Quasi in presa diretta

Carosio

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Mi pesa vedere i giorni passare senza la voglia di pubblicare un nuovo scritto, e senza neanche sentirne maturare interiormente i temi conduttori, che è la premessa necessaria a ottenere un soddisfacente livello di intensità, e dunque di interesse.
Mi pesa, sì, come il venir meno a un dialogo, fatto di fiducia reciproca, con il gruppo di amici che mi leggono più o meno regolarmente, e con quelli che regolarmente contribuiscono al dibattito tramite i commenti.
E così, in questa domenica sera di libertà dal lavoro, e di ritrovata quiete domestica dopo un giorno in compagnia di vecchi amici che mi sono venuti a trovare, qui nel silenzio di questa stanza, rotto solo dal ronzio della ventola del computer, cerco di convogliare in un insieme ordinato di frasi i miei pensieri, quasi in presa diretta, comunque allo stato di maturazione espressiva in cui si trovano.

Vi assicuro non cerco alibi, e nemmeno scuse non richieste, sarebbe davvero stupido, e se dunque comincio a parlare delle difficoltà di questo mese di marzo che, a sorpresa, me ne ha regalate in serie, lo faccio solo per il conforto di tornare sui toni del diario.
Dopo un inverno pesante per il sovraccarico di lavoro, la sospirata primavera non è arrivata; al suo posto un’interminabile sequela di piogge, instabilità, giornate fredde, che le previsioni annunciano protrarsi ancora per settimane; anzi, peggio, prima vaticinano a medio termine (un paio di settimane) un campo di alta pressione stabile, che alimenta i sogni più straordinari, poi, come la ministra Fornero con le pensioni, spostano sempre più avanti tale previsione. Il morale non ne gode.
E l’inattaccabile salute, campo che rappresenta una recente conquista da sbandierare con orgoglio, conosce degli inattesi cedimenti: dapprima una forma influenzale con mal di gola e tosse che dura quasi una settimana, poi, pochi giorni fa, una bruttissima colica, certamente aiutata da alcune mie corbellerie (leggi: ceci bolliti mal conservati).
E intanto, in maniera simmetrica con quanto avvenne all’altro capo di questo lungo periodo, cioè lo scorso settembre, i cedimenti di salute della mia compagna di lavoro, la Cavallona, e gli interventi a ripetizione, non risolutivi, dell’unica officina Volkswagen della città abilitata ai motori a metano. Di punto in bianco, senza preavviso, vedo la lancetta della benzina calare e quella del gas restare ferma, e poi, a coronamento di tutto ciò, accendersi una spia gialla già ben nota dall’epoca di quegli altri acciacchi all’alimentazione.
E riprende l’odissea della transumanza, sia in orari pomeridiani come nel pieno della notte, fra casa e officina, lunghi spostamenti in autobus e a piedi, e ore di tempo libero, e soldi, immolati al nulla.
Dopo l’ultima ricomparsa degli stessi sintomi ho deciso che darò battaglia, e scriverò una lettera di reclamo, raccontando anche gli arretrati di settembre, compreso quando chiesi di parlare col capo-officina e dopo venti minuti l’impiegata mi disse che avevano sistemato la vettura, e non mi fu concesso l’onore di conoscere l’autorità in questione.

In notevole controtendenza, su questo ripetersi di una piccola privata stupida infelice odissea, l’improvviso e stabile incremento dell’attività lavorativa, straordinario rispetto alla bonaccia da crisi di gennaio e febbraio. Una corsa dietro l’altra, e incassi giornalieri eccezionali a parità di impegno, tempo ed energie. Certo, è il mese di importanti fiere, ma l’impressione di sognare stenta a lasciarmi.

