Verso l’equinozio

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Marzo, un sabato sera in periodo di fiera internazionale, il Cosmoprof; in poche ore si può fare un incasso superiore alla media giornaliera.
Ma è pur sempre un sabato sera, e per le strade sono liberi di procedere i tipi al volante col cappello, a passo da funerale incerto, e, quel che è peggio, i giovani galletti a bordo della potente auto di papà, a pieno carico di amiche e amici e alcool e spavalderia.
Procedevo veloce sulla preferenziale di via Saragozza verso la Porta, con una coppia un po’ anziana da portare a casa. Me la son vista davanti, tagliarmi la strada con un imprevedibile guizzo felino per imboccare una laterale alla mia destra. Questa volta non evito il quasi-frontale, mi son detto irrigidendo il piede sul freno, mentre l’ABS ottimizzava la frenata e un istinto di salvezza mi faceva girare il volante violentemente verso destra per evitare l’improvviso ostacolo. Salvi, noi, loro, le due vetture: ringraziare l’ABS, di entrambi, senza il quale la frittata sarebbe stata inevitabile. E, dopo una breve liberatoria suonata del clacson, ripartire sussurrando appena, quasi un’Ave Maria, un ‘vaffanculo’ la cui ben evidente articolazione labiale spero sia stata avvistata dall’equipaggio pirata.
“E’ sempre di quella, di sabato” commento per cercare di controllare lo stato d’animo dei miei anziani ospiti. L’uomo, seduto dietro a destra, non trova risposta migliore che allacciarsi la cintura di sicurezza.

Allenamento podistico nel pomeriggio di domenica. Il sole splende indisturbato ma all’inizio qualche folata fresca mi fa un po’ intirizzire: ho ancora il fisico in uno stato di risveglio da una lunga dormita, molto profonda nelle sue ultime fasi. Poi l’aria fredda cala, o io mi adatto, al punto da decidere di togliermi la maglia e procedere a petto nudo, che il sole sulla pelle, oltre a far piacere, sviluppa la Vitamina D.
Prove generali di una primavera desiderata come un bel sogno, e tuttavia avverto, pascolianamente, che non c’è ancora ‘qualcosa di nuovo oggi nel sole‘, e che ancora non ‘sono, intorno, nate le viole‘. Procedo regolare, qualche incontro di gente sfaccendata, poche auto nei tratti di strada provinciale; mi sento ancora un po’ legato, non mi sembra di andare al massimo. Ma quando rientro in casa, dove accanto alla porta ho lasciato il telefonino nella funzione ‘cronometro’, la sorpresa: sono riuscito a stare sotto l’ora e dieci, ai livelli migliori degli ultimi mesi. Una gran bella soddisfazione, anche perché è un buon segnale circa il cammino salutistico intrapreso da molto tempo, non senza sacrifici.

Una buona dieta vegana non può prescindere né dalla continua informazione sulle proprietà dei singoli alimenti, né dal continuo verificare le propensioni o le intolleranze del proprio apparato digerente verso tipologie di cibi. E’ un lavoro di affinamento che può essere anche lungo.
Da parte mia, successi indiscutibili in campo immunologico: ho ormai dimenticato la compagnia, che era frequente e dolorosa, di raffreddori e sinusiti; e dell’influenza nemmeno l’ombra. Mentre per quanto riguarda l’assimilazione intestinale, sto da tempo cercando di correggere il tiro, per l’evidente surplus, indesiderato e fastidioso, di fibra. Ho chiesto alleanza a piccole ma sistematiche quantità di riso bollito, e ho interrotto drasticamente biscotti e pane sedicenti integrali, cioé con crusca aggiunta, anche per aver letto quanto siano dannosi (vedi qui).  Un piccolo sacrificio rinunciare ai più volte citati frollini della Coop, ma ho già trovato validi sostituti.
Intanto, informandomi, mi sono reso conto di quanti veleni vengano propinati ai consumatori non solo di carne, ma anche di uova, latte, latticini e formaggi, prodotti che scontano un’esasperazione industriale nemica della vita, sia degli animali che degli uomini. Ma ho sfatato anche altri paradigmi correnti, come il bisogno delle cosiddette ‘proteine nobili’ in grandi quantità. Basta un normale assortimento di cereali, di legumi (ma senza esagerare), frutta secca, semi oleosi (sesamo, zucca, girasole), oltre ai tipici ‘tofu’ derivato dalla soia, e ‘seitan’, dal glutine di grano o di farro, e l’apporto è più che sufficiente anche a fare attività sportiva, …e a migliorarne le prestazioni. E per la Vitamina B-12, unico vero tallone d’Achille dei vegani, ho trovato un prodotto integratore: una compressa alla settimana, nel flacone ce ne sono cento.
Non sto a decantare questa volta la gioia e il piacere dei sapori che possono offrire piatti di origine vegetale e biologica; voglio invece sottolineare un cambio di prospettiva fondamentale. La reazione di molti, nei confronti di chi intraprende questo tipo d’alimentazione, è di premurosa preoccupazione: ma non ti mancheranno fonti importanti di nutrimento? L’esperienza mi ha fatto rivoltare completamente il punto di vista: è il modello alimentare corrente quello pericoloso, quello da evitare per il proprio bene.

