L’Antizuc (2021-16)

gioia

Quattordicinale – esce il martedì sera – Direttore “irresponsabile”: Francesco Selis
15 giugno 2021
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Chi vuol esser lieto, sia…
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ldm38…di doman non v’è certezza.
A meno d’una settimana da quel momento di magica pienezza che è sempre il solstizio d’estate, il famoso incipit scritto cinque secoli e mezzo fa da Lorenzo de’ Medici torna utile, per commentare il quadro che esce dai nuovi contributi d’informazione e di pensiero collezionati in questo numero dell’Antizuc (l’ultimo prima di una lunga vacanza estiva).
Consiglio amichevolmente di accostarvi a questa nuova carrellata con (…)

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Dal “nostro” inviato in Florida
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RMazNel gennaio 2017, poco prima dell’insediamento di Donald Trump, Anthony Fauci aveva previsto con certezza una pandemia “a sorpresa” prima della fine del suo mandato presidenziale.
Se nel numero scorso, grazie al contributo di Franco Fracassi, abbiamo scoperto la quantità di laboratori, nel mondo, che si occupano di potenziare dei virus a scopo militare, nonché gli stretti legami (anche tramite lo stesso Fauci) fra quello di Wuhan e quello americano di Fort Detrick, Roberto Mazzoni, qui in uno dei suoi video più interessanti, focalizza l’attenzione sul significato interno, d’opposizione all’ex-presidente, della gestione della pandemia, senza dire, ma lasciandolo forse intendere, che tale obiettivo sia stato proprio, quanto meno, una concausa della stessa. Grazie all’emergenza è stato incoraggiato il voto postale, principale fonte dei brogli, e sono stati minati, con il blocco delle attività, i risultati straordinari fin allora ottenuti in economia da Trump. Fauci viene definito da Mazzoni “la causa principale della sua caduta”.
Come sempre, il lungo servizio del giornalista (contenente anche spezzoni originali USA) può essere ascoltato o anche soltanto, per i più frettolosi, letto nella sua trascrizione completa; il tutto cliccando sulla sua immagine.

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Qui Santiago, abbiamo un problema
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santiagoUn servizio di quattro minuti e trentanove, a cura di Francesco Capo nel telegiornale di Byoblu (e leggibile anche nella relativa trascrizione) ci offre due semplici notizie che, unite agli autorevoli pareri scientifici che vedremo più sotto, getta un’ombra di grande inquietudine sull’autunno che ci aspetta.
Riguardano due Paesi in cui la campagna di vaccinazione ha raggiunto alte percentuali, ma ciononostante i contagi stanno aumentando: il Regno Unito e il Cile.
In particolare questa seconda nazione, alla vigilia del solstizio d’inverno, rischia di prefigurare il quadro che potrebbe presentarcisi dopo la tregua estiva: confinamento totale nell’area metropolitana di Santiago; ospedali e terapie intensive al collasso.
Clicca sull’immagine per ascoltare o leggere la notizia.

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Scienziati “veri”
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In uno dei numeri scorsi, nell’inseguire pareri alternativi rispetto al bombardamento mediatico, abbiamo dato voce anche a uomini di scienza che esprimono dubbi sull’avvenuto isolamento del SARS-COV-2 (Stefano Scoglio), o addirittura sostengono la finzione globale di un’epidemia virale (Matteo Martini). Qui di seguito presentiamo i pareri di tre scienziati che ci sembrano molto più autorevoli e che, nel loro essere comunque fuori dall’ossessivo coro di pseudo-esperti seguaci del vaccino salvifico, possono arricchire la nostra conoscenza sul virus e sulla dissennata campagna di vaccinazione.

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1 – Luc Montagnier
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lmontIn una recente intervista rilasciata a France-Soir e opportunamente (benché non ottimamente) tradotta, l’anziano ma lucidissimo e attivo premio Nobel, che fin da maggio 2020 sostenne l’origine artificiale del virus, dichiara, fra l’altro:
“(…) riguardo agli attuali vaccini che utilizzano l’informazione genetica del virus, non vediamo molto chiaramente i benefici”;
“(…) ci sono reazioni autoimmuni molto forti che mettono in pericolo la vita dei pazienti. Per fortuna non si tratta di un numero di morti molto elevato rispetto alla popolazione in generale, ma è comunque inaccettabile”;
” iniettando anticorpi contro il ceppo originale di partenza (…) del virus, si inducono e si producono ceppi di virus che sono selettivamente resistenti a questi anticorpi (…) si finisce quindi per creare nuove varianti che sfuggono più o meno all’aggressione degli anticorpi ma anche al suo carattere policlonale. (…) Quindi si arriva ad avere una selezione di varianti e la natura fa sì che queste varianti si moltiplichino di più in certe persone che vengono infettate”;
“(…) sono scandalizzato dal fatto che si vogliano vaccinare anche i bambini perché così si colpisce davvero la generazione futura. (…) l’RNA messaggero che si inietta nel vaccino può anche avere effetti per le generazioni future”;
“stiamo navigando nell’ignoto totale e per questa ragione, proclamare la vaccinazione per tutti, è una follia”.
Per leggere l’intera intervista, clicca sull’immagine.

