Evoluzione

pendolo

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Oggi, 31 dicembre 2014, pensavo all’evoluzione.
Ci pensavo con gratitudine nei confronti di quella che, secondo la ben nota teoria darwiniana, ha permesso alla natura e infine alla specie umana, attraverso miliardi di anni, di raggiungere (fra l’altro) lo stato di cose che oggi, 31 dicembre 2014, ci è noto e familiare, delimita e permette il nostro pulsare, quello fisico come quello mentale.
Ma pensavo anche all’evoluzione della vita di ognuno di noi, che mi è sembrato corretto definire come un impasto sempre diverso di vita e di morte: vita come nuova energia e nuove possibilità, morte come abbandono definitivo di tutto ciò che siamo stati dalla nascita fino a ieri, 30 dicembre 2014; per non dire addirittura, estremizzando il concetto, fino al minuto appena trascorso.
E pensavo che in fondo anche le abitudini, i rituali, che ben sappiamo essere parte essenziale del nostro cammino, sono proprio come l’evoluzione, un impasto di vita e di morte: l’iniezione di nuova energia e possibilità su qualcosa di noi che appartiene al passato, dunque al regno dei morti, ma che si ripresenta ciclicamente come uno spettro rassicurante. E devo dire che da parte mia sono ben legato ai riti personali.
Anche i riti, comunque, si evolvono, e quella sorta di impasto non è mai uguale a quello della volta precedente, che altrimenti saremmo automi e non umani.

Spesso li ho chiamati pietre miliari, i particolari traguardi sul volgere di ogni anno la cui carica rituale ti genera sensazioni particolari, e sembra ampliare il tuo orizzonte come da una prospettiva più alta e più ampia; il Capodanno ne ha davvero tutti i sacri crismi.
Chi segue con attenzione questo mio ormai antico blog, o chi ha letto il libro che dal blog è nato, dovrebbe conoscere la mia abituale liturgia di fine d’anno: qualche ora di lavoro col taxi, e poi a casa di buon’ora, massimo alle dieci di sera, prima che si scateni la bolgia, pericolosa e nevrotizzante, di una città che celebra altri riti a me molto estranei.
Poi, una volta riconquistata una quiete casalinga più confortante che mai, andare incontro e superare l’ora ‘X’, cioè la mezzanotte più speciale che ci sia, alla tastiera del computer, a raccontare dei miei incredibili incontri, a loro volta rituali e a loro volta in continua evoluzione, con Christine, personaggio che si materializza sempre e solo in questa occasione.
E poi a letto non troppo tardi, che la mattina presto mi aspetta un altro rito ancora più antico, davvero festoso e sportivo questo: la corsa podistica su a San Luca.

Una certa quale svogliatezza, o nuova presa di distanze da quell’atmosfera un po’ elettrica, che va aumentando di sera, con l’avvicinarsi della notte più divertente e trasgressiva dell’anno (almeno nelle intenzioni, assai spesso destinate alla frustrazione), mi ha portato oggi a decidere di rincasare ancor prima, con l’ottima occasione, per farlo, del discorso di Beppe Grillo, previsto in trasmissione via internet alle venti e trenta. Fra l’altro, con il prossimo turno di riposo che cade proprio domani primo gennaio, il senso dello stacco è ancora più piacevole e rilassante.
Sono riuscito a rientrare giusto in tempo per mettermi comodo, nei confortevoli vestiti da casa, dopo aver fatto ripartire la caldaia (che col freddo che fa fuori la temperatura era già scesa parecchio), e ho acceso il computer con qualche minuto di anticipo, utile per dare un’occhiata preliminare ai nuovi messaggi su Facebook e pubblicizzarvi la trasmissione di zio Beppe, non sia mai che qualcuno che ne era ignaro o distratto non ne voglia approfittare.

Due minuti prima dell’orario previsto, ho cliccato sul link al sito della trasmissione.
Bene, tutto a posto, uno schermo nero è sovrastato dalla didascalia “Io guardo Beppe Grillo”. Ho messo la cuffietta audio che uso abitualmente; un po’ di musica di intrattenimento per alcuni attimi, poi interrotta dal silenzio.
Manca un minuto, pochi secondi, speriamo sia puntuale.
Alle otto e mezza in punto compare, in basso, la scritta: “Inserzione pubblicitaria”. Maledizione, qui c’è il solito zampino di Casaleggio, ho appena fatto in tempo a pensare, prima di poggiare gli occhi sull’immagine che improvvisamente è apparsa. E poi sgranarli, gli occhi, e sentire palpitare il cuore mentre da quel viso di donna, sì, inconfondibile, piena di colori, vivacità, e appena qualche accenno di piccole rughe ai lati degli occhi, dopo un sorriso furbo, uscissero le prime parole:
“Ciao, lo so che ci sei.”
“Christine, diabolica donna, cosa ci fai lì?” mi sono limitato a pensare.
“Lo so che ci sei, Francesco, mon ami, quest’anno hai cercato di scappare, eh? E allora ti vengo a trovare io dentro il computer, mentre te ne stai comodamente a casa, voilà. Ascoltami, parlo in fretta perché questo spazio dura solamente un minuto. Domani so che hai il turno di riposo, che dici se ci vediamo? E’ un po’ di anni non ci incontriamo, e l’ultima volta che ci siamo sentiti è stata un anno fa, più o meno, se bien rammento. Comunque sia, sarò alle nove davanti alla fontana del Nettuno, e di sicuro non ci sarà tutta la confusione di questa notte! Ciao, au revoir…” e mi fa ciao con la manina e un altro sorriso furbo e soddisfatto, proprio come in un passato ormai lontano.

