Pensierino della sera (di Natale)

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Le strade della pace, interiore e sociale, a volte fanno dei giri molto tortuosi, ma non dobbiamo stancarci di percorrerle e di costruirle.
Auguri di grande serenità agli amici vecchi e nuovi di questo blog, e a chiunque, magari solo casualmente di passaggio di qui, siano graditi.
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Immagine da http://www.fter.org/go/

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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20 risposte a Pensierino della sera (di Natale)

  1. Loretta ha detto:

    Ciao Franz, leggo il tuo commento sul mio post “rapporti umani “.
    Post che poco dopo averlo pubblicato avrei voluto cancellare, ma c’era già
    un commento e per rispetto di chi l’aveva scritto non l’ho voluto eliminare
    però ho subito pubblicato qualcos’altro per nasconderlo un po’ :))
    Perciò quando dici che fa piacere il mio approccio più confidenziale mi
    fai sentire un po’ a disagio perché il mio carattere è molto “riccioso” ed
    io sono più per l’ascolto.
    Comunque quando dico che sono una frana nei rapporti umani so il perché.
    Non so dare e non so dire, ciò non toglie che a volte qualcosa sfugga al
    controllo.
    Indubbiamente il bisogno di condividere non si riesce sempre a reprimere
    e questo senz’altro favorisce i rapporti anche virtuali, ed i tuoi
    post e commenti sono per me sprone per migliorare ed aprirmi un po’ di più
    (forse!)
    E, giusto per non smentirmi, non avendo trovato un tuo indirizzo e-mail,
    metto questa risposta in questo tuo bell’augurio che mi ero persa e che
    essendo un po’ datato non sarà sotto gli occhi di tutti.
    Ciao

    • Franz ha detto:

      Cara Loretta, innanzi tutto grazie per questa tua piccola confessione (originale anche nelle modalità), che interpreto come un segno di grande attenzione.
      Mi sembra che ci sia una piccola contraddizione, quando dici di essere più per l’ascolto, e due righe dopo di non saper dare: essere capaci d’ascolto significa mettersi generosamente al servizio degli interlocutori, ed è un bene molto prezioso; tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati e molto raramente questo ci è possibile.
      Mi sembra che tu sia molto esigente con te stessa, che è una bella virtù, perché garantisce una continua spinta al progresso personale, ma quando si è troppo esigenti ne va di mezzo la serenità e, con questa, la possibilità di trarre nuova linfa di energia dalla gioia.
      L’esigenza di “aprirti un po’ di più”, come qualsiasi intuizione di possibili miglioramenti, è l’avvisaglia che quei miglioramenti stanno già avvenendo, e l’autocostrizione non può che ostacolare i naturali progressi, basta assecondarli pian piano.

      Se hai voglia di scrivermi, mi farà piacere: trovi l’indirizzo in fondo alla pagina di auto-presentazione, nel link sulla colonna di destra, dove c’è scritto ‘mi presento’.

      Un salutone, e un buon autunno, sotto impazziti ciliegi in fiore.

  2. Sara ha detto:

    Ciao caro! Auguri a te e alla tua categoria di lavoratori! vi fate un mazzo così, fate un lavoro che purtroppo è anche pericoloso, quando invece per noi utenti affidarci nelle vostre mani è garanzia di sicurezza e serietà e venite ricambiati da leggi sciagurate. Fatevi sentire, scrivete ai giornali, la rete è comunque uno strumento ancora confinato a una parte di utenza, rompete le scatole ai sindaci, alle istituzioni! siate instancabili!
    un bacio e zampette!
    Sara

    • Franz ha detto:

      La potente lobby dei tassisti è in realtà una categoria molto debole, in rapporto all’attacco senza quartiere che le è tributato su tutti i media che fanno informazione e opinione.
      L’opinione pubblica è largamente imbevuta del concetto che queste liberalizzazioni, prima fra tutte quella dei tassisti, segnerà, con la decantata fase-2, la ripartenza dell’economia. Che è un’idea assolutamente ridicola.
      Fortunatamente ci sono (poche) persone come te, che non hanno perso la libertà di pensiero e la capacità critica, e si schierano dalla parte dei più deboli.
      Grazie di cuore e auguri per un nuovo anno …dispettosamente radioso!
      Zamp zamp.

  3. Luca ha detto:

    Nella fattispecie, il pensierino della sera di Intermezzo era la cesura fra un dopocena con piatti lavati nel lavello e una giovane notte che trovava nelle piccole gioie familiari la sua piena consacrazione, come usava allora.

    Ma era la televisione degli anni ’60 ad essere piena di creatività e di immaginazione, o eravamo noi a proiettarle addosso la nostra?

    Dico questo perchè, talvolta, nel rivedere su youtube qualche documento della TV di ormai quasi mezzo secolo fa, non ritrovo la magia che il ricordo aveva costruito.

    Nati insieme alla Tv, e memori dell’epoca di una Tv totalmente analogica (dove il secondo cugino che passava accanto al teleschermo e contribuiva con la sua presenza a stabilizzare l’immagine, veniva costretto con mezzi anche subdoli a permanere in quella posizione fino alla fine del programma) ci voltiamo indietro come l’emiliano di Guccini a cercare “quel mare mancante” e non lo troviamo più, magari forse anche perchè non c’è mai stato.

