L’Antizuc (2021-14)

Rotativa

Quattordicinale – esce il martedì sera – Direttore “irresponsabile”: Francesco Selis
18 maggio 2021
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Coltivare lo sdegno
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sde50

In due passate occasioni, nel presentare contributi-chiave per la comprensione della realtà, ho sostenuto la necessità inevitabile d’una forte scelta di campo, fra chi, e sono i più, continua a nutrire una fondamentale fiducia nelle narrazioni dei principali media (tacciando di complottismo acritico e fanatico chi sostiene letture discordanti) e chi invece, sulla base d’informazioni da altri canali, giunge a conclusioni gravissime su ciò che stiamo vivendo.
Per la precisione, ciò è avvenuto con la presentazione dell’intervista a Massimo Citro nel numero 6 e con quella del Movimento Ippocrate nel numero 9.
Una terza perla di questa particolare collana (…)

Per continuare, clicca qui.

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Lo scandalo
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mmDa quando ne presentò in anteprima il capitolo iniziale sono passati molti mesi: fa le cose con cura, Massimo Mazzucco, e i risultati lo premiano. Questa inchiesta, intitolata “Covid: le cure proibite”, andata in onda venerdì scorso su Davvero-tv (canale 262 digitale terrestre), è un atto d’accusa schiacciante contro le multinazionali del farmaco, nonché contro i media e i governi che ne sono succubi, tutti accomunati da comportamenti che definire criminali è quasi un complimento.
Un capitolo ciascuna è dedicato a tutte le terapie “proibite” e rivelatesi efficaci oltre ogni ragionevole dubbio (colpisce la quantità di queste: l’ingegno umano, quando è attivato per il bene collettivo, si mostra capace di miracoli); tutte regolarmente boicottate dai protocolli ufficiali di cura, nonché da stampa e televisioni, che diffondono una sorta di Commedia dell’Arte con i soliti “esperti” allineati alle linee guida del copione. E il copione, per ragioni che vengono clamorosamente evidenziate nel finale, prevede che la campagna vaccinale debba rappresentare l’unica via d’uscita dalla paura e dalle pesanti restrizioni.
Lo scandalo è messo in luce e non si può più far finta di non conoscerlo.
(Per vedere e ascoltare l’inchiesta, clicca sull’immagine di Mazzucco.)

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Allegramente al macello
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Nel numero scorso, abbiamo riferito le parole del ministro francese della Sanità: “Le persone vaccinate sono anche quelle più a rischio di forme gravi e di morte in caso di inefficacia iniziale del vaccino o di reinfezione post-vaccino o di virulenza della variante“.
Il possibile effetto scatenante, da parte della vaccinazione di massa, di nuove varianti più aggressive e letali, è uno dei tre argomenti dell’appello a bloccare le vaccinazioni, rivolto negli Stati Uniti dalla tossicologa Janci Chunn Lindsay al CDC (Centri di controllo e prevenzione delle malattie). Gli altri due argomenti riguardano il rischio documentato di blocco della fertilità e della gravidanza, e la frequenza di eventi di coaguli di sangue, cioè di trombosi. Per saperne di più, clicca qui.

Non c’è mai stato un vaccino che abbia danneggiato tante persone” è la denuncia del Comitato Popolare Israeliano (IPC), un organismo civile composto dai principali esperti sanitari, relativa alla massiccia campagna di “vaccinazioni” (targate Pfizer) avvenute in quel Paese pilota. I dati del rapporto sono contenuti in questo articolo.

Uno studio cinese e americano ha accertato come Covid-19 sia principalmente una malattia vascolare causata dalle proteine Spike.
Nell’articolo di Byoblu, che linkiamo qui, stranamente non si traggono le conseguenze di una similare rischiosità dei cosiddetti vaccini (Pfizer, Moderna, Astra Zeneca), tutti accomunati dall’obiettivo di produrre proteine Spike, come testimoniato in questo articolo.