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2 – Massimo Coppolino
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mcopDottore in biologie molecolari, in questa intervista confuta con decisione le ipotesi che negano la pandemia da corona-virus, in particolare per il sintomo di polmonite interstiziale che, a differenza di quella che colpisce gli alveoli, è un marchio di fabbrica del virus.
Ma, esprimendosi con un linguaggio abbastanza comprensibile, ci spiega almeno un paio di altre cose: gli effetti dannosi delle proteine spike, dice, costituiscono l’ottanta per cento dei danni del virus; produrre, col vaccino, le stesse proteine, rischia di causare gli stessi effetti. Per quanto riguarda le cosiddette “quasi-specie”, si tratta di ricombinazioni del proprio genoma operate dal virus per sfuggire, mimetizzandosi, al sistema immunitario. Circa il settantasei per cento di replicazioni del virus sono soggette a tali modifiche, rendendo di fatto assurda una campagna vaccinale estesa, che, oltre all’inefficacia complessiva, provoca una replicazione più rapida e dunque più varianti.
Per ascoltare la voce del dottor Coppolino, clicca sulla sua immagine.

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3 – Loretta Bolgan
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lb2Ed ecco, infine, questa nostra vecchia conoscenza, che è anche una bandiera scientifica di molti movimenti di approfondimento e libertà dal pensiero unico vaccinista.
Come suo solito, Loretta Bolgan (laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche, con dottorato di ricerca in scienze farmaceutiche) si esprime con grande precisione scientifica, ma i suoi argomenti, con un po’ d’attenzione, risultano comunque accessibili. Ne estraiamo e selezioniamo alcuni:
inefficacia: questi “vaccini OGM” sono studiati per stimolare la produzione di anticorpi, ma “non lo fanno” (!), vista la quantità di reinfezioni; tossicità: le sequenze iniettate sono protette da liposomi, involucri di materia grassa resa corazzata da sostanze nuove, dai possibili effetti tossici, similarmente alla diffusione di proteine spike nell’organismo, notoriamente tossiche e potenziali cause di reazioni auto-immuni nel sistema nervoso; danni genetici: per i vaccini di tipo adeno-virale (Astra-Zeneca, Johnson & Johnson, Sputnik), rischio di “integrazione” con contaminazione indesiderata del DNA cellulare; rischio varianti: gli anticorpi vengono generati contro la specifica sequenza genica iniettata (a differenza della naturale reazione al contagio, che avviene su una popolazione di mutanti), mentre le “quasi-specie”, selezionate e incentivate dalla vaccinazione, sono mutanti resistenti, contro la cui rapida diffusione i vaccinati saranno più esposti, col rischio di rendersi più contagiosi e più soggetti a manifestazioni gravi della malattia; infertilità: ignoti e da studiare i possibili danni permanenti ai tessuti della spermatogenesi, su soggetti adulti ma anche sui bambini; altri rischi, a medio-lungo termine, su giovani e bambini, primo fra tutti quello d’interferenza genica con l’RNA, per via epigenetica, con conseguenze note di rischio tumorale; danni da mancato rispetto della catena del freddo nella conservazione: la somministrazione di farmaci scaduti per questa ragione non solo ne limita l’efficacia, ma può comportare l’inoculazione di frammenti pericolosi, che potrebbero essere una delle cause delle reazioni letali: il controllo dell’avvenuto rispetto della corretta conservazione è un diritto di chi riceve il farmaco.
Per ascoltare l’intera intervista alla dottoressa Bolgan, clicca sulla sua immagine.

