigillare bene nel cuore le luci e il calore di una giornata di festa, vissuto all’interno di un popolo scelto, consapevole e determinato.
E sperando che il seme del cambiamento possa presto germogliare e crescere come una pianta, molto più forte di tutte le erbacce infestanti.
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Tutte le immagini sono mie, ad eccezione di quella iniziale, che è tratta da:
http://www.youtube.com/watch?v=Fvak4bJI60k

Informazioni su Franz

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14 risposte a Ho visto cozze che voi umani…

  1. Luca ha detto:

    Nella malaugurata ipotesi che Beppe non ci fosse bisognerebbe inventarlo: questo 63enne sovrappeso e che dimostra tutti i suoi anni ha ancora la vitalità, intellettuale e fisica, di un ventenne. Paradossalmente ma neanche tanto delle volte non ha neanche importanza il contenuto testuale delle sue accuse e delle sue notizie (alcune delle quali, come certamente sai, si sono rivelate infondate o addirittura indifendibili, come dare della “vecchia puttana” alla Levi Montalcini o accanirsi contro i rom con argomentazioni di stampo assolutamente leghista) quanto piuttosto l’energia che comunica per iscritto e di persona. Oltre ad un’onestà intellettuale che molti suoi detrattori negano fra lazzi e cachinni ma io gli riconosco oltre ogni ragionevole dubbio.

    Perché si sia imbarcato in questa avventura, cominciata con un semplice blog e poi deflagrata nel movimento politico più fresco, stimolante ed originale di questo asfittico panorama, secondo me non lo sa neanche lui, e quando cerca di spiegarlo rischia di cadere (non scadere, attenzione) in una appicicaticcia retorica che obiettivamente non gli dona. Mi piace pensare che ci siano eroi in sedicesimo che potrebbero starsene in teatro (o sulle televisioni di Murdoch che lo accoglierebbero a braccia aperte) e ogni tanto pubblicare un libro garantendosi una serena esistenza, e invece rischiano e si reinventano ogni giorno che passa. Col rischio di essere fraintesi, derisi e volgarmente attaccati. Dietro quell’eroe in sedicesimo altri minuscoli eroi trovano una strada per rendere meno miserabile l’esistenza in questo Terzo Millennio di Sterco.

    • Franz ha detto:

      Sarò prevenuto, ma, pur consultando quotidianamente il blog del Nostro da ormai molti anni, non ricordo quei due orrendi episodi che citi, e ho la speranza che non siano veri, pur conoscendo la tua attitudine alla precisione.
      Ciò non toglie che zio Beppe sia un po’ come un vulcano in perenne eruzione, e ogni tanto purtroppo scagli lapilli e lava fuori dal vaso.
      Facile dunque per i suoi detrattori trovare argomenti, e instillare il dubbio generalizzato, che non sia una spinta di carattere puramente etico all’origine dell’avventura in cui si è imbarcato.
      Avventura che l’ha portato a costituire, al momento, l’unica proposta elettorale all’altezza dei problemi che viviamo, in attesa che quella di Giulietto Chiesa, Marino Badiale e tutto il movimento ‘Alternativa’ (che ritengo molto più organica e culturalmente approfondita) riescano a conquistare popolarità.

      ‘Terzo Millennio di Sterco’: l’immagine è così spietata, che mi sento di addolcirla ricordandoti e ricordandoci che ‘dal letame nascono i fior’.

      • Luca ha detto:

        I due episodi purtroppo sono veri: per quel che riguarda il post protoleghista, ecco il link: http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confini_scons/index.html. Rileggendolo con più calma, mentre l’altro ieri ero andato a memoria, è più accanita la mail che conclude il post che l’opinione di Beppe Grillo stesso, che ha il solo seppur grave torto di tagliare l’argomento estremamente complesso con l’accetta della sua genovese sintesi.

        Mentre la volgarissima accusa contro la Levi Montalcini non puoi cercarla sul blog perchè è stata proferita nella trance agonistica di uno spettacolo a Fossano nel 2001: se fosse stata postata a mente fredda credo che Grillo avrebbe perso metà dei suoi sostenitori e raffreddato l’altra metà. Non ti allego alcun link, perchè tutti quelli che ho trovato approfittano della vicenda per attaccare Beppe in modo squalesco ed immeritato. Su Wikipedia (che non è oro colato ma resta ancora il sito “mediamente meno inattendibile” del web anche a costo di cassare materiale creativo ma non troppo neutrale, non chiedermi come lo so) l’episodio è descritto in maniera sintetica ma sostanzialmente attendibile.

        Alla prossima.

      • Franz ha detto:

        Ti ringrazio molto per le puntualizzazioni.
        In realtà il post protoleghista non l’avevo dimenticato; semplicemente l’avevo memorizzato come espressione di una posizione radicaleggiante e molto politicamente scorretta, non priva tuttavia di elementi giusti; concordo, in definitiva, con il tuo giudizio sulla sintesi genovese e il taglio con l’accetta di un argomento troppo complesso.
        Non ricordavo invece l’altro triste episodio, sicuramente da condannare senza esitazioni.
        Non è la prima volta, ti dirò, che il mio giudizio positivo sul personaggio viene messo in seria crisi dal resoconto di dati di fatto oscuri.
        In particolare alludo ai suoi strani rapporti con l’azienda informatica di Roberto Casaleggio (personaggio che, detto fra parentesi, fu per breve periodo anche a capo della società per cui lavoravo come dipendente) e gli episodi, che mi furono raccontati con grande amarezza da una mia amica, di mancata difesa di una nascente lista ‘5 stelle’ in Sardegna, il cui comitato promotore fu soppiantato da un manipolo di vecchie volpi della politica locale.
        Ogni volta ho soppesato onestamente, e non senza una certa pena, le ombre di questo genere, e ogni volta ho concluso che le luci della sua ormai lunghissima carriera di neo-Savonarola sono sicuramente preponderanti, giudizio che mi sembra di poter condividere con te.

  2. amanda ha detto:

    ma quelli sono come due delle 3 scimmie: non vedono e non sentono e quando parlano è solo per dire puttanate, scusate il francesismo

  3. milvia ha detto:

    “…si può ripartire, cercando di sigillare bene nel cuore le luci e il calore di una giornata di festa, vissuto all’interno di un popolo scelto, consapevole e determinato.
E sperando che il seme del cambiamento possa presto germogliare e crescere come una pianta, molto più forte di tutte le erbacce infestanti.”
    Vale tutto il post, questa tua chiusa… Parole da sottolineare, da… sigillare, appunto, perché, in una sorta di movimento ossimorico, si espandano come un’onda.
    Contenta di esserci stata, contenta di rivivere la giornata attraverso le tue parole e anche attraverso le belle, esplicative immagini.
    Grazie, Franz!

  4. Riri52 ha detto:

    Adesso non resta che aspettare una reazione, un fremito della casta. Mi paiono molto ingessati! una bella domenica dal tuo racconto. Ciao Riri52

    • Franz ha detto:

      Sì, è stata proprio una bella domenica.
      Ma non sarà certo quel singolo evento a dare fremiti a gente che non conosce la vergogna e l’autocritica: il lavoro ai fianchi è ancora lungo.
      Ciao!

  5. lucianaele ha detto:

    Che dire….?????
    Avrei voluto essere con voi.
    Buona giornata,
    Luciana

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