Alla vigilia della Rivoluzione Italiana

Roma a piazza del Popolo

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Questa volta avverto l’urgenza di scrivere, e di pubblicare, presto: i criteri di sana lentezza e cura del riposo, che contraddistinguono la mia vita attuale e alcuni dei miei ultimi scritti, non impediscono, com’è giusto, sano, naturale, autentico che sia, l’emergere di tale urgenza, nello spirito di servizio, essenziale e costitutivo, di questo blog.

Ma vengo al dunque senza altre premesse: voglio parlare della manifestazione che lunedì prossimo, 9 dicembre, si prefigge di bloccare a oltranza la nazione.
Già da diverse settimane le mie quotidiane frequentazioni di Facebook mi hanno permesso di veder diffondersi a macchia d’olio, capillarmente su tutto il territorio nazionale, l’organizzazione e la forza di rottura che sta convergendo su tale progetto, nato da un insieme di movimenti di categorie lavorative, fra cui in primo luogo gli autotrasportatori, gli agricoltori e gli artigiani. Gli autotrasportatori cominceranno il blocco già dalla notte precedente, quella fra domenica 8 e lunedì 9. Sono categorie che possono davvero paralizzare il nostro Paese, come avvenne al Sud in occasione della “rivolta dei forconi”.
E in effetti era lecito chiedersi che fine avesse fatto quel movimento. Ecco, ora sembra che, dopo molti mesi di latenza, sia riemerso con una capacità di coinvolgimento e di azione rinnovata e, il termine non è esagerato, rivoluzionaria.
I tempi evidentemente sono maturi, e lo testimoniano anche la protesta degli autoferrotranvieri che ha bloccato la città di Genova nei giorni scorsi, e quella in corso a Firenze, sempre della stessa categoria.

Una rivoluzione, e non esito a chiamare così quella che si sta preparando, non è una rivendicazione sindacale: è un’azione di rottura degli equilibri istituzionali, alimentato da rabbia ed esasperazione diffusa (per evitare l’abusato termine “popolare”).
Trattenendomi dal dare la stura al ribollire delle mie impressioni, dubbi, aspettative, ansie, speranze, diffidenze, è opportuno che dia conto degli strumenti comunicativi e delle parole chiave usate dai promotori.
Facebook è il principale canale telematico che è stato scelto: esiste un profilo principale (vedi qui) e tanti altri profili quante sono le città sedi di un proprio comitato organizzativo; in molte di queste città sono stati già fissati, per il 9 dicembre o per la tarda sera dell’8, i luoghi e gli orari di presidii e cortei.
Sul territorio, invece, vengono diffusi volantini come questo, a cui la pagina Facebook dà l’evidenza di un manifesto programmatico:

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oppure come questo:

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A dispetto della dichiarata intransigenza nei confronti di partiti o movimenti politici, con l’invito a partecipare sotto l’unica insegna del tricolore, mi è capitato tuttavia di vedere anche un manifestino con la sigla di un movimento di estrema destra, non ricordo se si trattasse di Forza Nuova.
Il segretario di quest’ultimo partito, Roberto Fiore, ha annunciato l’adesione, ma poi il comitato organizzatore ha ufficialmente preso le distanze, con questo comunicato, ribadendo la propria indipendenza.
Peraltro, uno dei movimenti promotori, la “Lega della terra”, è strettamente affine a Forza Nuova, e tale sotterranea matrice fu spesso denunciata nel dibattito pubblico in occasione della rivolta dei forconi.
Addirittura, alcune fonti come questa, citano il progetto vociferato di instaurare un governo militare provvisorio.