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“Fate scorta di viveri e di contanti”
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scorteIl consiglio, di una drammaticità epocale che stride con il suo imperturbabile sorriso, proviene ancora da Roberto Mazzoni, co-protagonista (insieme a Gilberto Trombetta, esperto d’economia) in un’intervista che ieri ha pubblicato nel suo sito, facendola precedere da un breve monologo.
È proprio questa parte iniziale quella più interessante, in cui, con la sicurezza di chi s’informa quotidianamente da fonti attendibili, ci parla del declino del dollaro come moneta di scambio internazionale (sorprendentemente rimpiazzata anche dall’euro), ma soprattutto c’invita a prepararci a un nuovo cataclisma socio-economico, ordito dai pazzi criminali del Forum Economico di Davos, che si manifesterà con un attentato ingegneristico all’intera rete internet.
Sappiamo peraltro che quella simpatica congrega ha organizzato un convegno per studiare le conseguenze d’un simile evento, un po’ come fece, con sorprendente “preveggenza”, alla vigilia della pandemia. Riguardo a questa, Mazzoni si dice convinto che, se non ci si focalizza su come continuerà il suo corso, per il loro piano di “grande reset” rappresenti una partita ormai conclusa, da rimpiazzare con qualcosa di ancora e molto più efficace.
Nel corso dell’intervista, poi, affronta il tema di una probabile e duratura impennata dell’inflazione e quello delle “bolle” speculative (sulla borsa, sulla moneta, sui titoli di Stato americani, eccetera), che presto esploderanno una dopo l’altra con effetto domino (… ma senza scalfire la sua invidiabile e istruttiva serenità!).
Per ascoltarlo, clicca sull’immagine.

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Il personaggio misterioso
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pemiIl nostro personaggio misterioso continua a stupirci, nelle sue divagazioni che oscillano fra strampalate ipotesi astronomiche, interpretazioni originali della nostra attuale realtà e citazioni dalla storia recente.
Continua a insistere, sempre più convinto, sul fatto che gl’ipotetici organizzatori del piano pandemico sarebbero scesi a patti, in una strategia d’uscita controllata, posizione dunque non lontana da quella sostenuta da Roberto Mazzoni.
Ma la cosa più interessante sono due citazioni che ha fornito, per testimoniare come l’ipotesi di progetti di depopolazione mondiale, attualmente attivi,  si collocherebbe in continuità, attraverso il secolo scorso, col pensiero di personaggi di varia estrazione e notorietà, comunque a contatto e portavoce delle élite mondiali. Cliccando qui o sull’immagine, potete leggere due sconvolgenti testimonianze di cui scoprirete gli autori.

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Maratona Stop-5G
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Per sabato 19 giugno è stata indetta una giornata mondiale di protesta Stop 5G: vedi qui la presentazione.

Continuando a scorrere i contributi al convegno telematico della “Casa del Sole”, siamo arrivati al secondo intervento della terza giornata, a cura della dottoressa Debora Cuini, medico.Debora Cuini
Che ci presenta allarmanti dati statistici: la probabilità di sviluppare neoplasie riguarda ormai un uomo su due e una donna su tre; cala l’età media d’insorgenza di patologie croniche-degenerative; la stessa è aumentata di oltre il due per cento nell’ambito del primo anno di vita. L’inquinamento elettromagnetico, in quanto invisibile, è facilmente sottovalutato, ma il “fondo naturale” è stato superato di milioni di volte negli ultimi cinquant’anni. Enti autonomi, come quello di L.Hardell e come l’Istituto Ramazzini di Bologna, a differenza di quelli ufficiali, concentrano le ricerche sugli effetti non termici: si sono osservate gravi risposte cellulari da stress alla cronica esposizione. L’ISS nega il rischio di tumori cerebrali, rischio (da verificare a medio-lungo termine) peraltro implicitamente denunciato nelle precauzioni d’uso allegate ai telefoni mobili. La tecnologia 5G minaccia di sovrapporsi pesantemente e pervasivamente (e anche con frequenze finora non utilizzate) alla già attuale situazione critica. Che futuro vogliamo, si chiede Debora Cuini, per noi e per le future generazioni? (Clicca sulla sua immagine).

theod L’intervento successivo ha avuto per protagonista la statunitense Theodora Scarato, responsabile esecutiva presso Environmental Health Trust. La quale espone una lunga serie di azioni di contrasto al “5G”, negli USA e nel mondo, da parte di enti pubblici o locali, associazioni di scienziati o di cittadini. Un tratto comune è il particolare risalto che viene spesso rivolto, giustamente, alla protezione dei bambini. Negli Stati Uniti, dice poi sul finire, sta crescendo l’insofferenza popolare per questa imposizione tecnologica, da parte di chi, a volte, vede sorgere da un giorno all’altro nuove antenne di fronte a casa propria.
Per ascoltarla, clicca sulla sua immagine.

