Messaggio Urbi et Orbi 2018

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Fra i tanti riti che affollano progressivamente il mese di dicembre, non può mancare il mio resoconto dell’anno che volge al termine: è un rito personale, celebrato però nella speranza di offrire spunti interessanti e preziosi a chi leggerà queste righe.

Mi riallaccio, per cominciare, a quanto scrivevo un anno fa:
(…) ho rinunciato a dedicarmi ad attività che avrebbero richiesto un impegno anche piccolo ma costante; l’impressione è stata quella di viaggiare con il freno a mano tirato, o meglio a basso regime di giri, quasi a voler risparmiare carburante, in funzione di obiettivi autentici ma al momento prematuri, e a me stesso ignoti.

Bene, sotto questo aspetto la situazione non è cambiata, per quanto riguarda la rinuncia a qualsiasi genere di attività continuativa e organizzata; a differenza dell’anno scorso, però, da una parte tale atteggiamento, tendenzialmente solitario e casalingo, è diventato abituale (se escludiamo la lunga parentesi estiva, iniziata e finita con due meravigliosi viaggi a piedi), dall’altra mi è sembrato di cominciare a scorgerne quegli “obiettivi autentici” che mi erano ignoti, come forse risulterà evidente nel seguito.

Sulla falsariga di molti “messaggi” degli anni passati, però, voglio prima spendere qualche parola di commento sia sulla situazione ecologica che su quella politica.

1 – Ecologia

Mi sembra che l’allarme a scongiurare la catastrofe, da parte della comunità scientifica e degli ambientalisti, si sia fatto sentire in modo sensibilmente più stringente. (Linko qui, a mo’ di esempio, un appello del WWF).
Piano piano si è fatta strada nella coscienza collettiva un po’ di nuova consapevolezza (comunque ancora troppo scarsa), ma soprattutto purtroppo si continua a vedere, e non me ne meraviglio, una reazione lenta, pavida e irresponsabile dai governi, in gran parte del mondo.
Viene da pensare che il potere distruttivo dell’avidità, insito nei modelli sociali di chi del mondo detiene le risorse, stia inesorabilmente avendo la meglio su qualsiasi forma sensata di reazione.
E che, se una salvezza ci sarà, a questo punto non possa prescindere da grandi invenzioni che, unitamente al lento cambiamento di abitudini collettive, riparino in modo mirato una parte dei danni. Un po’ come racconta questo articolo.
Ma intanto, sempre più forte è il rischio di scioglimento del permafrost (la calotta di ghiaccio vicina al Polo Nord), che rilascerebbe quantità di carbonio tali da moltiplicare l’effetto serra e accelerare così il surriscaldamento del globo (vedi qui).

2 – Politica interna

Sul fronte della politica interna, evito qui di addentrarmi in lunghe disamine, di cui ci sarebbe abbondanza di argomenti, ma non rinuncio a esprimere la mia posizione. Mi auguro solo che le mie brevi riflessioni contribuiscano a un dibattito calmo, ragionato e civile, vista la spaccatura in due fazioni fortemente antagoniste che si è venuta a generare nell’opinione pubblica, come forse mai prima d’ora.
Il cosiddetto “Movimento 5 Stelle”, alle sue origini, avrebbe potuto scegliere di restare fuori dai palazzi del potere o, come subito avvenne, di entrarne a far parte (a mio parere giustamente), trasformandosi inevitabilmente da movimento a partito e apparato politico. La politica, come sappiamo, è l’arte dei compromessi, cioè di puntare, anche per chi è animato da intenzioni di natura etica e non di potere e tornaconto personali, alla miglior risultante possibile rispetto a spinte non convergenti (comprese quelle interne).
È
 con questa premessa che continuo a esser convinto che l’attuale governo costituisca una provvidenziale novità rispetto a molti decenni di pessima amministrazione della cosa pubblica. Apprezzo e ammiro la grande capacità diplomatica di Giuseppe Conte e l’attivismo pragmatico e instancabile di Luigi Di Maio, e mi sento a loro riconoscente.
È sempre con la stessa premessa che accetto il prezzo di scelte e provvedimenti lontani dal mio sentire, di ispirazione leghista (ad esempio le logiche da far-west in materia di sicurezza), in tema di ecologia (come la mancata presa di posizione contro la tecnologia 5G), di natura economica (la sudditanza al mito della crescita, ma anche a quello del debito pubblico) e infine in tema di accordi internazionali (quello fondamentale con gli Stati Uniti sembra evidente che abbia neutralizzato l’arma dello spread usata dai burocrati europei per disarcionare un governo ribelle, e ci garantisce una certa copertura nelle trattative, ma rischia di vederci corresponsabili di future azioni militari inaccettabili).

