Tanti anni dopo

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Una nevicata leggera, oggi, in un altro pomeriggio che vorrebbe rosicchiare spazi di luce al buio di un lungo inverno.
Era prevista, dicevano forse mista a pioggia, dunque grigiastra e paludosa, non così bella e fiabesca, ed evocativa.
Mi incollavo alla finestra, da bambino nella casa di via Murri, nella camera condivisa con mio fratello, ad osservare dopo cena le volute magiche dei fiocchi illuminati nel buio dagli alti fanali stradali, o, alla luce del giorno, tergendo con la mano l’appannamento sul vetro della cucina, mentre la mamma stirava o preparava da mangiare.
Mi lasciavo rapire entusiasmato da quell’incanto.

Gli inverni, proprio come questo, che ora sembra eccezionalmente rigido, erano lunghi allora, e la neve era sempre fedele ai suoi appuntamenti a sorpresa, e per diverse volte scendeva dal cielo, tramutava il paesaggio in una favola, si accumulava e restava per giorni e giorni.

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Coppie passano strette lontano sui viali camminando sui mucchi di neve

scriveva Francesco Guccini, in un periodo presumibilmente non molto successivo a quegli stessi anni, in una splendida ballata che non trovò ospitalità in nessuno dei suoi primi trentatré giri, e che avrei poi ascoltato dal vivo, all’Osteria delle Dame, in quelli del mio liceo (clicca qui per il testo, clicca qui per il video musicale).

In una canzone più nota, che diede anche il titolo al suo secondo ‘long playing’, scriveva invece:

L’inverno ha steso le sue mani e nelle strade sfugge ciò che sento.
Son trine bianche e neri rami che cambiano contorno ogni momento.
E ancora non sai come potrai
trovare lungo i muri un’ esperienza;
sapere vorrai, ma ti troverai
due anni dopo al punto di partenza…

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Ora, non due ma quarant’anni dopo, e ormai da diverso tempo, piuttosto che al cercare lungo i muri un’esperienza, il nostro grande cantastorie ha preferito la quiete del suo Appennino tosco-emiliano, e mi piacerebbe chiedergli se ancora si sente un po’ al punto di partenza.
Se non mi è dato di farlo a lui, posso pur sempre rivolgere quella domanda a me stesso, dal momento che tutto quel tempo è passato anche sul mio cammino.

Ed è come una voragine, un abisso che ha ingoiato e cerca di centrifugare le migliaia di vite che mi sembrerebbero essersi già avvicendate tumultuosamente, in tutti quei lustri della mia unica vita per lasciarmi, attonito e ancora una volta, a quell’interrogativo: mi sento, sono, ancora al punto di partenza ?
E com’è possibile trovare ancora, lungo i muri, lungo le strade, un’esperienza, nuova.
Da poter raccontare, e fissare, qui sul mio diario telematico, regalando ad essa uno spessore, un gusto e una connotazione particolari, destinati a sovrapporsi a quanto ne resterebbe altrimenti come puro ricordo originario.

E’ difficile sentirsi ancora e sempre al punto di partenza, ancorché sia forse l’unico modo che ci è dato di vivere.
E’ difficile non sentirsi scossi, straniti, infastiditi, al pensiero di un nuovo campionato mondiale di calcio (ma non abbiamo collezionato già abbastanza emozioni, in tutte le edizioni passate, al netto dell’ormai subentrata nausea per quel mondo ?), o al pensiero di una nuova campagna elettorale, ora che il sindaco si è dimesso (ma non abbiamo già sopportato abbastanza gli enormi faccioni suadenti illuminati ad ogni curva ed angolo di strade, e le polemiche puerili con i colleghi ?), o al pensiero di nuove manifestazioni di piazza, nuovi concertoni del primo maggio, nuove stagioni delle foglie verdi…

E tornerà a cantare quel merlo che la scorsa primavera mi faceva compagnia dal mattino alla sera, sui rami di quest’albero, che ora sono trine bianche e nere che cambiano contorno ogni momento ?

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Una famosa canzone dei Negramaro, che non erano ancora nati al tempo di quei brani di Guccini, recita:

Non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai

Ecco, parafrasando quei versi, vorrei che quest’inverno, potesse non finire mai, “in bilico”, secondo un’espressione ripetuta più volte nella stessa canzone…
In bilico fra le emozioni più primitive: la dolcezza delle coperte dopo lunghe ore di sonno, quella di una nutriente colazione, quella dell’intimità della casa silenziosa mentre fuori, adagio adagio, cade la neve, fascinosa, fiabesca, come un tempo.

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Informazioni su Franz

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15 risposte a Tanti anni dopo

  1. filippo b. ha detto:

    E oggi giovedi 28 gennaio ’10 alle 17.30 per poco non mi veniva un colpo: in macchina tornando finalmente a casa, al salernitano incrocio con la piazza della Stazione ferroviaria (proprio sotto i balconi di Superfragilistic), non ti incrocio una Touran bianca con targhetta “Servizio Pubblico” sul possente posteriore?
    Aveva almeno una (se non due simmetriche) grande ala celeste serigrafata su quasi l’intera fiancata di destra.
    Franz, non ho preso la targa troppo frastornato dalla coincidenza, ma dimmi che oggi non hai portato nessuno bolognese a prendere il treno alla Stazione di Salerno!

    • filippo b. ha detto:

      O forse ho incrociato il fratellone di Jolanda, l’azzurroalato Pegaso?

    • Franz ha detto:

      La seconda che hai detto, caro Filippo: nè con la Cometa Astra né con la Cavallona Jolanda ho mai compiuto in servizio dei tragitti così lunghi (un Bologna-Milano e un Bologna-Conegliano Veneto rappresentano finora i miei record).
      Non c’è dubbio, si trattava sicuramente del Cavallone-alato Pegaso, che è riuscito nella graditissima impresa …di riportare la tua firma fra i commenti di queste pagine.

