Verso l’equinozio

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Sono sulla difensiva, guardingo, nell’attesa che l’anomala stabilità di un’estate ormai fuori stagione, fissatasi in modo coriaceo sulle nostre città, lasci finalmente il posto alla norma stagionale di un incipiente autunno.
Una strana estate finta, che si rassegna a cedere al fresco di notti ormai equinoziali solo a tardissima ora, conservando fin lì temperature cittadine oltre i trenta gradi di afa, a volte più vicine ai quaranta durante i pomeriggi.
Amo l’estate, vorrei che non finisse mai, amo il sole, la luce, l’ho scritto più volte, eppure mi ritrovo infastidito da questa stagione falsa ed esasperata.
E dall’aria condizionata per cercare di difendermi, a bordo della Cavallona, dall’oppressione torrida.
E dai clienti che, appena entrati, a volte esclamano: “Oh che bel fresco!” ma più spesso aprono per prima cosa i finestrini posteriori, con effetti fastidiosissimi per la guida.

Sì, sono certamente sulla difensiva: scrivo di un autunno che cambierà le sorti del mondo, e poi mi ritrovo a condurre in porto le mie giornate al risparmio di risorse interiori. A rimandare a data da destinarsi la possibilità di nuovi episodi di emozione, magari di bellezza, di pienezza, di poesia.

La città, intanto, si sta rianimando molto in fretta, e il lavoro è già rapidamente tornato a pieno regime, lasciandomi ormai poche e brevi pause di attesa (e di lettura) fra una corsa e l’altra.
Una ripresa diversa dal solito: ho la sensazione che questa stagione anomala esista da sempre, di essere come uscito dal ciclo delle stagioni, quelle climatiche come quelle produttive.
Lunedì scorso alle diciotto è ripresa ‘Caterpillar’, su Radio2. Ricordo, due o tre anni fa, il piccolo brivido di emozione che mi diede riascoltarne la sigla nuovamente in settembre, il senso della fine di una parentesi, della ripresa della vita, di ritrovare i vecchi amici dopo una vacanza.
Quest’anno no, la prospettiva stagionale è molto diversa: temo più che mai il lungo inverno di cui quella trasmissione sarà parte della colonna sonora, e sono dispiaciuto sia della fine dell’estate che di questo suo apparente e anomalo non voler finire.
Ma è cambiata anche la trasmissione stessa: gran parte della redazione spostata nella nuova edizione delle sei di mattina, e la voce di Massimo Cirri a duettare con quella un po’ femminea di Antonio Di Bella in collegamento da New York. La ben nota vivacità sepolta d’acchito, e un nuovo fastidio per tutta quell’attenzione alla vita nella metropoli statunitense, quasi una dimensione falsata rispetto alle vere spinte di cambiamento della compagine umana, che sono altrove.

Ma se penso a quel pomeriggio di pioggia in cui, un po’ stranito, andai in piazza a festeggiare i risultati referendari, mi sembra lontano, e mi rendo conto che il semestre della luce, in fondo, ha fatto il suo corso senza risparmiarmi le sue occasioni di vita più varia, e colorata, e meditata, e interiormente intensa, nello stesso tempo.
E il pensiero mi dà sollievo, come se potessi chiudere una porta e riaprirne una nuova, sia pur guardingo, sulla difensiva, forse anche per il senso di avere vissuto un altro anno, e di averne da vivere uno di meno.

La città si sta rianimando.
Lunedì comincia il CERSAIE, la fiera della ceramica, quella che in assoluto richiama in città la maggior quantità di gente cosmopolita, in perenne movimento fra il centro e le periferie.
Ma ieri sera, che era venerdì, c’era quasi altrettanto movimento, soprattutto di giovani, che, loro sì, sembravano annunciare, nel piacere di uscire in una serata ancora estiva, il ritrovarsi nelle strade della loro residenza, elettiva o abituale o temporanea, e il risvegliarsi della città stessa da una lunga pausa di riflessione, che è stata a volte profonda, a volte austera, a volte solo stordita.

Benché guardingo, sulla difensiva, mi sono lasciato marginalmente catturare da quella sottile euforia, e ho lavorato fino a tarda ora, cacciando via dalla testa ogni altro pensiero.
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Immagine da: http://blog.panorama.it/foto/2010/09/23/equinozio-dautunno-dopo-20-anni-la-super-harvest-moon/

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22 risposte a Verso l’equinozio

  1. Romina ha detto:

    Un post splendido, fortemente evocativo. Non c’è bisogno di aggiungere altro. 🙂

  2. Luca ha detto:

    Un certo numero di anni fa per i figli del dopoguerra l’inizio dell’autunno era un momento entusiasmante perchè, dopo essere andati in overdose da divertimenti estivi, gli sbarbi di belle speranze pregustavano l’inizio delle scuole o la riapertura dei corsi universitari, alcuni vogliosi di accrescere i propri apprendimenti e la propria erudizione, quasi tutti gli altri attratti dal ritorno ad una vorticosa e ricca vita di relazione.

