Le vestali dell’Alveare

(Diario di un resistente – 4)

.

La consegna avviene in un locale del grande “Circolo ARCI San Lazzaro”, il giovedì, dalle cinque e mezza alle sette del pomeriggio: proprio lo stesso giorno e orario in cui comincio a scrivere questo articolo.
Ma io ci vado solitamente ogni due settimane, tempo necessario a consumare la mia fornitura (principalmente verdura e frutta) di alimentari in distribuzione.
La scelta e il pagamento con carta di credito avvengono nel sito de “L’Alveare che dice sì“, un’organizzazione di origine francese, diffusa qua e là anche nel territorio italiano; il principio è di premiare le produzioni locali e un rapporto di vendita che valorizzi il contatto umano.
I vari produttori sono presenti nel menù settimanale con un parziale criterio di rotazione: non ci sono solo prodotti ortofrutticoli, ma anche farinacei, latticini, vini, birre e bevande, prodotti ecologici per la casa, conserve e anche carne e insaccati.
I prezzi richiesti dai produttori subiscono una maggiorazione percentuale, indicata in modo trasparente e destinata per metà all’organizzazione e per metà ai gestori del punto di distribuzione.

Fin dalle prime volte che ci andai, quasi un anno fa, tre giovani donne, tutte particolarmente belle, mi accolsero molto festosamente, facendomi parlare e mettendo ripetutamente a dura prova la mia antica timidezza.
Stranamente mi chiesero subito se fossi uno scrittore; forse si trattava di un “assist” nei confronti della più giovane di loro, C., che dedica tempo e passione alla parola scritta; ma non potei negare di aver pubblicato un libro, di cui poi, a distanza di qualche mese, avrei regalato loro due copie: una per la coppia F. & F., l’altra per la stessa C., ottenendo per riconoscenza, la volta dopo, una selezione di prodotti dell’Alveare.
Le due F. sono entrambe more; quella dall’espressione più matura, dotata d’intelligenza e di grande capacità empatica, fu lungamente assente per un periodo di volontariato in Africa.

Ricordo con tenerezza l’altra F., nel locale non riscaldato e temperatura vicina allo zero, in alcune sere invernali. Una volta mi disse che, prima di rincasare, avrebbe girato in macchina per le strade di Bologna, per qualche ulteriore consegna.
L’attività non richiede certo tante presenze, ma è immaginabile un patto di mutuo soccorso fra le tre giovani, di cui una mi confidò di non avere un lavoro fisso.
Inizialmente e durante l’assenza dell’altra, che ha il suo stesso nome, era F. ad accogliermi e a conversare un po’ con me: un viso pulito e intenso, dagli occhi e dai capelli scuri, e un radicato impegno a migliorare le sorti del mondo.
Poi subentrò anche C., capelli biondi in un magnifico viso angelico e un entusiasmo da bambina che trapela, a volte, in un gesticolare molto buffo. Lo stesso suo entusiasmo si ritrova nelle settimanali lettere di presentazione alla “tribù”, in cui dimostra di riporre ancora più fiducia della collega in un progresso universale, in maniera ahimè esagerata in rapporto a questo semplice gruppo d’acquisto. Ma spero che non legga queste mie parole, perché in quel suo entusiasmo c’è pur sempre qualcosa di sacro.

Giovedì scorso, a differenza del solito, sono riuscito a esprimere con profondità e autenticità alcuni miei concetti, parlando con F. dallo sguardo intenso.
Pensando di sfondare una porta aperta, lei mi ha chiesto se avessi ascoltato il recente forte atto d’accusa di Greta, in missione qui in Italia.
“Ho preso le distanze anche da lei,” mi è toccato ribattere. “Sai, c’ero anch’io nella prima grande manifestazione degli studenti a Bologna…”
“Sì, anch’io…”
“…ma poi mi sono convinto che è manovrata anche lei. Pensi che sarebbe così facile parlare alle Nazioni Unite e in tutte le sedi istituzionali del mondo?”
“Ma perché lei è brava” ribatte e il suo sguardo, rivolto leggermente verso l’alto, per incontrare il mio, ha un qualcosa di diretto, sincero e appena supplichevole, che mi resterà a lungo impresso.
“Eh, se bastasse essere bravi… Hai mai sentito parlare del Grande Reset?”
“No.”
“È un progetto di trasformazione della società, con abolizione della proprietà privata in cambio di un reddito universale di sussistenza, la cancellazione di tutti i debiti e un controllo tirannico e inesorabile su ogni nostra azione. Lo ha concepito il Forum Economico di Dav os, ne hai mai sentito parlare?”
“No.”
“Si tratta di un gruppo dei veri più potenti del mondo, capitanato dal figlio di un ingegnere collaboratore del regime nazista, un certo Sch.wab; e questi qua hanno fatto un breve video in cui magnificano il loro progetto: un mondo senza più crisi ambientali, tanta tecnologia e felicità diffusa. E nell’immagine di copertina ci sono tutti i personaggi più in vista: c’è Putin, c’è Biden, Angela Merkel, il presidente cinese, Obama e c’è anche Greta, in prima fila.”

gr res

Col sincero dispiacere che mi dà sempre trovarmi in disaccordo con l’interlocutore, prima ancora di chiedermi se il seme del dubbio possa germogliare in quell’anima pura, le ho detto:
“Ho portato degli altri contenitori di plastica da riciclare…” e glieli ho dati, poi ho sistemato i sacchetti compostabili pieni zeppi di verdura fresca nel mio zaino.

Ci siamo salutati e, sul far della sera, son tornato a casa con la mia bicicletta.
.
.

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
Questa voce è stata pubblicata in Tutti gli articoli. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Le vestali dell’Alveare

  1. baldassinisandragmailcom ha detto:

    Delicato nel descrivere un mondo così lontano da quello in cui sono immersa. Colgo la tua sapienza nel saper selezionare in questo profondo mare. 😘

    • Franz ha detto:

      Un mare profondo e solcato da minacciosi venti di tempesta… Ma, se riesci a ritagliarti, ogni qualche giovedì, il tempo per il ritiro di prodotti buoni e amici dell’ambiente, troverai là un’oasi di bonaccia e umanità.
      Grazie per il tuo gradito commento, Sandra, almeno altrettanto delicato.

Commenti:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.