Ohi com’è bello fare la spesa

.
.
Da un paio di giorni entrando in casa avverto un gradevole profumo di frutta.

Venerdì avevo il turno di riposo: coerentemente con tale definizione, e con i criteri che contraddistinguono questo mio periodo di vita, ho dedicato un numero imprecisato di ore appunto al riposo; …ma proprio a dormire, sfoderando la mia antica propensione a questo genere di (ehm…) attività.
Una mia seconda priorità di questi ultimi tempi, come già andavo dicendo, riguarda l’alimentazione: un’inedita attenzione, anzi vera e propria passione, sull’arte di desiderare, procurarmi, preparare, infine gustare il cibo, passione che inaspettatamente mi ha preso da quando ho assunto con un certo rigore la dieta vegana, di pari passo con l’attenzione ecologica all’esclusiva provenienza nazionale delle materie prime.
Era già il crepuscolo di una giornata fredda e ventosa, ormai un capitolo chiuso quell’incredibile lunghissimo seguito di giornate ancora estive, quando sono uscito per una missione di approvvigionamento multiplo, rimandata da qualche giorno dato che le ore di lavoro, per quanto sia, continuano a chiedere il loro tributo.
Prima tappa il mercatino biologico dell’associazione Campiaperti. Delle tre edizioni settimanali, quella del venerdì è la meno frequentata, sia dai produttori che dagli acquirenti, ma è la più vicina a casa, in quella Via Udine senza uscita, stranamente incastonata nell’ampio e piuttosto verde quartiere Sàvena.

Lampade alla buona ma efficaci, un piccolo anfiteatro di bancarelle, affluenza di gente di ogni età, e una bella atmosfera tranquilla e rilassata. Un nascondiglio di tregua dai caotici traffici a motore di una città convulsa e insana nell’ora di punta serale.
Cercavo innanzi tutto il pane artigianale, fatto con la ‘pasta madre’; una sola bancarella in fondo, che esponeva dei cesti di bellissime castagne e marroni, ne aveva alcune pagnotte. Un po’ di coda priva di ansie, come è abitudine in questi mercatini dal volto umano (solo la speranza di non veder svuotare il cesto prima del mio turno) e alla fine una pagnotta semi-integrale, insolitamente pesante, ha trovato posto in una delle mie ‘sportine’, come da queste parti si chiamano da sempre i sacchetti di plastica coi manici.
E poi, in giro per le altre non molte bancarelle, a fare il pieno di bietole, cipolle, carotine striminzite e, sorpresa delle sorprese, di germogli. Li vedo esposti, racchiusi in scatoline di plastica rigida trasparente, con le loro etichette: germogli di ravanello daikon, germogli di erba medica.
“Scusa, sono da mangiare o da piantare?” non mi vergogno a chiedere, sfoderando tutta la mia ignoranza in materia contadina.
La venditrice ha i capelli biondi, un bello sguardo profondo e un sorriso pacato, e guanti neri di lana con i buchi per le falangette: “No, si mangiano, vanno bene nelle insalate. Quelli di ravanello sono un po’ piccanti, mentre quelli di erba medica sono più dolci.”
Dopo quanto ho letto sulle straordinarie proprietà nutrizionali dei germogli, ne compro senza esitazione una scatolina per tipo, prima di salutare la gradevole interlocutrice:
“Grazie, ciao, buona serata!”

Depositato il bottino nel bagagliaio della Cavallona, riaccendo il motore per la seconda tappa.

Dev’essere già la quarta volta che vado a rifornirmi di frutta, sempre sorprendentemente gustosa, dal ‘mio contadino’, il mio primo incontro con il quale già raccontai tempo fa, chissà se qualcuno se ne ricorda.
L’ampio cortile è completamente buio, come quella volta, e il cane si mette ad abbaiare altrettanto furiosamente.
Una sola luce proviene dal pian terreno di una delle palazzine prospicienti, attraversando le vetrate di due porte chiuse.
“Buonasera!” urlo un paio di volte invano.
Mi tocca cercare e suonare il campanello, per ottenere l’attenzione dell’anziana signora affaccendata in cucina oltre le porte-finestre.
“Deve sentire da mio marito, là di fronte, nella stalla.”
“Ma è tutto buio.”
“No, no, c’è.”

