Dal  Medio Adriatico all’Idice – Nono giorno 

( Da Borello – dintorni a Meldola)

Nei viaggi precedenti non avevo quasi mai alloggiato nei ‘bed and breakfast’; fra le tante eredità di questa nuova traversata, mi resterà il ricordo di molte esperienze positive in questo campo. Soluzioni abitative e padroni di casa ogni volta diversi, ma quasi sempre di ottimo livello le prime e persone amabili e generose i secondi.

La signora Mirella, questa mattina alle sei, ha voluto servirmi di persona la (ricchissima) colazione.
È una donna socievole, sulla cinquantina: è stato facile conversare a lungo con bella autenticità.
Quasi togliendomi le parole di bocca, ha detto che è strano fare amicizia con tante persone diverse che poi, di norma, spariscono lungo i propri cammini.
Come la coppia del giorno precedente, ha voluto verificare il mio itinerario odierno sul tablet e, allo stesso modo, ha insistito per farmi riempire lo zaino di albicocche, che mi ha detto raccolte dal suo albero.

Quando le stringo la mano e mi incammino, sono già le sei e tre quarti; l’aria è fresca e il sole è offuscato da nuvole basse all’orizzonte.

Ho riposato molto bene e mi si prospetta una giornata piacevole: la posizione strategica di quest’ultimo alloggio mi permetterà una tappa breve (grossomodo metà in salita e metà in discesa), a cui seguirà poi un altro pomeriggio rilassante, benché non privo di cose da fare.

Lasciata dopo un paio di chilometri la ‘lungosuperstrada’, comincio a inerpicarmi a cuor leggero.
Man mano che salgo, l’orizzonte si amplia

…e ricompare il mare.
Laggiù, è quasi una striscia da indovinare, ma anche per oggi non mi abbandonerà. Ormai non si contano le fotografie fatte per immortalarne, ogni volta, l’ultima vista sul mio cammino…

Il sole lentamente sale, ma l’aria si mantiene fresca e molto ventilata; procedere in salita è un piacere.
Come pure concedersi frequenti scatti fotografici.

Sono già le nove e un quarto, due ore e mezza di cammino volate lievemente, quando mi appresto a raggiungere il punto più alto, rappresentato dal borgo storico di Teodorano.

Tutto bello, tutto positivo, tutto rapido…
Ovvio che qualcosa debba andare storto.
Superato il paesello, mi lancio in discesa, senza apparenti possibilità di errori, lungo la comoda strada asfaltata e procedo, ahimè, parecchi minuti, prima di chiedere conferma a Google.
La risposta è dura: ho mancato la deviazione e dovrò risalire fino a Teodorano, sotto il sole che ora ha ricominciato a picchiare duro.
Tutto molto simile all’errore di ieri, ma questa volta le indicazioni erano davvero fuorvianti: ci metto parecchio tempo e strada prima di venirne a capo.

Ma ne vengo a capo, dopodiché comincia la vera discesa verso Meldola.

La strada è priva di ombra, su un panorama molto aperto.

Sto camminando senza soste da ormai quattro ore e comincio ad avere caldo e arsura.
Un tipo locale, più avanti, sta dando indicazioni a un autofurgone in difficoltà.
Ho deciso: gli chiederò per piacere di farmi riempire la borraccia.
Quando lo raggiungo si è rintanato in cortile; mi ci intrufolo e lo vedo: una sorta di scapigliato che ha almeno i miei anni e deve averne viste parecchie.
“No, non c’è acqua” mi fa: “sto vendendo e ho chiuso la fornitura.”
“Come non detto, grazie lo stesso.”

Forse è il caso di mangiare qualche albicocca. No, berrò quei due sorsi d’acqua residua della borraccia e proseguirò: manca solo un’ora di discesa alla meta.
Do fondo alla bottiglietta metallica: sembra un brodo caldo, ma penso che mi faccia bene.

Poi telefono alla padrona di casa annunciando il mio arrivo intorno a mezzogiorno.
“Non si preoccupi, l’aspetto.”

Le gambe e i piedi sono stanchi, ma procederò fino a destinazione, più di cinque ore senza soste, se non quelle brevissime per gli ultimi scatti fotografici, in particolare questo, di un curioso bello stagno che mi appare di lato d’improvviso.

E poi ancora qualche scorcio interessante

mentre la cittadina di Mendola si avvicina

Il mio alloggio è al numero quattro di questa stessa lunga strada.
Faccio il conto alla rovescia, man mano che supero altri fabbricati…

E poco prima di mezzogiorno sono al mio bed and breakfast, anzi ‘bed and trekking’, com’è intitolato, in modo per me, ovviamente, molto suggestivo.

Una giovane signora mi sta aspettando e mi dà accesso a un appartamentino moderno e spazioso tutto per me, ma che mi farà rimpiangere i locali freschi e le abbonanti prime colazioni dei giorni precedenti.

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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2 risposte a Dal  Medio Adriatico all’Idice – Nono giorno 

  1. Amanda ha detto:

    Ohi ohi semblava facile

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