6-5: La Via del sale

Finalmente una notte senza grossi problemi; e finalmente una colazione come si deve: avevo chiesto un po’ di frutta, magari una mela o un’arancia: alle sei e tre quarti, servito dall’anziano della famiglia, trovo già sul mio tavolino tre mele (che “capitalizzo” nello zaino), una grossa arancia, alcune noci e un piatto con una grande quantità di enormi fragole. Insieme al tè (con due belle fette di limone vero), fra le varie torte che mi vengono elencate, scelgo ancora una volta quella al cioccolato, poi mi viene quasi imposta, con spontanea generosità, anche una fetta triangolare di mascarpone, pure con uno strato di cioccolato, e un succo di frutta alla pera fatto da loro che non si può rifiutare.

Come ieri sono le sette e venti quando, ben pasciuto e idratato, do inizio alla quarta e ultima puntata della mia spedizione verso il mare; varco il cancello dell’agriturismo e mi avvio verso l’abitato di San Pietro in Vincoli.
Un sole molto malato stenta a farsi largo fra fitti strati di nubi.

Con passo molto baldanzoso raggiungo in breve tempo il centro del paese.

Ieri, nell’osservare e fotografare la “Casa del popolo comunista”, ero rimasto un po’ perplesso, ricordandomi che, a differenza dell’Emilia rossa, la Romagna fu lungamente un feudo del partito repubblicano.
Ne ho qui una conferma molto evidente, in questo palazzo color verde, con tanto di due foglie d’edera sui capitelli:

All’uscita dal paese, mi ritrovo ancora a procedere su una strada senza banchina, ma per fortuna il traffico è piuttosto limitato.
Il nome della strada, Via del sale, fa pensare all’importanza storica delle saline di Cervia, che oggi attraverserò, prima di entrare nell’abitato della cittadina balneare.

Con una certa esuberanza che non bada ad amministrare le energie, continuo a camminare in modo molto spedito. Anche se il cielo è cupo, lo stato d’animo è leggero: capisco che da molto tempo non sperimentavo simili sensazioni di libertà da pensieri opprimenti di qualsiasi natura.

A San Pietro in Campiano, sede di questa chiesa settecentesca,

il mio itinerario compie un angolo retto a sinistra verso il paese di Campiano, che però non raggiunge, perché Google Maps oggi ha deciso di farmi un grande regalo: ben presto mi propone un’altra deviazione, questa volta a destra e su uno stradello sterrato e deserto fra i campi

Almeno sette chilometri, vale a dire quasi un terzo dell’intera tappa odierna, si svolgeranno lungo questa diramazione che punta dritta al paese di Castiglione di Ravenna. La strada, gradualmente, assumerà caratteristiche meno spiccatamente campestri, diventando poi asfaltata, ma sempre a regime di traffico molto scarso, per la delizia dei camminatori solitari.

Se prima ero pervaso da leggere sensazioni di libertà, dovrei ora essere euforico per questa inattesa situazione ambientale; e invece, forse pagando l’eccesso di baldanza iniziale, sento gradualmente venir meno la spinta e l’entusiasmo, mentre il passo si appesantisce.

Spunti sempre nuovi d’attenzione, tuttavia, continuano a invogliarmi nella caccia all’immagine…

Ecco finalmente una cascina completamente ristrutturata, nel rispetto dell’architettura contadina. Mentre gli edifici degradati che ho incontrato sono davvero tanti, poche volte ho notato eleganti palazzine di questo genere, che mi sembrano invece molto più frequenti dalle mie parti. Ipotizzo si tratti di una questione di maggior o minore ricchezza diffusa.

Uno straordinario gigante arboreo cattura l’attenzione:

poi ancora distese di piccoli germogli

e borbottanti animali da cortile, che si godono un sole che, pian piano, sta guarendo.

Sono le dieci quando raggiungo la frazione di Castiglione e, prima di immettermi nella trafficata provinciale verso le saline e il mare, decido di cercare un posto comodo per una sosta.
Nell’area laterale c’è una scuola , con due grandi scuolabus parcheggiati, e la sede del consiglio circoscrizionale, ma niente panchine.