“Buonasera!” urlo nuovamente invano.
Ripeto l’urlo dall’interno oscuro di quella specie di officina-magazzino indicatami come ‘la stalla’.
“Cosa c’è?”
“Buonasera, vorrei della frutta!”
“Venga avanti.”
A fatica nel buio trovo una porta grezza e ancora più a fatica la sua serratura. Oltre la porta aperta la luce è fioca, e il mio anziano procacciatore mi si fa incontro con un’espressione un po’ stravolta:
“Beh, a quest’ora?” come fosse notte fonda.
“Eh, sono le sette e mezza: sto tornando a casa.”
Mi riaccompagna nel deposito: “Mi è rimasta solo una cassetta di mele.”
Sono molto belle, rossastre e di mezza taglia; prendo l’intera cassetta e regolo i conti; e questa volta non trovo la sua consueta disponibilità a congedarmi con qualche battuta scherzosa.

La terza ed ultima tappa del mio ortofrutta-tour è l’Ipercoop di Villanova.
Lo so, lo so, affidarsi alla grande distribuzione, cooperative rosse comprese, significa strangolare la già agonizzante agricoltura italiana, come ha nuovamente e clamorosamemente evidenziato Riccardo Iacona un paio di domeniche fa a ‘Presa diretta’ su RAI3.
Ma finché non avrò scelto un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) adatto alle mie esigenze, qualche compromesso sarà pur sempre necessario, ferma restando la regola di non comprare nulla di provenienza straniera, cosa che almeno nei supermercati Coop è possibile verificare.
E devo candidamente ammettere che entrare nei locali caldi e luminosi del centro commerciale mi dà ancora un senso di conforto: sarà che è un ambiente dove non si sente alcun rumore di motori, mentre la base sonora che viene diffusa è di norma musicale e non pubblicitaria; sarà che anche l’aggressione visiva dei messaggi promozionali si diluisce nei grandi spazi illuminati; sarà che è comunque un luogo di persone, anche se è brutto vedere quanti depravati si fermano nei fitti tavolini dello slargo della ristorazione, a mangiare pizze gommose o orrendi hamburger e patatine fritte puzzolenti.
Questa volta, poi, ho anche la soddisfazione, una volta entrato nel supermercato, di centrare tutti i bersagli: ci sono i miei biscotti preferiti (ricordate? i frollini integrali biologici COOP, che ho scoperto perfettamente vegani), i soliti abbondanti grappoli di uva bianca e nera (un’autentica miniera di proprietà nutrizionali); ci sono le confezioni di tofu (un po ‘ di proteine), e ci sono gli agrumi, ‘clementini senza semi’ già impacchettati, a cui finisco ovviamente per preferire gli altri, quelli con i semi, piccoli, bruttini e pieni di foglie, ma sfusi. E infine, sorpresa!, questa volta ci sono anche le noci di sorrento, accanto a quelle immancabili di provenienza californiana.
La cassa-fai da te mi fornisce qualche moneta di resto preziosa per il lavoro, dopo di che si può uscire a riveder le stelle nell’incipiente notte fredda e ventosa.

Devo fare due volte, a segmenti, il tragitto fra il garage interrato e l’appartamento (al primo piano), per portare in casa il triplice bottino.
E una volta dentro, scelgo che cosa mettere nel vecchio frigorifero, che non è grande, e che cosa lasciare fuori: l’uva e le mele, non particolarmente mature, potranno resistere alla temperatura di casa.