L’allarme più drammatico, tuttavia, è venuto da Geert Vanden Bossche, ex responsabile della Bill and Melinda Gates Foundation, in un appello “a tutte le autorità, scienziati ed esperti in tutto il mondo“, in cui, fra l’altro afferma: “(…) è difficile capire come gli attuali interventi umani impediranno alle varianti circolanti di trasformarsi in un mostro selvaggio” e, in un altro passaggio: “i soggetti vaccinati e le persone sieropositive con Covid-19 perderanno “sia la loro difesa immunitaria acquisita che quella innata contro il Covid-19″. Ancora più inquietanti, poi, queste frasi del suo appello: … Sta diventando sempre più difficile immaginare come le conseguenze dell’ampio ed errato intervento umano in questa pandemia non stiano per spazzare via gran parte della nostra popolazione umana. Si potrebbe pensare solo a pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un’arma biologica di distruzione di massa …“ Per approfondire, clicca qui.

Qualche nostra breve considerazione su questo crescendo di allarmi.
Viviamo già tempi traumatici, che hanno minato molte sicurezze e indotto, strumentalmente, molte paure. Dunque diffondere paure ancora più terribili non sembrerebbe un buon servizio.
Invitiamo a prendere con beneficio d’inventario gli scenari più catastrofici.
Da parte nostra, crediamo che un piano di depopolamento dell’umanità sia davvero in corso, da parte dei progettisti del Grande Reset (in combutta con il buon vecchio Billy il Vaccinista Filantropo). Tuttavia, fra gli allarmi a vario livello di cui abbiamo dato un assaggio, quello che ci sembra più realistico è relativo all’effetto sterilizzante dei “vaccini” a modifica dell’RNA (dunque non il russo Sputnik-V, molto diffuso al di fuori della Comunità Europea). Molto indicativa, a questo proposito, fu l’affermazione di Paolo Mieli ospite di Lilli Gruber (vedi qui).
Infine, sulla scia di diversi opinionisti, confidiamo che il piano di Grande Reset dei pazzi criminali che fanno capo al Forum di Davos, si sia già inceppato e possa presto deragliare del tutto.

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Che vi sia ciascun lo dice…
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…dove sia nessun lo sa.
Il fatto che il virus Covid-19 non sia mai stato isolato è sostenuto da tempo, in maniera che ci sembra seriamente documentata, da vari studiosi, come l’omeopata Stefano Scoglio e il dottor Matteo Martini.
Il primo ha sostenuto un dibattito con la dottoressa Loretta Bolgan (che già conosciamo); le tesi di quest’ultima erano contenute in un video che poi è stato eliminato dalla rete; si può leggere invece la replica di Scoglio, in questo articolo.
Matteo Martini, chimico farmaceutico, ha convinzioni ancora più radicali: secondo lui, l’intera pandemia è una costruzione mediatica non fondata sulla presenza di un nuovo virus. Se, da una parte, ci sembra fragile la sua negazione di un drammatico incremento di polmoniti interstiziali, è anche vero lo strano fenomeno dell’abbattimento delle sindromi influenzali ufficiali, avvenuto negli ultimi tempi, come testimonia il caso italiano (vedi qui), ma ancor di più quello neozelandese (vedi qui). Se non altro, fosse vera la sua ipotesi, sarebbero sventate le minacce più inquietanti, cioè quelle legate ai pericoli di varianti letali causate dalla campagna globale di “vaccinazione”. L’ascolto della sua intervista (clicca qui) è comunque molto interessante.

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Il personaggio misterioso
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Lo stiamo seguendo, inutile negarlo, con grande interesse, già da diverse settimane.
Probabilmente ne parleremo ancora, benché preferiamo non diffonderne il nome e i filmati, vuoi per una sorta di gioco a incuriosire, vuoi soprattutto per ossequio alla correttezza dell’informazione: lui, infatti, si colloca in un’area che oscilla liquidamente (non senza un certo fascino) fra notizie controllate, esperienze internazionali, supposizioni, rivelazioni da ambienti massonici, esoterismo, simbolismo, ufologia e altre amenità.
Esperto e… revisore di storia (dall’antichità fino a quella più attuale), sulla pandemia e la campagna di “vaccinazione” è uno dei propugnatori degli scenari più terribili a breve: parla esplicitamente di un genocidio in corso, per un progetto che però, su scala mondiale, sarebbe già fallito, proprio grazie all’opposizione di Vladimir Putin e del suo vaccino Sputnik-V. I responsabili sarebbero scesi a patti, per farsi da parte (dalla data simbolica del 12 aprile) protetti dall’immunità penale, che però non sarebbe affatto garantita: potremmo dunque assistere prima o poi a una riedizione del processo di Norimberga, mentre la sceneggiatura delle misure di prevenzione del contagio sarebbe già in rapido corso di dismissione, come in effetti, soprattutto all’estero, sembra effettivamente di osservare.

