Un faticoso rinnovamento

piantina38

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A poche ore dall’inizio di marzo e dunque della primavera meteorologica (che, non so per voi, ma per me è un concetto relativamente insolito) mi decido finalmente a scrivere un nuovo articolo da questa mia ‘fase tre’, sia del blog che della vita.
Mi decido a lasciare cioè, parafrasando il sottotitolo, una nuova impronta dei miei passi.

Potrei fare finta di niente, mi potrebbe anche fare comodo, ma sento che le armoniche delle frasi che scrivo suonerebbero vuote o stonate, per cui sputo subito il rospo, e in fretta.
Sto collezionando gravi e beffarde delusioni sentimentali. Non è bello né piacevole, inutile dirlo, e soprattutto costa un notevole sforzo di contrasto all’avvilimento e un ostacolo al senso di progresso e apertura alla vita, che dovrebbe accompagnarci sempre, ma soprattutto in occasione di svolte importanti come quella di questa mia fase tre, con la liberazione (tutto sommato abbastanza improvvisa) dalla schiavitù del lavoro.

Ma anche al netto di queste vicende infelici, le cose stanno andando diversamente da come mi immaginavo.
La fase dell’entusiasmo, nell’assaporare una libertà così enorme, quasi non c’è stata, da quel fatidico 10 gennaio.
Al suo posto, una sorta di collasso. Di rintanamento, di letargo. Lunghe ore di sonno, acuita sensibilità al freddo, scarsa voglia di uscire, atrofia mentale e, in certe sere, depressione strisciante. Sentimenti ambivalenti: fastidio per la lunga stagione invernale, per questo clima di febbraio che ha sempre segnato i minimi del mio bioritmo annuale, e al contempo ritrosia al pensiero del sopraggiungere di un’altra primavera, del riproporsi di quel senso di rinnovamento stagionale che in fondo non da molto, non è vero?, ci eravamo lasciati alle spalle, sia nella vita vera come nella sua rappresentazione attraverso le ‘reti sociali’, di comunicazione via internet, che ormai costituiscono quasi una vita parallela.

Benché inatteso, era probabilmente lo scotto da pagare, mentre già avverto gli anticorpi naturali a tale situazione.
Sollecitato anche dall’approssimarsi della mia piccola nuova impresa di viaggio a piedi, sento sia il bisogno che un forte desiderio di incrementare l’attività fisica e il conseguente senso di benessere.
Allenamenti di corsa, percorsi a piedi e, novità delle novità, in bicicletta.
Me l’ha portata a sorpresa Massimo, quando è venuto a trovarmi con Noela, in treno, due settimane e mezzo fa.
E’ usata ma perfettamente efficiente, e dotata di cambio sia anteriore che posteriore, che la rende ancora più divertente e versatile.
Ne avevo sempre scartato l’idea, pensando che qui dove abito non mi potesse servire, e invece, in accoppiata con i tempi dilatati nelle mie vesti di pre-pensionato, si è dimostrata un’autentica rivelazione e passione.
Poter lasciare l’automobile in garage, per andare a fare la spesa da Naturasì a San Lazzaro o all’Ipercoop di Villanova, ovvero andare a Bologna con miscele variabili di bici e autobus, è una gioia autentica, prima ancora che un buon allenamento e antidoto vitale al letargo.

Intanto si avvicina l’ora di partire zaino in spalla, che mi aspetto più che mai taumaturgica.
Legato alle serate di apertura dell’agriturismo dove passerò la terza notte, il giorno preferibile per la partenza sarebbe il mercoledì, per ritornare la domenica successiva.
E fra una sola settimana, mercoledì 8 (in concomitanza con un turbine di mimose virtuali) sarà la prima data utile, se le previsioni del tempo e la disponibilità alberghiera di tutti i posti tappa mi avranno dato semaforo verde.
Giovanni, che mi accompagnerà negli ultimi tratti fino a casa sua nei pressi di Porretta Terme, mi ha chiesto una variante al mio progetto: spezzare la quarta e ultima tappa in due tronconi, con scalo intermedio (e alloggio) nel centro di Castel di Casio. In questo modo si sente in grado di percorrere tutto il relativo tragitto.
Pubblicherò il piano definitivo poco prima della partenza.

Prima di concludere questa pagina di diario, voglio spendere qualche parola, come ho già fatto su Facebook con particolare coinvolgimento di amici, su un felice ritrovamento.
Si tratta della versione sceneggiata dell’Odissea che fu trasmessa in bianco e nero ogni domenica, dal 24 marzo al 5 maggio 1968, e che mi incantò, da ragazzino di seconda media quale ero in quel tempo.
Nel sito “Rai Play” ho ritrovato tutte le otto puntate, a colori, e un mio coinvolgimento ancora più forte nel visionarle qui al computer. E’ un’opera artistica straordinaria, per livello spettacolare, poetico ed emotivo, ed è sorprendente la capacità di aver saputo trasformare il poema omerico in una fedele sceneggiatura filmica.
Lo scarico dal sito, nelle prime cinque puntate, era costellato da frequentissime interruzioni di pochi secondi, che tuttavia non mi davano fastidio, permettendomi anzi di soffermarmi, nel fermo immagine, sulle espressioni degli attori. La sesta puntata, invece, si è arenata dopo circa tre quarti, e non c’è stato verso di portarla a termine. La settima ancora peggio, si è piantata a metà.
Sono corso ai ripari: ho trovato in vendita l’intero film (in tre dvd) su diversi siti: IBS, Ebay e Feltrinelli: costo totale intorno ai venti euro, e, solo per Feltrinelli (vedi qui) nessuna spesa di spedizione.
Spedizione che è avvenuta, per giunta, in tempi rapidissimi, tanto da non farmi uscire mentalmente dalla magia.
Ieri sera ho potuto completare la visione delle parti mancanti e, ormai sono in vena di confessioni, ho versato calde lacrime di commozione nelle sequenze del ritorno di Ulisse ad Itaca, nel suo graduale disvelarsi (quanto senso della suspence in un’opera scritta circa duemilaottocento anni fa) prima della carneficina finale dei Proci, i cosiddetti nobili, pretendenti della sua regina Penelope.

Fra le luci e le ombre di questa mia fase di rinnovamento alquanto faticosa, ricorderò volentieri questa emozionante riscoperta.
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Immagine iniziale da; dirigentindustria.it/fm-varese/vita-associativa/rinnovamento-generazionale-al-vertice-di-federmanager-varese.html

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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2 risposte a Un faticoso rinnovamento

  1. amanda ha detto:

    I nuovi inizi necessitano sempre di un rodaggio

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