Ricevere degli amici, anche se qui in casa si passerà con loro poco tempo, significa affrontare quel genere di pulizie che, in mancanza per scelta di una collaboratrice domestica, tende a rimandare sempre un single che, seppure abbastanza ordinato, deve rendere conto solo a sè stesso.
Togliere quelle piccole ragnatele che si diffondono lassù in tutti gli angoli; togliere la polvere che si intrufola su mobili, sedie e porte come una nemica instancabile; liquido anticalcare, paglietta metallica e olio di gomito per ridonare al water un aspetto luminoso e igienico, lo stesso dicasi per il lavello della cucina; lustrare la grande specchiera del bagno senza lasciare aloni; passata generale di aspirapolvere, e poi di straccio bagnato con qualche goccia di detergente dove non c’è il parquet.
In fondo, alla fine, è proprio un bene che qualcuno venga a trovarmi, ma la vigilia, soprattutto dopo un giorno sdraiato in stile Marco Pannella, cioè senza mangiare e senza bere, si presenta come un ostacolo piuttosto impegnativo.

E poi, sullo sfondo e non solo, l’evolversi della situazione politica, che continuo a seguire come preso da qualcosa che sta fra una lunga insolita passione e una lunga insolita febbre.
Il martellare quotidiano, sulla sfera della conoscenza e della coscienza critica, di piccoli eventi e decine di opinioni molto varie al proposito, di cui non mi stanco di alimentarmi, fin quasi a farmi male.
Come chi, dopo lungo fidanzamento, ha sposato una causa, e ora freme per i destini della sua consorte, che vede quanto meno sospesi, in bilico, su una lama di rasoio ogni giorno più sottile e pericolosa.
E cerca, e crede di capirli, quei destini, quelle linee di condotta, e nello stesso tempo non può soffocare la voce interiore che desidererebbe esiti differenti, e ancora di più quella di critica nei confronti delle esasperazioni propagandistiche, e di tifo da stadio, che tende troppo spesso ad assumere, da qualsiasi parte, il dibattito accesosi dopo la storica tornata elettorale.
E sarebbe da tifoso, a mia volta, non ammetterlo: il desiderio che il Movimento Cinque Stelle sfruttasse la sua enorme rendita di posizione per costringere Pierluigi Bersani a fare poche ma ben chiare cose per il bene della nazione, anzichè restare fuori dalla mischia fino ad assecondare i peggio inciuci, oppure un nuovo clima elettorale di cui mi nausea solo l’idea, è un dato che non posso nascondere.
Poi rifletto, e questo silenzio e questo ronzio della ventola del computer mi aiutano a farlo. Non ho sposato proprio nessuno, e non devo assecondare eccessi di senso di responsabilità: anche ammettendo che i tifosi della squadra avversaria non vedessero l’ora di dimostrarmi la fragilità delle mie posizioni precedenti, e di dirmi visto che era tutto sbagliato, mi posso e mi devo chiamar fuori da questo stupido gioco al massacro, e, senza rinnegare proprio niente, riprendere a osservare l’evolversi della realtà, e il formarsi delle mie come delle altrui opinioni, solo come un gioco appassionante, che, nel bene e nel male, ha solo qualche ricaduta (non esattamente marginale…) sulla vita del nostro Paese.
Non solo, ma non devo neanche permettere a niente e nessuno di soffocare la virtù della speranza, che ha qualcosa di fortemente legato all’interpretazione razionale dei fatti, eppure nello stesso tempo qualcosa di aereo, intangibile, irrazionalmente creativo, e a maggior ragione prezioso.

Siamo uno strano impasto di coscienza e sogno, e guai a chi calpesterà una sola delle due parti.
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Immagine da: http://www.inabruzzo.com/?p=144291

Informazioni su Franz

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32 risposte a Quasi in presa diretta

  1. Carlo ha detto:

    Buona Pasqua, Franz
    Il consiglio dei saggi e’ la morte di tutte le nostre speranze, ma dagli torto a Napolitano: i tre attori non si sono voluti mettere d’accordo, delegandogli ogni decisione, dunque alla fine e’ anche giusto che le risolva come vuole lui.