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Il divorzio di Bella Belinda e il vecchio Billy
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bimelÈ di queste ultime settimane la notizia del divorzio della celebre coppia, contitolare dell’omonima fondazione. Byoblu riporta l’ipotesi del Wall Street Journal, secondo cui la rottura è legata alla scandalosa frequentazione del Filantropo col finanziere Jeffrey Epstein, condannato due volte, la seconda per traffico sessuale di minori; poi misteriosamente morto in carcere (vedi qui).
Secondo Roberto Mazzoni (“il nostro inviato in Florida”), invece: “Il divorzio a sorpresa è il preludio di qualche novità sul fronte della fondazione. Evidentemente le cose non stanno andando molto bene secondo i progetti originali dei Gates. Circa 1,3 miliardi di persone nel mondo rifiutano il vaccino per il COVID-19 secondo un sondaggio condotto da Gallup. Una quota importante dei rifiuti viene dalle nazioni africane dove la fondazione Gates ha imperversato negli anni passati. In Europa spiccano per il rifiuto: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bosnia Herzegovina, Bulgaria, Ungheria, Russia, Albania e Ucraina.
Infine, nel settimanale intervento da Fabio Frabetti di Border Nights, il massone Gioele Magaldi ne dà una spiegazione diversa. Secondo lui il vecchio Billy rischia di pagare il conto per il suo ruolo attivo nella pandemia, ma non per le finalità di depopolazione, che Magaldi attribuisce a un complottismo da rifiutare, quanto per quelle di controllo sociale globale, sulla falsariga della dittatura cinese.
Magaldi affronta nel video diversi temi, fra cui quello a lui caro del governo Draghi, a cui continua ad attribuire una valutazione positiva. Le sue posizioni, soprattutto in tema di vaccini, sono molto lontane da quelle che cerchiamo sistematicamente di diffondere; a maggior ragione ci piace dargli voce: clicca qui.

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Ancora sangue in Palestina
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In diverse città, lo scorso fine settimana, si sono svolte manifestazioni in difesa del martoriato popolo palestinese. La partecipazione è stata confortante: vedi qui un’immagine del corteo a Bologna.
Fra gli articoli che denunciano i bombardamenti israeliani sulle sedi dei media, abbiamo scelto questo (clicca qui).
Ma per capire l’origine della nuova guerriglia e inquadrarla oggettivamente in uno scenario più ampio, bisogna ascoltare l’intervista di Michele Crudelini ai giornalisti Andrea Colombo e Simone Cantarini (clicca qui).

gerusaUn’ennesima azione di arroganza a Gerusalemme, nei confronti degli arabi israeliani, ha innescato le reazioni della parte avversa; l’escalation militare è avvenuta poi per volontà (definita cinica) dell’organizzazione politico-militare Hamas, che controlla i palestinesi di Gaza; da qui sono stati lanciati razzi, moderni ed efficaci, di origine iraniana, che hanno innescato l’inevitabile reazione israeliana. Il tutto avviene in periodo elettorale, in campo sia palestinese, sia israeliano (dove il locale partito arabo può essere decisivo per ribaltare Benjamin Netanyahu), sia iraniano.
Gli intrecci di alleanze e interessi delle nazioni e dei gruppi etnico/religiosi del Medio Oriente, nella loro complessità, rendono difficile immaginare scenari di pacificazione, che dovrebbero necessariamente passare per un ridisegno chirurgico dei confini fra la Palestina e le zone colonizzate dagli israeliani.

