Prove tecniche – 2

.
I due piatti di pastasciutta, per la festa serale del 25 aprile al circolo ARCI, hanno ulteriormente peggiorato i miei ritmi di sonno e veglia e, quando alle otto mi alzo, ho addosso poco più di due ore di dormita vera.
Non aiuta, ma l’entusiasmo che ha pervaso l’attesa di questa nuova escursione è un motore sufficiente ad alzarmi comunque abbastanza motivato e a prepararmi in fretta, con un equipaggiamento, peraltro, ai minimi storici.
Questa volta mi aspetta un treno, da San Lazzaro a Imola, e non posso mancare all’appuntamento.

A passo spedito raggiungo la stazione con abbondante anticipo.

L’andatura oggi dovrà essere spedita per due buoni motivi: l’intensità dell’allenamento, ma soprattutto riuscire ad arrivare alla “Casa del fiume”, oltre Borgo Tossignano, in tempo per un pranzo coi fiocchi. L’abilità del cuoco è uno dei molti ricordi positivi della sosta forzata qui per due notti, lo scorso luglio, sul finire del mio viaggio a piedi (vedi qui).

Imola mi accoglie nella sua quotidianità feriale, di cui noto e assaporo il ritmo più blando e quieto di una piccola città, rispetto a Bologna e a quella sua propaggine che è San Lazzaro di Sàvena.
Bisogna attraversare tutto il centro, poi una vasta e intricata periferia residenziale. Difficile azzeccare tutti i bivii indicatimi da Google Maps: ecco, sono fuori strada, mannaggia.
Per recuperare cerco di tagliare, attraverso una serie di cortili condiminiali signorili che però, beffardamente, non consentono l’accesso alla via giusta.
In definitiva l’handicap alla partenza sarà di quindici minuti, recuperabile.
Un sospiro di sollievo quando compare il ponte sul Santerno e poi la provinciale che lo costeggia: ora non potrò più sbagliare.

.
Passo molto baldanzoso, lo zaino leggerissimo mi permette di mulinare con le braccia; solo i lunghi rettilinei, in leggera salita, tolgono l’impressione della velocità.

Ho scelto l’itinerario meno trafficato, come si vede dall’immagine, che però è un po’ bugiarda: in realtà non manca qualche passaggio di automobili e autocarri, ma è ben sopportabile.
Incrocio anche dei ciclisti, a piccoli gruppi o solitari come me, alcuni forse in vacanza per il ponte del 25 aprile.
Mi colpisce l’aria corrucciata che hanno tutti, mentre non possono fare a meno di rivolgere lo sguardo incuriosito verso di me. Eppure, penso, loro sono in discesa e anche con un bel vento a favore che invece a me, a folate, soffia contro, costantemente e perpendicolarmente .
Gli unici due che hanno un’espressione serena sono due anziani, che procedono accodati a ritmo molto calmo; al contrario rispetto agli altri mi viene spontaneo salutarli con un ampio gesto del braccio; rispondono entrambi con un sincero “buongiorno”.

Non rinuncio, ovviamente, a brevi soste fotografiche.

.
I segnali stradali che denominano la provinciale, con il numero progressivo dei chilometri, scandiscono la mia marcia: bisogna arrivare a undici per raggiungere l’abitato di Borgo Tossignano. Le mie proiezioni sull’orario d’arrivo sono sempre più rassicuranti.
Procedo deciso, mentre sia il sole sia il vento contrario aumentano d’intensità.

Nessuna sosta: la leggera colazione a base di frutta, fatta dopo il risveglio, sembra permettermi di rinunciare a estrarre dallo zaino il già …classico panino con la salsa di olive e capperi. Naturalmente c’è il calcolo di arrivare a destinazione col giusto grado di appetito!

Puntuale, in concomitanza con il cartello “11”, compare l’abitato di Borgo Tossignano.
Consulto il mio navigatore: poche illusioni, mancano ancora tre chilometri.
Sono in cammino, a ritmo forzato e senza soste, da quasi tre ore: adesso sono costretto a rallentare un po’ l’andatura, con la coscienza di aver superato bene la prova.
L’arrivo per pranzo è ormai garantito e il tragitto dall’abitato alla “Casa del fiume” è piacevole.