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Innalziamo il pensiero
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fb1“(…) mia madre mi ha detto “sento che morirò presto”.
La preparazione a questo distacco è l’occasione di alcune riflessioni, per Franco Bertossa, su quanto lontani siamo, per lo più, da un corretto rapportarci con l’unico evento certo del nostro cammino terreno. Ma “una civiltà che ha degradato la relazione con la sola certezza comune – che moriremo – è debole e smarrita”.
Clicca sull’immagine di Franco Bertossa.

em2Abbiamo più volte evidenziato l’opposizione critica di Franco Bertossa nei confronti di Emanuele Severino (del quale peraltro ebbe la sincera amicizia); è interessante ascoltare il grande filosofo in un’intervista del 2008, realizzata proprio da Bertossa, in due parti. Rimandando al prossimo numero la seconda, si può ascoltare la prima cliccando sull’immagine.

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Un piccolo aiuto
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ramazziniNel suo intervento alla “Maratona stop-5G”, come abbiamo visto sopra, Debora Cuini ha citato, fra gli altri, l’Istituto Ramazzini, un ente di ricerca libera (con sede in provincia di Bologna) che combatte il cancro e altre malattie favorite da cause ambientali. Per sapere di più su questa nostra eccellenza mondiale, clicca qui. Per il tuo piccolo, ma prezioso aiuto, puoi cliccare qui o sull’immagine.

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Una pagina di lettura
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In questa e nella successiva rubrica, riproponiamo uno dei più coinvolgenti canti politici della nostra tradizione, “Addio, Lugano bella”.
pietro_gori
Nel luglio 1895 Pietro Gori si trovava in Svizzera, dove era fuggito dopo l’omicidio del presidente francese Sadi Carnot, ucciso dall’anarchico Sante Caserio, dopo il quale vi fu un’ampia repressione di anarchici e socialisti. A Lugano Gori fu arrestato, insieme ad altri 150 esuli italiani, anarchici e socialisti, e durante la breve prigionia compose due poesie, una delle quali intitolata “La canzone degli anarchici espulsi”, divenuta poi “Addio, Lugano Bella”. Gori e compagni furono tutti espulsi: mentre venivano condotti al confine, ammanettati e con i piedi affondati nella neve, con le lacrime agli occhi, Gori guardò Lugano per l’ultima volta. (Dal sito Italyheritage.com).
Per leggere il testo della canzone, clicca sull’immagine di Pietro Gori.

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Suggerimenti in fa diesis minore
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gruppoCiascuno con la sua chitarra, un insolito gruppo di voci, composto da Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Otello Profazio e Silverio Pisu, nel 1964 esegue “Addio, Lugano bella” in una trasmissione televisiva della RAI. Clicca sull’immagine.

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Amazing immagini
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Continuiamo a esplorare quell’autentica miniera d’immagini rappresentata dal sito Pxhere.com, questa volta con tag “farfalle”:

– 1: clicca qui;
– 2: clicca qui;
– 3: clicca qui;
– 4: clicca qui;
– 5: clicca qui;
– 6: clicca qui;
– 7: clicca qui.

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Sorrisoterapia
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aeroplanino-di-cartaAppena un po’ più sarcastica del solito, la nostra consueta rubrica del buon umore.
Clicca sull’immagine.

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La poesia del lunedì
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naifUno stile “pittorico”, un po’ diverso dal solito, per questa nuova lirica, intitolata “Quadro naïf”. Clicca sull’immagine.

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Se ti è piaciuto l’Antizuc...
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L’Antizuc (2021-15)

Rotativa

Quattordicinale – esce il martedì sera – Direttore “irresponsabile”: Francesco Selis
1 giugno 2021
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Scricchiolii
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external-content.duckduckgo.comNello scorso numero invitavo a tenersi pronti, sull’esempio di episodi passati, a cambiamenti clamorosi di realtà e situazioni apparentemente inamovibili.
Non so dire se siamo o no alla vigilia immediata di qualcosa del genere ma sicuramente, nelle ultimissime settimane, si sono avvertiti importanti scricchiolii nella messinscena globale, da parte del ristretto club dei burattinai.
L’organismo più in evidenza di tale club, cioè (…)