  2. Riri52 ha detto:

    O.T. Buona Pasqua! Ciao Riri52

  3. Carlo ha detto:

    Caro Franz,
    io approvo Scanzi perché, indipendentemente da quel che pensa, mi pare che dimostri la lungimiranza necessaria che lo porta a preferire (ancorché cautamente, con tutta una lunga serie di distinguo, di ‘ma’, di ‘se’ e di ‘però’), una tregua armata con i vituperati piddini, al nulla cosmico, tantopiù dato che la crisi incalza, i creditori tornano a starci col fiato sul collo e lo spread ci è già alla cintola.
    Poi il giornalista de Il Fatto potrà anche partire da premesse molto diverse dalle mie (ma sei così sicuro che io non rimproveri le medesime cose al PD? Non mi pare di aver mai detto, peraltro, che l’ho votato), e per quel che mi riguarda potrebbe anche essere molto più duro nei suoi affilatissimi giudizi, ma sul piano fattuale alla fine mi viene incontro dimostrando di tenere alle sorti del Paese e spronando Grillo affinché faccia qualcosa (troppo tardi, comunque).
    Per questo trovo la sua posizione più moderata di quella di tanti grillini ‘duri e puri’ che ancora oggi si incaponiscono nel volere che si rivoti subito, dimostrandosi sordi alle reali esigenze della nazione ed incuranti dello stato in cui ci troviamo.
    E, come dicevo qualche commento fa, vedevo anche di buon occhio (e lo dico senza alcuna malizia, non leggerla dunque come una nuova ‘filippica’) un’alleanza tra PD e M5S proprio perché laddove il primo ha bisogno di essere svecchiato ed incoraggiato, l’altro ha bisogno di essere smussato e smitizzato.
    Insomma, sinceramente non capisco perché ti stupisci del mio ragionamento, mi pare esattamente speculare a quello di Scanzi. Facci caso: lui dice pesta e corna del PD, ma spera che si faccia un governo assieme. Io dico pesta e corda di Beppe Grillo (M5S mi andrebbe anche bene, non ci fosse Grillo a renderlo un partito basato sul carisma del suo leader sulla falsariga del PdL e succubo delle sue paturnie), oltretutto condivido molte delle critiche che Scanzi muove verso il PD e, come conclusione, vedrei bene un’alleanza di emergenza.

    • Franz ha detto:

      Anch’io come te auspicherei una soluzione condivisa fra Centro-sinistra e Cinque Stelle, su personalità di alto profilo non colluse con i partiti, mentre considererei molto negativo un ricorso a nuove elezioni troppo ravvicinato. Quest’ultima ipotesi, che come te vedo con disappunto appoggiata dalla parte più fanatica e irragionevole dei grillini, peraltro non mi è mai sembrata davvero una minaccia all’ordine del giorno, visto che in pratica è caldeggiata solo, e in maniera relativa, dal nostro mostruoso amico di Arcore.
      Quanto a te, non so come hai votato, e non mi interessa chiedertelo, ma ricordo che appoggiasti la scelta del centro-sinistra di appoggiare il truculento governo Monti, e, più in generale, non leggo da parte tua nei confronti di quella colazione, se non la radicale presa di distanze di Beppe Grillo, nemmeno gli stessi netti toni critici di Andrea Scanzi.
      Tutto qua, poi, se sbaglio, mi corigerai.

      • Carlo ha detto:

