28-8: Le colline di Conegliano

Facciamo una bella colazione con calma, Nicola ed io, e quando usciamo dall’albergo sono già le nove meno dieci.
Ha intenzione di accompagnarmi per un’ora e poi tornare in hotel per gli ultimi preparativi e il ritorno a casa con la moto.

Ieri, per arrivare, abbiamo percorso le vie di Serravalle; oggi quelle di Ceneda: sono i due antichi nuclei poi accomunati nel centro abitato di Vittorio Veneto.
Passare di qui nel centenario della battaglia, per gli italiani definitiva, della prima guerra mondiale ha un particolare valore; sembra di visitare un museo a cielo aperto: in ogni angolo ci sono punti e pannelli informativi, fotografie d’epoca e tanti, tanti tricolori.

Mi fermo incantato a osservare l’umile gente ritratta in questa fotografia,

che ritrae l’entrata dei primi soldati italiani, una pattuglia di lancieri di Firenze, il 30 ottobre 1918.
Forse impropriamente, date le differenti situazioni belliche, ma mi viene spontaneo paragonare l’atteggiamento molto dimesso e l’impressione di grande povertà di quella gente, con le immagini di festosa esuberanza all’arrivo degli alleati nell’aprile del ’45.

Ma Vittorio Veneto non è solo rievocazione: cerco di catturare alcuni scorci interessanti.

Poi è il momento di salutare l’amico che inverte la rotta e, quasi contemporaneamente, di lasciare anche il centro abitato.

Superato il cavalcavia sull’autostrada, mi aspetta un percorso collinare che mi porterà a Conegliano, quindi a raggiungere il mio alloggio distante una successiva ora di cammino.

Fa già caldo, più di ieri, e l’aria non è altrettanto limpida.
Mi sento rilassato e un tantino svagato; mi sembra di poter finalmente tirare il fiato, dopo un esordio segnato (in parte) dal tempo instabile e comunque da chilometraggi sempre più impegnativi.

La strada sale leggermente, in condizioni di traffico accettabili, ma soprattutto in uno scenario agreste via via più suggestivo, che mi porta a collezionare molti scatti fotografici.

Il caso mi offre l’occasione di assistere a una bella scenetta.
Sul ciglio opposto della strada, una donna sta dialogando, metà in dialetto metà in italiano (e con una certa esibita apprensione), con una presenza maschile nascosta da una rete di recinzione e una siepe.
Ai suoi piedi un innocuo fuocherello brucia, senza nemmeno fare fumo, delle sterpaglie.
Dice che prima era molto più esteso.
Io proseguo e me la lascio alle spalle, poi, dopo meno di un minuto, a sirene spiegate, vedo sopraggiungere un’autopompa e una vettura dei vigili del fuoco che, in men che non si dica, bloccano il traffico e si avventano sul minuscolo incendio con una lancia.

Mah…, non so se ridere o piangere.
Meglio riprendere la mia caccia ai panorami!

Dopo le brutte esperienze con il navigatore energivoro, in mattinata avevo mercanteggiato con Nicola, che si è accontentato di una cifra quasi simbolica, un suo piccolo caricatore d’emergenza della batteria, e ad ogni buon conto sto usando il tablet in modalità aereo, cioè senza connessione alla rete, controllando il percorso sulle immagini delle mappe scaricate alla vigilia.
L’ingresso nel centro abitato di Conegliano, poco dopo mezzogiorno, mi spiazza: credevo di essere molto più indietro.

Trascurando di mantenere e verificare il tragitto ottimale, cerco una panchina per una sosta.

Un veloce spuntino, poi è già ora di muoversi per cercare, prima che chiuda, una bottega o un supermercato: devo garantirmi la cena nel mio alloggio isolato.
Punto verso un portico, ma quando lo raggiungo non posso far altro che entrare sulla soglia di una profumeria per chiedere indicazioni.
Dopo averci pensato un po’, una signora gentile mi rispedisce poco oltre il piccolo parco dove mi ero fermato.
Il negozio di alimentari indicatomi non è esattamente quello che cercavo, sia perché nell’insegna c’è scritto “Formaggi e salumi”, sia anche perché è chiuso per ferie.

Rinuncio alla ricerca, sperando di imbattermi in qualcosa lungo la strada.
E intanto, per ritrovare il filo d’Arianna, mi riconnetto e interrogo Google Maps.
Mi risponde alla velocità di un bradipo annoiato (…ma vorace), e finalmente posso puntare a rientrare in carreggiata.
Fra una svolta e l’altra ho ancora voglia di catturare immagini.

Con l’incubo di risparmiare carica della batteria, sbaglio qualche mossa e mi tocca ripetere un paio di volte la consultazione di Google Maps, ottenendo così proprio quello che volevo evitare: il rapidissimo scaricamento.
Provo a basarmi sulle mappe memorizzate, ma i riferimenti sono pochi e sono costretto a fornire la nuova energia di riserva all’apparecchio per riattivare il navigatore.
Insomma, passo una bruttissima mezz’ora anche oggi, che sembrava una giornata tranquilla, sempre per il solito problema.

Cammino per Conegliano col capo chino sul piccolo schermo, ma non mi sfugge, improvvisamente e felicemente, l’insegna di un negozio di ortofrutta.
Entro e scelgo quattro pomodori panciuti.
“Come li vuole maturi?”
“Medio-alti.”
Perplessità. “Cioè?”
“Ecco, proprio come questo!”
Poi gli chiedo se ha anche della verdura cotta.
“No, ma la trova dal macellaio qui accanto: ha anche un po’ di gastronomia”.
Forse non casualmente, c’ero passato davanti senza neanche notare l’insegna.
E così, come avvenne a Tigullia un anno fa, faccio un nuovo trionfale ingresso in una macelleria.
“Vorrei un po’ di questi peperoni e zucchine.
Quelle polpette sono vegetariane?”
“No, sono di carne,”
“E quel piatto giallo?”
“Insalata di pollo e maionese.”
“Tutto quanto a base di carne? Beh, d’altra parte siamo in una macelleria.”
“Ma sa, abbiamo riaperto oggi e non abbiamo ancora tutto, ma mi creda, vendiamo anche molti piatti vegetariani”, …che sembra un po’ una “excusatio non petita”.

Anche la mia dispensa è ora fornita.
Quando esco anche dall’emergenza navigatoria, non mi resta che camminare, a passo regolare e col cappellaccio contadino in testa, a proteggermi da un sole molto caldo, lungo la “Vecchia Trevigiana” e, poi, inerpicandomi su per una strada privata

fino a raggiungere, un po’ trafelato alle due del pomeriggio, la piccola fiabesca radura che ospita il mio odierno alloggio.


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4 risposte a 28-8: Le colline di Conegliano

  1. Franz ha detto:

    dopo la richiesta dei piatti vegetariani in macelleria, e con tutti i vigneti in piena vegatazione che hai fotografato, saresti stato anche capace di chiedere una birra Peroni a Conegliano ? 🙂 ….almeno a colazione fatti un bel Proseco…..dacci dentro, Massimo

  2. Amanda.B ha detto:

    Quel ciuccia mentine di ipad!

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