L’uomo di via Saragozza

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Poche auto, in questa notte calda e un po’ spettrale, lungo la sinuosa via Saragozza dal lungo portico color ocra, che si snoda fino allo stadio per poi arrampicarsi fino a San Luca.
Lo vedo da lontano; per farsi notare si è messo fuori, lungo la non larga carreggiata, cinta sul lato opposto dalle irte salite delle prime propaggini collinari, e dalle imponenti ville patrizie ivi costruite nei secoli scorsi.

“Buonasera, dove andiamo ?”
“In fiera”.
Siamo nella periferia esattamente opposta; dovremo tagliare tutto il centro, attraverso uno degli abituali percorsi possibili.
Inverto la marcia senza alcuna difficoltà e mi avvio veloce, poi gli chiedo:
“Dove andiamo in fiera, all’entrata principale ?”
“Non lo so, quando siamo là glielo dico”.
Avverto un tratto di correttezza nel suo modo di porsi, e la cosa mi rende il tragitto molto gradito; anche perchè è lungo, e in una serata come questa è un vero e proprio lusso.
A maggior ragione, poi, quando mi chiede se potrò aspettarlo qualche minuto e poi ritornare.
“Certo”.
“Senta, non è che per caso abbia da cambiarmi cinquecento euro ?”
Sorrido e sbotto: “Proprio no, mi ci vogliono diversi giorni per incassarli”.
Già quelle da cento, cerco di evitare, dopo che me ne fu appioppata una falsa.

La colonna sonora di “Radio Montecarlo night” accompagna i veloci tratti a singhiozzo fra un semaforo e l’altro.

Quando diventa verde quello in fondo a viale della Repubblica, giro a sinistra.
E’ il momento di chiedere lumi e riprendo la parola, dopo molti minuti di silenzio.
“Allora cosa faccio, giro qui per viale Aldo Moro, o tiriamo dritto ?”
“No no, dritto”, risponde sicuro ma garbato, con un accento bolognese che lascia trasparire nettamente un substrato meridionale, come in un antico volontario sforzo mai del tutto riuscito di assimilazione; mi ricorda stranamente il modo di parlare del barbiere della mia infanzia, quasi un fantasma che riaffiora nella memoria.

“Continuo dritto ?” chiedo a colpo quasi sicuro mentre passiamo davanti a piazza della Costituzione. Ho già capito dove andiamo a parare.
E infatti non sbaglio: alla prima interruzione dello spartitraffico mi fa invertire la marcia, poi mi dice di andare fino all’hotel Fiera e di aspettarlo lì, un modo elegante per evitarmi l’effettiva destinazione, cioè via della Manifattura, vera e propria centrale operativa dei traffici della Bologna losca e clandestina.
“Le lascio venti euro di acconto”.
“Ah grazie”. Averne, clienti così.

Non impiega molto a tornare; riaccendo il motore e i fari.
“Allora torniamo in via Saragozza ?”.
“No, devo passare dalla rotonda accanto alla fiera, le faccio strada io”.
Sono a decine le rotonde in zona fiera; quella dove mi porta lui è proprio accanto alla vasta area, a me ben nota, della Co.Ta.Bo., la nostra cooperativa. Mi fa fermare proprio in vista dell’entrata, con l’insegna e quell’auto gialla sventrata, illuminata e in evidenza, a ricordo della strage del 2 agosto.
Cerco il punto meno pericoloso e accendo le luci di emergenza.
E’ solo la seconda di numerose brevi attese fra uno spostamento e l’altro, che, con tono gentile e sicuro di comando e indicazioni precise, mi farà compiere: un’altra rotonda, poi uno dei chioschi aperti di notte, poi di nuovo lì.
“Sono in giro” risponde, sempre calmo ma evasivo, a due diverse telefonate che riceve mentre è a bordo.