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Ops, ci è scappata l’arma biologica
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fracassiIl giornalista d’inchiesta Franco Fracassi (in passato ci siamo già occupati del suo libro “Il quarto Reich”) ha pubblicato, con la collaborazione di Federica Ipsaro Passione, un nuovo libro dal titolo “I misteri di Wuhan”, di cui rivela i contenuti nell’intervista a Mauro Scardovelli che potete ascoltare cliccando sulla sua immagine.
Si tratta di un’opera fondamentale per capire (quanto meno) le dinamiche dell’origine della pandemia.
Il laboratorio di Wuhan, ci spiega, è ufficialmente un sito militare dove, dunque, si progettano armi biologiche, benché vietate fin dal 1925. Fu installato dai francesi e, appena terminato, preso in carico dagli Stati Uniti: dal 2014 alcuni scienziati americani vi furono inviati per sperimentare i “guadagni di funzione”, cioè virus modificati e potenziati artificialmente.
Fracassi si sofferma poi sugli strani intrecci d’interesse fra il figlio di Biden (all’epoca vicepresidente, quest’ultimo, di Barack Obama) e le industrie legate al presidente cinese; il bando di Obama a quei pericolosi esperimenti biologici fu cancellato nel 2017, pochi giorni dopo una riunione fra il nuovo presidente Donald Trump, Xi Jinping e i vertici militari dei due Paesi.
Si stabilì addirittura un sodalizio stretto fra il laboratorio di Wuhan (finanziato dal Pentagono) e quello americano di Fort Detrick, con frequenti scambi (…anche di virus).
Parallelamente alla ricerca militare vengono studiati gli antidoti, cioè i vaccini.
Fra i finanziatori di Wuhan c’è poi una fondazione scientifica, Ecohealth Alliance, che si occupa esclusivamente dei “guadagni di funzione” e assume un ruolo direttivo nel laboratorio cinese. Dietro a questa fondazione vi sono studi legali della CIA, alcune aziende farmaceutiche produttrici di vaccini (fra cui Johnson & Johnson) e i tre mostruosi colossi finanziari multinazionali, che a loro volta controllano tutte le principali aziende farmaceutiche (comprese Astra Zeneca, Pfizer e Moderna).
Già nel 2006, George Bush aveva cominciato a finanziare oltre duecento laboratori militari nel mondo, in particolare nei Paesi intorno alla Russia (solo in Ucraina, sedici di questi); con un supplemento d’indagine, Fracassi ha rilevato come i focolai delle più recenti epidemie (Ebola, Nipah, Mers) si verificarono proprio vicino a laboratori militari specializzati nello stesso patogeno.
Tornando all’attualità, ecco il (quasi…) colpo di scena finale: nell’ottobre 2019 il laboratorio di Wuhan viene improvvisamente chiuso ed evacuato da un giorno all’altro; pochi giorni dopo, nella stessa città, iniziano i Giochi mondiali militari, con diecimila atleti (duecento italiani) di centonove Paesi. I partecipanti testimonieranno delle continue sanificazioni da parte di addetti con tuta e scafandro, nonché dell’improvviso malessere degli stessi sportivi, che, con tutta probabilità, furono i primi propagatori dell’epidemia.
Franco Fracassi, oltre a non mettere minimamente in dubbio il virus COVID-19, si dice convinto che la pandemia sia stata originata da un incidente, non doloso ma estremamente colposo.
A noi, l’ipotesi della volontarietà della pandemia, che induttivamente trova parecchi riscontri, non sembra comunque incompatibile con il quadro così dettagliatamente disegnato dalla preziosa ricerca del giornalista romano.

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Tradizionalista e dinamitardo
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vigan“(…)in quest’ora funesta della storia, come mai nel passato“. Il suo esplosivo messaggio, pronunciato per venti minuti con tono accorato ma molto fermo, è stato censurato da youtube dopo poche ore dalla pubblicazione. Sarebbe una ragione sufficiente per ascoltarlo con curiosità, cosa per fortuna possibile perché salvato e riproposto da diversi altri canali. E la curiosità viene ripagata dalla potenza di quel messaggio; stiamo parlando dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Nella prima metà della sua denuncia, la condanna per le falsità contenute nella “cosiddetta emergenza pandemica” (sotto la regia di una ristretta classe di dominanti, di cui nel seguito cita anche alcuni nomi e cognomi), per le cure negate e quelle dannose, per i rischi legati ai nuovi vaccini, per l’origine da feti abortiti degli stessi, accettati anche dalla Chiesa, per l’inutilità delle museruole e infine per la sottomissione dei media alla narrazione imperante, è di un’inflessibilità luminosa.
Poi estende il discorso di “grande reset” (anche l’utilizzo di certa terminologia da parte di un alto prelato fa una certa impressione) a tutti i grandi eventi della storia moderna, dalla riforma protestante alla rivoluzione francese fino alla caduta del muro e delle torri gemelle, eventi accomunati, secondo lui, dalla menzogna contenuta nelle relative premesse.
Di qui in avanti, sposta il discorso su un piano messianico, accusando fra l’altro il Concilio Vaticano II di aver tradito i valori autentici del cattolicesimo.
Il “pacchetto” così confezionato, prendere o lasciare, svela dunque tutti gli elementi cari a un vescovo tradizionalista a livelli estremi, che fu vicino in passato a Monsignor Lefebvre ed è oggi un esponente di punta del dissenso contro papa Francesco.
Sarà comunque interessante osservare gli effetti, negli ambienti cattolici, di una denuncia così forte, autorevole e articolata della messinscena sanitaria.
Intanto ha tutta l’aria di un documento che passerà alla storia, dunque da non perdere. (Clicca sull’immagine).