E così, presto mi accorgerò della loro imprevista funzione aggiuntiva di deodorante, molto delicato e …naturalmente naturale.
.
.
.
.
——-
Immagine da: http://it.dreamstime.com/stock-image-clusters-of-white-and-black-grapes-image14578001

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a Ohi com’è bello fare la spesa

  1. giraffa ha detto:

    Adoro la frutta, ti sembrerà strano ma mi mette allegria, forse perchè è colorata, gustosa, croccante, e profumata. In questo periodo, faccio scorte di uva e cachi, vivendo in un piccolo centro li prendo spesso direttamente dai produttori però, ti dirò che li trovo di buona qualità anche nella grande distribuzione. Il tofu non riesco a mandarlo giù..forse dovrei provare qualche ricetta per renderlo più saporito, caro Franz, hai qualche suggerimento da darmi?

    • Franz ha detto:

      L’amore per la frutta (uva e cachi in primis!) è per me una riscoperta felice, cara Giraffa, oltre che una fonte che ho rivalutato di preziosissimi elementi nutrizionali.
      Quanto al tofu, visto che è tanto salutare quanto insapore, bisogna condirlo con ‘roba forte’… La mia abitudine è quella di preparazioni piuttosto spartane, senza tuttavia rinunciare ai sapori, per cui lo preparo in strati interi appena riscaldati, sopra cui cospargo varie spezie (esempio timo, origano, sale e pepe) e infine aggiungo al tutto i sapori proibiti: cipolla o aglio tagliati fini. Tanto, se non si esagera, gli effetti di arma chimica sono contenuti.
      Poi lo mangio con del pane integrale un po’ ammorbidito in una tazza di succo di agrumi.
      Slurp e doppio slurp!

  2. mi ha molto colpito il concetto del PROFUMO: è ormai una specie di optional per i prodotti “naturali” che acquistiamo e viene fuori prepotente in rari casi, mandando indietro nel tempo quelli della mia età (50) che da piccoli hanno potuto annusare la frutta!

    • Franz ha detto:

      Profumo e sapore come optional, quasi dimenticato; chissà se un giorno si valuterà appieno fin dove ha potuto la devastazione di un modello economico e di convivenza disumano!
      Anch’io sono della tua generazione, anzi ho qualche anno di più. Quando ero bambino i clementini non esistevano ancora, ma ricordo le scorpacciate dei primi mandarini della stagione, che ogni autunno riempivano un cesto di vimini in uno sgabuzzino della casa dei nonni…
      Grazie della visita e buon lavoro e buona fortuna alla lista civica “Insieme per San Giorgio”!

  3. Sara ha detto:

    Tutto bello meno la cassa fai da te: intanto ti vedrei meglio a relazionarti con la gentilezza di una simpatica cassiera. Abbasso le casse fai da te! oltretutto che pago, devo anche lavorare per fare i comodi della Coop? eh no!

    • Franz ha detto:

      Le cassiere di un ipermercato non hanno certo la calma e il sorriso delle venditrici di un mercatino di produttori agro-biologici.
      E poi anch’io, lì dentro, finisco per essere schiavo della fretta e preferire le più veloci casse automatiche.
      Ragione di più per affrettare la mia adesione ad un Gruppo di Acquisto Solidale che sosituisca per sempre l’Ipercoop! (Ce n’è qualcuno anche dalle tue parti?)

      p.s.: ho letto che la tua zona è rimasta indenne dall’alluvione: non può che darmi sollievo. 🙂

      • Sara ha detto:

        Allora devi venire a conoscere la simpatia delle cassiere delle mia parti!
        Si, noi siamo indenni e increduli.

      • Franz ha detto:

        Com’è confortante la testimonianza da una di quelle isole felici, rappresentate da cittadine e villaggi nascosti nella provincia, dove la devastazione sociale non ha avuto il sopravvento.
        E’ anche e soprattutto da una rete di rapporti umani come la vostra che si può pensare di costruire una nuova società sui detriti del capitalismo.