Cerchiamo di immaginare ora, date queste sia pur confuse premesse, gli scenari che si prospettano a partire da lunedì prossimo.
Le frange insurrezionali, di qualsiasi area politica, cercheranno probabilmente di cavalcare l’onda per aumentare il caos e instaurare un clima violento, probabilmente aiutate in questo dai servizi segreti, che sfrutteranno le violenze per permettere di soffocare la rivolta con le maniere forti, come avvenne nella guerriglia che il 15 ottobre 2011 a Roma rovinò un imponente manifestazione di protesta pacifica, azzoppando sul nascere il sorgere di un grande movimento di rinnovamento popolare.
Il nostro governo, forte dei potentati finanziari di cui è espressione, non esiterà a ripetere lo stesso copione (e comunque è ovvio attendersi che ricorra alle maniere forti a fronte di una paralisi della nazione), servendosi inoltre della propaganda di regime (La Repubblica, Corriere della Sera, tutti i Telegiornali, eccetera) per manipolare l’informazione e l’opinione pubblica.
E poi?
Sarebbe facile cedere alla tentazione di paventare davvero una svolta autoritaria, con o senza cambio della guardia nei palazzi. Ma non lo faccio, preferisco prepararmi serenamente a tenere gli occhi aperti, a non sottovalutare le forze positive non violente presenti in questo movimento rivoluzionario, e magari farlo, cioé prepararmi allo spettacolo, dopo aver riempito il frigorifero, cosa che consiglio caldamente anche a chiunque legga queste righe.
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Domenica scorsa sono stato a Genova, al terzo “V-day” di Beppe Grillo.
In un pomeriggio limpido sferzato da un vento gelido, si sono alternate sul palco le voci di diversi importanti ospiti internazionali, chiamate a formare una polifonia di idee di futuro. Una “musica” visionaria che sarà difficile dimenticare, perché è l’unica vera risposta alle terribili sfide del nostro presente.
Durante il viaggio di andata, su uno dei quattro pullman organizzati dal Movimento 5 Stelle di Bologna, in un breve scambio di battute con un vicino, mi è uscita dal cuore questa battuta, che potrebbe rivelare doti di intuizione, se non di precognizione: “Questa” ho detto, “è l’ultima occasione di un raduno di piazza gioioso.”
Un altro dei presenti su quello stesso pullman, con toni rivendicativi e molto determinati, cercava di propagandare la manifestazione del 9 dicembre; l’ha fatto anche durante il viaggio di ritorno, quando il nostro referente ha invitato ad esprimere al microfono le impressioni sulla giornata. E’ stata molto indicativa e un po’ sorprendente la mancanza di reazioni a tale sollecitazione del giovane rivoluzionario, dovuta a scarsa informazione sull’argomento.
Mi risulta tuttavia che, a titolo personale, molti militanti o simpatizzanti grillini intendono sostenere la manifestazione. Com’era giusto che fosse, il Movimento 5 Stelle ha smentito una propria partecipazione ufficiale.
Sarà interessante seguire le mosse di zio Beppe, dopo averlo visto, nelle immagini, sfilare a fianco degli autoferrotranvieri suoi concittadini genovesi in lotta.

Ho cercato, non senza fatica, di fornire con questo scritto qualche strumento utile a interpretare quanto sta per accadere, e a non farsi trovare impreparati; ho dunque evitato il più possibile di esprimere sensazioni o aspettative soggettive.
Le uniche cose che mi sento di dire in conclusione sono due, una molto piccola, cioè il piacere che mi darà vedere offuscata mediaticamente, dalla manifestazione, la probabile vittoria di Matteo Renzi alle primarie del PD di domenica prossima; l’altra, molto grande, che seguirò gli eventi con l’occhio pieno delle visioni di quel futuro disegnato sotto le Cinque Stelle di Genova, e con la speranza che la via di accesso democratica alle istituzioni del Movimento non subisca contraccolpi, ma ne esca rafforzata, a partire da lunedì.
Giorno in cui il nostro Paese, probabilmente, non sarà più lo stesso.
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L’immagine iniziale è tratta da: barzorro-orizzontiperduti.blogspot.it/2011/03/il-risorgimento-una-lezione-di-mario_31.html

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12 risposte a Alla vigilia della Rivoluzione Italiana

  1. Sari ha detto:

    Qualsiasi cosa succeda e/o succederà, non ce lo faranno sapere… faremo passaparola fra noi blogger. Grazie per il tuo impegno e Buon Natale, qualsiasi cosa voglia dire per te.
    Sari con un abbraccio.

    • Franz ha detto:

      Cara Sari, sembra già passato un millennio da questo mio ultimo post. Anche se in effetti il movimento era sottovalutato, devo ammettere che il mio allarme si è dimostrato in gran parte infondato, e questo è successo perché in realtà gli autotrasportatori, che sembrava dovessero paralizzare la nazione, non hanno aderito alla protesta, salvo esigue minoranze.

      Comunque sia, occorre tenere sempre gli occhi aperti e, come dici tu, cercare di fare girare le informazioni non filtrate dal regime.

      Grazie per gli auguri e un sereno Natale a te e a chi ti è più caro.
      Un abbraccio.

  2. trudy1970 ha detto:

    Scusa se non avevo concluso il commento, ma ho avuto problemi col pc. A questo punto mi aggancio alla tua risposta: ormai la miccia è stata innestata. La gente è stanca di subire, ma soprattutto di aspettare ed aspettare troppo prima o poi la pazienza finisce. Ed ecco nascere forze spontanee senza collocazione allo sbaraglio dalle conseguenza inaspettate, d’altronde c’era da aspettarselo prima o poi. Ora comunque vada possiamo solo attendere e sperare che questo scossone produca gli effetti di smuovere questa situazione stantia che non porta da nessuna parte anzi, peggiora di giorno in giorno. Un saluto a te e grazie delle tue risposte sempre illuminanti. A proposito c’ero ank’io domenica scorsa a Genova a sentire Beppe e tutti gli altri ke si sono succeduti sul palco. A presto.