E così, ancora stordito dalla sorpresa, mentre zio Beppe comincia il suo discorso e io non lo ascolto, so che comincerò il mio anno nuovo con un incontro che definirei più strano che galante, e comunque intrigante, e utile per leggere nel mio cuore, tramite gli occhi, la presenza inebriante e le parole di quella diavoletta, qualcosa di importante sull’evoluzione; quella della mia vita, beninteso.

E magari poi ne riferirò, anche solo per fare i miei auguri a chi mi legge o semplicemente è passato da queste parti.
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Immagine da gopixpic.com/589/movimento-pendolo-quarzo-l3/http:||www*eok*it|public|979628PENDOLO-P1*JPG/

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8 risposte a Evoluzione

  1. trudy1970 ha detto:

    Auguri a te Franz e AUGURI 3 volte tanto alla Cavalloide ( protagonista a puntate di gran parte del tuo 2014), oramai rampante e sfavillante visto che siamo agli sgoccioli della sua tribolante vicenda. E AUGURI a quella maghetta furbetta di Christine, che annualmente ricompare per poi scomparire fino all’anno prossimo. Sai cosa penso Franz?? Che se un giorno tu dovessi chiudere questo blog, Christine non morirà e continuerà a vivere nel tempo nelle nostre esistenze. Ogni volta che ci parli di lei, di quello che ti combina a metà tra fantasia e realtà è quello che succede un po’ a tutti noi comuni mortali. Magari con meno colori, meno sfumature…diversamente dalla Christine inventata da te, …ma un po’ di lei è dentro ognuno di noi. Grazie di riempire la nostra immaginazione e i nostri cuori di emozioni che ci regali attraverso il tuo linguaggio (a volte belle quando ci fai sognare con i racconti di fantasia e a volte realistiche quando ci fanno riflettere sui mali della società in cui tutti viviamo), Quindi che questo 2015 sia di auspicio perchè tu possa raccontarci tante e tante storie ancora reali e non, di vita quotidiana tua, di tutti, della società, di fantapolitica, Un Super Mega Abbraccione di un sereno e frizzante 2015 a te, alla Bianchissima Cavalloide (tua fedele compagna di vita e di avventure) ed infine a Christine che di tanto in tanto ti fa capolino dietro l’angolo della prossima pagina vuota che tu scriverai. E un bacione ad ognuno di voi 3. Ciao 😉

    • Franz ha detto:

      Auguri a te, cara Trudy.
      Certo, la Cavalloide è più rampante che mai, e spero che tale resti fino al suo pensionamento, che avverrà probabilmente in questo 2015.
      Quando dici che un mio personaggio vivrà di vita autonoma al di là delle pagine (internet o cartacce) in cui è racchiuso, mi fai davvero un grande complimento, perché mi accomuni ai più grandi narratori, che hanno avuto proprio quella capacità.
      Spero anch’io, nel nuovo anno, di avere tanta voglia e tanto tempo di scrivere, sorretto e incoraggiato dal sostegno di amici come te.

      Abbraccio e bacione ricambiato sia da me che dalla bianca Cavalla e dalla multicolore Christine.

  2. amanda ha detto:

    ora è diventata serial anche l’incontro annuale con Christine??? la pazienza di un lettore affezionato ci vuole con te!
    Auguri Franz, buon 2015

    • Franz ha detto:

      😀 😀
      Già, non avevo pensato agli allergici, come te, ai racconti a puntate; sono stato davvero egoista!
      Ti confesso che tutto è nato dalla pigrizia: sapevo di aver il turno di riposo oggi, e ho pensato di rimandare l’incontro; alla fine, però il post del 31 è stato ugualmente impegnativo e così la mia pigrizia è stata punita! 😦
      Auguri a te, carissima.

  3. lagiraffa ha detto:

    Adoro Christine e il suo modo di irrompere nella tranquillità della notte in cui tutto sembra possibile. Ancora buon anno, caro Franz 🙂 Attendo il racconto del frizzante incontro con l’amica Chris. Un abbraccio

    • Franz ha detto:

      Vediamo che cosa tirerà fuori dal suo cilindro quella specie di maga/folletta sbruffoncella e piena di vita: a mezz’ora dall’appuntamento non ne ho proprio idea…
      Ancora auguri cari a te!

  4. Sari ha detto:

    Buon anno, Francesco, auguri a te ed a Christine che sa rovistare fra le tue cose, scompigliandole. (Che bel modo hai trovato…)

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