        Non mi piace rifare la storia con i ‘se’ e con i ‘ma’, quindi mi limiterò a dire che è vero, ho appoggiato simbolicamente Monti ma, se ricordi, soltanto nella misura in cui serviva a togliere di mezzo Berlusconi.
        All’epoca il PD non era nelle condizioni di andare alle urne (dovevano ancora indire le primarie perché là dentro nessuno voleva Bersani, che ha dovuto conquistarsi la permanenza nella segreteria col consenso popolare), c’era l’odioso Renzi che minacciava l’esistenza stessa del partito e che per un buon periodo sembrava prondo a fondarne un altro (quel ‘big bang’ che poi s’è risolto in un peto) e Grillo era ben lontano dalla possibilità di ottenere i risultati attuali. Per non parlare poi dell’economia, che non so come ci avrebbe ridotto a seguito di una tornata elettorale non risolutiva, che certo avrebbe premiato il PD, ma sarebbe stato comunque un PD fragile come il cristallo.
        Ex ante, se ricordi, feci tutti questi ragionamenti.
        Ex post potrei dire che la Spagna ha votato comunque, in barba allo spread, anche se a leggere l’Internazionale le è servito per buttarsi tra le braccia di un partito di destra che sta annegando in scandali e ruberie… ex post potrei dire che il governo dei tecnici è stata una dolorosa panacea dalla forza di un’aspirina, utile solo a tranquillizzare gli animi dei nostri creditori e a farci guadagnare tempo. Ex post potrei dire che quel tempo il PD l’ha sprecato, il PDL l’ha capitalizzato, Grillo l’ha usato addirittura per far miracoli, diventando troppo presto qualcosa di troppo grosso (con tutti i problemi che ne conseguono e che sono sotto gli occhi di tutti, non ultimo non aver espresso al Colle un nome, come oggi gli rimprovera lo stesso Travaglio… ).
        A Grillo chiedevo infatti di tirar fuori dal PD il meglio che potesse esprimere, non esortarlo a darci il peggio con alleanze con Berlusconi che comunque lo tentantano e che Bersani è stato l’unico a voler frenare.
        Anch’io rimprovero al PD, e lo faccio da sempre, di non aver fatto una norma sul conflitto di interessi, di non aver eliminato le leggi vergogna, di aver creduto Berlusconi morto anzitempo, di essere corresponsabile della lunga vita politica di Sua Emittenza (da qualunque altra parte del mondo sarebbe bastata un’opposizione più credibile per non vederlo tornare cinque volte), ma questo non è un buon motivo per mandare tutto in vacca se la situazione ed il buon senso mi suggerirebbero di farci assieme un governo.

        Ciò detto, non mi pento dunque della mia scelta di appoggiare Monti, perché contestualizzata in quel preciso momento storico mi pare ancora oggi quella più sensata che potessimo fare. Poi, certo, se avessi avuto la sfera di cristallo… mi sarei giocato i numeri dell’enalotto ed oggi avrei anch’io la mia bella villa a Malindi e sarei vicino di casa di Briatore e di… Grillo! 😉

        P.S.: Ho votato Sel, non solo perché ho stima di Vendola, ma perché temevo che il Professore, che fino a ieri godeva di un consenso altissimo, prendesse di più. Quindi, avevo il serio terrore che il PD lo corteggiasse per fare un cripto-Monti-bis, da lì la mia decisione di dare più forza all’ala estrema della coalizione, sperando che puntasse i piedi.

        P.P.S.: La tua frase finale mi ha fatto venire in mente che Gaber diceva che Giovanni Paolo II era il Berlusconi della Chiesa… Chissà se si può già dire che Francesco sia il Grillo della Chiesa, almeno a parole (entrambi a fatti stanno ancora a 0)…

        • Carlo ha detto:

          chiedo venia… ho scritto di getto e rileggendo mi son reso conto della mostruosità grammaticale: volevo scrivere ‘suggerissero’ 😉

        • Franz ha detto:

          Propongo una tregua Pasquale alla nostra tenzone, che fra l’altro ha monopolizzato il dibattito su un post che parlava soprattutto d’altro. Ma poco male, in questo periodo la passione politica prende giustamente il sopravvento.
          Rinuncio a esprimermi sulla scelta dei ‘saggi’ dell’ineffabile Presidente, perché è Pasqua e non voglio bestemmiare. Fortuna vuole che il suo atroce settennato stia per finire.
          Certo, a proposito di se e di ma, da una parte il relativo acquietarsi della crisi di governo dà sollievo, dall’altra penso che resterà a lungo il tarlo del dubbio se l’intransigenza di Grillo verso Bersani (ampiamente motivata nei confronti di chi ha fatto tutta la campagna elettorale corteggiando Mario Monti) sia stata o meno positiva. Penso che un giudizio valido potremo darlo solo molto più avanti nel tempo.
          Intanto, buona Pasqua!