  2. Giovanna Amoroso ha detto:

    Io mi sento perennemente ” al punto di partenza”… C’est la vie…

    In compenso non mi annoio! Devo sempre ricostruire la mia vita!

    Bella la neve… Evoca in me un senso di tranquillità e calore domestico.

    Serena giornata

    Giovanna

    • Franz ha detto:

      Credo che il tema della ripartenza, nella tua vita, si addica come non mai, a questo tuo periodo di preparazione alla nuova attività.
      Non so se stiamo utilizzando i termini giusti, ma se non proprio la capacità di ‘ripartire’, almeno quella di sapersi ‘rinnovare’ è l’unico antidoto all’invecchiamento, soprattutto interiore.
      E il discorso vale proprio a qualsiasi età, anche se col tempo diventa più difficile.

      Una serena e produttiva giornata a te !

  3. missss ha detto:

    …. ti manca di prenderti un bel gatto che si acciambella sul divano accanto a te e sei a posto eh eh eh eh eh eh eh

  4. alanford50 ha detto:

    Caro Franz, dopo avere imbavagliato il mio neurone logorroico, mi appresto a dirti che quello di sentirsi sempre al punto di partenza è la cosa più normale che esista, fa parte del nostro essere uomini con la capacità di elaborare i ricordi ed i pensieri, il vivere umano è un continuo ripetersi, un insieme di eventi ciclici che si ripetono puntuali e crudeli nel tempo di ognuno di noi, a noi è concesso unicamente il prenderne dolorosamente (ma non sempre e non solo) atto.
    Questo meccanismo perverso forse è un regalo di madre natura che ci ha fatto per concederci un certo progredire, l’arma per superare o per lo meno spostare in avanti quel movimento ciclico, ma per ora siamo ancora troppo indietro nella nostra evoluzione per essere in gradi di riuscirvi.
    Quindi non ci rimane che ringraziare la sorte che ci ha permesso di ritrovarci sempre in ricordi che tutto sommato sono dolci.

    Per quanto riguarda la gioia della neve, sono giornate strane, questa notte nevicava copiosamente, oggi c’è un sole caldo e stupendo e non c’è più una nuvola nemmeno a pagarla, il tutto a rendere magico un paesaggio composto dall’intero arco alpino delle alpi Cozie e Graie con il maestoso Monviso sul suo granitico trono a dominarne e magnificarne il senso.

    Ciaooo neh! alla prox.

    • Franz ha detto:

      I ricordi ‘tutto sommato dolci’, a volte, e le montagne ‘magnificate da granitici troni’, altre volte, a darci un po’ di tregua e conforto dalle fatiche quotidiane e dal gelo dei lunghi inverni.
      Ma anche, perchè no, gli amici virtuali dal neurone prolifico…
      Ciao !

  5. Silvana ha detto:

    Sei andato proprio a trovare la preistoria gucciniana (ma che preistoria!).
    Nella vita sei sempre al punto di partenza, per quanto tu ti sia mosso, per quanto tu abbia fatto, che ti piaccia o no.
    Non so nemmeno se l’esperienze servano a qualcosa o siano un eterno e continuo deja-vu.
    In questo momento della mia vita io giro in tondo e a vuoto.
    Questa sera mi sono trovata a pensare che, nella mezza età, ho smarrito tutte le vie, non ho certezze e conoscenze, non ho radici e foglie.
    Ripensamenti settembrini sugli anni e sull’età, fuori stagione!
    Un caldo e nevoso abbraccio
    S.

    • Franz ha detto:

      Mi fa piacere, Silvana, che condividi quel certo senso di ‘eterna partenza’ del vivere che ho cercato di esprimere.
      Meno piacere mi fa quella tua impressione di smarrimento, sicuramente non piacevole, a cui accenni.
      Per completare con un augurio la tua citazione, spero che presto tu veda che “come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità”, e che sia un fuoco non divoratore, ma di vita.
      Ricambio l’abbraccio e soprattutto il tuo prezioso calore !

  6. missss ha detto:

    Una volta avevo comprato ul LP di Guccini, mi pare Madame Bovary, e mi piaceva molto la canzone Culodritto” se non sbaglio l’album era quello, ma ora vado su youtube a vedere se trovo qualcosa.
    Ma sei un tenero casalingo pantofolaio……

    • Franz ha detto:

      A mio parere Guccini aveva dato di gran lunga il meglio di sé nei dischi precedenti a quello che citi, soprattutto in quelli pubblicati negli anni settanta (come, fra i tanti, ‘Radici’, ‘Via Paolo Fabbri, 43’ e ‘Stanze di vita quotidiana’). Ritengo poi che il suo brano-capolavoro assoluto resti questo (clicca qui).
      Quanto a me, in questo periodo di fine gennaio la vocazione di ‘casalingo pantofolaio’ sembrerebbe proprio imporsi; ti ringrazio comunque per il ‘tenero’ che ne smorza un po’ la bieca brutalità…
      Ciao Miss, bacioni.

  7. lagiraffa ha detto:

    Mi sento spesso al punto di partenza, come se dovessi sempre ricominciare, reinventarmi, rinascere, però, se devo essere sincera, un briciolo di stabilità non mi dispiacerebbe 😉wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Te la auguro di cuore, ma ti auguro anche di conservare sempre il gusto della novità e in generale della vita, che, non so se a torto o a ragione, ho voluto associare in tutto e per tutto a quello di una continua ripartenza.
      🙂

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