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A.A.A.: Amico Anonimo dell’Antizuc
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wujk1Il nostro amico ci presenta, questa volta, i risultati di una sua ricerca, in fondo non particolarmente complessa per quanto riguarda le fonti (le verità scomode sono protette soprattutto dalla nostra pigrizia): si tratta della sua traduzione di un documento, apparso sul sito dell’OMS il 6 aprile, recante gli esiti dei lavori di una commissione interdisciplinare che ha studiato a Wuhan le origini della pandemia. Di fatto viene cancellata la narrazione del salto di specie dal pipistrello o dal pangolino; il resoconto si spinge fino a “non escludere” l’uscita del virus da un laboratorio, …magari proprio quello. La traduzione è interessante per capire il gioco delle parti, nella narrazione di questo evento epocale, sia per quanto riguarda il posizionamento dell’OMS (che, come ricordiamo, è controllata da enti privati, in primis la Fondazione di Billy e Belinda neo-divorziati), sia quello dei media, che lo hanno bellamente ignorato.
Clicca sull’immagine.

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L’improvviso volta-Fauci
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fauzxChi sembra non aver ignorato il documento dell’OMS è niente meno che Anthony Fauci, l’eminenza grigia americana numero uno nella virologia e nelle linee guida del contrasto alla pandemia.
Con uno stupefacente voltafaccia, ha contraddetto ufficialmente uno dei dogmi più intoccabili della narrazione pandemica, cioè proprio quello dell’origine naturale attraverso il salto di specie.
Nel loro notiziario settimanale, Mazzucco/Quaglia/Furlan leggono questo fenomeno come un inevitabile riposizionamento, in chiave geopolitica anti-cinese, a fronte di verità emergenti non più oscurabili (vedi qui). Dopo aver appreso da Franco Fracassi che in realtà il laboratorio di Wuhan era strettamente collegato, anche tramite lo stesso Fauci, a quello americano di Fort Detrick, il suo attacco mostra tutta la sua ipocrita infondatezza.
La clamorosa notizia offre lo spunto al giornalista Arnaldo Vitangeli per ragionare su quanto i conflitti d’interesse ostacolino la verità e il bene comune: vedi qui.

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Condannati al sudditaggio?
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gallomicLi conosciamo già, sono due fra i migliori analisti italiani di economia: Alberto Micalizzi e Valerio Malvezzi, intervistati da Michele Crudelini.
Il loro intervento s’inscrive nella nostra continua ricerca d’interpretare la posizione di Mario Draghi alla guida del governo, in questo caso con esiti tanto circostanziati quanto sconfortanti.
Ancora una volta, un’enorme richiesta di nostri titoli di stato a scadenza lunghissima che, se soddisfatta, avrebbe garantito la liquidità per un’ottima ripartenza, è stata coperta per meno di un decimo. La scelta, irragionevole e scandalosa, sembra decisamente orientata a una volontaria perdita di sovranità, nei confronti delle direttive europee tedesco-centriche.
Clicca sull’immagine.

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Consigli per… gl’investimenti
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vitang
Ritroviamo il già citato Arnaldo Vitangeli, conduttore del sito “La finanza sul web“, che prevede a breve un’impennata dell’inflazione e consiglia, per chi ha dei risparmi, in che modo proteggerli dal deprezzamento.
Clicca sull’immagine.

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Maratona Stop-5G
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PediciniLa seconda giornata del convegno telematico della “Casa del Sole”, che stiamo seguendo, è stata conclusa dall’intervento del parlamentare europeo Piernicola Pedicini.
L’orientamento delle istituzioni europee, a favore del 5G e di un impulso alla relativa realizzazione, è testimoniato da molti atti ufficiali nel corso degli ultimi anni, anche relativi a collaborazioni extraeuropee. Il comitato scientifico per salute, ambiente e rischi emergenti ha dichiarato non esservi la necessità di revisione dei limiti alle emissioni, sostenendo infondate le teorie di un incremento del cancro, peraltro basandosi sempre solo sugli effetti termici delle onde. L’agenda digitale incentiva verso norme comuni e a un’accelerazione degl’investimenti, accennando addirittura al ruolo di pionieri per il “6G”. Ursula Von der Leyen ha proclamato il decennio digitale europeo. I parlamentari che si contrappongono, in nome della salute e del principio di precauzione, riuniti in un gruppo informale, sono pochi e fortemente contrastati; due conferenze indette nel 2020 sono state annullate per l’emergenza sanitaria. Pedicini fa appello al diffondersi fra la gente di consapevolezza delle criticità, come unica possibilità di effettivo contrasto.
Per ascoltare il suo intervento, clicca sulla sua immagine.