    Un certo numero di anni dopo, gli ex-sbarbi sulle soglie della terza età vedono l’inizio dell’autunno con sentimenti nel migliore dei casi ambivalenti: focalizzandoci su quest’anno in particolare, ci aspettano sacrifici, rinunce ed una beffarda “solidarietà” (come ce la cercano affannosamente di svendere) non verso i più bisognosi ma verso le ruberie, gli sprechi, le incompetenze e la tracotanza del partito di plastica. E se ci capiterà di andare all’estero, a tutti coloro a cui non dovremo mostrare i documenti cercheremo di fingerci francesi, inglesi, spagnoli, aramaici per schivare domandine insidiose e battutine sferzanti.

    • Franz ha detto:

      Anch’io ho un ricordo di momenti molto intensi collegati all’inizio dell’anno scolastico (durava poco: benché quasi sempre avessi ottimi risultati, non altrettanto buono era il mio rapporto con la scuola).
      E anch’io sto vivendo i primi esordi di questo autunno in modo ambivalente, sia sul piano personale che su quello sociale.
      Sul piano personale riscopro l’antico piacere di sentire le batterie ricaricate dalla stagione estiva, che si fonde con la bellezza ambientale dello stemperarsi delle tinte e della luminosità; mentre continuo a temere il lungo inverno di cui l’autunno è implacabile prologo.
      Sul piano sociale avverto che è proprio in un momento di crisi così esasperata che si può cercare di imprimere un cambiamento sostanziale e salvifico al vivere collettivo, ma, come accennavo in altri commenti, ho come il fiato sospeso in attesa degli sviluppi, che non mancheranno di drammaticità.

  3. Riri52 ha detto:

    Sembra quasi che tu mi abbia letto nel pensiero. Anche io temo l’autunno e ciò che ne segue, sono sulla difensiva. Forse perché è un tempo di grande rinnovamento ma non si sa in che direzione. Anche l’atmosfera, oltre il caldo che, per fortuna, è diminuito crea il senso di spossatezza. Vedremo che accade. Intanto teniamoci in contattato, come si dice! Ciao riri52

    • Franz ha detto:

      Mi fa indubbiamente piacere, cara Riri, questa sim-patia, non solo umana, ma anche di sentire e di pensiero, con un’amica.
      “E’ un tempo di grande rinnovamento ma non si sa in che direzione”: ecco, anch’io vivo con un po’ di apprensione il passare dei giorni, lo svelarsi delle carte delle forze in campo, l’attuarsi delle potenzialità, come dopo il classico “Vedo!” a poker.
      Intanto la rinfrescata del clima mi ha dato nuova energia e benessere: spero e mi auguro anche a te!

  4. duhangst ha detto:

    Anche a me Caterpillar lascia un pochino così..lo preferivo nella vecchia edizione, ma forse è solo una questione di abitudine

    • Franz ha detto:

      Dubito fortemente che possa tornare ai livelli storici.
      Da parte mia, comunque, l’affetto e la stima per Massimo Cirri sono tali da giustificare ancora l’ascolto.

  5. Carlo ha detto:

    Siamo di nuovo in pista, tutti un po’ annoiati di riprendere la routine settembrina, ma in fondo felici di chiudere la ‘lunga parentesi estiva’ che, diciamocelo pure, alla lunga stanca!
    Dalle mie parti l’autunno è già arrivato in maniera prepotente, con un temporale che per i primi dieci minuti pareva un acquazzone estivo, per l’intensità e l’umidità che lo accompagnava, ma che poi, continuando per quasi 12 ore, si è rivelato essere il classico ‘brutto tempo’ autunnale, quello che di colpo rinfresca l’aria e non ti fa più godere delle serate trascorse ai giardinetti mangiando un cono gelato.
    Stamattina, mentre guardavo la pioggia scendere e le nubi ammantare tutte le colline davanti a casa mia, mi sono ricordato di quanto mi piacciano queste giornate malinconiche, quanto mi piaccia l’autunno…

    • Franz ha detto:

      Abituato a leggere i tuoi post, quasi sempre godibilmente ironici, ma sempre di argomento politico, mi fa doppiamente piacere ricevere un tuo commento questa volta di stampo un po’ intimista. 😀
      La pioggia, quella grigia e insistente, è arrivata da un paio d’ore anche qui, a ristabilire le regole stagionali, e a ricordare “quanto piaccia l’autunno” anche ai guardinghi e titubanti, e timorosi di invecchiare, come il sottoscritto.

