Il filantropo

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L’ho ripetuto diverse volte, qui sul blog e nella mia pagina Facebook: nel lungo periodo di “bloccagiù” e ancora nelle prime settimane di graduale ripresa della cosiddetta normalità, mi è sembrato opportuno evitare la diffusione d’informazioni e opinioni inquietanti.
Credo che l’espressione libera, anche ai livelli minuscoli come il mio, debba comunque tenere in considerazione il pubblico a essa destinato, e così l’inevitabile stato di diffusa prostrazione, durante l’incredibile emergenza che ci è toccato vivere, mi ha portato a tacere, nonostante si siano immediatamente manifestate, come in qualsiasi evento clamoroso a livello globale, la mia maturata diffidenza verso le fonti d’informazione ufficiali e la mia curiosità nel cercare voci libere attendibili.
Mi è costata la rottura di due amicizie, questa cautela, una particolarmente dolorosa; due barricaderi intolleranti circa la mia prudenza, che mi hanno accusato di pavidità e collusione, in modo irreversibile.

Non è certo per loro, tuttavia, se ora parlerò, essendo venuto meno il mio scrupolo: il periodo più luminoso dell’anno solare mi sembra che abbia già, se non sanato le ferite più profonde, almeno riportato il tono vitale delle persone a livelli discreti, grazie al nostro prezioso sistema immunitario, esteso anche all’ambito psichico.
Parlerò, dicevo in tono molto enfatico, se rapportato all’esiguo numero di persone che potrò raggiungere; ma non m’importa: credo che la qualità dei contenuti e l’esempio nella diffusione siano valori non misurabili quantitativamente.
Il tempo trascorso, in questi tre mesi e passa, mi è servito anche a fare maggior chiarezza, tanto che ora mi basterà esprimermi in modo molto stringato, anzi addirittura per bocca d’altri.
Inizialmente, in effetti, avvertivo la necessità che le tracce d’interpretazione di quanto stavamo vivendo, che recepivo dai miei canali informativi preferiti, prendessero forme più consolidate.

E, felicemente a conclusione di questo lento processo, sebbene tutt’altro che felicemente nei contenuti che propone, mi è capitato di ascoltare e visionare un’approfondita inchiesta intorno al “benefattore” di cui avrete riconosciuto l’immagine lassù all’inizio.
Si tratta di quattro puntate, di circa mezz’ora l’una, pubblicate sul canale Youtube “Colbett Report” e ottimamamente sottotitolate in italiano. Il ritmo del parlato è veloce, ma per fortuna si può arrestare e riprendere il flusso in qualsiasi momento.

Ecco i link:
parte prima (clicca qui);
parte seconda (clicca qui);
parte terza (clicca qui);
parte quarta (clicca qui).

Non mi dilungo in appelli a che troviate la voglia di dedicare due ore del vostro tempo a questo lavoro (almeno fin quando non verrà censurato).
Posso dire solo che riguarda da vicino il nostro futuro e probilmente anche voi, dopo, sentirete la necessità di diffonderlo.

Un’ultima annotazione, in chiave soggettiva, mi sembra doverosa.
I contenuti di quest’inchiesta, lungi dal sorprendermi, mi hanno tuttavia scosso profondamente.
Ma non hanno turbato la mia fondamentale serenità e apertura alla gioia, doni che devo in buona parte alle mie recenti frequentazioni in campo filosofico (con il pensiero di Emanuele Severino) e spirituale (con la voce di grandi saggi come Eckhart Tolle).

Augh. Ho parlato.
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Informazioni su Franz

Per una mia presentazione, clicca sul secondo riquadro ("website") qui sotto la mia immagine...
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4 risposte a Il filantropo

  1. Sari ha detto:

    Sto guardando e soprattutto leggendo ma non sono stupita da quel che apprendo perchè avevo sentito degli interessi legati ai vaccini e alla produzione del cibo. Lo si dice da anni che nel futuro saremo asserviti e controllati da vaccini e dalla distribuzione del cibo necessario. Sono preoccupata da tanto tempo ma il messaggio non passa facilmente e ora taccio. Non smetto di dire che il vaccino contro i coronavirus non ci salverà perchè arriveranno nuove pandemie e occorreranno nuovi vaccini di cui si sa poco.
    Continuo a guardare…

    • Franz ha detto:

      Apprendo con piacere, cara Sari, della tua sensibilità a questi problemi.
      Credo, comunque, che anche a te questa inchiesta, nel suo complesso, riuscirà a focalizzare con chiarezza le minacce estremamente serie legate ai piani di un uomo solo (sia pur al vertice di una piramide, peraltro da lui stesso in gran parte costruita).
      Personalmente, visto che anch’io negli ultimi tempi mi ero messo sulle sue tracce, (ovviamente in senso di informazioni e consapevolezza), la puntata dell’inchiesta che mi ha turbato e spaventato è stata essenzialmente la quarta ed ultima, in cui vengono messe in luce le sue motivazioni culturali e caratteriali.
      Spero che tu giunga ad ascoltare l’intero servizio, e comunque mi fa molto piacere sapere che tu abbia raccolto il mio invito.
      Quanto alle nuove pandemie, personalmente penso che arriveranno se qualcuno le produrrà: come forse saprai, il Nobel Luc Montagnier ha rilevato con sicurezza, nel genoma del Covid19, un intervento umano, prevedendo al contempo con una certa precisione il calo spontaneo dell’aggressività del virus in pochi mesi, per una sorta di reazione del virus stesso alla manipolazione subita.
      Insomma siamo già immersi fino al collo, in quel “futuro” a cui accenni; già dei piani di lucida follia eugenetica stanno sconvolgendo le nostre normali esistenze.

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