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Maratona Stop-5G
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manlio dinucciÈ del giornalista Manlio Dinucci il successivo intervento, nella lunga carrellata che stiamo seguendo, sulle orme del convegno on-line della “Casa del Sole”.
Egli porta l’attenzione sugli aspetti militari della nuova tecnologia. Documenti ufficiali del Pentagono, della NATO e di organizzazioni parallele ne parlano in termini di “più grande test al mondo” e con l’esplicito obiettivo militare della “letalità”, da ottenersi tramite vettori ipersonici, potenza comunicativa sul campo e nuovi strumenti per i servizi segreti. Le sperimentazioni sono già attive nelle basi militari di cinque stati americani, programmate in altri sette; dichiaratamente, i progressi della stessa tecnologia in ambito civile rappresentano un risparmio di costi per la difesa. Dovremmo esserne consapevoli quando i nostri acquisti di apparecchi 5G ci renderanno corresponsabili di questa corsa ad armamenti sempre più sofisticati e letali. Fuori dagli U.S.A. è la Cina ad avere le sperimentazioni più avanzate: per questa ragione, il contrasto commerciale contro l’industria tecnologica cinese assume importanti motivazioni di strategia militare.
Per ascoltare Manlio Dinucci, clicca sulla sua immagine, poi posizionati al minuto 1.29’45”

Fuduli Di carattere legale l’intervento successivo, a cura dell’avvocato Cristiano Fuduli. Il principio di precauzione, ci fa sapere, è sancito da documenti della Comunità Europea, come il Trattato di Lisbona. In casa nostra, se in campo penale è ancora vigente la vecchia normativa del Codice Rocco, e quello civile stabilisce i limiti di tollerabilità (che vengono considerati sicuri in termini di precauzione e utilizzati come unico criterio di dannosità), è la giurisdizione amministrativa, tramite il Consiglio di Stato, a distinguere la prevenzione dalla precauzione; ma l’onere della prova è lasciato ai consumatori. Sono previste forti sanzioni pecuniarie, in caso di sfondamento dei limiti, e l’arresto fino a un mese. I limiti furono stabiliti, in base a una legge del 2001, nel lontano 2003 con DPCM (dunque con dubbi d’incostituzionalità) e non includono la frequenza d’onda. Per ascoltare l’intervento dell’avvocato Fuduli, clicca sulla sua immagine.

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A.A.A.: Amico Anonimo dell’Antizuc
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3Nella terza e ultima parte della sua storia della moneta, entriamo nella rivoluzione tecnologica del nuovo millennio. Il nostro amico c’illustra gl’inganni del potere finanziario/monetario e le teoriche possibilità di svincolarci da essi, a ben precise condizioni, tramite l’avvento dello criptovalute.

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Per chi ama pedalare
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mbturEd ora, dopo tanti motivi di afflizione, una segnalazione gioiosa. Il Movimento per la Decrescita Felice organizza il suo sesto “Bike tour”, nel periodo da venerdì 18 a domenica 27 giugno 2021, lungo il seguente itinerario:
Diga del Vajont – Colline del Prosecco – Pianura Veneta – Laguna di Venezia – Venezia – Padova.
Un’esperienza ricca sotto tutti i punti di vista!
Per saperne di più, clicca sull’immagine.

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Innalziamo il pensiero
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Una volta un uomo chiese al Buddha:
“Non chiedo parole né chiedo non-parole”.
Il Buddha rimase seduto.
Comincia così un breve episodio della vita del Buddha, incentrato sull’intuizione del mistero dell’essere, che ci presenta Franco Bertossa, aggiungendovi poi alcuni magnifici versi di una monaca vissuta a cavallo fra il secolo milleseicento e il millesettecento.
Clicca sull’immagine.

gpCon parole semplici e facilmente comprensibili, Gabriele Pintaudi ci spiega in che cosa consista il precetto taoista del “Wu wei”, l’arte del “lasciar fare”, in ogni momento e con fiducioso abbandono, alle dinamiche naturali.
Per leggere e poi ascoltare le sue considerazioni, clicca sull’immagine.