3- Politica internazionale

A livello di politica internazionale, mi risulta impossibile offrire una lettura sintetica complessiva della situazione attuale. In tempi non lontani avvertivo come tema principale la tensione fra Stati Uniti e Russia, dovuta alle mire espansionistiche dei primi, ansiosi di ribadire a livello geo-politico, quanto più possibile, la loro supremazia militare, in considerazione sia della montante crisi globale delle risorse, sia del rapido incrementarsi della potenza cinese.
Ad oggi, sinceramente, non mi è chiaro a che livello di tensione siano giunti tali rapporti, e non escludo che la presidenza di Donald Trump, interessata soprattutto al benessere interno degli americani, sia servita quanto meno a raffreddare un po’ la bellicosità idiota dei loro apparati militari. Ma è solo un’ipotesi e una speranza.
Mi limito invece a due o tre spunti, che invece mi sono chiari e di cui avverto l’importanza.
Oscurati dalla lobby forse più potente del mondo, che è quella ebraica-sionista, gli israeliani, o meglio il governo criminale che hanno eletto, stanno facendo carne da macello dei diritti fondamentali, ma anche di tante stesse vite umane, dei palestinesi.
La storia, prima o poi, metterà in evidenza questo teatro di prevaricazione e sofferenza quotidiane, ma chi vuole può rendersene conto facilmente, tramite fonti non omologate, nei “social network”. Lascio alla buona volontà di chi legge, qualora non ne sia già in contatto, la relativa ricerca. Segnalo invece il movimento “BDS” (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) che conduce un’efficace campagna a livello mondiale. Questa la pagina internet della sezione italiana e questo il suo profilo Facebook.

La vicina Palestina non è certo l’unico teatro di prevaricazione, sangue e dolore: gran parte dell’Africa continua a esserlo.
Ho scoperto di recente un attivista coraggioso della causa panafricana. Si chiama Mohamed Konarè e vive in Italia; in particolare denuncia lo scandalo del controllo esercitato dalla Francia su molti paesi africani tramite la moneta (vedi qui due interviste, rispettivamente dello scorso agosto e di inizio novembre).

Come ultima segnalazione in campo internazionale vorrei spostare l’attenzione sulla Cina.
Un paio di esperti sul campo ci raccontano come funzionino (sorprendentemente) le cose da quelle parti, sfatando l’immagine diffusa di una cupa tirannia illiberale. Ascoltando questi resoconti mi è venuto da pensare che siamo in presenza di un modello politico potenzialmente molto più efficace per rispondere all’allarme ambientale, rispetto alle nostre democrazie rappresentative troppo legate alla conquista del consenso. (Articolo di Fabio Massimo Parenti: prima parte e seconda parte; intervista a Michele Geraci: vedi qui).
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Nonostante il mio sforzo di sintesi, mi sono dilungato già parecchio e spero di non aver perso per strada dei lettori, prima ancora di aver affrontato i temi che maggiormente mi stanno a cuore, poiché rappresentano grandi novità nella mia vita.