  4. Carlo ha detto:

    Ci sono tantissime sfumature di grigio, giusto per citare un best seller. E non è detto che siano tutte brutte.
    Mi chiedo sinceramente senza vena polemica come faccia uno che simpatizza per Grillo (e che dunque non si ferma, giustamente, alla prima, negativerrima, impressione) a diffidare così di Bersani, per una questione ‘epidermica’.

    • Franz ha detto:

      La questione ‘epidermica’ serviva a fotografare con un dettaglio gli aspetti caratteriali, un po’ come fa, con le sue grandi capacità, Maurizio Crozza.
      La mia diffidenza comunque, ti posso tranquillizzare, è in primo luogo politica, essendo l’uomo corresponsabile, anche come ex-ministro, dell’attuale sfacelo della nostra Repubblica, che gli elettori di centro-sinistra tendono ad attribuire completamente e soltanto al Mostro di Arcore.

      Approfitto di questa risposta per specificare un fatto che mi sta a cuore: le impressioni politiche contenute in questo post sono, come dice il titolo, ‘quasi in presa diretta’, dunque da leggersi come sensazioni attinenti al versante intimista di questo blog.
      In realtà, il mio giudizio ragionato sulla situazione è molto affine a quanto contenuto in questo splendido articolo di Andrea Scanzi.

      Ciao!

      • Carlo ha detto:

        L’avevo letto. Ultimamente mi ritrovo insperatamente concorde con Scanzi (in compenso m’allontano sempre più dal modo elitario e snob di fare giornalismo di Travaglio).
        In linea di massima ciò che dice Scanzi ora è ciò che scrivo io sul blog da 31 giorni, ovvero da quando si è votato.
        L’unica scelta comprensibile, meno ottusa ed egoistica che aspettava ai tre grandi protagonisti del proscenio politico era quella che due (leggi Bersani – Grillo), s’alleassero.
        Oltretutto avrei ben visto una simile alleanza: del fanatismo di M5S ho reale diffidenza e timore, mentre la stima che ho per Bersani è comunque frenata dalla consapevolezza che non ha gli attributi necessari, né i numeri in seno al suo stesso partito, per fare ciò che vorrebbe davvero fare.
        Grillo avrebbe spronato il PD a comportarsi da reale forza di centrosinistra, mentre il grigiore intrinseco di Bersani avrebbe calmierato i bollenti spiriti dei pentastellati, che sembrano avere tutte le risposte in tasca tranne quella più importante: cosa vogliono fare da grandi.
        Invece Grillo mantiene la sua rotta puntata verso l’iceberg, convinto che il rischio che assume ora lo ripagherà quando si rivoterà (molto presto), e a me allora non rimane altro da fare che lanciargli contro le medesime invettive che 13 mesi fa rivolgevo ad un Berlusconi che anteponeva i propri interessi particolari a quelli generali del Paese…

      • Franz ha detto:

        Dunque, Andrea Scanzi ci dice che PD e PDL scaricano proprie colpe sul M5S in maniera illogica e interessata; ci dice poi che il M5S, se ha una colpa, è quella della coerenza. Definisce poi il Centrosinistra “incapace, correo e comicamente arrogante”, per poi aggiungere: “Se Berlusconi c’è ancora, le colpe sono delle Bicamerali, dei D’Alema, degli inciuci, dei Mastella, degli indulti, degli scudi fiscali, delle leggi vergogna (mai cancellate), dei conflitti d’interesse (non risolti). Eccetera eccetera.”
        Più sotto leggo: “E’ ovvio che i piddini lo accusino di non avere senso dello Stato (come se i Violante ce lo avessero avuto). Ed è ovvio che una Fiorella Mannoia scriva uno status Facebook (peraltro condivisibile) contro il lassismo di Grillo. Anche la Mannoia, però, non è un’elettrice piena del M5S, bensì una sostenitrice nobile – alla Camera – di Rivoluzione Civile (al punto da donare una sua canzone). Sillogismo per sillogismo, un grillino potrebbe rispondere alla Mannoia che la colpa della situazione attuale è anche sua, perché ha disperso il voto(…)”