I dossi rallentatori della strada che costeggia la Co.Ta.Bo. sono un vero attentato per le sospensioni.
Mi lascio sfuggire una frase semidialettale: “Accidenti a ‘sti bagagli”.
Mi dà corda: “Eh, sono tremendi questi bagagli”, usa proprio lo stesso termine, iper-locale.
Alla seconda sosta alla ‘rotonda Co.Ta.Bo.’ non posso fare a meno di seguire con lo sguardo il suo cammino, di fronte a me.
Un po’ furtivamente cerca un punto preciso di una palizzata che assomiglia quasi ad un canneto, in una specie di terra di nessuno, attraverso una cui fenditura lo vedo come confessarsi, al sacerdote di un culto sicuramente non ortodosso.

E intanto rifletto.
Rifletto sul numero in fondo non frequente delle corse notturne per giri di droga, se è vero che si tratta di una delle industrie più fiorenti d’Italia, in mano alle varie mafie. E’ più facile che capiti di trasportare prostitute, e comunque i traffici dell’industria del crimine non sono poi così appariscenti, alla visuale di un tassista di questa città.
Molto di più gli effetti collaterali, della cultura mafiosa, in termini di arroganza nella vita associata, sbeffeggiamento delle regole, disamore per la politica sana, e tanto alcool, indubbiamente più evidente nei consumatori rispetto agli effetti delle varie droghe.
Ripenso con conforto alla splendida notizia, quasi mi ha commosso, letta poche ore prima sul blog di Grillo, e che le altre fonti non degneranno del dovuto risalto. Luigi De Magistris nominato presidente della commissione europea di bilancio. Grazie soprattutto al suffragio popolare, al mio e ad altri oltre quattrocentomila voti di preferenza ricevuti; il parlamentare europeo più votato in assoluto. E immagino l’intralcio vero, oggettivo, che questo potrà rappresentare per una delle fonti di reddito della mafia (chissà in quale percentuale), cioé i fondi europei per le aree depresse.
Mi chiedo a quali rischi andrà incontro l’incorruttibile giovane magistrato, e a quali rischi finirà per andare incontro lo stesso Grillo, che molto si è speso per questo risultato. E mi chiedo com’è possibile che ci sia ancora gente intelligente ed onesta che storce il naso, e che “lo apprezza solo come comico”.

Ma il flusso dei miei pensieri viene interrotto d’improvviso.
Un’auto abituale delle guardie giurate, dei cosiddetti metronotte, ha scorto la strana scena, e, fermatasi, sta puntando i fari contro quella staccionata.
Mantengo la calma, io sto facendo né più né meno quanto previsto dai miei compiti, ma avverto un po’ di allarme, e la situazione non è delle più gradevoli. Hanno visto sicuramente anche me, le mie luci d’emergenza accese insieme a quelle di posizione.
Alcuni secondi di inquieta stasi, ma i primi a stancarsi e a mollare l’osso sono loro, per fortuna.

Dopo pochi secondi vedo tornare da me questo garbato corriere di loschi traffici, ancora e sempre senza alcuna borsa o pacchetto sospetti in mano.
Si riparte; un’ultima sosta presso un chiosco, questa volta solo per bersi una birra a fine missione, poi mi fa prendere con decisione la via del ritorno.

Lungo via Saragozza, un po’ prima di dove l’avevo caricato da ormai tre quarti d’ora, c’è uno dei tanti distributori automatici di sigarette: è lì che mi fa accostare e terminare la lunga corsa.

In una serata come questa un vero e proprio lusso.
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L’immagine è tratta da:
http://www.flickr.com/photos/countz/114650511/

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17 risposte a L’uomo di via Saragozza

  1. lagiraffa ha detto:

    Ho letto il tuo post come se fosse il pezzo di un romanzo e quando il racconto è finito avevo la sensazione di esserci stata anch’io in quella macchina. Leggerti è un piacere, ciao Franz 🙂

    • Franz ha detto:

      Ciao, cara Giraffa, e benvenuta nel mio zoo; è una gioia la tua nuova amicizia.
      Complimenti come i tuoi mi riempiono di conforto, anche perché tendo ad essere molto severo, e di frequente un po’ insoddisfatto, nell’autogiudizio circa i miei scritti.

      Un salutone, nella speranza che il tuo collo si allunghi spesso nuovamente da queste parti. 😉

  2. Franz ha detto:

    Eccomi di nuovo.
    A darmi il bentornato nella città rovente, un ingestibile arretrato di post da leggere e magari da commentare sui miei blog e siti preferiti, le prime vaghe idee per il prossimo che scriverò, e tre nuovi commenti, il cui calore è l’unico di genere piacevole e confortante.
    Un grazie ad Alanford, Silvana e Cassandra, e un a presto a chi vorrà capitare ancora da queste parti.