La sentenza della Cassazione nel processo a Marcello Dell’Utri segna un altro passo dell’allontanamento della civiltà dal nostro Paese. Sulle prime ho accolto la notizia (prevedibile dopo che lo stesso Procuratore Generale Francesco Iacoviello aveva chiesto l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello) con il rispetto che mi sembrava doveroso verso la più alta corte nazionale. Poi, la lettura di molti commentatori, degni di ascolto, mi ha fatto capire che si tratta di un nuovo gravissimo schiaffo alla giustizia.
La Giustizia usa lo stesso peso e la stessa misura sia quando prescrive Berlusconi dal processo Mills che quando incarcera per settimane, senza alcun processo, una madre di famiglia con tre figli incensurata che si è opposta alla Tav. La Giustizia è dalla parte della Ragion di Stato.” Sono le parole di zio Beppe Grillo, ma anche molte altre personalità meno sanguigne e ugualmente integre hanno lanciato un significativo grido d’allarme.

Sabato 31 marzo conto fermamente di partecipare all’occupazione di Piazza Affari , a Milano, indetta dai vari movimenti che si ritrovano nello slogan ‘No-debito’.
Bisogna opporsi, mobilitandosi nei momenti importanti, alla deriva dittatoriale in cui siamo precipitati, purtroppo finora con il beneplacito della maggioranza della nostra popolazione, disinformata e restia ad avvertire l’inedito dramma che stiamo vivendo.
Dopo l’incoraggiante risposta di Piazza San Giovanni, venerdì scorso, a Maurizio Landini e alla FIOM, sarà interessante vedere quanto seguito sono in grado di raccogliere, anche grazie a un’attività che non si è fermata in questi mesi, i movimenti indignati promotori della giornata milanese.
Anche a rischio, ma spero francamente di sbagliarmi, che ci sia una reazione a suon di manganelli e gas lacrimogeni da parte di uno Stato che, come nel caso esemplare della Val di Susa, cerca di soffocare brutalmente le voci di dissenso che possano intralciare le sue politiche di sistematica spoliazione del territorio, quello geografico, quello culturale, quello politico, quello umano.
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Immagine da: http://cantacolcuore.blogspot.com/

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12 risposte a Verso l’equinozio

  1. Riri52 ha detto:

    Avendo la fortuna di possedere un giardino mi circondo di fiori, siepi e alberi ( il giardino è piccolo, la vegetazione sovrasta) e specialmente il primavera, maggio in genere godo di fioriture molto piacevoli, clematidi, gigli ecc. Poi il verde degli alberi copre tutto e crescono solo le foglie. Mi manca l’orto, che ho provato a fare ma viene distrutto o dai gatti o dal poco sole. Data la situazione politica del momento penso che il giardinaggio e la cura di sé siano le azioni migliori per mantenere l’equilibrio indispensabile ad affrontare il futuro. Come il regime alimentare, che al momento ho tradito per il consolatorio cioccolato fondente all’arancia. Ciao Riri52

    • Franz ha detto:

      Giardini, fioriture, rigoglio di foglie verdi nella stagione calda, l’osservazione del misterioso mondo dei gatti. E cedere alla tentazione del cioccolato fondente all’arancia.
      Potrebbe essere un’ottima scuola di psicoterapia, se non addirittura una terapia ai mali della società.