        Infine, Scanzi dà una interpretazione tutt’altro che monolitica e arroccata del M5S, prefigurando: “Se invece il nuovo capo dello Stato (votato con maggioranza centrosinistra e M5S) darà l’incarico a un’altra persona, ne potranno parlare. E’ vero che per il Movimento non conta il nome ma il programma, ma è anche vero che il programma lo fa il nome (anzi i nomi). Un governo a tema, e a tempo, di sei mesi-un anno è l’unica strada (auspicabile: in realtà ce ne sono altre, e vedrete che batteranno quei sentieri polverosi lì). La tregua Pd-M5S si può fare solo con un governo realmente nuovo e sganciato dalle logiche consuete (i Letta e i Franceschini, di grazia, si autoimpongano il silenzio per i prossimi mesi)”

        Ecco, a questo punto vorrei dire che mi ha stupito come tu abbia utilizzato il brano, con cui ti dici d’accordo, per la tua ennesima filippica contro Beppe Grillo.
        Da parte mia penso che l’ipotesi finale di Scanzi sia l’unica auspicabile per il bene della nazione, ma, per realizzarsi (anche a detta dello stesso), bisognerebbe superare indenni quel macigno di un Presidente della Repubblica prono ai voleri della BCE.

        Un saluto.

        • Carlo ha detto:

          Grazie per avermi riportato interi passaggi, ma per quanto possa trovarmi in sintonia su Scanzi, la prima di certi giornalisti talvolta mi è più che sufficiente, specie quando iniziano a comparire nelle trasmissioni e si comportano come oracoli in quanto gli unici adatti a capire M5S… 🙂
          Ciò detto, saltando a pié pari l’enorme pistolotto che fa, conclude: “Se invece il nuovo capo dello Stato (votato con maggioranza centrosinistra e M5S) darà l’incarico a un’altra persona, ne potranno parlare. ” per proseguire con: “La tregua Pd-M5S si può fare solo con un governo realmente nuovo e sganciato dalle logiche consuete (i Letta e i Franceschini, di grazia, si autoimpongano il silenzio per i prossimi mesi): se non è possibile, si vada al voto. Ma non si dica (sempre) no a prescindere” e, il pezzo che mi piace di più: “datti una calmata, Grillo”.
          Ciò detto, mi piacerebbe sapere perché se le stesse cose le dico io “Grillo mantiene la sua rotta puntata verso l’iceberg” sono una filippica, per di più ennesima, se le cose le dice Scanzi “datti una calmata, Grillo”, sono un’illuminante e completo quadretto di come bisogna intendere le cose.
          Questo meccanismo logico, giuro, lo voglio capire.

        • Franz ha detto:

          Caro Carlo, di quell’articolo ho apprezzato l’equilibrio, e la capacità di capire e apprezzare il punto di vista del M5S senza preconcetti, in un momento in cui il dibattito è fatto per lo più da protagonisti rigidamente schierati (e probabilmente per passione ci casco anch’io, a volte).
          Mi sembra che la tua passione, nello scagliarti contro Grillo, sia almeno pari alla mia nell’appoggiarlo, e i toni veementi che usi nel tuo blog lo testimonino; qui da me sei correttamente più moderato, ma, come ti ripeto, il tuo dichiararti in sintonia con chi sposa, e in modo dettagliato, il giudizio senza mezzi termini di Beppe sul centro-sinistra mi ha veramente lasciato molto perplesso. Infine, la differenza sostanziale fra le due frasi che citi in fondo a questa tua replica, per sostenere la parzialità del mio giudizio, mi sembra più che evidente.

  5. Mirella Giordani ha detto:

    Caro Franz, noto che sei sempre più vicino al tuo famoso omonimo. Ambedue vi richiamate alla speranza. Però mi viene alla mente un vecchio motto: chi vive di speranza satolla lo spirito e affama la panza.
    Un abbraccio.
    Mirella

    • Franz ha detto:

      Da persona colta e raffinata quale sei, giustamente non hai citato un motto sulla speranza molto più famoso, volgare e stupido, di origine cinematografica.
      Probabilmente è vero che da sola, la speranza, è sterile, ma è altrettanto sterile una vita che ne sia priva o carente.
      E dunque te ne auguro a piene mani, che possa aiutarti validamente nelle difficoltà che proprio non ti stai facendo mancare.