    • Franz ha detto:

      Sempre a proposito di stabilizzazione, da noi non c’era l’esigenza di cavie umane dedicate come il tuo prezioso secondo cugino 🙂 , ma ricordo un apparecchio strano, una pesante scatola metallica, chiamata proprio stabilizzatore, che serviva ad evitare gli sbalzi di corrente, e che credo fosse responsabile, in fase di spegnimento della tv, del permanere per circa un minuto, di un piccolo tondino luminoso al centro dello schermo, da noi chiamato “il bollino”…
      Preistoria; e il ricordo nostalgico non aiuta a dare giudizi obiettivi sulla qualità dei programmi, come dici tu, ma è anche vero che certi “originali sceneggiati” erano di grandissima fattura.
      “I Promessi sposi”, “Il mulino del Po”, “Belfagor”, la serie di Maigret, e poi quella di Nero Wolf, e soprattutto, fra le produzioni straniere, quell’autentico capolavoro dell’ “Odissea” hanno lasciato tracce indelebili.

      • Luca ha detto:

        La presenza di un solo canale (due dal 1962, tre dal 1977, poi si salvi chi può) rendeva possibile un uso pedagogico del mezzo televisivo con trasmissioni come “Non è mai troppo tardi” del glorioso maestro Alberto Manzi, che contribuiva in perfetta buona fede a spostare l’asse della pronuncia da Firenze a Roma ma intanto alfabetizzava masse rurali ancora legate alla tradizione orale, e con eccellenti volgarizzazioni di un sapere erudito che portavano Cronin, Bacchelli, Manzoni, Simenon e financo Omero tra un’amatriciana e una ribollita.

        Bel rituale anche quello del film del lunedì sera.

        Lo stabilizzatore lo ricordo, era quella misteriosa scatola che andava preliminarmente accesa, la zia Rinaldina Rinaldoni detta Dadà riteneva che fosse un “riscaldatore” e il Rag, Rinaldoni suo fratello, ormai aduso a sopportare le sue approssimazioni socio culturali, non l’aveva mai disillusa su questo argomento.

        Ed è vero, dopo il suo acquisto il secondo cugino poteva posizionarsi dove gli pareva (anche se sarebbe stato meglio a casa sua) che era lo stesso.

      • Franz ha detto:

        Non si può abbandonare questo rapido ma sapido excursus senza citare ‘La tv dei ragazzi’.
        Due sedie affiancate, una per me una per mio fratello maggiore (questa seconda solo prima che lui diventasse ‘grande’), stazionavano a due-tre metri dal teleschermo per tutto il pomeriggio, in attesa di ospitare, illuminati di luce monocramatica, due teneri, litigiosi e fragili fratelli avidi di nutrimento. In quell’età dell’oro, assolutamente mitologica, che furono gli anni Sessanta.

  4. Riri52 ha detto:

    Franz auguri a te e a tutti. Ce la faremo, vedrai che ce la faremo! Riri52

  5. Buone cose a tutti. Che in tanti ne han bisogno…

    • Franz ha detto:

      Buone cose anche a te, amico dal nick-name particolarmente mnemonico…!
      Comunque ho capito chi sei, e dato che nella tua regione si mastica molto rugby, vorrei dirti che l’immagine del pacchetto di mischia è quella che più mi frulla in testa in questi giorni festivi, forse di quiete prima delle tempeste.
      Credo che quell’immagine esprima bene la forza inviolabile di chi sa cementare nello spirito di squadra la voglia di resistere.

  6. maura ha detto:

    indosso questo pensiero come una seconda pelle…allora devo continuare, non devo mollare…
    un caro augurio a tutti i tuoi lettori ed ovviamente a te, caro franz

    • Franz ha detto:

      Ecco un altro bel dono di Babbo Natale (sia pure nella notte successiva a quella canonica): una graditissima visita inattesa.
      Auguri a te, cara Maura, e benvenuta nell’invincibile squadra di chi non molla!|

  7. Carlo ha detto:

    Auguri Franz.
    Anche se ora sembra solo difficile ipotizzarlo, speriamo che il 2012 riesca ad essere meglio di questo anno così bislacco e sfortunato appena passato.
    Auguri anche a tutti i tuoi lettori.
    Carlo.

  8. Sara ha detto:

    Auguri caro Franz. E zampette zampette! Sara

    • Franz ha detto:

      Auguri cari alla Regina Sara, alla Principessa Sissi e a tutta la tua tua gioiosa Arca di Noé, anzi di Noà.
      E, visto che siamo in vena di giochi di parole, Heureux Noël!

  9. milvia ha detto:

    Bello, il tuo “pensierino.”.. Mi viene in mente quando a scuola ci facevano scrivere i pensierini… Non so se anche a te, alle elementari, davano quel compito. Ma sono certa che, se così è stato, tu ne avrai scritti, già da allora, di molto belli.
    Buon Natale, Franz!

    • Franz ha detto:

      Veramente il riferimento era di pochissimi anni successivo all’epoca dei miei primi pensierini scolastici. Alludevo, ma non ti sarà sfuggito, all’Intermezzo, quella specie di Carosello di serie B che andava in onda sul ‘secondo canale’, come si diceva allora, qualche minuto prima delle nove e un quarto di sera.
      Gli inserti pubblicitari erano molto più brevi, e inoltre, a differenza di Carosello, c’era una parte di disegni animati propria del programma, che cambiava ogni volta; e, alla fine, l’immancabile ‘Pensierino della sera’.

      Vabbè, dopo questa riminiscenza archeologica, ritorno al presente, e ricambio di cuore i tuoi auguri.

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