Non resta che appollaiarsi sotto un grande albero e a ridosso dei pullmini gialli.

L’atmosfera è quieta e gradevole; il sole ha vinto la sua battaglia: luci, colori e temperatura ne godono.
Ho percorso dodici chilometri e ne mancano altri dieci; prevedo di giungere entro le dodici e mezza al mare di Cervia, dove non mancheranno gli stabilimenti balneari per una piadina e una birra.

Terminata la ricarica di energie fisiche e mentali, do inizio all’ultimo segmento della mia traversata.
Appena immesso nella provinciale, ancora nel piccolo abitato di Castiglione di Ravenna, scorgo sul lato destro della strada un breve tratto pedonale; un’occhiata a sinistra e una a destra e attraverso la strada a piccoli passi di corsa, anticipando il sopraggiungere di un’automobile. Appena al sicuro, vedo che la stessa automobile mette la freccia e viene a parcheggiarsi proprio sulla sede pedonale, poi ne esce una persona che mi si fa incontro.
Ho un attimo di vero e proprio spaesamento quando riconosco in quella persona, che mi sorride sardonicamente, Antonella, la mia amica di Faenza con cui avevo pranzato giusto l’altro ieri nel parco di Cotignola.
In effetti, nel metterci d’accordo per incontrarci, m’aveva detto che oggi si sarebbe recata per un breve impegno a Cervia, ma poi non ci avevo più pensato, cosicché rivederla qui mi sembra una circostanza irreale. Nell’atmosfera particolarmente solitaria del percorso odierno fin qui, l’evento, benché breve, si rivela molto festoso.

Affronto così con rinnovato slancio l’angusto tratto nella strada trafficata,

che, ben presto, si apre a nuovi scenari naturali.

Ecco laggiù, oltre all’estesa fioritura di colza, il grattacielo di Cervia, a indicarmi che ormai il traguardo è vicino.

E finalmente le saline, che attraverso con molta curiosità.

In realtà, lo spettacolo che mi si presenta è quello di aree desolate di terra molto chiara, ove evidentemente l’evaporazione dell’acqua marina ha già concluso la sua funzione.

Mi fanno compagnia, con i loro versi gracchianti e le loro acrobazie aeree, diversi gabbiani, che evidentemente trovano qui parecchio cibo decomposto e… predigerito.

Una ventina abbondante di minuti mi occorre per superare questa particolare area seminaturale, oltre la quale si entra nel centro abitato di Cervia.

È una sensazione già vissuta: quando, alla fine di una tappa, occorre attraversare completamente una cittadina, quest’ultima sembra interminabile.
Se non altro, seguire il corso del porto canale si rivela poi più semplice ed efficace che affidarsi alla guida del tablet.

Ed eccolo laggiù: appare finalmente nella sua emozionante, attraente maestà, il mare aperto,

da cui mi separa, sempre seguendo il canale, un’area di manutenzione delle barche.

E infine il desiderato traguardo, la spiaggia.

Oggi il vento di terra, qui chiamato garbino, rende il mare placidissimo.
L’antica sensazione del contatto dei piedi con la sabbia m’invita a dedicare grato a loro, che hanno macinato quasi cento chilometri da casa mia fin qui, un’immagine esclusiva.

Dopo aver preso postazione a un tavolino di un vicino stabilimento, mi godo lunghi momenti di grande, profonda armonia e benessere.
Insieme alla soddisfazione dell’impresa conclusa, ne sono i preziosi ingredienti il clima ideale, le presenze umane molto diradate, la gentilezza della signora che mi prepara un’ottima piadina (con l’atteggiamento di chi sta per affrontare con sollievo la nuova stagione estiva) e, non ultimo, il sottofondo carezzevole, per chitarra e basso, dei virtuosismi di Django Reinhardt, o di qualche suo seguace.

