12-7: Tutte le vie portano a Lucca

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La pausa di riposo viareggina, che mi ha utilmente e sorprendentemente straniato da questa mia nuova ubriacante sarabanda di esperienze di viaggio, mi ha permesso anche di rivedere, oltre a Massimo che mi ha ospitato, altre persone care.
Fra queste, un’amica piuttosto recente, giunta a Viareggio in tempo per partecipare all’ “ultima cena”, preparata da lui.
Si chiama Daniela e la conobbi in occasione di un convegno ecologico da queste parti, lei in veste di relatrice come vicepresidente di una società.
Oggi mi affiancherà, nella tappa che si dirige nuovamente verso il filo d’Arianna francigeno e, una volta ritrovatolo, verso Lucca, con arrivo a San Macario in Piano.
Abbiamo appuntamento alle sei e mezza davanti alla stazione.

Ripercorro a ritroso, di primo mattino e con il consueto buongiorno del sole nascente, l’ultima mezz’ora del lunghissimo tragitto di giovedì scorso.

Il porto-canale, questa volta, è abitato.

Giunto all’appuntamento, dove Daniela mi sta già aspettando, ci incamminiamo nel sottopassaggio per oltrepassare i binari, prima che le scatti la foto di presentazione per gli amici di questo blog.

Un po’ di nuvolaglia genera spettacolari effetti in cielo e una luce un po’ lattigginosa ai paesaggi di questa prima parte.

Superata una zona lacustre,

questa tranquilla strada ghiaiosa mi riporta nuovamente, con la mia nuova compagna di viaggio, verso le colline,

che affrontiamo agevolmente, su strade battute dai primi ciclisti di questa domenica mattina.

Sono già le nove e un quarto quando passiamo dalla località di Panicale, decidendo di non fermarci.

Di lì a poco, l’evento che complica anche questa tappa, regalandoci una breve ma sgradevole entrata in “modalità emergenza” (durante la quale non penserò a fare fotografie).

I primi segnavia della Francigena, avvistati da Daniela, sono accolti dal nostro entusiasmo.

Dapprima ci portano su una strada secondaria, poi, in un formato che ci lascerà forti dubbi d’attribuzione (semplici piccole strisce di vernice bianco-rosse), su per un sentiero in ripida salita.

Intanto mi accorgo di aver commesso un errore d’imprevidenza: guidato fin qui da Google Maps, non ho provveduto a caricare, finché c’era connessione, la mappa dell’applicazione, che ci deve servire per il resto dell’itinerario.
Siamo al buio, e lungo una traccia non sicura.

Una piccola radura sembra prometterci l’agognato contatto con la rete, ma purtroppo entrambi i nostri apparecchi restano, proprio come noi, in modalità “E” come emergenza.

Scorgiamo un paio di giovanotti, dall’accento marocchino.
Mentre io continuo a cercare di cavare un ragno dal buco dei nostri apparecchi, Daniela, ad alta voce da distante, chiede loro se il sentiero che stiamo percorrendo sia quello francigeno verso Lucca.
Otteniamo una conferma abbastanza sicura.

Fortuna vuole che, quasi immediatamente, si riattiva la connessione del mio tablet, con mio immenso sollievo.
Ricarico la mappa e vedo che siamo, invece, molto lontani dalla traccia.
Dietro-front.

Solo una volta tornati sulla strada principale, e percorsane un tratto, verremo a capo di quell’impropria deviazione che ci aveva tratti in inganno: si trattava di una variante al percorso ufficiale che passa per Gualdo anziché per Valpromaro; entrambe dirette poi a Lucca.
Rinfrancati dalla tracciabilità dei nostri passi, proseguiamo fino a trovare il vero innesto del nostro percorso di avvicinamento con quello della Via Francigena.

La “Casa del Pellegrino” di Valpromaro,

poi, dopo tratti panoramici in cui concediamo un po’ di riposo alle nostre gambe,

il suggestivo e fiorito borgo di Piazzano:

Un maestoso gigante verde assiste al nostro passaggio,

che ci porta nell’ultima parte del percorso:

una stretta strada asfaltata, percorsa da rari veicoli, fiancheggia una gola in cui scorre un torrente.
È un rettilineo, lungo una valle che sembra isolata dal resto del mondo, con un fascino tutto speciale.
Il sole di mezzogiorno, intanto, batte senza pietà, inizialmente non contrastato da alcuna brezza.
Sembra di dover procedere all’infinito; Daniela soffre il caldo più di me e mi chiede di fare un’altra breve sosta, sotto la sparuta ombra di un albero.

Poi si riprende, fino alla sospirata confluenza con la provinciale Sarzanese

e, di lì a non molto, con la traversa in fondo alla quale c’è la mia nuova dimora.

Veniamo accolti da una coppia con una bambina.
Gli ambienti sono freschi; la gentilezza di queste persone è davvero straordinaria.
Permettono senza problemi una doccia anche a Daniela, a cui forniscono le indicazioni dei mezzi per raggiungere Lucca. La signora si rammarica anzi di non poterla accompagnare in macchina, a causa di un suo impegno.

Dopo la doccia rigenerante, possiamo affrontare a cuor leggero anche un altro chilometro di cammino, fino al ristorante (e all’adiacente fermata dell’autobus per Lucca), che ci sta aspettando nonostante siano ormai le due e mezza.

Una rinfrescante insalata e una pastasciutta terminano in gloria la nostra gioiosa fatica.
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Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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2 risposte a 12-7: Tutte le vie portano a Lucca

  1. Amanda ha detto:

    Via su meglio di altre volte 😊

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