  3. Cassandra ha detto:

    A volte sfioriamo mondi che non ci appartengono con infinita facilità…
    Grazie per questa “lettura estiva”.
    Buon relax.

  4. silvanascricci ha detto:

    Stacca la spina con calma, e quiete noi ti aspettiamo
    Ciao
    Silvana

  5. alanford50 ha detto:

    Che lo staccare la spina ti sia propizio e rigeneratore, ciaooo neh! alla prox.

  6. Franz ha detto:

    Nota per tutti:
    sto per “staccare la spina” per qualche giorno.
    Risponderò a nuovi eventuali commenti (sempre e comunque molto graditi) appena potrò.
    Ciao !

  7. Giovanna Amoroso ha detto:

    Storie di varia “umanità…”

    Descritta così bene che mi sembrava di essere seduta accanto a te, come una sorta di “navigatore/co-pilota”!

    baci

    Giovanna

    • Franz ha detto:

      Sarebbe anche un ottimo modo per incrementare il numero dei miei clienti !
      …ma a ben pensarci il rischio di distrazioni alla guida sarebbe troppo alto.

      Grazie, cara Giovanna, del tuo immancabile e affettuoso sostegno.
      Baci.

  8. duhangst ha detto:

    Sei riuscito quasi a farmi sentire i sapori e gli odori della tua avventura.
    Quante cose vedrai mentre lavori.

    • Franz ha detto:

      Ecco il genere di complimenti più gradito per chi racconta qualcosa !
      In effetti è infinito il ‘campionario umano’ che sale a bordo, e, con quello, il fascino e la curiosità legati al mio splendido mestiere.

  9. silvanascricci ha detto:

    Veramente era il tono del tuo post, il modo in cui hai raccontato l’episodio che mi hanno fatto venire in mente il Macchia e tutti i suoi personaggi.
    Il tuo cliente è quello che è, come quasi tutto al giorno d’oggi.
    Ciao
    Silvana

    • Franz ha detto:

      Certo, Silvana, era evidente; cercavo solo un modo elegante per ringraziarti dell’accostamento.

      Ciao e buona settimana !

  10. alanford50 ha detto:

    Azz. serataccia la tua, anche se sono convinto che essendo il tuo mestiere tu certe situazioni le viva con più serenità di quanto potrei fare ovviamente io, che alla risposta data alla tua domanda ““Dove andiamo in fiera, all’entrata principale ?” ed alla sua risposta “Non lo so, quando siamo là glielo dico”, classica frase che si sente nei film gialli, me la sarei fatta letteralmente sotto.

    Questo mi fa pensare a quanto è strano e pericoloso il tuo lavoro e nel contempo cosa che avevo già pensato nel leggere altri tuoi resoconti, quanto tu sei tranquillo e padrone di te e del tuo mestiere, complimenti, specialmente quelle di notte non sono ore e situazioni facili da gestire.

    Ciaooo neh!

    • Franz ha detto:

      Ad un onesto esame di coscienza, attribuisco la mia calma in buona percentuale all’esperienza di cinque anni e mezzo di attività in prevalenza serale e notturna; poi alla considerazione che non ho molto da perdere e, meno ancora, bisogno di fare l’eroe in caso di un’eventuale minaccia di estorsione; quel che resta infine, lo ammetto, all’incoscienza. Ma non credo sia una percentuale considerevole.

      Ciao, neh, e grazie.

  11. silvanascricci ha detto:

    Caro Franz, a leggere questo tuo bel post, mi sono venuti in mente i romanzi di Loriano Macchiavelli, con gli scorci di Bologna, le avventure sconclusionate ed umane di Sarti Antonio, le prostitute di Felice Cantoni, le notti lavorate, le baracchine e tutti i bagagli di noi bolognesiwordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Non c’è che dire, cara Silvana: con tutto il rispetto per il mio gentile cliente, una compagnia di tutt’altro spessore…
      Grazie ! 🙂

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