Tizalt Il video completo della terza e ultima giornata del convegno è stato rimosso; abbiamo comunque ritrovato il primo intervento, quello della giornalista e scrittrice Tiziana Alterio. Ed è una vera fortuna, perché si tratta di un breve discorso di altissimo livello. L’oratrice si chiede il senso di questa nuova accelerazione tecnologica, inquadrata in una realtà sociale stravolta da un’ideologia neo-liberista, che ha fatto leva sugli aspetti deteriori dell’uomo (egoismo, competizione, avidità) per continuare a trasferire ricchezza materiale a una ristrettissima minoranza e sembra voglia tendere a un progressivo annichilimento dell’umanità nella sua ricchezza millenaria di valori, anche e soprattutto spirituali. I segnali dello sconvolgimento ambientale frutto di questa ideologia devono indurre a un cambiamento di rotta, per un futuro possibile e degno, per un nuovo rinascimento che ci allontani dall’oscurità di questo medio-evo ipertecnologico.
Per ascoltare l’intervento, clicca sull’immagine di Tiziana Alterio.

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Innalziamo il pensiero
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fb1“L’idea che ciascuno di noi sia un libero agente è solo una potente illusione”. Franco Bertossa torna su un difficile tema che gli è caro: l’impossibilità del libero arbitrio.
Clicca sulla sua immagine.

severSe è vero che anche Emanuele Severino sostiene lo stesso principio, Bertossa ha nei suoi confronti un atteggiamento fortemente critico, rinfacciandogli un approccio esclusivamente razionale, di stampo occidentale, che sarebbe incapace di giungere alle vette di conoscenza di cultura orientale, tramite la meditazione e l’intuizione. A un suo recente scritto Roberto Fiaschi, ancora una volta, ribatte frase per frase, nel suo blog, in termini prettamente filosofici. Clicca sull’immagine di Severino.

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Un piccolo aiuto
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messora“(…) è sui libri di storia che ne parleranno, quando la veemenza degli interessi sporchi che divorano il presente si sarà placata e, diradatosi il fumo, il mondo sarà pronto per guardarsi con lucidità alle spalle. Il cammino, quindi, è lungo, e noi dobbiamo diventare sempre più interessanti ed utili. Oppure chiudere.
Un nuovo coinvolgente appello di Claudio Messora: clicca sulla sua immagine.

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Una pagina di lettura
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giusca Il 21 maggio ci ha lasciati Giuliano Scabia, fantasioso drammaturgo, operatore culturale e poeta. L’ultimo testo pubblicato, Commedia Olimpica, che riporta le pièce di due spettacoli realizzati al Teatro Olimpico di Vicenza, si chiudeva con questa particolare composizione, “Lumaca Imèga”.

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Suggerimenti in fa diesis minore
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gullCome avvenne nel primo numero dell’Antizuc, torniamo a dare spazio, in ossequio al nome di questa rubrica, alla voce e alla musica di Angelo Branduardi.
Lo facciamo con un suo successo del 1980, “Gulliver” (sigla di quell’omonima trasmissione televisiva), che continua a conquistarci con il suo ritmo avvolgente e quasi inafferrabile.
Il video è impreziosito dalle immagini di Jean Ignace Isidore Gérard, (Jean-Jacques Grandville), illustratore e caricaturista francese del 1800. Clicca sull’immagine.

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Amazing immagini
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Una selezione di immagini naturali dal sito Pxhere.com, con tag “giugno”:

– margherita: clicca qui;
– giglio d’acqua: clicca qui;
– scarabeo: clicca qui;
– dalia: clicca qui;
– spighe: clicca qui;
– primule: clicca qui;
– rana: clicca qui.

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Sorrisoterapia
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depiRistoriamo e alleggeriamo i cuori, con la spumeggiante rubrica del buon umore: clicca sull’immagine.

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La poesia del lunedì
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36
La negazione del libero arbitrio, a cui è dedicata la precedente rubrica “Innalziamo il pensiero”, è ripresa anche nella parte finale della nuova poesia, intitolata “Rigenerazione”, che potete leggere cliccando sull’immagine.

