Dal Tirreno all’Adriatico – quarantena

La ricomparsa dell’appetito ha qualcosa di miracoloso, quando, per intere giornate, esso è apparso definitivamente estraneo al mio corpo.
Dopo i giorni della vigilia in compagnia, qui da Massimo, festosi e varii come un piccolo caleidoscopio di forme e colori, e dopo il piccolo dramma della falsa partenza, il tempo si è fermato.
Tempo dell’ascolto dei segnali dell’organismo, sconvolto da una colica intestinale violentissima, estesasi anche allo stomaco, nell’attesa del naturale processo di guarigione e con una speranza: quella di poter ripartire in tempo utile per non dover modificare il progetto, amputandone una parte iniziale.
Tempo della rinuncia, quando anche questo obiettivo si rivela impossibile.
Dell’umiltà, dote già ottenebrata dalla determinazione al momento della (ormai lontana) falsa partenza.
Del rapporto simbiotico con la grande e antica casa di Massimo, dalla struttura strana e con le scale interne fra i due livelli.
Dell’accettazione grata della sua generosità e delle sue premure.
Ma anche dell’accettazione fiduciosa e non vittimistica di questo apparente (e per me clamoroso) scherzo del destino.

Finché viene il momento, consacrato poi da un confortante pranzo in sua compagnia, di smettere di dover rinunciare e riprendere a progettare.
Viaggio in treno fino a Empoli domani e ripresa del cammino venerdì, saltando le prime quattro delle diciassette tappe originarie, per arrivare in tempo (e con una giornata di anticipo contro eventuali nuovi problemi) a Senigallia, giovedì 28 giugno.
Come in un classico colpo di scena romanzesco, la progettazione sembra pormi di fronte a un nuovo ostacolo insormontabile: nei prossimi tre giorni, anche in vista del fine settimana, non si trovano alloggi liberi.
La ricerca, alla tastiera di questo computer e con numerose telefonate, dura delle ore, e alla fine si sblocca: c’è un’ultima camera disponibile venerdì in un ottimo “bed and breakfast” a San Casciano Val di Pesa, dove la situazione sembrava disperata, poi una a Empoli per domani e una per sabato, che mi costa una variante al percorso: passerò e mi fermerò a Strada in Chianti, recuperando l’indomani l’itinerario che attraversa il villaggio di Cintoia nei pressi di Greve in Chianti.
A San Casciano ha intenzione di raggiungermi in motocicletta, dal Lago Maggiore presso cui risiede, un altro mio vecchio amico, Nicola, per condividere una serata e un po’ di cammino l’indomani. Sempre che trovi alloggio.

Non mi nascondo che il salto da una condizione di indisposizione acuta, che non ricordavo da anni, a quella di un’attività faticosa quotidiana lungo le strade, costituisca un’incognita.
Ma questa volta credo che il rischio sia calcolato.
Anche le previsioni del tempo volgono al bello…

——
L’immagine iniziale è un mio scatto dal terrazzino della camera dove ho scontato il periodo di quarantena.

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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