Come in un bellissimo sogno

cirri solibello

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…come se quella del miracolo fosse la nostra dimensione quotidiana, dicevo.
Eppure per una settimana lo è stata, e da quella dimensione scrivevo quelle parole.

Strana la realtà; di miracoli come questo, se escludiamo i giornali locali di Senigallia e dintorni, e le fragili tracce su internet di chi ha vissuto il ripetersi puntuale delle giornate di grazia del ‘Caterraduno’ appena terminato, non si parla; la gente, per lo più, non ne conosce neanche l’esistenza.
Ma chi l’ha vissuto, ne sono sicuro, condividerebbe questa mia netta sensazione di fenomeno straordinario, di bellezza, di intensità di vita, di condivisione. Anzi, in un impeto di partecipazione che forse rasenta la mitomania, direi ‘di perfezione’.

Ogni giornata trascorsa, con la propria intensità emotiva, di carattere essenzialmente e puramente gioioso, richiederebbe un racconto.
Ma le parole, ed anche le immagini, stentano a riprodurre qualche eco di tutto questo; già è difficile spiegarne la struttura, i meccanismi e gli ingredienti; già sarebbe noioso e riduttivo elencare gli eventi che si sono succeduti quest’anno, la quantità di personalità creative ed affermate in campo musicale, teatrale, sociale, comunicativo, che hanno dato il loro particolare contributo a tanta densità di esperienza.

Mi arrendo a questa evidenza e rinuncio ad un resoconto con qualche velleità di completezza. Mi limiterò a pochi flash.

Le ultime immagini che aveva lasciato nella mia memoria Alex Bellini, al termine della sua seconda impresa di rematore transoceanico, erano di un uomo atrofizzato, scavato dall’immane fatica, tanto da temere difficile una sua effettiva ripresa psicofisica.

Eccolo invece, quassù, sul palco di Piazza Roma, con il suo modo di porsi tranquillo e modesto, e qualche timido primo connotato del futuro rilassato padre di famiglia, mentre dice che aspettava questo, fra i tantissimi incontri della sua tournée, come un ritorno nella grande comunità che lo ha aiutato, mentre parla del significato del viaggio e dell’impresa, mentre racconta delle piccole e grandi avventure, come chi l’ha già fatto troppe volte per potersi emozionare ancora, e con un tono sicuro che stenta a riconoscere chi lo ascoltava nei collegamenti telefonici durante la sua odissea.

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alex bellini
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Ma più di lui parlano le immagini del bellissimo filmato che è riuscito a produrre nei mesi di quell’impresa.
E in particolare l’impietosa lunga sequenza con il suo primo piano mentre piangendo e con la voce stridula, da bambino indifeso su un volto da barbone bruciato dal sole, confessa che non ce la fa più e che non vorrebbe altro che starsene sdraiato sul divano di casa sua, vicino a sua moglie.
Le lacrime scendono anche sul mio volto, e sicuramente su tanti altri.

La potenza di fuoco di una giovane big band, gli Ottavo Richter, ad accompagnarli, i quattro “anziani professori”, e ormai vecchi amici, della Banda Osiris irrompono sul palcoscenico ed eseguono con i loro strumenti a fiato la sigla-culto della trasmissione Caterpillar, dimenandosi e diffondendo un’energia che attraversa come una potente scarica elettrica le centinaia di persone assiepate, unite come in un solo corpo in un entusiasmo irresistibile.

E’ il pomeriggio dedicato all’ “asta della legalità”, a favore di ‘Libera’, per raccogliere i fondi che permetteranno la costituzione di una nuova cooperativa di lavoro, su terreni confiscati alla mafia nel catanese.

.don luigi ciotti

Don Luigi Ciotti viene accolto con travolgente affetto ed entusiasmo. La sua capacità di trascinare ed emozionare i cuori con veementi parole, poi, fa il resto. Un fortissimo applauso che sembra non finire mai, e che poi si fa ‘standing ovation’, inaugura una gara di generosità che verrà ricordata a lungo. Venticinquemila euro raccolti in tre ore di spettacolari e divertenti rialzi, sugli oggetti donati dagli ascoltatori nelle settimane preparatorie (in tema di design italiano anni sessanta), con i conduttori Cirri e Solibello scatenati banditori insieme allo stesso don Ciotti munito dell’ormai abituale mazza di legno, con i cui colpi sembra voler spezzare il tavolino ogni volta che sancisce un’aggiudicazione. Le numerose coppie che sono venute a festeggiare il primo anniversario delle nozze, celebrate qui a Senigallia durante il precedente raduno, raccolgono una cifra molto importante per portarsi via una chitarra Eko a dodici corde, e il loro rappresentante che la va a ritirare annuncia di regalarla, a nome di tutti, ai giovani che lavoreranno nella nuova cooperativa. Ancora momenti di palpitante emozione e commozione.

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Come promesso, rinuncio a raccontare tutto il resto, benché ciò significhi tacere riguardo a nomi del calibro di Stefano Bollani, Lella Costa, Natalino Balasso, Antonio Di Bella, la Bandabardò, Gianmaria Testa.