E, per completare l’idilliaco finale quadretto, con adorabile sfacciataggine, viene a festeggiare con me anche un imprevisto commensale…

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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12 risposte a 6-5: La Via del sale

  1. Amanda ha detto:

    Il passerotto Marino 😍

  2. Nickangera ha detto:

    Racconto coinvolgente tanto da sentirsi addosso la fatica della camminata ma anche il palpabile piacere della colazione, dell’aria rarefatta del mattino, del godimento della natura, della visione finale del mare, piadina compresa….
    Mettimi un versione solo col gli highlights altrimenti mi affaticato troppo.
    Sono convalescente…. 👏👏😃

    • Franz ha detto:

      In effetti sto pensando a un modello di… consenso informato per chi vorrà ancora seguire, in futuro, le mie faticacce ed emozioni! 😀
      Grazie di cuore, caro Nick, per questa tua entusiastica e gratificante recensione.

      • nickangera ha detto:

        Poteva essere una battuta ma oggi sembra che i giovani siano attratti solo degli highlights di un evento.
        Potresti mettere un post finale con “il meglio del tour”.

        Non hai valutato l’idea di farti un sito personale?
        Ho buttato un okkio anche su WordPress e con pochi euro (ho visto un costo annuo di 15€)
        si può rendere facilmente accessibile il tuo vissuto…😋

        • Franz ha detto:

          In tempi in cui i social ancora la fanno da padrone, è tempo sprecato cercare la popolarità unicamente con un proprio blog o sito personale. Meglio puntare sulla qualità selezionata del proprio pubblico! 😉

  3. primoomarello ha detto:

    Kazzo ke omarello! Ke gradevole racconto!

  4. daniele1103 ha detto:

    Molto bene,Franz,sono contento di saperti arrivato sereno e soddisfatto…Banale osservazione:hai vissuto come desideravi un piccolo frammento di vita,io penso troppo spesso che,invece,assisto alla mia vita,con la tentazione di lamentarmi pure….P.S:male quel MAI riferito l’altro giorno alla vaccinazione,ma non credo di sorprenderti…Ora,goditi il mare nella stagione migliore!

    • Franz ha detto:

      Ti ringrazio del contributo, Daniele: concorderai che si tratti, almeno questo, d’un gesto “attivo” che hai scelto di fare, assecondando un tuo slancio di cuore.
      Mi sono goduto il mare, intensamente, per il breve periodo in cui l’ho raggiunto; poi, nel pomeriggio di ieri, due treni regionali, lungo le tratte Rimini-Ravenna e Ravenna-Bologna, mi hanno rapidamente riportato alla base.
      P.s.: non mi sorprende la tua posizione a favore dei cosiddetti vaccini; da parte mia, cerco di contrastare l’informazione a senso unico, di giornali e televisioni, tramite questo stesso blog, con pubblicazioni sicuramente meno accattivanti.

  5. Valter ha detto:

    Ciao Francesco,ho seguito con immenso piacere questo tuo diario della camminata fra casa e il mare. Mi sembra quasi un po’ di esserci stato anch’io e, ascoltandomi bene, mi fanno anche un po’ male i piedi… Magari avrà contribuito anche la quotidiana camminata di un’ora con il cagnolino e senza bavaglio, come sempre. Ti ringrazio quindi moltissimo per avermi fatto partecipe di questa tua esperienza, con le tante foto e i testi, come sempre molto garbati, ma precisi. Un grosso saluto dal tuo amico Valter.

    • Franz ha detto:

      Grazie di cuore, caro Valter.
      Generare nei lettori empatia (e dunque… fatica, ma anche sorprese ed emozioni) è l’obiettivo delle narrazioni dei miei viaggi a piedi, che ne sono sempre una parte integrante; dunque mi gratifica molto apprendere di esserci riuscito, sia pure aiutato, in questo caso, dalla tua quotidiana pratica di camminata, semi-solitaria e a volto scoperto.
      Un caro saluto a te e un abbraccio.

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