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Un piccolo aiuto
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egIl piccolo aiuto che suggeriamo questa volta è diretto, ancora una volta, a Byoblu, cioè alla squadra di Claudio Messora che, oltre al consueto video-blog, si è recentemente conquistata un canale tivù, a livello nazionale, nel digitale terrestre (canale 262), chiamato “Davvero-tv, la tivù dei cittadini”. Come abbiamo visto sopra, è in questi canali alternativi che è stata presentata, venerdì scorso, l’importante inchiesta di Massimo Mazzucco sulle “Cure proibite” contro il Covid.
Per chi segue l’Antizuc, non c’è bisogno di sottolineare l’urgenza di sostenere e dare voce, con gratitudine, a chi propone un’informazione libera dalla propaganda di regime.
Clicca sull’immagine.

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Una pagina di lettura
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fba “L’unica cosa per cui si può avvertire nostalgia sono i paradisi perduti.”
Franco Battiato ci ha lasciati questa mattina; rileggiamo una sua breve intervista fatta in occasione del suo settantesimo compleanno, sei anni fa. (Clicca sull’immagine).

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Suggerimenti in fa diesis minore
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fb2Dell’eclettico cantautore e intellettuale siciliano, ascoltiamo “E ti vengo a cercare”, eseguita dal vivo nel 1997.
Clicca sull’immagine.

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Amazing immagini
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Presentiamo una selezione di immagini dal sito di National Geographic:

– leonessa asiatica con cucciolo (Mattias Klumm): clicca qui;
– trichechi dell’Atlantico migrano dalla Russia (Paul Nicklen): clicca qui;
– rana Arlecchino (Paul Zahl): clicca qui;
– Las Vegas: quartiere residenziale (Sarah Leen): clicca qui;
– Vancouver (Diane Cook and Len Jenshel): clicca qui;
– Calcutta (Ami Vitale): clicca qui;
– Kenya – donne etnia Gabra (Lynn Johnson): clicca qui.

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Sorrisoterapia
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cintura-di-sicurezzaPiù frizzante, spumeggiante, esuberante, scoppiettante che mai, il nostro consueto appuntamento con il buon umore!
Clicca sull’immagine.

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La poesia del lunedì
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nubi40-60Pensosa e molto dolente, la poesia di quest’ultimo lunedì, intitolata “Ero proprio io”.
Per leggerla, clicca sull’immagine.

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Se ti è piaciuto l’Antizuc...
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Breve intermezzo

La camminata, a cui si riferiscono i quattro articoli precedenti, ha rappresentato per me una gran bella evasione dalla lunga stagione delle limitazioni, soprattutto quelle territoriali.
Il nuovo numero dell’Antizuc, che sarebbe dovuto uscire oggi, è rimandato di una settimana, poiché non ho avuto il tempo di collezionare e commentare nuovi contributi.
Mantengo comunque l’appuntamento del martedì sera, con questo breve post, scritto in modo più confidenziale e diretto.

Sulla scia dei miei più autentici interessi, sarei tentato di affrontare i temi spinosi e divisivi della pandemia e della vaccinazione di massa, offrendo magari ai lettori (cosa che cerco di evitare sempre nell’Antizuc) i contributi più estremi e inquietanti, fra quelli d’impronta cospirazionista. Magari potrebbe essere eticamente utile o addirittura necessario, vista l’enormità delle poste in gioco.
Ma preferisco dare ascolto alla voce interiore che mi dice di soprassedere, mantenendo tonalità e prospettive relativamente serene.
Fra queste, la speranza che ci aspetti un’estate abbastanza spensierata, almeno quanto quella dell’anno scorso, anche se la platea di chi è stato colpito duramente, chi negli affetti e chi nella propria attività, è aumentata a dismisura.
Ho la fortuna di non far parte di nessuna delle due categorie (se escludiamo una mia amica colpita da un ictus, per fortuna senza troppe conseguenze, dopo la vaccinazione).

La storia contemporanea ha preso una piega drammatica e inaspettata, benché probabilmente progettata a lungo.
Altrettanto probabilmente, dietro la scena si stanno combattendo enormi forze, più o meno occulte e non tutte criminali.
Credo che sia ingenuo ipotizzare il ritorno a quella normalità che ci sembra d’aver perduto e che, a uno sguardo critico, rivelava comunque gravi sintomi di malattia sociale. La nostra personale vitalità e capacità di trarre linfa dalle cose più essenziali (e sempre sorprendenti) di questa nostra misteriosa esistenza, determinerà, molto più di quanto siamo indotti a pensare, gli esiti dello scontro.