  4. MissssParis ha detto:

    Ma guarda pensa che quando ho iniziato a leggere il post (l’ho letto tutto sì sì fregato) pensavo ai frollini integrali che io mangio quasi tutte le mattine dopo che li hai consigliati. Poi leggi e leggi e leggi eccoli che parli dei frollini interamente vegan ma dai!!!!! Ma fai sul serio col vegan? Deve essere una gran fatica però!!!! Ma lo leggi il blog della Bibi? Va beh ora ti lascio mon ami, aurevoir…….

    • MissssParis ha detto:

      p.s. dimenticavo una cosa: ma la biondina dei germogli? eh eh eh eh eh eh chissà mai cosa può nascere da un germoglio, vero?
      P.s. 2 spero di essere allineata, in caso contrario non rompere, vero?

    • Franz ha detto:

      Anche tu nel tunnel dei Frollini integrali Vivi-verde, eh? :mrgreen:
      Devo ancora capire da che cosa deriva quell’irresistibile dipendenza che procurano!
      No, non è una fatica, cara Miss, la mia nuova dieta; da una parte mi tengo libero di fare qualche trasgressione alle regole quando mi capita di mangiare in compagnia, dall’altra, invece, cioè nella quotidianità, provo un senso di essere come non mai protagonista e non vittima delle mie scelte alimentari, e la cosa mi dà un entusiasmo che non immaginavo.
      Ogni tanto butto l’occhio sul blog della Bibi, ma ti confesso che anche le sue ricette più semplici sono già troppo complicate per me, quanto a tempo a disposizione e soprattutto scarsa esperienza ai fornelli.

      ps1: se son …germogli fioriranno: eh eh eh eh eh 😉
      ps2: allineatissima, anche volendo ‘sta volta non posso rompere!
      ps3: a te e a tutta la Miss-famigliola ancora une bonne vacance parisienne!

  5. loretta ha detto:

    Vorrei che abitassimo vicini. Vorrei essere contagiata da questa tua energia e questo tuo entusiasmo.Io ho un pessimo rapporto con il cibo e gli acquisti ad esso legati.
    (Ti consiglio le noci francesi, non c’è paragone con quelle di Sorrento.)
    Ciao ciao
    Loretta

    • Franz ha detto:

      Cara Loretta, la tua Romagna non è certo lontana da qui, benché in Rete cento, mille o diecimila chilometri non facciano differenza; spero di poter contagiarti anche solo virtualmente, almeno!
      Quanto alle noci, è vero che, per esempio, la Provenza è forse più vicina alla mia zona rispetto a Sorrento, ma la regola che mi sono dato è quella di non acquistare prodotti stranieri; non per criteri di protezionismo economico, ma di impatto ambientale, come compromesso fra la logica del chilometro zero da una parte e la varietà alimentare dall’altra.
      Ciao!

  6. duhangst ha detto:

    Adoro il tofu..

  7. Riri52 ha detto:

    Per i gruppi GAS hai provato ad Armonie a Bologna? Ne hanno uno, ma qui in zona ci sono un paio di venditori biologici. Se ti interessa. O di mercatini a km zero. Anche al mercoledì’ vicino alla sede della Coldiretti, Cadriano. Per la cronaca! Ciao Riri52

    • Franz ha detto:

      Grazie delle preziose indicazioni, carissima Riri.
      Quanto alla mia scelta del gruppo GAS, ce ne sono diversi a Bologna: quello che dovrò chiarire è che le consegne non avvengano troppo lontano da casa mia, e soprattutto che forniscano prodotti, come appunto gli agrumi e la frutta secca, non ‘a chilometro zero’, come so che è regola per alcuni.
      Ciao!

  8. amanda ha detto:

    già le clementine? ma non è presto? e da dove arrivano? non le aspettavo fino alla metà di novembre
    quelle che vedo in giro ora vengono dall’estero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...