      • Carlo ha detto:

        Eh si, caro Franz: ogni tanto ci vuole!
        Bisogna parlare d’altro anche solo per ripulirsi da tutto quel lordume politico! Ben vengano allora le discussioni semplici, quelle di tizi come noi che sanno ancora emozionarsi all’arrivo dei primi segni del cambiamento di una stagione!

      • Franz ha detto:

        Anche perchè, come tassista, a parlare del tempo sono allenatissimo! 😀

  6. giraffa ha detto:

    Caro Franz, Settembre è sempre così, sembra quasi che voglia accompagnarci verso l’autunno, e verso l’inverno, nel modo più dolce possibile, ci avvisa che tra qualche giorno arriveranno le piogge e il fresco e le giornate si accorceranno sempre di più ma ci grazia (ci illude?) con mattine luminose. Non possiamo fare altro che lasciarci accompagnare e raccogliere tutte le energie necessarie per aprire quelle porte e sbirciare cosa c’è dietro 😉
    P.S. ho cliccato sul muso del maialino e ho trovato un bel sito, pieno di cose utili e interessanti, grazie per averlo messo!

    • Franz ha detto:

      Non possiamo far altro che lasciarci accompagnare…”
      Distillato di saggezza antica: è nell’accettazione fiduciosa delle leggi e delle fasi della natura, e nell’abbandono ad esse (magari conservando la curiosità che ci fa aprire quelle porte) che si trova la serenità e la propria via alla creatività.

      p.s.: hai cliccato appena in tempo su quel link, in alto a destra, proprio pochi attimi prima che sostituissi il maialino con la lumachina sull’alveare, contenente un altro link che ritengo ancora più importante.

      Grazie a te, e un salutone pre-autunnale.

      • giraffa ha detto:

        Cliccato anche sulla lumachina, l’Alternativa è interessante, avevo letto anche l’articolo che mi hai segnalato sul monte (mi piace vedere cosa c’è dietro le porte..) la voglio approfondire!

      • Franz ha detto:

        Sono sicuro che non ti lascerà indifferente; a me quel programma, sia pur nella sua complessità, sembra una proposta di grande rilievo, addirittura internazionale.
        Pur essendo convinto, poi, che le vie d’uscita e di progresso siano legate a proposte così radicali, temo solo che il passaggio dall’utopia alla pratica sia un tantino difficoltoso…

  7. amanda ha detto:

    Peccato tu dorma alle 6 del mattino Caterpillar am è davvero una bella novità 🙂

    • Franz ha detto:

      Sono contento per te e per le tue amiche mattiniere! 🙂
      Sembrerebbe dunque che la vivacità creativa ed espressiva della trasmissione sia finita tutta nella versione mattutina, lasciando a quella serale la sola dimensione giornalistica ed etica: un po’ poco per confezionare un buon prodotto.

      • amanda ha detto:

        in realtà le trovo entrambe molto più giornalistiche, la versione mattutina è una prima pagina, versione caterpillaresca, ma sempre di una lettura delle principali testate si tratta, mi piace molto Benedetta Tobagi che è entrata subito nello spirito, poi Ardemagni fa i soliti siparietti

      • Franz ha detto:

        E’ quel ‘caterpillaresca’ che in gran parte è venuto meno nell’edizione serale…
        Quanto a Benedetta Tobagi, non mi meraviglio: fu presentata durante l’ultimo Caterraduno e fece una splendida impressione.
        La nuova inviata di Cirri, Sara Zambotti, è invece piuttosto fastidiosa, giusto per completare la frittata.

  8. Sara ha detto:

    Per me settembre è sempre un mese difficile, è un mese in cui “si ricomincia” in qualche misura. D’estate mi diverto di più, non mi pesa lavorare, uscire, anche il fatto di avere un bel colore in viso senza bisogno di truccarmi.
    Io vivrei sempre d’estate, di sole, di fiori e di movida.

    • Franz ha detto:

      Tendenzialmente anch’io, carissima.
      Anche se, a differenza di te, ho sempre amato settembre e le prime luci autunnali, ed è solo da pochi anni che avverto con timore il sopraggiungere di un senso di festa finita.
      L’avidità della pienezza di vita aumenta evidentemente in me con l’aumentare dei giri di giostra…

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