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I fedelissimi della rubrica “La poesia del lunedì” troveranno qui l’ultima mia composizione.

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6-5: La Via del sale

Finalmente una notte senza grossi problemi; e finalmente una colazione come si deve: avevo chiesto un po’ di frutta, magari una mela o un’arancia: alle sei e tre quarti, servito dall’anziano della famiglia, trovo già sul mio tavolino tre mele (che “capitalizzo” nello zaino), una grossa arancia, alcune noci e un piatto con una grande quantità di enormi fragole. Insieme al tè (con due belle fette di limone vero), fra le varie torte che mi vengono elencate, scelgo ancora una volta quella al cioccolato, poi mi viene quasi imposta, con spontanea generosità, anche una fetta triangolare di mascarpone, pure con uno strato di cioccolato, e un succo di frutta alla pera fatto da loro che non si può rifiutare.

Come ieri sono le sette e venti quando, ben pasciuto e idratato, do inizio alla quarta e ultima puntata della mia spedizione verso il mare; varco il cancello dell’agriturismo e mi avvio verso l’abitato di San Pietro in Vincoli.
Un sole molto malato stenta a farsi largo fra fitti strati di nubi.

Con passo molto baldanzoso raggiungo in breve tempo il centro del paese.

Ieri, nell’osservare e fotografare la “Casa del popolo comunista”, ero rimasto un po’ perplesso, ricordandomi che, a differenza dell’Emilia rossa, la Romagna fu lungamente un feudo del partito repubblicano.
Ne ho qui una conferma molto evidente, in questo palazzo color verde, con tanto di due foglie d’edera sui capitelli:

All’uscita dal paese, mi ritrovo ancora a procedere su una strada senza banchina, ma per fortuna il traffico è piuttosto limitato.
Il nome della strada, Via del sale, fa pensare all’importanza storica delle saline di Cervia, che oggi attraverserò, prima di entrare nell’abitato della cittadina balneare.

Con una certa esuberanza che non bada ad amministrare le energie, continuo a camminare in modo molto spedito. Anche se il cielo è cupo, lo stato d’animo è leggero: capisco che da molto tempo non sperimentavo simili sensazioni di libertà da pensieri opprimenti di qualsiasi natura.

A San Pietro in Campiano, sede di questa chiesa settecentesca,

il mio itinerario compie un angolo retto a sinistra verso il paese di Campiano, che però non raggiunge, perché Google Maps oggi ha deciso di farmi un grande regalo: ben presto mi propone un’altra deviazione, questa volta a destra e su uno stradello sterrato e deserto fra i campi

Almeno sette chilometri, vale a dire quasi un terzo dell’intera tappa odierna, si svolgeranno lungo questa diramazione che punta dritta al paese di Castiglione di Ravenna. La strada, gradualmente, assumerà caratteristiche meno spiccatamente campestri, diventando poi asfaltata, ma sempre a regime di traffico molto scarso, per la delizia dei camminatori solitari.

Se prima ero pervaso da leggere sensazioni di libertà, dovrei ora essere euforico per questa inattesa situazione ambientale; e invece, forse pagando l’eccesso di baldanza iniziale, sento gradualmente venir meno la spinta e l’entusiasmo, mentre il passo si appesantisce.

Spunti sempre nuovi d’attenzione, tuttavia, continuano a invogliarmi nella caccia all’immagine…

Ecco finalmente una cascina completamente ristrutturata, nel rispetto dell’architettura contadina. Mentre gli edifici degradati che ho incontrato sono davvero tanti, poche volte ho notato eleganti palazzine di questo genere, che mi sembrano invece molto più frequenti dalle mie parti. Ipotizzo si tratti di una questione di maggior o minore ricchezza diffusa.

Uno straordinario gigante arboreo cattura l’attenzione:

poi ancora distese di piccoli germogli

e borbottanti animali da cortile, che si godono un sole che, pian piano, sta guarendo.

