Dal Tirreno all’Adriatico (prologo)

Nei giorni scorsi ho effettuato altre due “prove tecniche”, sempre in giornata, in vista del mio nuovo viaggio a piedi.
Nella prima ho in parte ripercorso un tratto della traversata da casa mia (nei pressi di Bologna) fino a Porretta Terme, che effettuai l’anno passato, mentre sabato scorso, col mio amico Claudio, siamo ascesi al rifugio Telegrafo sul Monte Baldo, nelle Prealpi fra Veneto e Trentino, con vista (…se le nuvole avessero consentito) sul Lago di Garda.
Lascio qui solo un paio di foto ricordo, una per ciascuna escursione:

E finalmente si avvicina il 9 giugno, giorno in cui, a Giove tonante piacendo, partirò per il mio nuovo viaggio, da Forte dei Marmi a Senigallia.
Se tutto andrà bene, potrò così chiudere un triangolo geografico iniziato due anni fa da casa a Forte dei Marmi lungo l’antica via Vandelli e proseguito, l’anno scorso, con il ritorno a piedi dal “Caterraduno” di Senigallia.

Si tratterà, anche se di poco rispetto a quella dell’anno scorso, della traversata più lunga che io abbia mai compiuto: circa trecentotrentacinque chilometri, a meno dei soliti errori di percorso, che questa volta giuro e spergiuro che non farò…

Come si può intravedere dalla cartina sotto il titolo, l’itinerario toccherà Lucca, Empoli, poi i dintorni di Arezzo e Città di Castello, svolgendosi per più di metà in Toscana, poi in Umbria e nelle Marche.
Diciassette tappe omogenee, tutte di circa venti chilometri, studiate come al solito per aver sempre diverse possibilità di alloggio, prevalentemente in “bed and breakfast”, ma anche in ostelli e una in un rifugio, in Umbria.
Come l’anno scorso, prenoterò gli alloggi con un orizzonte previsionale di un paio di giorni (qualcosa di più per sicurezza in prossimità dei fine settimana), così da poter effettuare varianti o soste forzate.

Ed ecco il dettaglio delle tappe:

1) Forte dei Marmi – Valpromaro (Lucca)
2) Valpromaro – Lucca/Capannori
3) Lucca/Capannori – Fucecchio (Firenze)
4) Fucecchio – Empoli
5) Empoli – San Casciano (Firenze)
6) San Casciano – Cintoia (presso Greve in Chianti – Firenze)
7) Cintoia – Meleto (presso San Giovanni Valdarno – Arezzo)
8) Meleto – Penna (sempre in Valdarno – Arezzo)
9) Penna – Quarata (dintorni di Arezzo)
10) Quarata – Tavernelle (presso Anghiari – Arezzo)
11) Tavernelle – Città di Castello (Perugia)
12) Città di Castello – Rifugio Bocca Serriola (presso l’omonimo passo, Perugia)
13) Rifugio Bocca Serriola – Piobbico (Pesaro e Urbino)
14) Piobbico – Furlo (Pesaro e Urbino)
15) Furlo – Fossombrone (Pesaro e Urbino)
16) Fossombrone – Cerasa/San Costanzo (direzione: Mondolfo – Pesaro e Urbino)
17) Cerasa/San Costanzo – Senigallia Hotel Hamburg

Grazie alle indicazioni del mio amico Massimo (che mi accompagnerà nelle prime due tappe), ho modificato il percorso, progettato inizialmente su Google Maps, con alcuni tratti della Via Francigena, indubbiamente più spettacolari e naturali. Per chi non lo sapesse, si tratta dell’antica via che i pellegrini provenienti dall’Europa occidentale percorrevano verso Roma, e che è stato progressivamente rivisitato e valorizzato come itinerario escursionistico segnalato. Questo riguarderà la prima parte del mio viaggio e precisamente le prime quattro giornate, fino alla cittadina di Fucecchio.

Arriverò a Senigallia in tempo per partecipare ancora una volta al “Caterraduno”. A dir la verità, ormai il verbo “partecipare” mi sta molto stretto, visto che oramai ho preso le distanze da quell’epico mondo di un tempo, ormai irriconoscibile. Ma al previsto concerto dei Negrita non mancherò, così come al consueto incontro con don Luigi Ciotti.
Per non far tardi all’appuntamento ho a disposizione, oltre alle diciassette tappe, un massimo di tre giorni di sosta o riposo forzati.

Come nella traversata dell’anno scorso da Senigallia a Bologna, pubblicherò direttamente sul blog il diario giornaliero della mia esperienza.
Rispetto all’anno scorso, però, cercherò di evitare l’ingolfamento dei tempi che la cosa mi comportò, perché la stesura di un testo corredato di immagini, tramite l’editor di WordPress e il solo tablet a disposizione, è laboriosa.
Non credo che la testimonianza dal vivo risentirà di un’attenzione un po’ meno scrupolosa e puntuale, anzi penso che, sgravata di una sorta di superfluo senso del dovere, possa risultare più viva e gioiosa.
Non verranno meno, naturalmente, anche gli aggiornamenti estemporanei durante il cammino in ambiente Facebook, al signor Mark Zuckerberg piacendo…

Ancora una volta mi accingo a rivivere l’ebbrezza dell’accumularsi e mischiarsi progressivo, nel ricordo a breve, di nuove immagini sensazioni e vicende vissute con il ritmo privilegiato del camminare, che spalanca l’attenzione e il cuore.
E ancora una volta sarò felice di condividere tutto questo con chi vorrà seguire le impronte dei miei passi.
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Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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2 risposte a Dal Tirreno all’Adriatico (prologo)

  1. Amanda ha detto:

    Buona camminata Franz!

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