4 – Filosofia

Già l’anno scorso avevo segnalato la mia scoperta di un giovane filosofo di impostazione “idealista”, Angelo Santini, che, elaborando il pensiero di George Berkeley, sosteneva che la materia sensibile fosse ingannevolmente autonoma e separata dalla nostra percezione e che invece fosse solo grazie a quest’ultima che il mondo fisico si manifestasse.
Durante tutto quest’anno, Santini ha lungamente divulgato il pensiero di un altro filosofo, italiano e vivente: Emanuele Severino, di cui ha approfondito lo studio con una passione ed entusiasmo che lo porta spesso a definirlo come il più grande di tutti i tempi, in quanto unico portatore di un sistema di pensiero capace di superare positivamente tutte le sfide logiche poste dalla realtà che ci appare.
Rifacendosi a Parmenide e al principio di non contraddizione, Severino nega la possibilità del divenire di alcunché, che definisce legata al pensiero nichilista, in quanto l’apparire e lo scomparire di qualsiasi caratteristica di un ente implicherebbe che il nulla, entità impossibile, sia capace di generare o di accogliere tali aspetti.
Alla nostra coscienza, come fotogrammi di uno stesso film sincronizzato per tutti i viventi, appare una rapida e continua sequenza di sempre diverse entità (fra cui il nostro stesso corpo, gli organi sensoriali e il nostro cervello), tutte presenti e fissate eternamente a livello di in una realtà assoluta di cui la coscienza stessa è un’emanazione.
La nostra situazione attuale di esistenza, che non solo ci propone drammaticamente il limite, l’errore, la sofferenza e la morte, ma anche il senso di essere individui separati dal tutto di quell’assoluto originario, si spiega come inevitabile realtà di errore generata, per contrasto, a incontrovertibile garanzia della verità e gloria dell’assoluto, a cui faremo ritorno al termine della nostra esperienza terrena.
L’intera vicenda universale, che tende a quello stesso traguardo glorioso e che si concluderà alla fine del suo compito, è disegnata dall’assoluto, dunque anche da ciascuno di noi nella sua più intima essenza, in maniera predeterminata e tale da rendere impossibile, durante la navigazione (cioè nel nostro presente), il libero arbitrio.

Spero che questa mia sintesi non faccia torto al pensiero, complesso e raffinatissimo, di Severino e del suo giovane divulgatore.
Personalmente, ammetto con umiltà di non possedere gli strumenti logici e filosofici tali da confermare o confutare l’inevitabilità di questo quadro. Ma ne intuisco, almeno in parte, la potenza, unitamente a un carico di speranza ignoto al materialismo scientista in cui mi ero calato dopo l’abbandono della fede cattolica, intorno ai trentacinque anni d’età. Materialismo scientista che Angelo Santini smonta nelle sue basi logiche in innumerevoli occasioni, rappresentate dai suoi video su youtube.
Peraltro, anche la meccanica quantistica (altro argomento sempre avvincente), con i suoi apparenti paradossi e con l’indicazione che, a livello sub-atomico, siamo fatti di vibrazioni e non di materia, sembra offrire un deciso “scrollone” all’inganno dell’esistenza oggettiva, appunto, della materia.
L’unico aspetto che mi dà un senso di privazione è quello relativo al libero arbitrio (peraltro anche il bolognese Franco Bertossa, grande esperto di buddismo, in questo video, lo nega), ma dato che non mi sento tenuto a sposare in toto alcuna teoria filosofica o spirituale, continuo a vivere tranquillamente come se fossi davvero padrone delle mie scelte.

Recentemente, Angelo Santini si è cimentato in una summa estremamente analitica del pensiero di Emanuele Severino. Il video (clicca qui) dura la bellezza di tre ore e tre quarti; sarei davvero felice se qualcuno volesse avventurarsi ad ascoltarlo per intero. Non mi esento, tuttavia, dal segnalare un paio di video più brevi che ne contengono una buona e vivace sintesi (Vedi qui e qui).
Infine segnalo qui il canale youtube che ospita i quasi quotidiani filmati con i monologhi e le conversazioni di Angelo Santini.