      Buone giornate di sole, ciao!

  2. Carlo ha detto:

    Per fortuna non sono uno di quelli che soffre di stress e stanchezza nella bella stagione. Anzi, le ore di luce che aumentano, i pomeriggi inondati di sole e le temperature più miti mi riempiono di allegria e mi ridanno vigore, allontanando un po’ il torpore ed il malumore dovuto (anche) all’inverno!
    Così, tralasciando volutamente i fattacci di casa nostra, che tratto già sul mio blog e che mi avvelenano più di quanto non dovrebbero, continuo questa risposta sul tono primaverile, aggiungendo anche qualche particolare che, sicuramente, troverai ‘privato’ 😀
    devi infatti sapere che ho un’autentica passione per il giardinaggio anche se purtroppo ho la ‘sventura’ di vivere al quinto piano. Così devo sfogarmi sui vasi che il mio balconcino riesce a malapena a contenere, ma in Primavera è sempre e comunque una gran festa. Vedere le prime pianticine sbucare timidamente dal terreno, i crisantemi (eh… si, è uno dei miei fiori preferiti) riacquistare il proprio verde smeraldo e le due rose riempirsi di gemme -purtroppo si litiga con la cocciniglia cotonosa, ma forse riusciamo a sfrattarla con intensi bagni di acqua saponata!- mi euforizza un sacco. Quest’anno, poi, ho deciso di riempirmi di fiori partendo proprio dalla semina -troppo facile acquistare in negozio piantine già belle che cresciute! Voglio esser presente ad ogni fase della crescita ed esserne l’artefice- ho provato con lupini, nasturzi, convolvoli (seccati tutti nell’inverno assai rigido, comunque prima di allora non li avevo mai seminati, sempre rubacchiati… ehr, riprodotti per talea prendendoli dai bordi delle campagne, dato che è una pianta altamente infestante e camminatrice), piselli odorosi e un pochino d’agerato blu, quindi mi aspetto una primavera particolarmente colorata e sorridente…
    E quando leggo di Dell’Utri, di Monti e di Marchionne, butto un occhio sul balcone: i colori della natura, le belle giornate, la possibilità di passare più tempo fuori casa mi aiutano immediatamente a sbarazzarmi di tutte le tossine… 😉

    • Franz ha detto:

      Mi fa molto piacere che qui da me abbandoni i tuoi consueti panni del censore politico (peraltro vestiti sempre con grande stile), e, proprio come sul tuo balcone, ti rilassi un po’ con argomenti più soavi.
      A dir la verità in molti ormai sostengono che anche giardini e orti possano essere strumenti politici straordinariamente efficaci.
      Da parte mia, non ho né esperienza né locali adatti: il mio appartamento è luminoso e quasi in campagna, ma non ha nemmeno un balcone. Spero comunque che prima o poi nella mia vita ci sia un po’ di spazio anche per l’orticultura, che in fondo è il normale complemento di una dieta vegetariana.

      Ti auguro ottime fioriture, e non solo delle piantine!

      • Carlo ha detto:

        Questo tuo angolino è così tranquillo e rilassato che rappresenta un po’ quelle chiacchierate tra amici di vecchia data.
        E’ un po’ come quando, dopo una lunga giornata di lavoro, torni in casa, ti levi le scarpe e ti riposi in ciabatte, davanti ad un té. 🙂

      • Franz ha detto:

        Un’immagine confortevole, al riparo delle intemperie.
        Tanto più se i convitati (e anche il padrone di casa) portano, intorno a quel tavolino da tè, le loro esperienze di vita vissuta.

  3. mirella ha detto:

    Io invece le ho viste le viole! Erano già fiorite un paio di giorni fa nei prati del Fossolo. Ho notato che negli ultimi anni, questi fiorellini, timidi e nascosti e rari nella mia infanzia, appaiono a profusione in ogni dove. Ma non hanno più il profumo di violetta, anzi tendono a mandare un odore leggero, ma decisamente sgradevole. Sospetto ci sia lo zampino dell’inquinamento.
    Occhio, il 31 marzo a Milano!