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Se ti è piaciuto l’Antizuc...
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Una colonna sonora…

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Le trasmissioni televisive si sono evolute tecnicamente, ma dagli anni cinquanta, quando fecero la loro prima apparizione da noi, in realtà non ne è mai cambiata la struttura comunicativa fondamentale; una “trasmissione” di allora viene riconosciuta come tale alla stregua di una di oggi.
Questo ha permesso il meraviglioso fenomeno di eventi televisivi che si ripetono da più di mezzo secolo, come una colonna sonora della storia moderna. Il termine colonna sonora, poi, non è casuale, perché si tratta spesso di eventi musicali, come il festival di Sanremo.
Ma anche come lo Zecchino d’oro, che è riuscito a conservare, anno dopo anno, una parte di quella struggente poesia che tutti ricordiamo.
Rimandata, a causa dell’emergenza sanitaria, e ridotta a una sola puntata, l’edizione 2020 andrà in onda domenica prossima alle 17.20 su RAI1. Le canzoni però sono disponibili in rete già dallo scorso autunno; da vero fedele appassionato, le ascoltai tutte, e decretai come mia preferita questa, che vede Simone Cristicchi fra gli autori di musica e parole.

Un altro evento, di cui ricordo le immagini in bianco e nero seguite con partecipazione familiare (benché con meno continuità negli anni rispetto a Sanremo), è quello che chiamavamo “Eurofestival”, oggi “Eurovision song contest”. Su un filmato rattoppato in più punti, si può ancora rivivere l’esibizione di Gigliola Cinquetti che fu premiata dal successo nel 1964.
Ricordo bene, di quelle prime edizioni, l’emozionante carrellata finale di collegamenti audio dalle giurie nazionali, che premiavano con dei punteggi prefissati le preferite fra le canzoni partecipanti, disegnando progressivamente la classifica finale.
Della vittoria italiana successiva, nel 1990 ad opera di Toto Cutugno, non ho alcun ricordo, poiché in quell’epoca l’interesse per la manifestazione (o quanto meno il mio) era scarso.
Da alcuni anni, benché con una certa inerzia rispetto al resto d’Europa, dove si è affermato come l’evento televisivo (non sportivo) più seguito in assoluto, anche la RAI ha ripreso a dare spazio al festival, pardon… al contest.
E finalmente, dopo cinquantasei anni dalla vittoria di Gigliola Cinquetti e trentuno da quella di Cutugno, ha vinto una canzone italiana, di genere… un tantinello differente, “Zitti e buoni” dei Måneskin (riascoltala qui, e nota il numero pazzesco di visualizzazioni!)
L’accesso alla gara europea era stato conquistato dai quattro giovani romani, come è prassi, grazie alla vittoria al festival di Sanremo.
Avendo seguito anche quello, ero rimasto molto perplesso da quell’affermazione, che attribuivo alla loro ambiguità di genere sessuale, perfettamente in linea con l’intera trasmissione, dominata dalle esibizioni di Achille Lauro e dalle scenette di Fiorello e Amadeus molto in argomento.
Difficile non leggere, in questo spinto e quasi ossessivo sdoganamento dell’omosessualità, un piegarsi della RAI ai sacri dogmi di quel “grande reset”, imposto dall’oligarchia del Forum Economico di Davos, che aleggia sulle nostre teste imbavagliate dalla pandemia.
Cultura omosessuale, antirazzismo, salario universale, contrasto all’emergenza ambientale, sono infatti i cavalli di battaglia tanto giusti quanto subdoli, di questa specie di cancro globale.
Le smaccate leziosità omosessuali di Cristiano Malgioglio, di pessimo gusto, ci sono state rifilate anche in questa occasione dalla RAI, nel commento alla trasmissione eurovisiva.
Ma la vittoria del gruppo romano dal nome danese (tradotto: “chiaro di luna”), per fortuna, ha qualcosa di immediatamente tangibile e autentico, come forse era stato, ripensandoci, anche per quella sanremese.
Perché è avvenuta grazie al televoto, che ha ribaltato il (buon) quinto posto delle giurie di qualità nazionali (quelle che si collegano alla fine, come una volta…), e la canzone dei Måneskin si sapeva essere la più scaricata da Spotify. Dunque piacciono davvero ai giovani di tutta Europa, perché la loro rabbiosa energia giunge diretta e non viziata da sovrastrutture.
Sulla qualità del testo (puoi leggerlo qui), che è stato a sua volta premiato, avrei qualche perplessità… ma non si può avere tutto: dunque me ne sto zitto e buono.

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Per i fedeli amici delle mie “poesie del lunedì”, ecco l’ultima produzione: clicca qui.

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