Anzichè ad una baraonda finale, un po’ anticipata dalle serate precedenti, un’ultima serata dedicata al sorriso, con la sfida fra alcuni selezionati ascoltatori dilettanti alla chitarra, ma soprattutto all’ascolto ammirato di tre gruppi di ospiti musicali emergenti di sorprendenti capacità: Mannarino, la Banda Elastica Pellizza, Naïf.

naif mannarino
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Quest’ultima, in particolare, una ragazza poliglotta proveniente dalla Val d’Aosta, dimostra tutto il suo fenomenale talento creativo, esecutivo, musicale, teatrale, che probabilmente ne farà una star internazionale nel corso dei prossimi anni.
A fine spettacolo riesco a portarmi sotto il palco a scattare fotografie.
Mentre riceve gli ultimi applausi le grido “Bravissima !” e lei mi ringrazia con un garbato inchino.

Ogni miracolo, ogni sogno, purtroppo, ha un termine, e un duro ritorno ad una realtà ben diversa.
Ed è un gruppo di contestatori del progetto di strada complanare che attraverserà la città di Senigallia, che viene ad anticipare la fine del sogno. Da veri e propri guastafeste si intromettono durante l’incontro di congedo, cercando di sfruttare, a fini di visibilità, la relativa trasmissione su Radio2 con fischi e schiamazzi, nel momento in cui viene invitata sul palco il sindaco Luana Angeloni, presenza cara a tutti noi partecipanti al raduno, che la applaudiamo con calore.
Alla fine della trasmissione una ragazza rivendica col megafono le ragioni del loro movimento, ed alcune sue parole finiscono per insospettirmi sulla presenza, dietro le quinte, di qualche infiltrato, ben contento di gettare discredito sulla giunta di centrosinistra e forse, più o meno indirettamente, sul suo spirito di collaborazione con la grande squadra di Caterpillar.

Ma il ritorno alla realtà significa anche incertezza sul destino del raduno e della trasmissione stessa, ora che le nuove nomine dei direttori di rete RAI sostituiranno Sergio Valzania (attuale direttore di Radio2 e Radio3) con qualche ruffiano di regime.
Cirri annuncia che l’anno prossimo, “o tutti insieme o da soli”, si tornerà a Senigallia, all’amica Luana Angeloni, che accoglie la notizia saltando sul palco come una bambina felice, ignorando, o fingendo di farlo, l’incertezza contenuta in quel messaggio.

Al ritorno a casa, nella solitudine e nel silenzio del tardo pomeriggio di una calda domenica, leggo i particolari della legge con cui il governo sta cercando di imbavagliare la comunicazione su internet.

Le serate sono lunghe più che mai, l’estate deve ancora cominciare.

Ed io mi sento amareggiato, smarrito, sconfortato.

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cirri senesi solibello
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Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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6 risposte a Come in un bellissimo sogno

  1. bromuro ha detto:

    Devo dire che quei giorni un dubbio mi assillava
    “sono in un sogno o in una favola?”
    ora mi rendo conto che la poesia può fare brutti scherzi
    caro Franz

    Comunque come dice l’Enzo
    La ruota la gira la gira anche senza di te Tiè!

    Saluti
    Bromuro

    • Franz ha detto:

      La presenza su questa pagina, sia pur a distanza di qualche mese, di un protagonista del raduno e in particolare dell’ultima serata, rende ancora più bello, e favoloso, il “bellissimo sogno” che cercai qui di raccontare, e che vivemmo là in quei giorni, immagino davvero speciali per te, che hai avuto l’occasione di far conoscere al pubblico, ogni giorno più numeroso, che cosa sai fare con la voce e la chitarra, con la grande capacità, fra l’altro, di sopportare le battutacce scherzose che non ti furono proprio risparmiate.
      Un grazie di cuore, augurandoti che “la ruota la giri” sempre per il verso giusto !
      Un salutone.

  2. Giovanna Amoroso ha detto:

    Ciao Franz,

    scusami la “latitanza” di questo periodo, ma sono sommersa dai libri!

    Anche questa, è una tua bella pagina di diario…

    Baci baci

    Giovanna

    • Franz ha detto:

      Ciao Giovanna,
      dato che spesso metto il naso nel tuo blog, conosco bene la condanna ai lavori forzati che ti sei auto-inflitta.
      Il fatto che comunque riesci di tanto in tanto a leggere le mie pagine e a lasciare un tuo saluto è un grande segno di amicizia e di stima per me.
      Grazie davvero, con un in bocca al lupo per i tuoi studi (ma mi sembra che non ce ne sia bisogno…) e tanti baci.

  3. duhangst ha detto:

    E io quest’anno causa impegni me lo sono perso accidenti.wordpress stats plugin

    • Franz ha detto:

      Assolutamente imperdonabile accidenti.
      Ti auguro (anche egoisticamente…) di poter recuperare l’anno prossimo.
      Ciao e benvenuto da queste parti !

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