    • Franz ha detto:

      Ogni fenomeno, anche gioioso, ma che appaia falsato da squilibri operati dall’uomo, lascia un retrogusto di inquietudine.
      Così è stato per la prima metà straordinariamente mite dello scorso inverno, così sarà per una primavera che annunciano molto serena e calda, e così per quelle tue violette così diffuse e maleodoranti.
      Come sicuramente ricorderai, tuttavia, il verbo utilizzato da Giovanni Pascoli, è “sento che sono intorno nate le viole”; è a questa (mancata) sensazione che alludevo.

      Per la gita a Milano, cercherò di non espormi troppo; spero comunque che questa volta si possa rivelare una pagina importante a riprendere fiducia nel cambiamento.

      Ciao! 🙂

  4. Luca ha detto:

    Mi affascina l’idea del pianeta azzurro, che visto dalla Luna sembrerebbe il migliore dei mondi possibili e visto da dentro non è all’altezza delle apparenze, che di qui a pochi giorni si allineerà disciplinato e perfettamente perpendicolare alle radiazioni termico-energetiche della sua stella di riferimento per poi ricominciare a contorcersi e ripiegarsi su se stesso.

    Mentre mi provoca una feroce nostalgia la liberatoria ondata di speranze e sogni che ha percorso la primavera 2011.

    Forse per un elementare fatto di equilibri endocrini (molto legati ai ritmi stagionali che la nostra parte sanamente animalesca registra ancora fedelmente) la primavera è da sempre stagione di piccoli grandi miracoli che però raramente resistono intatti ai primi rigori autunnali (e talora neppure alle afe estive, se è per questo).

    A tenere in equilibrio le esigenze dell’uomo moderno la cui vita è nella fretta e la cui strada si è ristretta non sempre basta andare fuori a cena e prendere un gelato all’amarena. C’è da fare un delicato lavoro di integrazione somato-psichica. E forse bilanciare il distacco critico e la giusta indignazione (che a volte sconfina in una furia omicida leggermente sconveniente) verso una casta che si traveste e si maschera ma sempre casta resta.

    • Franz ha detto:

      La casta si traveste ma in realtà tanto casta non riesce mai ad apparire, ad occhi appena appena attenti.
      Sulla primavera e dintorni non aggiungo altri spunti ai tanti che, soprattutto nel tuo blog, hai già fornito tu.
      Anche perché l’esperienza insegna che la sua esplosione vera, di fiori, colori, tepori, farà parlare ancora di sè nella blogosfera, ambito virtuale dove l’allineamento perfetto fra i corpi celesti può durare a piacere. E non solo un giorno, una sola casella, come il ‘passare dal Via’ nel Monopoli.

      A Bientôt.

  5. Loretta ha detto:

    Buongiorno, ho cercato di seguirti attraverso lo slalom dei tuoi pensieri scritti.
    Non sono una sportiva , però devo dire che la mia mente
    è passata abbastanza agevolmente da un argomento all’altro.
    Mi soffermo ed ammiro la tua fermezza nella scelta alimentare e non solo.
    Cosa ha fatto esplodere la tua determinazione? E’ questo il tuo carattere?
    Perseguire senza indugi l’obiettivo che ritieni giusto?
    Sono troppo indiscreta? scusami.
    Serena settimana.

    • Franz ha detto:

      Beh, complimenti per la tua discesa in slalom, riuscita anche attraverso passaggi che so che non ami.
      Quanto alla determinazione, penso di sì, che sia una componente del mio carattere, che ha conosciuto un ottimo allenamento nei lunghi anni di vita in apnea, passati nell’attività precedente a quella di tassista, sopportati sempre con l’obiettivo di un cambiamento di vita radicale, che poi si è avverato.
      Per quanto riguarda l’alimentazione, invece, il processo di cambiamento è stato graduale e non strettamente progettato, e ha trovato buone ragioni e entusiasmo durante il cammino stesso.
      Grazie per la tua belle parole di stima, cara Loretta, e di delicato interessamento nei miei confronti.
      …E una serena e coloratissima settimana a te.

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