6-9: Splendide armonie del Polesine emiliano

Se la tappa di ieri è stata lunga e piena di situazioni diverse, quella odierna è stata molto più breve e priva di eventi particolari, ma ricca di spettacoli naturali in una zona che non conoscevo e che mi ha stupito per la sua bellezza.

Il racconto sarà dunque essenzialmente per immagini e sensazioni.

Mi sono incamminato, come negli ultimi giorni, alle sette e tre quarti e ho lasciato ben presto il paesino di Tàmara al suo risveglio, per immergermi in scenari naturali avvolti in un sottile velo di foschia che il sole basso non riusciva a tergere.

Ieri, in vista di un percorso lungo, il passo era cadenzato, cioè regolare e senza forzature; oggi è decisamente rilassato, di chi, dopo le fatiche, può concedersi una bella passeggiata di circa quattr’ore senza fretta.

Paesaggi di terra e di acque: il Po di Volano, ramo più meridionale del delta, e numerose sue diramazioni e canalizzazioni.

Alla stregua del dissolversi della foschia sotto i raggi del sole, così il mio procedere cancella le ultime tracce della breve notte di sonno e mi concede un senso di pienezza del tutto particolare.

Il benessere fisico accumulato in tutte queste giornate di intensa e sana attività fisica, insieme a quello psicologico di vivere del tutto concentrato nell’impresa e negli elementi essenziali dell’esistenza (procacciarsi ogni giorno il cibo e un tetto), mi hanno regalato questo particolare stato di grazia, in cui mi sembra, in questi momenti come non mai, di assaporare la vita nella sua completezza.

Conviviamo con l’esperienza del limite, prima o poi con l’aspra conoscenza del dolore e della frustrazione, inevitabilmente con la prospettiva della nostra morte e con il ricorrente senso di impotenza nell’assistere a quella dei nostri cari.
Eppure non ci è negata la possibilità di assaggiare la piena realizzazione della vita.
Questa è la realtà in cui è calata la nostra coscienza, forse eterna e predisposta alla gioia senza limiti, come c’insegna, su basi rigorosamente logiche, il filosofo Emanuele Severino, che ho imparato a conoscere tramite l’opera incessante di divulgazione operata dal giovane studioso Angelo Santini.

E si procede, con sistematica attenzione ai riferimenti sulle mappe, ma con frequenti arresti richiesti a gran voce dalla sequenza di spunti fotografici.

Ancora corsi d’acque, rigogliosamente frequenti…

…a rendere fertile questa terra.

Il sole ora è alto nel cielo.
Il percorso di oggi, che mi sta facendo conoscere bellezze inesplorate nella mia regione, ora mi concede un altro regalo.
Come prevedevo, ho ritrovato solo in rari momenti, durante questo viaggio, quello speciale incanto del silenzio che enfatizza i suoni e i rumori più delicati ed elementari tutt’intorno, mentre la luce del sole invade e completa l’opera.

Ecco che la magia avviene ora, lungo la strada felicemente deserta.

Ancora panorami di acque

e di terra:

Ho avvertito la signora affittacamere che arriverò fra le undici e trenta e le dodici, ma una tegola improvvisa sembra abbattersi anche su questa tappa, fin qui così splendida, dolce e incantevole.

Nell’ultimo tratto, lungo la provinciale numero uno di Ferrara, che dovrebbe portarmi direttamente al mio alloggio (dalle parti di Ostellato), non trovo i riferimenti che mi aspetto e ne trovo altri non previsti.

Mi tocca risvegliare il pachiderma.
Appena si degna di mostrarmi la mia posizione, capisco che tutto è sotto controllo: questa volta gli errori sono della cartografia.

Non resta che proseguire, sotto un’accogliente galleria verde che mitiga la calura.

L’andatura è stata tranquilla, ma ugualmente quattro ore senza soste si fanno sentire.

“Bivio Medelana”: strano nome, su un cartello di inizio di un centro abitato.
Per me, tuttavia, è proprio un buon preavviso, visto che il mio bed and breakfast si chiama “Il Bivio” !

E senza bisogno di cercarlo a lungo, annunciato da una grande insegna, lo vedo comparire poco prima di mezzogiorno.

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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4 risposte a 6-9: Splendide armonie del Polesine emiliano

  1. Federica ha detto:

    Che belle zone.. è la magia dell’acqua! Belle anche le foto… Complimenti Franz, ormai sei in dirittura d’arrivo… ciao

    • Franz ha detto:

      Proprio vero, cara Fede: la zona a Sud del Po, in maniera diversa per parecchi chilometri, ha rappresentato, come paesaggi, la sorpresa più bella della mia traversata.
      Mentre scrivo mi manca solo un’ultima lunga tappa e anche questa intensa esperienza sarà felicemente conclusa.

      Grazie, ciao, un abbraccio.

  2. Amanda.B ha detto:

    Tappa piccina molto carina😁

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