      Un caro abbraccio.

  6. Loretta ha detto:

    Limpido Francesco, ti adotterei!
    Un abbraccio.

  7. Carlo ha detto:

    Carissimo,
    la primavera quest’anno e’ davvero insopportabile. Personalmente credo nella metereopatia, dunque partendo dall’assunto che col sole si e’ piu’ in forma, col dilungarsi della stagione delle piogge (ormai dal sapore indiano, per uno strano gioco del destino) ci sta che il ns corpo sia piu’ vulnerabile a piccoli/grandi acciacchi.
    L’importante che si fermino a robe di poco conto.
    Io comunque ho gia’ preparato il mio balcone alla ripresa primaverile e non vedo l’ora di vedere i primi fiori, che sono sempre fonte di calma interiore e di nutrimento per lo spirito.
    Venendo alla questione politica, oggi ho intravisto Bersani nella rassegna stampa e mi ha stupito ritrovarmelo visivamente smagrito e con qualche tic di troppo. E’ forse l’unico politico che mi stia simpatico, ora provo quasi una tenerezza parentale…
    Spero che la situazione si sblocchi per il meglio, che M5S tiri fuori il meglio del PD senza spingerlo a sfoderare il peggio per dare un governo a tutti i costi al Paese.
    Cio’ detto ti saluto, ti auguro in bocca al lupo per l’auto e le tante beghe che inevitabilmente si trascinano e mi scuso in anticipo per la scrittura barcollante ma sto finalmente collaudando il cellulare in Internet… se mi trovero’ bene potrei iniziare a scrivere post anche mentre sono in giro e questa sarebbe una gran cosa visto che quando l’ispirazione viene…

    • Franz ha detto:

      Il prolungarsi senza fine dell’inverno è davvero una prova piuttosto dura, comunque non possiamo che tener botta e cercare ugualmente di ottenere il meglio da questo periodo, in attesa delle fioriture di tutti i generi.
      Per quanto riguarda Bersani, comincia lui stesso a parlare di ‘eventualità miracolose’; penso che solo il suo farsi da parte potrà sbloccare un quadro che va incancrenendosi. Ma provare simpatia per lui, sia pure sapendolo in momenti di grave difficoltà, è un’ipotesi superiore alle mie forze…

      Digitazione perfetta: attendiamo dunque d’ora in poi i tuoi ‘instant posts’. 🙂

  8. Sari ha detto:

    Il M5S è stato una voce gridata al deserto della politica… è servito a far capire che siamo stufi e che il loro comportamento è immorale e inaccettabile.
    La speranza è sempre lì, nel vaso di Pandora e noi possiamo attingerne ogni volta che ci serve. Mancasse quella saremmo davvero disperati…. io almeno lo sarei. Speranza attiva comunque, mai aspettare a braccia conserte.
    Una carezza alla cavallona e un abbraccio a te, caro Franz. Ciao.

    • Franz ha detto:

      Certo, il grido di quel voto è stato forte, ma aggiungerei un fatto importante: con quei giovani, è entrata finalmente nel parlamento una voce culturalmente attenta ai temi della sostenibilità ambientale, della legalità, e della sovranità nazionale.
      Dunque i motivi di speranza sono più che mai a portata di …vaso.
      Abbraccio a te, e anche la Cavalla ringrazia (nella serata di lavoro appena finita si è rimessa a funzionare bene, e anche la spia gialla si è spenta…). Ciao!

  9. lucarinaldoni ha detto:

    All’inizio dell’autunno avevo pubblicato un post in cui rovesciavo il concetto di “meteoropatia” in quello ben più ecologico e fisiologico di “meteorofilia”, consistente nel collocarsi all’interno delle variazioni climatico-meteorologiche con l’animo perennemente sorpreso e giocondo del bambino, o dell’animale nel senso buono del termine, che vive con naturalezza l’avvicendarsi delle stagioni.