5 – Spiritualità

Questo è un capitolo che, solo un paio di anni fa, non avrei neanche preso in considerazione, bollandolo come frutto di fantasie consolatorie e superstiziose. La rigorosa filosofia di Angelo Santini mi ha invece aperto le porte a tale ambito di pensiero che, alle soglie dell’età anziana (e con la sensazione di aver vissuto già una quantità enorme di situazioni di vita), sta modificando radicalmente il mio approccio all’esistenza, anche a livello quotidiano, regalandomi speranza, attimi di benessere interiore e capacità di gioia che mai più avrei immaginato.
Come per qualsiasi altro ambito della conoscenza, internet si è rivelato, grazie alla quantità di materiali e alla possibilità di continui concatenamenti, una fonte inesauribile di arricchimento e scoperte, al solo prezzo di curiosità e tempo dedicato.
Il parallelismo fra la nostra, per così dire, “sostanza coscienziale di assoluto” del pensiero severiniano e le vie interiori all’illuminazione, che fin da tempi antichissimi ci vengono indicate dai maestri di spiritualità, è davvero notevole e incoraggiante.
Citerò qui soltanto due grandi insegnanti, viventi, che ho scoperto e da cui mi sono potuto nutrire con avidità, e alcune relative intuizioni, ancor più che acquisizioni mentali, che mi hanno permesso qualche piccolo passo sulla difficile via della consapevolezza e del risveglio interiore.
Il primo è italiano e si chiama Pier Giorgio Caselli.
Laureato in fisica, unisce la sua passione per tale materia a una grande cultura in altri campi, come l’arte e la letteratura; soprattutto, però, ha coltivato il pensiero dei grandi mistici orientali (da Gautama il Buddha a Paramahansa Yogananda) così come quelli della tradizione cristiana, come lo stesso Gesù e i più importanti santi, per così dire “estratti”, nei loro insegnamenti sapienziali, dall’ingombrante involucro e fardello delle religioni.
Apro qui una breve parentesi sulla vita di Gesù Cristo: uno studio del teologo Holger Kersten (vedi qui, l’articolo è molto lungo!) affaccia ipotesi estremamente suggestive, e avvolarate da indizi interessantissimi, su un suo periodo di formazione giovanile in India presso comunità buddiste e di un ritorno in quella terra dopo la crocifissione, che non ne avrebbe causato la morte e successiva resurrezione.
Tornando a Caselli, mi accorgo che se dovessi elencare tutte le acquisizioni, intuizioni e nuove abitudini mentali che mi ha fornito, sempre con l’approccio di chi offre suggerimenti anziché insegnare una dottrina, nelle mie oltre trenta ore di ascolto fin qui dedicate ai suoi video, dovrei scrivere un altro lungo articolo.
Sono costretto a limitarmi a pochi punti:
– atteggiamento di ringraziamento per ogni evento che capita, ma anche per tutti quelli già successi; in particolare, tale attitudine si sostituisce a quella, ben radicata, di contrizione ed espiazione a fronte dei frequenti ricordi di mie inadeguatezze: il perdono è automatico;
– “mani (simbolicamente) protese e aperte”, pronte a ricevere qualsiasi dono e a lasciarlo andare senza impossessarsene, come fosse una meravigliosa farfalla che vi si posa, ma per un tempo limitato;
– rinuncia a chiedere e a desiderare alcunché: la “volontà di Dio” (nel senso dell’assoluto severiniano) è immensamente più capace della nostra nel dirigere il cammino verso il meglio;
– attenzione, stupore e riconoscenza per i segnali, coincidenze, sincronicità, che vengono a farmi visita da parte di una realtà sempre più magmatica e in evoluzione di quello che sembra.

Se il canale youtube di Pier Giorgio Caselli, intitolato “Scuola non scuola” (vedi qui) è quello che ho più frequentato e da cui ho più imparato, non nascondo la mia repulsione per alcuni suoi argomenti per me troppo esoterici, come le aure e i corpi astrali; non solo, ma confesso che verso di lui nutro profonda ammirazione e riconoscenza, ma non particolare simpatia, per la sua maniera di comunicare priva di delicatezza (e anche quella di proporre, ai presenti nei suoi seminari, esercizi di impatto psicologico troppo duro).