.
E all’una e cinque minuti varco finalmente la soglia dell’armonioso centro residenziale.

.
Una piccola comitiva sta desinando su un tavolo all’aperto.
Entro e mi affaccio alla cucina, dove trovo i due obesi proprietari molto indaffarati su enormi tegami e padelle.
Mi riconoscono, almeno lei, ma non ricambiano il mio sorrisone e la mia loquacità: evidentemente non è il momento.
Mi domanda, con gentilezza, se mi voglio fermare a dormire e, quando rispondo che mi limito a mangiare qualcosa, credo che ne sia sollevata.
Mi chiede di aspettare e non mi indica dove accomodarmi.
Esco e per lunghi minuti me ne sto seduto su una panca, allietato, a un certo punto, da un godibilissimo spettacolo.
Il vispo cagnetto Chocolate (che, lui sì, mi aveva accolto festosamente, tanto da farmi venire il dubbio di avermi riconosciuto) dà luogo a una specie di corrida.
La signora ha chiesto aiuto al marito per allontanarlo dal tavolo dei commensali. Lui è uscito con tutta la sua mole e con fare imperioso ha emesso una serie di potenti fischi. Il cagnetto fa cenno di seguirlo, poi fa dietro front e si rimette sulle tracce di lei, diretta al tavolo.
Lui si volta, urla e fischia a più riprese, mentre il cane sembra divertirsi ad assecondarlo a metà.
Deve intervenire anche lei a tramutare la corrida in una specie di caccia alla volpe, che alla fine sortirà a fatica l’allontanamento della capricciosa e scattante bestiola.

“Posso stare dentro a mangiare, che vorrei riposare un po’ gli occhi?”
Finalmente vengo servito.
“Ho un buon ricordo di voi: il signor Uliano mi accompagnò anche a Imola per un problema che avevo con la Wind.”
Lei è sempre molto garbata e, con mio piacere, mi dà del tu.
Mi confida che sulle prime lui non mi aveva riconosciuto, mentre lei si ricorda anche il mio nome.

Si fanno dare del tu anche le tagliatelle agli asparagi selvatici appena colti, anche se noto (con grande dispiacere) che l’intensità prolungata dell’esercizio fisico mi ha tolto in parte l’appetito.
Mentre pranzo, Uliano accoglie nella mia stessa saletta una cliente che deve concordare un pranzo di Prima Comunione; poi lui riceve una telefonata: non posso fare a meno di ascoltare le trattative finali che sta imbastendo per la cessione del locale nei prossimi mesi.

E infatti, quando alla fine mi congedo, è lui stesso a dire che “fino a maggio mi trova” e che nella vita è giusto cambiare e cercare nuovi interessi, quando quelli vecchi perdono di attrattiva.
Ritrovo tutto il calore e il senso di amicizia, che erano mancati sulle prime, ora nel salutarli, forse per sempre, augurando loro buona fortuna.

Carburato da buon cibo, vino e un caffè per me non abituale, ripercorro con un senso di profondo e debordante benessere il tragitto verso il paese, sotto un sole luminoso e caldo.

.
Aspetto le tre per comprare in tabaccheria il biglietto dell’autobus per Imola.
Mi ero segnato, da Google, l’orario delle quindici e diciotto, ma non è corretto e mi toccherà aspettare fino ai quarantotto, seduto su una panca nell’ampio e ventoso porticato del municipio.
Il diradare dell’attività è sempre vissuto con fastidio da noi occidentali, ma ha in realtà il grande pregio di aumentare l’attenzione e la ricettività della realtà circostante…

Ma, tranquilli, mi sono dilungato fin troppo e non diraderò ulteriormente il mio racconto.
Eccomi sulla via del ritorno!

.

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
Questa voce è stata pubblicata in Tutti gli articoli e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Prove tecniche – 2

  1. Amanda ha detto:

    La domanda sorge spontanea: perché aspettare il gran caldo per viaggio vero avendo tutto l’arco dell’anno libero per poterlo fare?

    • Franz ha detto:

      La so! 🙂
      Perché preferisco affrontare il caldo canicolare “in vacanza”, come anche un viaggio a piedi può configurarsi, piuttosto che spiaggiato e boccheggiante a casa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...