Dal Savena all’Alto Reno (prologo n.2)

i-fondacci

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I momenti di gioia, nelle nostre inquiete esistenze, possono provenire dalle fonti più svariate.
Nel mio caso, ieri, a regalarmeli sono state le previsioni del tempo, consultate sulle consuete pagine Internet.
Che hanno confermato quanto già nei giorni precedenti sembravano voler indicare: un campo di alta pressione si instaurerà sulla nostra regione a partire da mercoledì, garantendo diversi giorni di tempo stabile e soleggiato.
Neanche volendo, si poteva immaginare niente di meglio, dato che proprio il mercoledì era il giorno più adatto per la mia partenza, e mercoledì prossimo la prima data veramente utile.

Ma restavano da fugare i dubbi sulle prenotazioni alberghiere.
In realtà, un paio di giorni prima avevo già sondato la più critica, con esito positivo: quella dell’agriturismo ‘I Fondacci’ presso Grizzana Morandi, prevista alla fine della terza tappa; critica per strategicità della sua posizione, scarsità di numero di camere e apertura solo nei fine settimana.
Mi rispondono con lo stesso tono gentile ed efficiente che mi aveva confortato in precedenza: confermata.
E, a seguire, prenotate anche tutte le altre: ma vai…! Gioia doppia.

La prima sera pernotterò in un luogo che mi è caro, oltre ad essere molto bello: i Prati di Mugnano.
Mi ha risposto una voce d’uomo, dapprima un po’ sfuggente: “Guardi che non è il ristorante, qui è il bed and breakfast.”
“Sì, cercavo una stanza per mercoledì sera, una singola.”
E’ andato a scartabellare, poi mi ha risposto positivamente.
E ha aggiunto, in modo inaspettato: “Fa la Via degli Dei?”
“Non proprio, comunque arrivo a piedi. C’è anche il ristorante lassù, vero?”
“Sì, ma è aperto solo nei fine settimana. Ma se vuole l’accompagno io in macchina a Sasso Marconi, là ce n’è finché si vuole, poi la vengo a riprendere.”
“Troppo gentile, ma comunque penso che mi arrangerò. Arriverò intorno alle sei di sera.”
“Sì, va bene.”

Come accennavo, ho continuato, in questi giorni, a dedicarmi all’esercizio fisico, per riprendermi da quel torpore invernale che mi aveva colto.
Ieri ho percorso, senza sforzo, il mio consueto tragitto di allenamento podistico a un passo un po’ più rapido delle ultime volte, e, come già in precedenza, gran parte piacevolmente a petto nudo, per incamerare sole e vitamina D.
Per la seconda volta un passante incontrato (in questo caso una giovane podista, bardata di tutto punto, che correva in direzione opposta) non ha potuto fare a meno di rampognarmi, che così mi prendo un malanno.
“Ma no, si sta bene, e poi prendo il sole…!”

Oggi l’aggiornamento delle previsioni dà possibilità di pioggia fra sabato e domenica, proprio nella variante finale richiestami da Giovanni. Terremo controllata la situazione di giorno in giorno e poi decideremo entrambi come muoverci, se tornare al progetto precedente, che prevedeva la conclusione il sabato e il nostro incontro a metà della relativa quarta tappa, o magari effettuare la domenica un percorso senza tratti fangosi.

Torno a pubblicare il piano di viaggio, con la variante finale:

Prima tappa: Borgatella di San Lazzaro – Prati di Mugnano (Sasso Marconi) : km 21,8 – ore 4.58′ (vedi mappa)
Seconda tappa: Prati di Mugnano – Monzuno: km 17,7 – ore 4.24′ (mappa)
Terza tappa: Monzuno – Agriturismo I Fondacci (pressi di Monteacuto Ragazza): km 23,4 – ore 5.34′ (mappa)
Quarta tappa: Agriturismo I Fondacci – Ponte della Madonna: km 20,9 – ore 4.53′ (mappa)

Variante:
Quarta tappa: Agriturismo I Fondacci – Castel di Casio: km 14,6 – ore 3.22′ (mappa)
Quinta tappa: Castel di Casio – Ponte della Madonna: km 9,1 – ore 2.11′ (mappa)

Ancora non mi sembra vero di rimettermi in cammino, ma i preparativi procedono: poco fa sono andato a fare la spesa per oggi e domani e in vista della successiva assenza da casa per qualche giorno (e frigorifero ancora spento, come mia abitudine ecologica nella stagione fredda) e già da un po’ di giorni sto scrivendo l’elenco dettagliato delle cose da non dimenticare, man mano che mi vengono in mente.
E poi preparativi di altro genere: quelli attinenti al diario di bordo, da pubblicare tramite il mio fido tablet.
Su cui ho scaricato l’applicazione ‘WordPress’ che mi permetterà di pubblicare il mio racconto direttamente ogni sera qui nel blog, per poi linkare l’articolo su Facebook.
Ho dovuto fare un sacco di esperimenti, per evitare che le immagini scattate con lo stesso tablet, e inserite nel corpo degli articoli, risultassero enormi in caso di lettura del blog tramite personal computer. Salvo errori (purtroppo non verificabili cammin facendo) dovrei esserci riuscito.

Mi aspetta un’esperienza molto diversa, per ragioni stagionali, dalle altre che ho vissuto e raccontato nelle due scorse estati.
Ma la curiosità e l’impagabile senso di libertà sono gli stessi.
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Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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2 risposte a Dal Savena all’Alto Reno (prologo n.2)

  1. Amanda ha detto:

    Wow tutto il viaggio minuto per minuto

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