    • Franz ha detto:

      “Ora comunque vada possiamo solo attendere e sperare”.
      Condivido certamente il tuo atteggiamento positivo: la paura e il disfattismo non possono che peggiorare ulteriormente una situazione generale sempre più drammatica e pericolosa.
      Mentre scrivo questo commento è il pomeriggio del fatidico 9 dicembre. Nel corso della notte non c’è stato sicuramente il blocco della nazione che avevo immaginato, ma solo diversi piccoli presidi in varie strade del territorio nazionale, cosicché non abbiam potuto evitare l’eco mediatica del “trionfo” di Berluschino Renzi.
      Durante questa giornata, poi, le dimensioni della protesta non sono certo a livello di una rivoluzione, anche se, dalle notizie che arrivano, mi sembra di cogliere un crescendo di importanza e coinvolgimento, e dunque potrebbe trattarsi comunque dell’inizio di un fenomeno destinato a cambiare le sorti del Paese.

      Continuiamo ad osservare con attenzione e serenità, e, finora, con il sollievo di non aver dovuto assistere a espisodi violenti.

      Ciao!

  3. trudy1970 ha detto:

    …e sono proprio loro ke metteranno in ginokkio il paese come dici tu finalmente verrá ribaltato ci sarà la rivoluzione finalmente! Con i forconi o senza. Aspetto l’evento e non ho paura. Certo ke se fai la serrata tu od io nessuno se ne accorge tu perkè se non ci sei col taxi o vanno da un’altro collega idem per me o vengono un’altro giorno o vanno in un altro ufficio. Invece lo sciopero bianco per ki deve portare le derrate alimentari, su gomma o su rotaie, e gli scaffali dei supermercati si…

    • Franz ha detto:

      Cara Trudy,
      anche se il tuo commento è in due parti e sembra incompiuto, mi sembra che non lasci dubbi sulla tua adesione incondizionata all’ormai incipente “rivoluzione”.
      Da parte mia la quantità di dubbi sui punti oscuri e critici di un progetto così radicale è quanto meno pari alla soddisfazione di vedere alcuni strati di popolazione reagire e sollevarsi dal clima di depressione e rassegnazione che da troppo tempo sembra farla da padrone qui da noi.
      La lunga trasmissione web-tv che ho linkato in un commento precedente mi ha aiutato a focalizzare e concettualizzare ancor meglio le criticità, che peraltro mi erano già chiare: la radicalità dell’azione distruttiva, la mancanza di un progetto politico di ricostruzione (con il sospetto che davvero ci sia chi punta alla spaventosa ipotesi un governo provvisorio militare!), la prevedibile reazione difensiva del governo, che non possiamo certo aspettarci vada per il sottile, e men che meno pensi lontanamente di prenderla persa: sono tutti elementi che non possono lasciare tranquilli.
      Ma, come ho scritto, lo sforzo di mantenersi sereni non può che aiutare a scorgere, individuare e agevolare le soluzioni migliori, con la speranza che davvero alla fine il quadro generale dell’amministrazione politica sia più umano e incoraggiante dell’attuale.

      Grazie per l’ennesimo attestato di fedeltà, ciao!

  4. trudy1970 ha detto:

    Caro Franz è da un tot ke seguo sui social network questo movimento a-politico chiamato “I forconi”. E la serrata è cominciata già ieri sera almeno in sicilia ed andrá avanti fino al 12 dicembre cosí dice un articolo uscito stamattina sul sole24ore dal titolo: I forconi pronti a nuovi blokki in sicilia è psicosi benzina. E cosí si sono formate code kilometrike ai distributori di benzina. Ecco Franz proprio da questo movimento formato dagli stratl più poveri disoccupati studenti ke non trovano lavoro camionisti autisti….e tutta quella gente ke non sente ne tutelata ne difesa da nessuno…

  5. Franz ha detto:

    Per saperne di più:

  6. Mirella Giordani ha detto:

    Sei riuscito a spaventarmi (ma può andare peggio di come va?), perché so quanto sei preparato e serio nelle tue argomentazioni. Speriamo bene. Un salutone e un abbraccio.

    • Franz ha detto:

      Ti ringrazio del commento e dei complimenti; più che ad argomentazioni più o meno opinabili, ho dato campo a un’intuizione netta: a livello di opinione pubblica non c’è la corretta percezione di quanto si sta preparando di qui ai prossimi giorni, per non dire alle prossime ore.
      E d’altra parte il termine “rivoluzione”, utilizzato senza mezzi termini dai promotori, sia pur bilanciato dai continui appelli alla non violenza, non lascia adito a dubbi. A questo si aggiunge l’impressione di adesione convinta di molte categorie di persone, in maniera individuale o associata.
      Hai ragione, l’idea di dare uno scrollone a una situazione incancrenita è accompagnata da un misto di sollievo e paura, per gli effetti incontrollabili che può scatenare.
      Speriamo bene, davvero, che la parte migliore della nostra popolazione abbia occasione di farsi valere.
      Un salutone un abbraccio a te.

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