Al contrario, chi mi suscita un fascino e un incanto quasi trascendentali, è l’altro maestro che vorrei qui segnalare: le sue parole quasi sussurrate, le sue lunghe pause di silenzio, i suoi piccolissimi accenni di battute e di riso, sgorgano come una sorgente balsamica.
Si chiama Eckhart Tolle, tedesco di nascita ma residente in Canada, autore di un paio di libri di enorme successo.
I suoi insegnamenti sono molto concentrati sulla capacità di vivere ogni momento con attenzione vigile, curiosa, pura e totalizzante, portata alla “presenza” e alla spontanea contemplazione del reale anzichè al soffocante ragionamento.
Una rassegna di video, tutti molto godibili e ben sottotitolati, si può trovare qui.

Sono arrivato in fondo alla mia lunga dissertazione.
Vorrei, in conclusione, segnalare una strana divergenza fra le prospettive di autodistruzione che, a uno sguardo informato, offre il nostro scenario ecologico globale, rispetto al concetto di “nuova coscienza emergente” più volte sostenuto da maestri come Pier Giorgio Caselli.
Sulla falsariga degli atteggiamenti mentali che ho appresi da lui stesso, rinuncio a venirne a capo logicamente e mantengo un incondizionato senso di gratitudine per quanto ci è dato vivere.

E con tale stato d’animo, positivo e pronto alla gioia, auguro, a chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui, un nuovo anno incantevole, luminoso e colorato come una pietra preziosa!

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5 risposte a Messaggio Urbi et Orbi 2018

  1. Sari ha detto:

    Mamma mia quanta parte di vita hai toccato con questo tuo messaggio. Mi ha colpito la serenità con cui affronti gli argomenti più difficili senza scadere nel fanatismo.
    Sul tema del libero arbitrio c’è da perdere la testa… sono determinata a non accettare di non esercitarlo ma poi, rimescolando nei dettagli, momentaneamente mi perdo ma non demordo.
    Ti sento sereno e ti auguro di mantenere questo tuo stato per sempre.
    Buone Feste.

    • Franz ha detto:

      Sì, cara Sari, la serenità è un dono che mi sta progressivamente offrendo il mio cammino alle soglie dell’ultimo suo segmento.
      Auguro anche a te di riceverlo e coltivarlo sempre più.
      A questo fine voglio inviarti una piccola umile raccomandazione e una segnalazione.
      La prima riguarda il difficile tema del libero arbitrio. Parli di tua determinazione nel rivendicarlo; ti suggerirei un atteggiamento più morbido verso te stessa: credo infatti che la verità (quella assoluta o anche solo quella che più illumini il nostro percorso) si faccia strada da sè, apportando luce, significato e gioia di vivere.
      La seconda, ad uso anche di eventuali (graditi) curiosi che mettessero il naso in questi commenti, riguarda un paio di video di un maestro zen che, nelle mie felici peregrinazioni internettiane, ho scoperto proprio ieri.
      Il solo ascoltare persone così profondamente serene e fiduciose, come peraltro Eckart Tolle, fa bene allo spirito… Vedi qui e qui.

      Ancora tanti cari auguri per un anno radioso.

      • Sari ha detto:

        Sono auguri sostanziosi i tuoi e te ne ringrazio di cuore. Salvo i link per la calma da riguadagnare nel dopo festività.
        Grazie Francesco. A te un allegro 2019.

  2. barbara ha detto:

    Complimenti Francesco, un bell’articolo davvero 🙂

    • Franz ha detto:

      Grazie, cara Barbara!
      So bene che abbiamo un punto di vista molto concordante sia in politica interna che internazionale; spero di averti dato utili spunti anche in campo filosofico-spirituale, che è la nuova appassionante frontiera dei miei interessi.
      Ancora auguri di buone feste! 🙂

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