4-9: Avanti tutta verso Rovigo

Scrosci di pioggia battente e tuoni, ieri sera alle sette, ci hanno costretto a rinunciare a feste e sagre e così Mario, dopo avermi fatto riavvolgere in automobile il nastro di metà dell’odierna camminata, mi ha portato a casa sua dove abbiamo mangiato una pizza insieme anche a sua moglie, Gabriella.

Questa mattina, come da previsioni, la giornata si presenta serena, quando alle sette e quaranta mi riavvio per le strade di Conselve in direzione Sud.

L’itinerario di oggi assomiglia, sulla carta, a un unico tratto di penna verticale, da Conselve a Sarzano, (piccolo nucleo alle porte di Rovigo), tutto diritto salvo un’unica sinuosità, molto estesa, in corrispondenza dell’attraversamento dell’Adige, che separa le province di Padova e Rovigo.

E dunque ancora lunghi rettilinei, quasi sempre su pista ciclabile in sede propria, che fa un po’ perdonare l’incessante, scandito sottofondo musicale di motori.

Mi imbatto in un vecchio e potente signore della strada, lambito dal sole.

Inizialmente un leggerissimo velo di foschia, dovuto all’evaporazione dell’acqua rovesciatasi ieri sera, impedisce al sole di fare brillare i colori,

ma ben presto il suo calore, e lievi folate di vento fresco, rendono questa giornata sempre più splendente e interessante per il famelico obiettivo fotografico racchiuso nel tablet.

Alla fine della giornata il bottino sarà molto nutrito, a testimonianza, una volta di più, delle ricche possibilità che offre il viaggiare a trazione umana.

Ci sono anche soggetti in disarmo contro il cielo azzurro…

e altri molto più curati, come la Villa Widmann-Borletti a Bagnoli di Sopra.

La strada provinciale, costretta a un piccolo scarto in corrispondenza con l’edificio seicentesco, poi fiancheggia per lungo tratto le sue mura di cinta, mentre il traffico sembra a tratti sedarsi, in numerose pause di magico silenzio.

Poco più avanti, ad attirare nettamente l’attenzione, è un melograno carico di frutti quasi maturi.

Con fare assolutamente indifferente, ne stacco con forza uno che sporge appena oltre il reticolato, e mi infilo in tasca un esemplare di questo straordinario alleato della nostra salute.

Alle nove (le otto astronomiche) di una mattina di inizio settembre, le ombre sono ancora lunghe.

Ho camminato già quasi per un’ora e mezza, a passo spedito, come ormai mi sono abituato a fare per le prime ore senza sforzo.

Il prezioso elemento del’acqua, da queste parti, non manca.

Gli ultimi armoniosi lembi di territorio padovano

e una curiosa accoppiata di campanili, dalla vaga somiglianza con dei minareti.

Poi, imponente e largo quanto un lago, ecco l’Adige.

Il territorio rodigino si presenta con campagne ancora più estese.

Sto procedendo dall’inizio ad andatura elevata, un po’ per contrastare l’impressione di lentezza che danno i lunghi rettilinei, un po’ per arrivare alla meta con buon anticipo, dato che oggi manca la completa sicurezza dell’alloggio e ci potrebbe essere la necessità di allungare il percorso da venti a ventitré chilometri, fino al primo albergo di Rovigo.
Quando, l’altro ieri, ho prenotato una stanza nel bed and breakfast prescelto, il proprietario mi ha risposto con gentilezza e mi ha spiegato che si sarebbe assentato qualche giorno, affidando la gestione a sua figlia,
Per gli accordi sul mio arrivo, avrei dovuto comunicare con lei, al numero che avrei ricevuto con un sms.
Ma l’sms non mi era arrivato, e da ieri rispondeva la segreteria telefonica, a cui peraltro avevo lasciato un inutile sollecito.
Dunque, destinazione a rischio…

Un bar, in località San Martino di Venezze, esercita, improvvisa, una forte tentazione a interrompere la marcia forzata e a concedermi qualche minuto di riposo.

L’atmosfera del piccolo locale è piacevole e anche i video musicali diffusi dalla tivù sopra la mia testa stranamente non disturbano.

Esco rinfrancato, dopo aver indossato il cappellaccio contadino e gli occhiali da sole, per contrastare un sole che oggi non ha affatto voglia di scherzare.

Più avanti, un altro campanile annuncia l’ultimo paese prima di Sarzano: Mardimago.

E avanti ancora, senza lasciarsi sfuggire gli ultimi scorci panoramici di questa luminosa mattinata.

Giunto a Sarzano risveglio per la prima volta l’animale, per farmi condurre con precisione davanti al mio alloggio che si trova in fondo al piccolo paese.
Eccolo qua. Sono appena le dodici e venti, quattro ore e quaranta dopo la partenza.

Il cancello è aperto, ma per correttezza suono ai due campanelli privi di etichette. Nessuna risposta.
Entro nel grande cortile quadrato.
In fondo, due ragazze, una col velo in testa, stanno conversando sedute su una poltrona a dondolo.
La porta di casa è aperta.
“Permesso?”
Compare una giovane donna, impegnata al telefono, ma si libera presto.
“Lei è quello che doveva arrivare fra le due e le tre, vero? Bene, così non mi tocca tornare apposta.
Attenda un attimo che la registro subito.

C’è una bella atmosfera di casa rurale un po’ vissuta ma curata.

Poi la giovane mi porta al piano di sopra.

Questa è la mia stanza:

e questo il bagno,

dove mi aspetta la consueta, miracolosa, doccia rigeneratrice.

Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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2 risposte a 4-9: Avanti tutta verso Rovigo

  1. Amanda.B ha detto:

    A me i due campanili smilzi fanno pensare tanto al Santo

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