    Meno facile è accettare però condizioni climatiche proprie di una stagione diversa da quella che, guardando il lunario, dovrebbe essere già iniziata.

    E’ un po’ come rivedere il Bisunto dal Signore che strologa e sproloquia come 18 anni fa e chiedersi se c’è qualche manopola spaziotemporale per riassettare la sintonia e rassettare il quadro politico (riconoscendone magari, vedi tu, la sostanziale e anche formale ineleggibilità e impresentabilità).

    Queste due Primavere che tardano ad arrivare ci riportano alla memoria gli immortali versi del Vate Catanese Franco Battiato che, e parliamo della bellezza di 28 anni fa quando il nostro PIL pro capite era il quarto o quinto d’Europa e l’Ubriaco di Arcore era “solamente” l’amico del cuore di Bettino Craxi, non poteva che commiserare una “Povera Patria che oggi staremmo quasi per rimpiangere, versi che neppure ti linko perché farei torto alla tua solida cultura sulla canzone d’autore dubitando che tu non li conosca a memoria.

    • Franz ha detto:

      Quel verso finale è tornato prepotentemente di attualità, in tutti i suoi significati.
      Il perdurare dell’incubo arcoreo sta assumendo le tinte della fantascienza; come vorrei che davvero il Mostro venisse dichiarato a giorni ineleggibile. Ma i proclami di Bersani di mettere nel programma di governo nuovi criteri per l’eleggibilità mi sembrano il classico diversivo che prepara il terreno a un nuovo inciucio.
      Il curioso termine meteorofilia, in barba alla sua etimologia, a me continua a evocare strane malattie (…e adesso, poveretto, è filatelico! 😉 )

  10. duhangst ha detto:

    Io sono sempre stato molto perplesso da questo ostruzionismo, ora si avrebbe la possibilità di cambiare parecchie cose, ma guardo e aspetto, ho sempre una certa speranza in quei nuovi ragazzi, sperando che si ricordino che il parlament è un luogo per dialogare e non solo per arroccarsi nelle proprie posizioni.

    • Franz ha detto:

      Credo che quei giovani non verranno meno alla direttiva comune di non scendere a patti con chi si è combattuto per tutta la campagna elettorale; e anche la mia ipotesi di barattare la fiducia per la realizzazione di alcuni punti di interesse comune è un puro e cosciente viaggio di fantasia.
      L’unica possibilità di mediazione potrebbe venire, forse, da una squadra di governo composta esclusivamente da personalità non legate ai partiti.
      Indipendentemente dalla formazione del governo, però, e prima che ciò si possa realizzare, vedremo presto come si muoverà la giunta per l’eleggibilità, se cioè avrà il coraggio di sbattere fuori di scena il Mostro di Arcore.

  11. Riri52 ha detto:

    Caro Franz il tuo stato d’animo è condiviso da molti, anche da chi, come me, ha sempre avuto un occhio critico rispetto al M5S. In fondo in fondo anche io mi aspettavo altro, perché ritengo che i cambiamenti fanno sempre bene. Come dice il proverbio “si chiude una porta, si apre un portone”. Vedremo, si aspetta. In ogni caso certe parole tipo decrescita e riduzione delle spese sono entrate nel parlare quotidiano ed è già una buona cosa. La speranza non va mai perduta.
    Un saluto affettuoso Riri52

    • Franz ha detto:

      Quando ci si coinvolge molto in una vicenda si finisce per perderne la visione d’insieme.
      Le tue parole mi aiutano nell’opera, che ho tentato nel post, di prendere fiato e di ritrovarmi, e alludo naturalmente alle attuale vicende politiche, che sono così complesse.
      Una rivoluzione culturale, che è la vera e più importante posta in gioco, non si realizza da un giorno all’altro, e, qualunque piega prenda l’annosa formazione del governo, il panorama è ormai radicalmente cambiato.
      E dunque speriamo!
      Salutone affettuoso a te.

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