Sono le dieci quando raggiungo la frazione di Castiglione e, prima di immettermi nella trafficata provinciale verso le saline e il mare, decido di cercare un posto comodo per una sosta.
Nell’area laterale c’è una scuola , con due grandi scuolabus parcheggiati, e la sede del consiglio circoscrizionale, ma niente panchine.

Non resta che appollaiarsi sotto un grande albero e a ridosso dei pullmini gialli.

L’atmosfera è quieta e gradevole; il sole ha vinto la sua battaglia: luci, colori e temperatura ne godono.
Ho percorso dodici chilometri e ne mancano altri dieci; prevedo di giungere entro le dodici e mezza al mare di Cervia, dove non mancheranno gli stabilimenti balneari per una piadina e una birra.

Terminata la ricarica di energie fisiche e mentali, do inizio all’ultimo segmento della mia traversata.
Appena immesso nella provinciale, ancora nel piccolo abitato di Castiglione di Ravenna, scorgo sul lato destro della strada un breve tratto pedonale; un’occhiata a sinistra e una a destra e attraverso la strada a piccoli passi di corsa, anticipando il sopraggiungere di un’automobile. Appena al sicuro, vedo che la stessa automobile mette la freccia e viene a parcheggiarsi proprio sulla sede pedonale, poi ne esce una persona che mi si fa incontro.
Ho un attimo di vero e proprio spaesamento quando riconosco in quella persona, che mi sorride sardonicamente, Antonella, la mia amica di Faenza con cui avevo pranzato giusto l’altro ieri nel parco di Cotignola.
In effetti, nel metterci d’accordo per incontrarci, m’aveva detto che oggi si sarebbe recata per un breve impegno a Cervia, ma poi non ci avevo più pensato, cosicché rivederla qui mi sembra una circostanza irreale. Nell’atmosfera particolarmente solitaria del percorso odierno fin qui, l’evento, benché breve, si rivela molto festoso.

Affronto così con rinnovato slancio l’angusto tratto nella strada trafficata,

che, ben presto, si apre a nuovi scenari naturali.

Ecco laggiù, oltre all’estesa fioritura di colza, il grattacielo di Cervia, a indicarmi che ormai il traguardo è vicino.

E finalmente le saline, che attraverso con molta curiosità.

In realtà, lo spettacolo che mi si presenta è quello di aree desolate di terra molto chiara, ove evidentemente l’evaporazione dell’acqua marina ha già concluso la sua funzione.

Mi fanno compagnia, con i loro versi gracchianti e le loro acrobazie aeree, diversi gabbiani, che evidentemente trovano qui parecchio cibo decomposto e… predigerito.

Una ventina abbondante di minuti mi occorre per superare questa particolare area seminaturale, oltre la quale si entra nel centro abitato di Cervia.

È una sensazione già vissuta: quando, alla fine di una tappa, occorre attraversare completamente una cittadina, quest’ultima sembra interminabile.
Se non altro, seguire il corso del porto canale si rivela poi più semplice ed efficace che affidarsi alla guida del tablet.

Ed eccolo laggiù: appare finalmente nella sua emozionante, attraente maestà, il mare aperto,

da cui mi separa, sempre seguendo il canale, un’area di manutenzione delle barche.

E infine il desiderato traguardo, la spiaggia.

Oggi il vento di terra, qui chiamato garbino, rende il mare placidissimo.
L’antica sensazione del contatto dei piedi con la sabbia m’invita a dedicare grato a loro, che hanno macinato quasi cento chilometri da casa mia fin qui, un’immagine esclusiva.

Dopo aver preso postazione a un tavolino di un vicino stabilimento, mi godo lunghi momenti di grande, profonda armonia e benessere.
Insieme alla soddisfazione dell’impresa conclusa, ne sono i preziosi ingredienti il clima ideale, le presenze umane molto diradate, la gentilezza della signora che mi prepara un’ottima piadina (con l’atteggiamento di chi sta per affrontare con sollievo la nuova stagione estiva) e, non ultimo, il sottofondo carezzevole, per chitarra e basso, dei virtuosismi di Django Reinhardt, o di qualche suo seguace.

E, per completare l’idilliaco finale quadretto, con adorabile sfacciataggine, viene a festeggiare con me anche un imprevisto commensale…

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